PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

Audizioni sull’assestamento di bilancio questa mattina presso la prima Commissione permanente presieduta da Vanessa Masè. Sono stati sentiti i sindacati e gli imprenditori. Le audizioni proseguiranno anche nel pomeriggio di lunedì. A partire da martedì si discuteranno i disegni di legge. Ricordiamo che sul tavolo ci sono i testi 59 e 60 -rispettivamente il rendiconto generale della Provincia per il 2019 e l’assestamento del bilancio di previsione della Provincia per gli esercizi 2020-2022- e il Defp, il documento di economia e finanza provinciale 2021.

I Sindacati: serve un piano sanitario; sconcerto per l’assenza di risorse per le politiche del lavoro; rischio nuova austerità; non si perda il treno degli aiuti europei
Andrea Grosselli (Cgil), Walter Alotti (Uil) e Michele Bezzi (Cisl) hanno sottoscritto un documento unitario (allegato). In premessa, hanno rilevato una difficoltà oggettiva ad approfondire la complessità della manovra di assestamento, che si configura come un disegno di legge omnibus. Una questione di metodo, amplificata quest’anno da interventi finanziari incerti: ai 140 milioni di euro di mancato gettito potrebbero aggiungersi altri 210 milioni in meno, sulla base di come si concluderà la trattativa tra Regioni a statuto speciale e Stato. Se ci saranno modifiche sostanziali nella parte finanziaria, con possibilità di investimento e risorse aggiuntive i sindacati hanno chiesto che si faccia un ulteriore passaggio di ascolto.

Gli effetti della pandemia non sono certo estranei alla scrittura di queste norme e l’emergenza è tutt’altro che finita, sebbene la situazione epidemiologica sia migliorata, hanno osservato. Per la terza volta consecutiva (dopo i disegni di legge anticrisi approvati nei mesi scorsi), anche in queste norme la parte riguardante l’emergenza sanitaria è marginale: un richiamo ad inserire in legge dei riferimenti per la gestione dell’emergenza di qui ai prossimi mesi. L’impatto profondo, quasi drammatico di questa crisi può essere misurato con le ore di cassa integrazione, hanno notato: secondo stime ufficiali in Trentino nei tre mesi di confinamento sono state autorizzate 16 milioni di ore di cassa integrazione.

Per avere un termine di paragone, nei tre anni della recessione economica del 2009-10-11, furono 17 milioni. A questo si aggiunge un’emorragia di 10.000 posti di lavoro, perlopiù lavoratori precari e stagionali che ha messo in crisi migliaia di famiglie che su quei redditi, seppur discontinui, facevano conto. In una situazione tanto grave, sconcerto da parte dei sindacati è stato espresso per la mancanza di finanziamenti nell’assestamento per sostenere le politiche del lavoro. Servono risorse, mentre non c’è un solo euro per le politiche del lavoro: chiediamo di investire sugli strumenti che possano rendere meno impattante la crisi occupazionale. Accanto a questo, Grosselli ha notato che la produttività del lavoro nel 2019 in Trentino è calata, della stessa misura in cui è calata la media nazionale.

L’assenza di un piano programmatico oggi, ha aggiunto, rischia di creare la tentazione nella Giunta di cedere ad una nuova forma di austerità, spingendo sul taglio della spesa pubblica e sociale. Ci sono già dei segnali che purtroppo vanno in questa direzione, ad esempio nei servizi per l’impiego. Si va in controtendenza anche sul lavoro agile, pur con i dati che confermano la maggiore produttività del lavoro da remoto, quando continuare questa sperimentazione avrebbe contribuito ad accelerare sulla digitalizzazione. A scongiurare il rischio di una nuova austerità potrebbero essere finalmente l’Europa e le istituzioni eurounitarie. Su questo fronte il Trentino è importante disegni una propria strategia e sviluppi la capacità di andarsi a prendere i fondi europei perché queste risorse, diversamente da quelle statali, possono essere direttamente accessibili anche alla Provincia di Trento.

 

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Allarme esternalizzazione dei servizi scolastici e sanitari
Walter Alotti ha sottolineato la sfacciataggine della Giunta che nella relazione all’assestamento scrive di essere intervenuta attraverso misure emergenziali a sostegno dei lavoratori. Tra l’altro, ha aggiunto, siamo molto preoccupati sia per la scuola che per la sanità, perché aldilà della questione sicurezza, c’è un tentativo di esternalizzare il servizio della scuola pubblica e quello sanitario, con l’introduzione delle cooperative per la gestione del tempo didattica della scuola e con l’accentuazione della logica dell’acquisto di prestazioni sanitarie dalle strutture private accreditate. Nella manovra, poi, ci sono molti provvedimenti elettorali, come la distribuzione a pioggia di contributi ai comuni: chiediamo che gli interventi siano finalizzati a politiche strutturali rispetto alla risorsa acqua e al digitale, ha suggerito.

Positivo l’annuncio della riapertura di un nuovo fondo social housing per il quale si auspica venga usata la sgr in house della Regione, con risparmi dal punto di vista fiscale ed economico rispetto alla finanziaria veneta. A parte questo, assenti dalla manovra i riferimenti all’edilizia sostenibile e alla casa: chiediamo l’istituzione dell’Osservatorio sull’abitare, operazione a costo zero, che prevede il coinvolgimento delle parti sociali nell’interlocuzione con l’amministrazione. In questi due mesi di aprile e maggio i lavoratori in cassa integrazione e le famiglie hanno subito una riduzione del 40% delle loro retribuzioni: la Giunta deve intervenire perché se non si rilanciano i consumi il territorio difficilmente riuscirà a ripartire.

 

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Assente una strategia sulle riaperture scolastiche; serve una rivalutazione del capitale umano della Pat
Michele Bezzi ha rimarcato il mancato coinvolgimento di tutti nell’elaborazione di una visone su dove si vuole andare e su come affrontare questa crisi. La pandemia ha messo in gravissima difficoltà il turismo, ma in questo contesto il nostro territorio potrebbe essere una fonte strategica da valorizzare, così come gli operatori attivi nel comparto. Servirebbe una rivalutazione del capitale umano della Provincia e degli enti locali, magari mediante nuove integrazioni di organico: ci aspettiamo in questo senso il rinnovo dei dipendenti pubblici, con un riconoscimento e il rispetto del protocollo siglato a suo tempo. Manca una strategia sulla riapertura delle scuole a settembre, ha detto, e le famiglie e i lavoratori dipendenti sono stati esclusi da questi provvedimenti.

 

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Fenalt su rinnovo contrattuale e informatizzazione
Maurizio Valentinotti (Fenalt) ha ribadito la richiesta delle risorse per il rinnovo contrattuale del pubblico impiego, considerato anche il basso reddito, sopratutto in considerazione che il ceto medio è quello che mette in circolo l’economia. Strategico il tema dell’investimento sull’informatizzazione, mentre le aperture domenicali vanno in controtendenza rispetto a questo.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche sei Sindacati
Il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha chiesto se da un punto di vista della necessità della ripresa, si può individuare in anticipo qualche possibilità di incentivo in relazione alle risorse che potrebbero rendersi disponibili. Inoltre, ha chiesto ai sindacati se hanno potuto verificare la presenza sul 2020 e sul 2021 di 100 milioni di riduzione di spesa che ad oggi non sono ancora visibili.

Giorgio Tonini (PD) ha espresso preoccupazione per la definizione di questa manovra come “espansiva” (che mette nell’economia più di quello che toglie): tutte misure sono infatti a legislazione vigente, salvo una, di 100 milioni di riduzione quest’anno e altri 100 milioni l’anno prossimo. La manovra è dunque restrittiva, non espansiva.

Grosselli ha osservato che dobbiamo offrire nuovi servizi e lo possiamo fare grazie alle nuove tecnologie, non nella logica di replicare a tutti i livelli gli stessi servizi. Alcuni servizi vanno addirittura accentrati, a beneficio delle casse pubbliche, ma in generale vanno ideati nuovi modelli organizzativi dei servizi pubblici sanitari. Per gli investimenti infrastrutturali serve un patto tra Provincia e enti locali per decidere le opere che servono al nostro territorio su energia, turismo, paesaggio, ambiente ecc. Sulla spesa pubblica, se già c’è una riduzione, come evidenziato da Rossi e Tonini secondo un prospetto appena distribuito, non possiamo che confermare la grande preoccupazione già evidenziata per una fase molto drammatica che purtroppo non possiamo definire già chiusa. Alotti ha ribadito il rischio del taglio alle risorse e altri aspetti già evidenziati nell’intervento precedente.

 

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Imprenditori: parere favorevole anche se serve un’idea di sviluppo di ampio respiro; bene le misure a sostegno del turismo, ma preoccupa la riduzione delle risorse per il 2021 e 22

Marco Segatta per il Coordinamento imprenditori ha presentato un documento unitario in due parti, con osservazioni generali e puntuali sugli articoli (allegato) e un parere sostanzialmente favorevole rispetto alle norme proposte.
Positivo a loro avviso, in una congiuntura economica difficile come quella attuale, essere riusciti a portare in equilibrio il bilancio e poter disporre di 455 milioni di euro. Bene i contributi a favore dell’edilizia abitativa, i lavoratori pubblici comunali di immediata cantierabilità, gli investimenti per le Olimpiadi, i lavori pubblici provinciali, i contributi per la sistemazione paesaggistica dei centri abitati. Sul versante turistico bene anche agli interventi per il sostegno alla assunzioni e il dimezzamento dell’Imis. Drammatica la situazione occupazionale: si chiedono informazioni precise sulla prosecuzione della cassa integrazione e sull’operatività del Fondo territoriale di solidarietà.
Le chiusure domenicali sono state invece definite “economicamente illogiche”, penalizzanti per gli operatori commerciali del territorio a vantaggio dell’e-commerce o delle altre regioni. Altro tema rilevante assente dall’assestamento, quello della cablatura delle imprese e dell’internazionalizzazione. Preoccupante, inoltre, la mancanza di risorse destinate agli operatori economici e ai loro dipendenti con percorsi formativi ad hoc che consentano di colmare il gap di conoscenza e di superare il divario con i competitors stranieri. La crisi ha sparigliato le carte in tavola, questo è ovvio, tuttavia occorre fornire un’idea chiara di sviluppo e rilancio dell’economia del Trentino e in questo senso gli imprenditori si impegnano a presentare una rosa di proposte da inserire nella prossima finanziaria. Inquietante la generale incertezza sulla disponibilità delle risorse: la priorità assoluta in questo senso sarebbe definire con il Governo un quadro nazionale, in accordo con la Provincia di Bolzano, per permettere una pianificazione strategica. Evidenziamo infine le richieste alla Giunta di un supplemento di riflessione per dare un aiuto agli operatori dell’autonoleggio, “comparto maggiormente colpito dall’emergenza sanitaria” e alla filiera del legno che sta tuttora soffrendo le conseguenze della tempesta Vaia, con un aggravamento della situazione oggi con il Covid.

Alessandro Ceschi (Cooperazione) è entrato nello specifico e ha chiesto di aumentare le risorse ai progetti di sviluppo dei territori (articolo 2). Belli gli interventi sulla prima casa all’articolo 20, si chiedono però particolari finanziamenti per l’edilizia cooperativa. Manca una norma nell’assestamento, ma si suggerisce di incrementare le risorse per il fondo partecipativo. Infine, sul tema dell’edilizia si chiede la riduzione del vincolo da 10 a 7 anni per gli immobili di edilizia pubblica e per le cooperative edilizie indivise si chiede di prevedere un meccanismo che possa agevolarne la chiusura. Infine, sul tema della ristorazione scolastica, Ceschi ha ricordato che ci sono aziende messe in ginocchio dall’emergenza e ha chiesto per queste una norma ad hoc che riconosca almeno i costi vivi che non si possono recuperare.
Aldi Cekrezi per Confesercenti ha posto l’accento sull’articolo 30 che fa riferimento al commercio ambulante: sulla falsa riga di quanto già approvato con emendamento dalla V Commissione Bilancio della Camera si chiede il rinnovo per 12 anni delle concessioni per il commercio ambulante con scadenza al 31.12.2020.
Marco Fontanari (Confcommercio) ha ringraziato per gli interventi per il settore turistico, ma ha ricordato anche i pubblici esercizi, la ristorazione e i bar, tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria: si potrebbe ridurre la Tari, ha suggerito. All’articolo 18 ha evidenziato la necessità di un chiarimento, bene l’art. 26 sugli incentivi per le operazioni immobiliari e l’articolo 27 assolutamente condivisibile, che assegna contributi agli operatori economici dei settori legati al turismo che salvaguardano le assunzioni nella stagione 2020: si chiede però che questa misura possa essere estesa a tutti i settori economici.
Con riferimento all’articolo 30, Ferruccio Veneri (Confcommercio) ha condiviso in pieno la linea di Confesercenti. Ha poi evidenziato altri passaggi sui quali occorre intervenire. Tra questi, la questione delle agenzie di viaggio che si stima che nel 2020 registreranno un calo delle prenotazioni con perdite pari all’80% rispetto all’anno precedente. Per le strutture ricettive all’aria aperta (campeggi), a capienza ridotta, si chiede si adeguare la capacità ricettiva e di apportare alcune modifiche alle norme per sostenere la categoria.

Giulio Misconel ha illustrato alcune richieste sull’articolo 1 (richiesta di prorogare al 2021 le misure di sconto sull’IMIS di cui all’articolo 1), una valutazione negativa sull’articolo 19 perché quelle risorse sarebbero meglio dirette su piccoli appalti subito cantierabili, bene l’articolo 38 in materia di accelerazione nel rilascio dei titoli edilizi.
Alberto Bertolini (Asat) ha confermato l’apprezzamento per le misure presenti nella manovra a sostegno del comparto turistico. Tra le osservazioni, all’articolo 1 che prevede lo sconto sull’Imis si chiede se si possa fare uno sforzo in più, all’articolo 16 si suggerisce di adottare misure specifiche per garantire la protezione dal contagio secondo precisi criteri e azioni, all’articolo 28 si chiede che la Pat preveda una contribuzione per l’anticipazione del credito d’imposta derivante dal bonus vacanze. In via generale, Bertolini ha rilevato con preoccupazione la riduzione di risorse di10 milioni di euro sul 2021 e altrettanti sul 2022: non è un segnale positivo, ha concluso raccomandando massima attenzione a questo settore, strategico per la crescita del territorio.
Roberto Busato (Confindustria) ha ripreso alcuni concetti già introdotti da Segatta ed ha evidenziato come le misure che si introducono con questo assestamento servono ad andare incontro all’emergenza, ma non si possono configurare come una manovra di rilancio dell’economia pe ri prossimi 2,3 o 4 anni. I provvedimenti sono modulati sulle dinamiche territoriali, ma non c’è nulla che faccia intravedere una visione di ampio respiro per il futuro. In un contesto di contrazione delle risorse e di grande cambiamento, diventa sempre più importante rilanciare l’economia con un’idea di sviluppo del Trentino. Serve sedersi al tavolo e pensare e magari avere a disposizione il lavoro elaborato dal tavolo degli esperti nella fase più drammatica dell’emergenza Covid. Infine, Budato ha chiesto che la riduzione dell’Imis per il turismo possa essere estesa anche agli altri impianti produttivi e che non si dimentichi di sostenere il finanziamento a ricerca e innovazione per consentire un rilancio della competitività del nostro sistema produttivo.

 

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Gli spunti dei consiglieri e le repliche sei Sindacati
Paolo Ghezzi (Futura) ha posto l’accento sui limiti messi in evidenza dagli imprenditori che rispondo alla persistente esigenza di fare propaganda da parte del presidente della Giunta in una sorta di “riciclaggio mediatico” espressione che ha definito “molto efficace”. Ghezzi ha quindi chiesto una specifica sulle risorse per la formazione, annunciate e non contenute in questo assestamento alle quali ha fatto riferimento il presidente Segatta.

Ugo Rossi ha evidenziato la connotazione ragionieristica della manovra alla luce del mancato gettito ed ha chiesto, qualora lo Stato possa garantire una copertura, se gli imprenditori hanno qualche idea per il rilancio. Inoltre, tutti gli indicatori individuano nel turismo il settore trainante dell’economia trentina, un settore che ahimè sarà più in sofferenza rispetto agli altri, a seguito della pandemia. In relazione a questo, ha chiesto, come vi ponete rispetto al fatto che aldilà della riduzione Imis in questo assestamento non vi siano indicazioni programmatiche su come sostenere la caduta del settore in futuro?

Giorgio Tonini ha apprezzato la franchezza e la libertà di giudizio. Tuttavia forse, ha osservato, si potrebbe dire qualcosa in più sul cosiddetto carattere espansivo di questa manovra che non si vede per niente. Il tema è come utilizzare gli spazi di indebitamento per aumentare la capacità di spendere. Un tema che si accompagna a quello della macchina, con la capacità di spesa che è ulteriormente calata. Senza una visione gli aggiustamenti non potranno che produrre una situazione di gravissima recessione che appare senza risposta.

Segatta ha notato che questa è evidentemente una manovra che guarda all’emergenza, Bertolini ha convenuto sulla necessità di rilanciare il territorio trentino, ma l’importante è che vengano congelati gli effetti negativi di quest’anno per permettere nuovi investimenti. Noi sosteniamo per questo, ha concluso, che sia importante procedere con un grande piano di infrastrutturazione fondato sulla sostenibilità. Fontanari ha ribadito la straordinarietà dell’emergenza Covid e la necessità di azioni straordinarie per farvi fronte. I contributi a fondo perduto di poche migliaia di euro valgono poco per molte aziende che alla fine hanno dovuto indebitarsi ulteriormente per il Covid anziché per investire, come dovrebbe essere. Necessario il supporto al turismo, ma altrettanto importante dire che il turismo è tutto un sistema fatto non solo di alberghi o ristoranti.

 

 

 

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