PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (6 puntata format Tv)

Mozione proposta da Degasperi: no ad un concorso solo per pochissime classi di insegnamento. Scuola: serve un percorso che abiliti tutti i docenti precari trentini con un minimo di servizio.

​Il dispositivo della mozione 227 di Filippo Degasperi di Onda Civica Trentino, propone al Consiglio di impegnare la Giunta provinciale “a valutare celermente la necessità di attivare una procedura straordinaria finalizzata all’accesso ad un percorso per l’abilitazione per tutti i docenti precari che hanno maturato un periodo di servizio minimo all’interno delle istituzioni scolastiche e formative trentine”.

La mozione prevede poi che l’esecutivo riporti l’esito della valutazione alla Commissione consiliare competente. Degasperi ricorda che gli ultimi concorsi previsti dalla finanziaria 2018 avevano permesso di stabilizzare insegnanti già abilitati nei Pas del 2013. Tuttavia, prosegue, “il 26 maggio scorso la Giunta provinciale ha comunicato alle organizzazioni sindacali che si limiterà a bandire il concorso straordinario ai fini abilitanti solo per pochissime classi di insegnamento”.

L’esponente di Onda Civica Trentino obietta che, se questa procedura viene attivata ai soli fini abilitanti – e non, quindi, per l’immissione di insegnanti in ruolo – “è incomprensibile la volontà di discriminare classi di concorso rispetto ad altre”.

“Paradossalmente – avverte il consigliere – i nostri docenti potrebbero rivolgersi alle regioni limitrofe per conseguire l’abilitazione”. Per Degasperi “non si capisce per quale motivo la Giunta, anziché far valere le proprie prerogative, debba delegare regioni come il Veneto o la Lombardia ad abilitare i suoi insegnanti, sottraendosi di fatto ad una responsabilità verso gli stessi. Si tratta di una rinuncia ad avvalersi della propria Autonomia che invece andrebbe riempita di contenuti a vantaggio dei docenti trentini che vedrebbero riconosciuto il loro diritto ad abilitarsi e a continuare a lavorare nel e per il proprio territorio”.

Tanto più – aggiunge – che “la Provincia dispone di strutture formative di cui sempre si cantano le eccellenze come Università degli Studi e Iprase”. Ecco allora la soluzione suggerita dalla mozione proposta da Degasperi: “sarebbe ragionevole – conclude – proporre di sperimentare percorsi abilitanti, non finalizzati all’immissione in ruolo, che accompagnino i docenti precari non abilitati lungo il percorso dell’anno scolastico con verifica finale.

Si garantirebbe da una parte una formazione certificata sul piano pedagogico e didattico, dall’altra assicurerebbe a studenti e studentesse un insegnamento di qualità. Sappiamo bene infatti che i docenti precari non abilitati contribuiscono comunque a formare le commissioni d’esame di licenza media, maturità e qualifica”.