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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PAT * PRIMA COMMISSIONE: « DDL ASSESTAMENTO APPROVATO, EMENDAMENTO SULLE RSA CONTESTATO DA ROSSI, TONINI E GHEZZI »

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07.05 - giovedì 16 luglio 2020

La nota presenta l’approvazione del ddl 60 sull’assestamento del bilancio provinciale in Prima Commissione che ha espresso anche il parere favorevole sul Defp. In allegato, il documento di due cartelle distribuito dal presidente Fugatti per spiegare nel dettaglio le implicazioni dell’emendamento da lui proposto all’articolo 16 del ddl in merito all’affidamento all’Apss della direzione sanitaria e dell’assistenza medica nelle Apsp.

 

Disegno di legge sull’assestamento approvato dalla Prima Commissione dopo il sì all’emendamento sulle Rsa contestato da Rossi, Tonina e Ghezzi. Apertura del presidente Fugatti a una possibile modifica dopo il confronto in programma con Upipa e in Aula a fine mese.

Dopo due ore e mezza consumate in gran parte nella discussione dell’emendamento del presidente Fugatti all’articolo 16 sulle Rsa, ieri pomeriggio la Prima Commissione guidata da Vanessa Masè (La Civica) ha approvato il ddl 60 dedicato dalla Giunta all’assestamento del bilancio di previsione della Provincia per gli esercizi finanziari 2020-2022. Senza dichiarazioni conclusive il testo è passato con i quattro i voti favorevoli dei leghisti Masè, Job, Savoi e Dalzocchio e di Claudio Cia, i due contrari – di Rossi del Patt e di Tonini del Pd – e i due di astensione di Marini del gruppo Misto e Ghezzi di Futura 2018.

Il dibattito sull’emendamento contestato dalle opposizioni ha coinvolto anche il dirigente del dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti e si è concluso con la conferma della modifica all’articolo 16 voluta da Fugatti, contro la quale hanno votato Rossi, Tonini e Ghezzi, mentre Marini si è astenuto. Tuttavia il presidente ha “aperto” alla possibilità di rivedere la norma pur mantenendo invariato l’obiettivo del provvedimento – migliorare l’assistenza sanitaria nelle case di riposo per fronteggiare un eventuale futuro riacutizzarsi dell’emergenza Covid-19 – sia alla luce del confronto già previsto la settimana prossima con Upipa sia sulla base delle valutazioni che emergeranno dall’esame finale del Consiglio in Aula dal 24 al 31 luglio. L’organismo ha dato il via libera anche dal Documento di economia e finanza della Provincia (Defp) con 5 sì, 2 no (Rossi e Tonini) e 2 astenuti (Ghezzi e Marini).

 

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Ruscitti: 2 milioni e 202mila euro più 600mila per personale a supporto delle Apsp.

L’esame dell’emendamento all’articolo 16 era stato sospeso ieri su richiesta di Giorgio Tonini (Pd), che aveva chiesto informazioni più dettagliate e spiegazioni in merito alla scelta di affidare la direzione sanitaria e l’assistenza medica nelle 41 Aziende pubbliche di servizio alla persona (Apsp) aderenti all’Upipa, all’Azienda provinciale per i servizi sanitari. A inizio seduta il presidente Fugatti ha consegnato una nota tecnica esplicativa dell’emendamento (testo allegato) illustrata dal dirigente Giancarlo Ruscitti. La spesa che la Pat rimborsa alle Apsp tramite l’Apss – ha segnalato Ruscitti – è di 2 milioni e 208.000 euro per il coordinamento sanitario, più 600.000 euro destinati al supporto di infermieri e amministrativi. In questo modo, ha precisato il dirigente, si garantirà una collaborazione dell’Apss con il personale delle Rsa e uno scambio fruttuoso per la crescita professionale di tutti.

 

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Rossi: fermarsi per un confronto con Upipa e tenere conto che la legge sulle Apsp è regionale.

Il capogruppo del Patt Ugo Rossi ha invitato la Giunta a valutare il “crinale normativo” che sta tra la competenza provinciale e quella regionale che disciplina con legge le ex Ipab. La norma regionale attua lo Statuto speciale di autonomia e spiega cosa sono le aziende pubbliche di servizio alla persona che erogano servizi sia socio-assistenziali sia sanitari. Servizi sanitari i cui costi sono sostenuti dal fondo sanitario provinciale. La Pat, da cui dipendono le modalità di erogazione di questi servizi, può entrare nel merito delle scelte organizzative e tecnico-sanitarie delle strutture nonché requisiti, criteri e parametri. In base a questa facoltà la Pat avrebbe potuto entrare anche nel merito dell’organizzazione delle case di riposo anche in un momento di emergenza come questo. Senonché al comma 3 si riconosce alle Apsp un’autonomia non solo gestionale ma anche tecnica. E tecnica, per Rossi, vuol dire anche sulla direzione medica. Le Apsp esercitano questa autonomia sulla base di un accreditamento, ma in contesto contrattuale e non normativo. Contesto che implica quindi accordi tra le parti e non decisioni unilaterali. Quindi per perseguire obiettivi ragionevoli come quelli ai quali mira l’emendamento, per Rossi è opportuno “fermarsi e intavolare subito un ragionamento con Upipa, per definire negli accordi contrattuali soluzioni rispettose sia dell’autonomia delle Rsa sia funzionali ai servizi sanitari”. Solo così per Rossi si rispetta la legge regionale. Sulla norma ha comunque chiesto il parere degli uffici per cercare eventualmente una soluzioni più idonea a perseguire l’obiettivo.

 

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Ghezzi: la ragione di questa riforma è che nelle Rsa qualcosa non funzionava?

Paolo Ghezzi (Futura) ha osservato che questo emendamento ha tutta l’aria di un’iniziativa blitz per forzare i tempi normali del confronto. E ha posto a Fugatti una “domanda politica” sul perché non vi sia stato questo confronto preventivo, pur essendo a conoscenza delle dolorose notizie provenienti dalle Rsa. Strano quindi, per il consigliere, che la Giunta non proceda con maggiore prudenza sul delicato terreno dell’assistenza alle persone più fragili. Ghezzi ha poi posto altre domande. La prima riferita al ragionamento che il presidente deve sicuramente avere avuto con l’assessora alla salute in merito a questa riorganizzazione. Poi sul perché siano si prevede che siano 4 o 5 e non di più gli ambiti territoriali omogenei ai quali l’Apss destinerà i 16 medici incaricati del coordinamento sanitario delle Rsa. Quindi sui vantaggi di questa riforma che in quanto tale presuppone che le cose oggi non funzionino. Non funzionano forse – ha chiesto Ghezzi – per mancanza di competenza e qualificazione dei direttori sanitari e dei medici attuali? O perché oggi non c’è un supporto sufficiente nella gestione terapeutica di casi complessi emersi soprattutto con la pandemia? Ancora: cosa vuol dire garantire il supporto anche alla continuità assistenziale della guardia medica? E infine perché i medici dovranno essere proprio 16? E come potrà funzionare la loro “direzione sanitaria plurima” di più case di riposo specie se nelle Rsa ripartisse l’emergenza?

 

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Tonini (Pd): 16 medici per tutte le Rsa del Trentino sembrano pochi.

Giorgio Tonini (Pd) ha ringraziato il presidente del documento tecnico fornito su sua richiesta, che offre un supporto di conoscenza indispensabile per poter decidere. E che fa capire soprattutto che si sta parlando di 16 medici assegnati all’intero sistema delle case di riposo. Manca però un dato: quanti sono i medici che oggi operano nelle Rsa? Quanto costano? La proposta stima che ogni medico costi 138.000 euro all’anno, ma quanto costa oggi? Quanti sono ora i medici e qual è la copertura finanziaria? A occhio secondo Tonini “16 medici per coprire l’intero sistema delle Rsa del Trentino sembrano pochini. Il rischio è che così si finisca per depotenziare anziché potenziare l’assistenza sanitaria. Per questo Tonini ha detto di condividere l’appello rivolto da Rossi a Fugatti di approfondire l’emendamento attraverso il confronto con Upipa, per arrivare in Aula con una proposta migliore. Il vantaggio sarebbe un coinvolgimento degli operatori che sono stati in prima linea nelle case di riposo.

 

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Marini: perché risolvere l’Osservatorio della salute nel dipartimento prevenzione?

Alex Marini (Gruppo misto) ha chiesto perché l’articolo 16 preveda l’eliminazione dell’Osservatorio sulla salute e del Comitato scientifico per incardinare questi organismi nel dipartimento prevenzione. E notizie su come hanno finora funzionato questi organi e come si pensa di sostituirne le funzioni. Marini ha poi giudicato positivamente la nuova procedura di nomina del direttore generale dell’Apss inserita in questa norma, che garantisce trasparenza e competenza nella scelta di questa figura.

 

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Savoi: nel 2019 l’assessora aveva già scritto di voler valorizzare i medici nelle Rsa.

Alessandro Savoi (Lega) ha difeso la possibilità della Giunta di presentare emendamenti come e quando gli pare, anche “blitz”. E ha ricordato a Ghezzi che proprio lui con un’interrogazione rivolta nel marzo 2019 all’assessora alla sanità chiedeva a Segnana se abbia intenzione di concedere un riconoscimento ai medici per il ruolo da loro svolto a tempo pieno nelle Rsa. Nel luglio 2019 l’assessora aveva risposto che il tema sarebbe stato oggetto di confronto con Upipa per valorizzare queste figure ed evitarne l’elevato turnover. Per Savoi questo basta a giustificare l’emendamento della Giunta all’articolo 16.

 

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De Godenz: occorre garantire autonomia e responsabilità delle Rsa.

Pietro De Godenz (UpT) ha chiesto a Fugatti la ratio dell’emendamento visto che lui sul tema aveva proposto al Consiglio una risoluzione, la numero 3, che era stata respinta anche se impegnava la Giunta ad intavolare una trattativa con i sindacati degli operatori professionisti per riconoscere adeguatamente il loro ruolo. Anche De Godenz ha suggerito alla Giunta di prendersi un po’ di tempo per valutare la questione garantendo autonomia e responsabilità delle Rsa.

 

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Fugatti: il testo potrà essere modificato dopo il confronto con Upipa e in Aula.

Il presidente Fugatti ha giudicato costruttivi gli interventi e sostenuto rispondendo a Rossi che l’emendamento tiene già conto della legislazione regionale. La ratio del provvedimento è a suo avviso facilmente comprensibile. In ogni caso, ha aggiunto, “su questo testo vi sarà un percorso di dialogo e di valutazione da qui all’Aula. E potranno esservi delle modifiche “anche se – ha aggiunto – non posso garantirlo adesso”. Con Upipa vi era stato un dialogo su un’ipotesi di intervento ma senza specificare che avremmo presentato un emendamento. Sicuramente, a suo avviso, “un provvedimento va adottato in questo capo per fare gioco di squadra e fronteggiare un’eventuale nuova emergenza Covid che si dovesse presentare”. Comunque, ha ribadito, il testo dell’emendamento non è un dogma e potrà essere modificato sia attraverso un confronto che vi sarà con Upipa sia con i consiglieri in Aula. “Si tratta di dialogare con le Rsa su come definire la cosa attraverso una collaborazione tra Apss e Apsp, ma è necessario raggiungere l’obiettivo. Che non è di negare le capacità delle direzioni sanitarie e dei medici attuali ma di adeguare il servizio sanitario nelle Rsa alla nuova situazione che si è venuta a creare. Quanto all’Osservatorio della salute, il presidente ne ha riconosciuto l’importanza e ha spiegato che proprio per questo si ritiene più funzionale inserirlo nel dipartimento prevenzione. Sul bando di concorso per l’assunzione di un nuovo dirigente dell’Apss, ha spiegato che la norma mira ad assicurare in modo trasparente la competenza e l’esperienza di questa figura come previsto a livello nazionale.

 

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Rossi: perché non c’è l’assessora?

Rossi ha chiesto al presidente se avrebbe agito diversamente nel caso in cui questo dibattito in Commissione non ci fosse stato. E ha lamentato l’assenza dell’assessora alla sanità in questa discussione su un tema di sua competenza e visto che sarà Segnana a confrontarsi con Upipa. Il capogruppo del Patt ha poi ribadito la necessità, “non politica ma organizzativa”, ha sottolineato, di affrontare il problema dell’influenza stagionale che rischia di bloccare il sistema se non si distinguerà questa malattia dal Covid. Per Rossi la Pat deve puntare sui tamponi e non solo sui vaccini per la “stagionale”. E ha preannunciato che presenterà in Aula un emendamento su questo punto. Infine Rossi ha chiesto a Fugatti se sia così sicuro che passare dalla situazione attuale nella quale i medici dipendono dalle Apsp a una nella quale dipendono invece direttamente dall’Apss porterà ad un miglioramento. Tenuto conto che vi sono anche medici pensionati o di medicina generale che prestano servizi nelle case di riposo e che sono un valore.

 

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Fugatti: possiamo tornare a 2000 tamponi al giorno se la situazione peggiorasse.

Fugatti ha risposto a Rossi sottolineando che l’incontro con la presidente di Upipa era già programmato e che si sarebbe comunque discusso dell’emendamento anche se la Commissione non avesse sollevato la questione. “Vogliamo raggiungere l’obiettivo con la massima condivisione”, ha ribadito. Sui tamponi il presidente ha detto che la questione sarà affrontata in settembre-ottobre. Oggi, ha aggiunto, di tamponi se ne fanno pochi in quanto molti rifiutano di sottoporsi all’esame e per la rarità dei casi positivi. Potremmo però tornare rapidamente a 2.000 tamponi al giorno se nei prossimi mesi la situazione peggiorasse. Il che ci permetterebbe di fronteggiare una nuova emergenza Covid. Fugatti ha ricordato però che “intanto la scienza va avanti e fra tre mesi potrebbero arrivare degli strumenti all’avanguardia più funzionali di questo”.

 

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Ruscitti: i 16 medici coordinatori delle Rsa saranno a tempo pieno.

Ruscitti ha risposto a Tonini evidenziando che oggi vi sono 36 medici che svolgono la funzione di coordinatori sanitari nelle 41 Rsa aderenti a Upipa oggetto di questo emendamento. Si tratta di medici di medicina generale e di liberi professionisti che lavorano anche in altri contesti. Invece i 16 medici che l’emendamento permetterebbe di inserire sarebbero a tempo pieno e ciascuno dovrebbe seguire 4-5 ambiti territoriali. Questo rende il loro numero più che sufficiente a garantire il coordinamento sanitario, mentre per l’assistenza medica provvederà l’Apss. Il dirigente ha precisato che l’emendamento non presuppone nessuna manifestazione di sfiducia nella competenza e professionalità degli attuali dirigenti sanitari delle Rsa, ma solo un problema di tempo dedicato alle esigenze di cura diventate con il Covid molto più complesse, visto che gli ospiti delle case di riposo presentano a volte anche 3-4 patologie croniche. E questo richiede una maggiore copertura, visto che persone potrebbero riammalarsi di Covid. Ruscitti ha ricordato la creazione, d’intesa con Upipa e Spes, di una Rsa-Covid a Volano per garantire un’assistenza più elevata agli anziani che risultano positivi al virus. “L’aggravarsi della situazione ci ha fatto capire che non basta più un controllo periodico sugli ospiti anziani”. Sul supporto alle guardie mediche il dirigente ha spiegato che quando ci si trova di fronte a un anziano poli-patologico occorre disporre di un archivio gestito nelle Rsa da questi 16 coordinatori sanitari per permettere una gestione migliore di queste situazioni. Ruscitti ha infine giustificato la collocazione di parte delle funzioni dell’Osservatorio nel dipartimento prevenzione con la necessità di potenziare il servizio. La spesa resterà invariata come le funzioni dell’Osservatorio, ha aggiunto. Quanto alla nomina del nuovo direttore dell’Apss l’articolo 16 prende atto che per questo occorre seguire il dettato nazionale mettendo a terra la legge Lorenzin applicata in tutte le regioni come pure nella vicina Provincia di Bolzano. Alla domanda di Ghezzi sul numero degli ambiti omogenei da assegnare ai 16 coordinatori sanitari, il dirigente ha chiarito che esistono territori con 6-7 Apsp e altri con 2 e che quindi l’obiettivo è di applicare i medici in modo che abbiano un carico medio di 4-5 Apsp a testa.
Sulla partecipazione di Segnana alla Commissione Fugatti ha risposto a Rossi che per l’esame dell’assestamento la presenza dell’assessora non era prevista.

 

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L’esame degli articoli. L’assessore Tonina: la Pat potrà vedersi riconosciute delle risorse da Regione Lombardia per l’acqua aggiuntiva attinta dal lago d’Idro e proveniente dal Chiese.

Respinti tutti gli emendamenti proposti da Rossi insieme a Tonini e approvate tutte le modifiche al testo proposte dal presidente Fugatti, i 44 articoli del ddl 60 sull’assestamento sono stati tutti approvati. Alla fine Ghezzi si è astenuto attendendo l’esito del confronto di Fugatti con l’Upipa con la conseguente eventuale modifica dell’articolo 16. Da segnalare la spiegazione data, su richiesta di Marini, dall’assessore Tonina all’ambiente in merito all’articolo 36 dedicato al lago d’Idro. Tonina ha spiegato che la norma disciplina i rapporti con la Regione Lombardia, disposta a rimborsare la Provincia per i prelievi aggiuntivi d’acqua dal lago che si rendono necessari per irrigari i territori del bresciano e del mantovano.

 

 

 

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