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CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « MANOVRA ANTICIPATA ASSESTAMENTO, VIA LIBERA CON 5 SÌ / 2 NO / UNA ASTENSIONE: SPINELLI, CORRENDO NON SEMPRE SI RIESCE A FARE TUTTO COME SI VORREBBE »

Manovra anticipata di assestamento: via libera della I Commissione con 5 sì, 2 no e il voto di astensione di Tonini (Pd). L’assessore Spinelli: correndo non sempre si riesce a fare tutto come si vorrebbe.

Presente l’assessore Spinelli, la I Commissione del Consiglio presieduta da Vanessa Masè (La Civica) ha espresso oggi il proprio parere favorevole al disegno di legge 96 proposto dal presidente della Giunta Fugatti che indica le “Prime misure del 2021 connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e la conseguente variazione al bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2021 – 2023”. Cinque i voti favorevoli espressi dai tre consiglieri della Lega insieme a Cia di Fratelli d’Italia e da Masè de La Civica, due i contrari (Marini del Misto e Zanella di Futura) e uno di astensione (Tonini del Pd). Assente solo alla fine Rossi (Misto) che aveva preannunciato un voto di astensione. Sul testo del ddl, assegnato all’esame ancora in corso della II Commissione, domani pomeriggio si concluderanno le audizioni iniziate oggi. Masè ha precisato che questo parere richiesto alla I Commissione riguarda il ddl nel suo complesso e per questo ha chiesto all’assessore Spinelli di introdurre la discussione illustrando nuovamente il provvedimento. La I Commissione ha poi deciso di effettuare il 10 maggio le audizioni sui due disegni di legge proposti in materia elettorale da Rossi e Masè.

 

Spinelli: l’obiettivo è di far ripartire l’economia guardando oltre l’emergenza.

L’assessore ha ricordato che ieri sono stati depositati gli emendamenti proposti dal presidente che delineano maggiormente la manovra come è stata annunciata alle forze imprenditoriali e sindacali al palazzo della Regione. Spinelli ha premesso che il ddl ha lo scopo di sostenere l’economia per le conseguenze del Covid sugli operatori economici e vuole contribuire al miglioramento della condizione di questi soggetti anche a seguito dalla mancata partenza dell’ultima stagione turistica invernale. Di fatto – ha spiegato l’assessore – questo ddl è una manovra di assestamento anticipata di due mesi rispetto agli altri anni ed evidenzia gli obiettivi che dal punto di vista economico la Giunta intende perseguire quest’anno. Oltre alle misure di emergenza il ddl esprime anche politiche di investimento per la ripartenza dello sviluppo riferite a una visione successiva alla pandemia e di lungo periodo. L’assessore ha poi passato in rassegna i singoli articoli del ddl (vedi relazione allegata) e soprattutto i relativi emendamenti depositati ieri (vedi emendamenti allegati) a firma del presidente Fugatti, segnalando ai consiglieri i principali contenuti. In particolare Spinelli ha ricordato i 9 milioni di euro destinati dalla Giunta alle attività e agli operatori economici penalizzati dalla cancellazione causa Covid dell’ultima stagione turistica invernale.

 

Domande e risposte.

Ugo Rossi (Misto), ha chiesto chiarimenti sugli articoli che prevedono stanziamenti legati alla previsione di ristori e sostegni, per sapere se rispondono alla stima di un accresciuto fabbisogno di aiuti e quale sia l’entità delle risorse previste.
L’assessore ha precisato che le risorse indicate per il finanziamento del ddl e gli emendamenti depositati ieri non tengono conto della volontà di destinare tutto l’avanzo di bilancio 2020 a questa manovra. L’entità degli stanziamenti sarà quindi notevolmente ampliate rispetto a quelle indicate nel ddl. In particolare, per il sostegno ai lavoratori stagionali, Spinelli ha chiarito che la misura è sostanzialmente la stessa stanziata per l’estate del 2020, perché quest’inverno sono stati pochissime le imprese che hanno assunto. I 7 milioni previsti dal ddl sono quindi stati liberati per le imprese “temerarie” che hanno assunto lavoratori durante la stagione invernale.
Alex Marini (Misto) sull’articolo 5 ha chiesto un’indicazione di massima sull’entità del la riduzione delle sanzioni previste a carico delle aziende che si sono dimostrate “non temerarie” per non aver adempiuto agli obblighi occupazionali assunti. Sugli emendamenti, ha chiesto qualche dettaglio in più relativamente al rendiconto 2020 che sarà formalizzato nelle prossime settimane. Secondo Marini la Giunta farebbe bene a produrre una relazione illustrativa ad hoc sugli emendamenti presentati.
Spinelli ha risposto sulla riduzione delle sanzioni alle imprese assicurando che saranno attentamente valutate le imprese che potranno beneficiarne. Trentino Sviluppo selezionerà le attività la cui situazione economica appare particolarmente critica. Quanto al rendiconto la delibera 612 approvata dalla Giunta il 23 aprile scorso permette di analizzare nel dettaglio l’intero rendiconto 2020 della Provincia.

 

Tonini: Giunta maleducata! E quando si parlerà del futuro?

Giorgio Tonini (Pd) ha posto alcune questioni politiche di carattere generale. La prima riguardante il metodo seguito, da lui giudicato “non ortodosso e assolutamente inedito”. Clamoroso è che con un emendamento una manovra passi da 16 a 219 milioni di euro con un iter del tutto indefinito. Si mette a dura prova il principio della potestà delle assemblee elettive, in questo caso del Consiglio provinciale, rispetto al bilancio. Certo, per giustificare questa procedura del tutto inedita ci si appella alla straordinarietà dell’emergenza Covid. Non si giustifica però il modo con cui questa procedura è stata adottata senza condividerne la scelta con le minoranze. Bastava una telefonata per sottoporre ai consiglieri l’esigenza di procedere in maniera così anomala e straordinaria fornendo le necessarie rassicurazioni all’assemblea legislativa. “Perché – ha chiesto con forza Tonini – la Giunta ha proceduto senza minimamente chiedere permesso? Il modo con cui la Giunta ha proceduto è un modo maleducato rispetto alla correttezza del galateo istituzionale che non è solo forma ma sostanza”, ha protestato il consigliere. Visto che le minoranze si sono sempre comportate in modo serio e responsabile era lecito che si attendesse un mimino di confronto come promesso dal presidente Fugatti entro il mese di marzo. Seconda domanda di Tonini: “quando il Consiglio potrà conoscere le dimensioni esatte di questa manovra?” Già oggi la Giunta è in grado di indicare il punto di caduta di tutta questa manovra. “Si può allora evitare – ha chiesto il consigliere – che 200 milioni rimangano nascosti nella nebbia dell’incertezza?” La domanda è perché questo confronto non vi sia stato e quando vi sarà. Terza domanda: da dove vengono i 200 milioni di euro di avanzo dell’anno scorso che si vorrebbero utilizzare in questa manovra? Si tratta in buona parte, secondo Tonini, del “non speso” dalla Provincia del 2020. In sostanza per il consigliere c’erano 200 milioni da spendere nel 2020 che non si è stati in grado di spendere. E questo dice molto su come si sta governando la Provincia. Quinta domanda di Tonini: quando si parlerà del futuro? Il presidente Draghi ci ha insegnato che mai come in un momento di crisi come questo occorre guardare al futuro. Il governo nazionale ha già presentato il Documento di economia e finanza. E la Provincia? Quando avremo l’occasione di parlare di queste prospettive e non solo di emergenza? Ne va, per Tonini, della credibilità del sistema economico e sociale del Trentino. Di questo futuro non c’è traccia nei provvedimenti della Giunta mentre le minoranze non smettono di porre questa domanda.

 

Spinelli: l’esigenza della velocità ha prevalso. Non sempre la condivisione funziona.

L’assessore Spinelli ha considerato “complesse” le questioni poste da Tonini. Cosa ha impedito alla Giunta di condividere queste scelte procedurali? Per Spinelli non c’è a monte alcuna voglia della Giunta di chiudersi a riccio rispetto a queste scelte. Semplicemente l’esecutivo cerca con questo ddl di sistemare situazioni molto critiche emerse non per colpa della Provincia. E l’esigenza della velocità ha prevalso su qualunque altra considerazione. “Certo – ha riconosciuto – forse una telefonata poteva starci, ma io non sono un politico”, ha commentato. Quanto al l’epiteto di “maleducati” Spinelli ha riconosciuto che la Giunta “impone” questa manovra, anche perché a suo avviso, sempre da non politico ha aggiunto: “non sempre la condivisione ha funzionato”. Certo, vi sarà un momento in cui i consiglieri conosceranno i dettagli di questa manovra, riguardanti le risorse preannunciate alle categorie economiche e alle parti sociali. La manovra è finanziariamente pesante e forse la più importante messa in campo dall’esecutivo che certo non può ancora dire tutto per quanto riguarda le risorse mentre ha indicato e indica con chiarezza le finalità e gli obiettivi. Anche perché gli emendamenti che arriveranno in Aula presenteranno in sostanza solo una implementazione di risorse e non misure nuove calate dall’alto. Si tratta solo di dotazioni finanziarie differenti. Spinelli ha evidenziato la prudenza con cui la Giunta sta operando per stare attenti a gestire bene le risorse di cui la Provincia dispone. I 218 milioni di euro di avanzo 2020 derivano da una variegata sommatoria di voci per cui – ha precisato l’assessore – è difficile indicare tutti i “rubinetti” da cui proviene questa sorta di risparmio. Vi sono state economie e anche entrate arrivate in modo inaspettato.

 

Zanella: gli interventi previsti in questo ddl sono poca cosa.

Paolo Zanella (Futura) ha criticato politicamente il metodo adottato dalla Giunta dal momento che gli emendamenti che contano non sono arrivati in Commissione prima dell’esame del ddl come era stato preannunciato. Non sapere nulla delle modifiche inficia il percorso del provvedimento. Ora Spinelli dice che la Giunta preferisce imporre e non condividere. Per questo Zanella ha espresso “amarezza” e “delusione”. Questo non è un “misurone” ma un “misurino” – ha proseguito – dal momento che si parla di 16 milioni di euro. Non sappiamo quando le due Camere avranno approvato la norma che permette alla Provincia di utilizzare l’avanzo di bilancio. Per questo Zanella ha invitato l’assessore a dirci almeno qual è l’ordine di grandezza delle dotazioni a disposizione della Giunta con questa manovra. Scorretto è che l’entità si conosca solo in Aula. Altra domanda del consigliere: se questa manovra anticipa l’assestamento di bilancio, in luglio ci sarà un’altra manovra di assestamento? Di interventi che esulino dai sostegni ordinari alle imprese e ai lavoratori in questo ddl ce ne sono ben pochi: “si tratta di misure minimali rispetto alle azioni per far ripartire l’economia”. In altri punti del ddl sembra che non manchino solo i soldi ma anche le misure. Ultimo interrogativo: perché si è scelto di non finanziare il fondo di solidarietà ma di adottare un’altra via a sostegno dei lavoratori.

 

L’assessore: quando si corre spesso non si riesce a fare tutto nei modi desiderati.

L’assessore Spinelli ha ribadito le motivazioni dell’urgenza del ddl: “non è che andiamo fieri di questa procedura – ha ammesso – però era l’unica disponibile per arrivare ad approvare un provvedimento in tempi brevi e certi e passare alla fase applicativa con l’erogazione delle risorse a imprese e lavoratori. Si corre e spesso non si riesce a fare tutto nei tempi e nei modi come si vorrebbe”. Quanto all’entità delle risorse, l’assessore ha assicurato che la Giunta metterà in gioco questi 219 milioni di euro e che i consiglieri potranno vedere tutti i rivoli in cui andranno indirizzate queste risorse. Spinelli si è poi scusato di non poter entrare nel dettaglio: “se fossimo autorizzati a farlo sul piano normativo sicuramente l’avremmo fatto ma non potevamo far correre rischi alla struttura provinciale: cerchiamo di far arrivare almeno questa modifica al governo per poi poter procedere con maggiore tranquillità”. Quanto al mancato sostegno al fondo di solidarietà, l’assessore ha spiegato che la Provincia non aveva e non ha alcun controllo sull’attività e le iniziative disposte dal Fondo di solidarietà. Il Fondo di solidarietà ha agito modificando un precedente accordo virtuoso che cercava di erogare una mensilità aggiuntiva Anaspi, ma la Giunta non ne era a conoscenza ed aveva già fatto partire una misura provinciale. Da questo punto di vista l’esecutivo ha rivendicato alla Provincia la prerogativa di come destinare risorse a sostegno dei lavoratori. Spinelli ha poi puntato l’indice contro la burocrazia assimilando a questa anche il Fondo di solidarietà: meglio per la Provincia – ha detto – l’Agenzia del lavoro. E con la dotazione si potrà essere d’aiuto ai lavoratori da due fronti diversi senza alcuna sovrapposizione.

 

Savoi: approvare subito queste misure per mettere soldi nelle tasche dei trentini.

Alessandro Savoi (Lega) ha sottolineato l’emergenza che non ha precedenti negli ultimi 100 anni, da quando il Trentino è in Italia, in cui si trova l’economia. Per questo il ddl della Giunta ha natura emergenziale. Evidente, quindi, che “bisogna correre come i disperati”. L’esecutivo ha quindi il diritto-dovere di fare le cose velocemente per soccorrere le imprese e i lavoratori utilizzando sia le risorse statali sia l’avanzo 2020 anche se non abbiamo ancora l’autorizzazione legislativa. Avanzo che in tempi normali non si utilizza mai, ma al quale oggi la Giunta ha il dovere di attingere. I trentini, insomma, per Savoi dovono poter contare sull’approvazione di questo provvedimento entro il 15 maggio prossimo e per questo oggi dobbiamo impegnarci a fare in modo che queste risorse arrivino all’economia e nelle tasche dei trentini già nel mese di giugno. Anche nella normalità un consiglio comunale approva un bilancio che poi la Giunta deve attuare con le risorse necessarie. Secondo Savoi, inoltre, “non possiamo fare paragoni con l’Alto Adige perché occorre prendere atto che la Provincia di Bolzano da alcuni anni a questa parte ha maggiori risorse rispetto a quella di Trento”. Il consigliere ha concluso mettendo l’accento sui 500 milioni di euro (“che speriamo siano anche di più”) con cui la Giunta potrà dare ristoro a chi ne ha più bisogno”.
Claudio Cia (FdI) ha chiesto se per le riduzioni dell’Imis siano poi previste compensazioni della Provincia ai Comuni.
Valeria Placidi, dirigente generale del dipartimento affari e relazioni istituzionali ha risposto che sarà la Provincia a coprire le agevolazioni comunali sull’Imis.

 

Dichiarazioni di voto. Rossi: non è stato detto come saranno utilizzati 80 milioni.

Rossi ha preannunciato il proprio voto di astensione su questo ddl che esprime solo il desiderio di fare presto. Ma se si voleva fare presto bastava fare una manovra di bilancio di 219 milioni di euro finanziando subito i settori che più ne hanno bisogno e utilizzare nell’assestamento di luglio i rimanenti 219 milioni dell’avanzo 2020. Rossi contestato la grancassa con cui la Giunta ha presentato pubblicamente il ddl avendo preparato poco o nulla. La posizione di Azione su questo provvedimento si riconosce – ha detto – nelle dichiarazioni politiche di Tonini. E ha aggiunto di capire perfettamente il perché ci troviamo di fronte a quest’urgenza. Vero per Rossi che non si può aspettare né perdere tempo. Giusto anticipare i tempi. Ma allora occorreva prendere atto già a dicembre che la stagione invernale non sarebbe mai partita né per quanto riguarda gli impianti né per le attività turistiche connesse. I conti, quindi, si potevano fare molto per tempo evitando di continuare a dire come ha fatto la Giunta “sì si riapre, no non si riapre”. Insomma la Provincia poteva organizzarsi prima. Secondo: siccome è certo che 219 milioni di euro di avanzo ci sono, allora facciamo presto e decidiamo dove metterli. Invece Spinelli ha collegato alle norme di questo ddl non i 219 milioni di euro dell’avanzo ma solo 110 milioni, per cui ce ne sono almeno 80 su cui questo ddl e la Giunta non hanno detto a cosa serviranno e come verranno utilizzati. Eppure la situazione di bisogno è nota almeno dal gennaio scorso. Rossi ha chiesto quindi cosa abbia fatto allora la Giunta nel frattempo? Non sapere cosa fare di questi 80 milioni potrebbe essere un problema. Il presidente Fugatti dovrebbe spiegare quali idea di utilizzo ha di queste risorse. Secondo Rossi potrebbero andare alle imprese che più ne hanno bisogno, dando ad esse una prospettiva di tenuta finanziaria e di fare qualche investimento per la ripartenza. Per accompagnare queste aziende in questa fase di sofferenza finanziaria, si potrebbe strutturare un fondo che si occupi dei mutui con garanzia da parte della Provincia. Questa sarebbe benzina per la ripartenza. Ma non ce n’è traccia in questa manovra.

 

Tonini: di fronte a un’emergenza occorre mettere a fattor comune le idee di tutti come sta facendo il governo Draghi.

Tonini ha motivato il proprio voto di astensione con il metodo sbagliato adottato dalla Giunta insieme all’assenza di idee e di confronto con le minoranze e il Consiglio su come spendere i soldi a disposizione. In tempo di grave emergenza – ha osservato – si devono mettere a fattor comune le idee di tute le forze politiche per decidere il da farsi. Un po’ come sta accadendo a Roma con il governo Draghi, in cui siedono compagini schierate politicamente su fronti opposti. Questo modo di procedere senza spiegare come la Giunta intende utilizzare le risorse, secondo Tonini fa male al Trentino. Si va avanti di giorno in giorno senza avere l’idea di dove si vuole andare. Andare ad alta velocità in queste condizioni non serve. Perché il futuro non interessa mentre gli altri si stanno attrezzando per questo. Non abbiamo nemmeno un’anticipazione del Def, il documento programmatico per eccellenza sui passi da compiere nel prossimo futuro. L’astensione del Pd equivale quindi a una sospensione del giudizio su questo ddl nell’attesa fiduciosa di capire dove la Giunta vuole andare e come.

 

Masè: le misure della Giunta riempiono i vuoti lasciati dal decreto sostegni.

Masè ha annunciato il parere positivo de La Civica su questo ddl che ha dovuto attendere il decreto sostegni del governo. La Provincia cerca di intervenire laddove questo decreto non è arrivato. Le risorse della Provincia punta per Masè a coprire con misure puntuali ciò che gli interventi del governo non hanno preso in considerazione. Interventi come quelli introdotti nel ddl ad esempio a sostegno degli alloggi privati ad uso turistico con l’esenzione Imis, per l’articolo che prevede il rimborso alle imprese di autotrasporto trentino per i tamponi a cui hanno dovuto sottoporsi tra gennaio e marzo per valicare il Brennero, per gli interventi sul settore vitivinicolo ed enoturistico, a favore della liquidità delle imprese anche a sostegno dei lavoratori.

DISEGNI DI LEGGE IN MATERIA ELETTORALE: AUDIZIONI IL 10 MAGGIO.

A seguire la I Commissione è tornata ad occuparsi dei disegni di legge 5 e 80 proposti rispettivamente da Rossi (Misto) – quando ancora era capogruppo del Patt – e da Masè per modificare il sistema elettorale della Provincia. I 2 ddl, il cui esame era iniziato due anni fa ed era poi stato interrotto per approfondimenti, propongono di aumentare il numero delle preferenze che gli elettori possono esprimere fatte salve quelle di genere.
Rossi ha ricordato che il tema del suo ddl è molto politico e come tale non ha bisogno di particolari audizioni.
Marini ha chiesto alla dott.ssa Ravelli, sostituto dirigente del settore Amministrazione trasparente della Provincia, chiarimenti sulla metodologia seguita per rilevare e accorpare i dati chiesti dalla I Commissione durante l’esame dei due ddl sulle quattro tornate elettorali provinciali dal 2003 ad oggi.
Maria Ravelli, sostituto dirigente del Servizio elettorale, ha ricordato che i dati provengono da Trentino Digitale che li ha elaborati. TD ha fornito i file con tutti i dati in formato editabile e stampabile per permettere anche di ottenere altre informazioni sulle 4 consultazioni elettorali. Le lettura dei dati è comunque abbastanza intuitiva.
Savoi ha riconosciuto il carattere fortemente politico della riforma elettorale di cui con questi due ddl si parla dal febbraio 2019. Una riforma provinciale andrà comunque approvata in tempo utile per Savoi modificando il sistema delle preferenze di genere dopo aver effettuato le audizioni del caso.
Sara Ferrari (Pd) ha chiesto ulteriori chiarimenti alla dott.ssa Ravelli sul dato relativo all’utilizzo storico delle preferenze di genere.
Ravelli ha risposto che sulla base dei dati messi a disposizione dal sistema informativo non è possibile risalire dalle preferenze a singoli elettori.
La presidente Masè ha preannunciato che la Commissione effettuerà le audizioni sui due ddl il 10 maggio e procederà all’esame dei testi il 14 maggio. Il 6 maggio, invece, l’organismo sarà convocato per pronunciarsi con pareri relativi a nomine della Giunta.