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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PAT * MINORI IN AFFIDO – COMMISSIONE SPECIALE: ” IL TRENTINO HA BUONI SERVIZI, MA PER FRONTEGGIARE I CASI PIÙ DIFFICILI SERVE MAGGIORE ASSISTENZA PSICOLOGICA »

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16.46 - giovedì 06 ottobre 2022

Commissione speciale di indagine sui minori in affido: lavori conclusi. Il Trentino non è Bibbiano, ha buoni servizi ma per fronteggiare i casi più difficili serve una maggiore assistenza psicologica e psichiatrica, anche con una struttura dedicata.

Il sistema dei servizi sociali e delle strutture di accoglienza sia del pubblico sia affidate al Terzo Settore di cui il Trentino dispone per occuparsi dei minori la cui tutela ha reso opportuno il loro allontanamento dalla famiglia, è di buona qualità ma presenta alcune criticità che richiedono interventi da progettare soprattutto sul versante dell’assistenza psicologica e psichiatrica allo scopo di aggiornare e migliorare ulteriormente l’approccio a questo complesso e delicato settore. Il Trentino, insomma, non è Bibbiano. Questo in sintesi l’esito di tre anni di lavoro della Commissione speciale di indagine in materia di affidamento dei minori istituita nel 2019 dal Consiglio provinciale per verificare le procedure e i servizi attivi in questo campo nel nostro territorio. A presentare le conclusioni a cui l’organismo è arrivato sono stati oggi i consiglieri provinciale chiamati a farne parte: la presidente Mara Dalzocchio (Lega), la vicepresidente Sara Ferrari (Pd), Lucia Coppola (gruppo misto-Europa Verde), Pietro De Godenz (UpT), Luca Guglielmi (gruppo Fassa) e Katia Rossato (FdI).

 

Dalzocchio: alcuni interventi potrebbero dare più garanzie. Serve un osservatorio.

Dalzocchio ha ricordato che a chiedere al Consiglio di istituire questa Commissione speciale di indagine era stata la Lega e che ciò ha permesso di approfondire il tema dell’affidamento dei minori in affido nel Trentino con un lavoro durato tre anni che ha permesso anche di visitare 5 strutture di accoglienza per bambini e adolescenti. Le conclusioni di questa verifica della situazione sono state raccolte in una relazione finale e sintetizzate con una mozione proposta al Consiglio. Il documento che arriverà in aula a fine ottobre, chiede di impegnare la Giunta provinciale in 4 direzioni: a potenziare l’assistenza psicologica oggi carente nelle strutture che ospitano i minori in affido; ad assegnare ad almeno due assistenti sociali la valutazione e la decisione circa l’eventuale allontanamento di bambini e ragazzi dalla famiglia; a creare un equipe multidisciplinare che analizzi caso per caso queste scelte; e infine a istituire un osservatorio che garantisca il monitoraggio dell’intero sistema.

 

Ferrari: superati i pregiudizi. Introdurre più psicologi e una struttura dedicata.

Ferrari ha sottolineato che la Commissione speciale ha permesso di superare i pregiudizi politici di partenza e il timore di una strumentalizzazione del problema esploso a livello nazionale con il caso Bibbiano da parte della Lega. Il Pd e le altre minoranze decisero di mettersi in gioco con i consiglieri di maggioranza partecipando a questo organismo per verificare l’appropriatezza dei servizi e delle procedure di affido dei minori. Dai risultati è emersa – come si legge nella relazione finale – la complessità del sistema degli affidi che in ambito provinciale si presenta ben articolato e organizzato e rispondente ai principi e alle finalità della normativa vigente. Dai servizi e dagli interventi traspare la prioritaria attenzione al benessere del minore e una spiccata cura dei legami. E in merito alla verifica delle procedure non sono state riscontrate criticità per quanto di competenza della Provincia. Certo – ha concluso Ferrari – l’approvazione della mozione proposta dalla Commissione impegnerebbe la Provincia a migliorare ulteriormente le cose soprattutto in direzione di un lavoro di rete tra operatori e servizi e della prevenzione a partire dalle scuole. Si tratta soprattutto di fronteggiare con più forza il grave problema del crescente malessere dei minori e degli adolescenti la cui fragilità ha bisogno di risposte di tipo psicologico e psichiatrico che coinvolgano le scuole e prevedano anche una struttura dedicata alle situazioni maggiormente critiche che oggi in Trentino non esiste.

 

Coppola: puntare sulla scuola e sulla prevenzione.

Lucia Coppola ha confessato di essere rimasta colpita dalla capacità dei servizi e delle strutture di accoglienza dei minori in affido di intrattenere rapporti con le famiglie dei bambini e dei ragazzi anche in vista di un loro possibile rientro nel nucleo di origine. E ha evidenziato il ruolo determinante che può svolgere la scuola. A suo avviso i casi più difficili non vanno medicalizzati e occorre puntare specialmente sulla prevenzione tenendo d’occhio le famiglie e i minori con tutta la delicatezza umana necessaria.

 

De Godenz: dallo scetticismo iniziale siamo passati a un lavoro costruttivo.

Anche Pietro De Godenz ha apprezzato il superamento dello scetticismo e delle forzature che inizialmente avevano ostacolato la nascita della Commissione che poi, in questi anni di lavoro, ha permesso ai consiglieri coinvolti di condividere completamente le valutazioni e le proposte riferite alle condizioni dei minori in affido e dei servizi.

 

Paoli: lavorare insieme ha permesso un approfondimento doveroso e utile.

Denis Paoli ha plaudito al costruttivo lavoro di gruppo svolto pur dicendosi dispiaciuto dei pregiudizi iniziali manifestati dalle minoranze nei confronti della Lega rispetto allo scandalo di Bibbiano. La Commissione speciale ha permesso un doveroso approfondimento che si è rivelato utile per accertare che il sistema trentino nel campo dell’affido dei minori funziona.

 

Guglielmi: in questo modo il Consiglio si è dimostrato vicino alla gente.

Luca Guglielmi ha ringraziato le minoranze “che – ha detto – di fronte alla proposta della maggioranza di istituire questa Commissione non hanno ceduto alla tentazione della polemica fine a se stessa, perché questo ha permesso un monitoraggio dei servizi in Trentino che ne ha dimostrato la buona qualità e anche la vicinanza del Consiglio provinciale ai problemi concreti della realtà sociale. Per Guglielmi la Provincia si dovrà impegnare anche a risolvere i problemi delle case in cui ospitare queste strutture.

 

Rossato: molto istruttive le visite alle strutture di accoglienza.

Katia Rossato ha evidenziato l’utilità delle visite compiute dalla Commissione speciale alle varie strutture di accoglienza dei minori in affido attive in Trentino. Queste visite sono state molto istruttive per conoscerne la realtà interna e hanno dimostrato come il nostro sistema sia eccellente pur con alcune criticità che proprio il lavoro di questo organismo ha portato alla luce e che ora si potranno affrontare.

 

LA SCHEDA

La storia dell’organismo.

Nominata il 9 ottobre del 2019 dal Consiglio provinciale e insediatasi il 5 novembre dello stesso anno, la Commissione speciale d’indagine in materia di affidamento dei minori ha concluso i suoi lavori. L’organismo è stato presieduto da Mara Dalzocchio (Lega) e dai consiglieri Sara Ferrari (Pd, vicepresidente), Luca Guglielmi (Fassa), Lucia Coppola (Misto-Europa Verde), Pietro De Godenz (UpT), Denis Paoli (Lega), Katia Rossato (Fratelli d’Italia). Il mandato che la Commissione speciale aveva ricevuto dall’assemblea legislativa provinciale era di verificare entro due anni (ma nel novembre del 2021 era stata concessa una proroga fino ad oggi) le procedure relative all’affidamento di minori e l’adeguatezza dei relativi servizi.

 

La relazione conclusiva.

Come richiesto dal Consiglio provinciale, al termine dei lavori la Commissione ha predisposto e approvato all’unanimità una relazione conclusiva che sarà presentata in aula nella sessione in programma a fine ottobre, il cui testo completo è accessibile nel sito del Consiglio a questo link https://www.consiglio.provincia.tn.it/istituzione/organi-consiliari/Documents/relazione_conclusiva.pdf). La relazione descrive il sistema normativo di riferimento nonché i servizi e le professionalità che intervengono nelle procedure di affidamento. Riporta inoltre i contributi acquisiti nel corso delle audizioni e dei sopralluoghi effettuati e le considerazioni conclusive maturate in funzione di quanto riscontrato. Oltre ad analizzare le procedure che portano all’eventuale individuazione dei minori da tutelare, la relazione dà conto delle modalità di supporto, di affidamento e di reinserimento dei minori in ambito familiare, dell’adeguatezza dei servizi nel rispondere al bisogno affettivo, del mantenimento, dell’educazione e dell’istruzione dei minori privi di un ambiente familiare idoneo e della relativa rispondenza alla normativa di riferimento sul piano del benessere del minore.

 

L’attività svolta.

Dopo essersi insediata il 5 novembre 2019, la Commissione ha intrapreso un lungo percorso conoscitivo e di approfondimento delle procedure di affidamento e dei relativi servizi esistenti in Trentino. Nel 2020 a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’attività ha subito un rallentamento e per questo si è resa opportuna la proroga di anno. Complessivamente l’organismo si è riunito 17 volte e ha dedicato 7 di queste sedute all’ascolto di 32 soggetti. Prima di effettuare le consultazioni la Commissione ha voluto inquadrare la disciplina che regola l’istituto dell’affidamento, le procedure e i servizi. Poi si è confrontata con i vari attori che intervengono nella procedura di affido e si occupano della gestione dei servizi dedicati. Per l’istruttoria la Commissione speciale ha anche visitato alcune comunità socio-educative per l’accoglienza di minori in affido e si è soffermata sul tema della prevenzione.

 

I risultati.

Dai lavori è emersa la complessità del sistema degli affidi che in ambito provinciale si presenta ben articolato e organizzato e rispondente ai principi e alle finalità della normativa vigente. Le procedure riferite, i servizi dedicati e gli interventi che ne conseguono presentano una prioritaria attenzione al benessere del minore e una spiccata cura dei legami. In merito alla verifica delle procedure non sono state riscontrate criticità per quanto di competenza della Provincia.

 

Le proposte di intervento.

La Commissione la ritenuto comunque di soffermarsi su alcune tematiche per promuovere interventi migliorativi volti a rendere ancora più funzionale il sistema.
Per quanto riguarda l’intervento degli assistenti sociali, la Commissione ha evidenziato la questione della carenza del personale sottolineando il bisogno di investire di più su questo versante. A giudizio dell’organismo occorre valorizzare maggiormente il ruolo dell’assistente sociale. Inoltre, è stato proposto di promuovere un nuovo modello di valutazione che si basi sull’intervento congiunto di due assistenti sociali in un’ottica di maggiore tutela tanto per le famiglie e il minore quanto per lo stesso assistente sociale, che condividerebbe l’onere della decisione, garantendo anche la continuità dell’intervento in caso di assenza o impedimento di uno dei due assistenti. In riferimento alla sempre maggiore incidenza del bisogno di supporto psicologico è stata evidenziata la necessità di prevedere la presenza della figura dello psicologo sin dalla fase introduttiva dell’intervento, per una più corretta lettura delle dinamiche familiari, ma anche nelle fasi successive.
Inoltre, dai lavori della Commissione è emerso il suggerimento di prevedere l’istituzione di un’equipe multidisciplinare di valutazione preventiva, composta da assistenti sociali e psicologi, alla quale possano partecipare anche avvocati o altre idonee figure professionali utili alla lettura del caso, che intervenga per una valutazione tempestiva e completa dell’intervento, prima che venga disposto l’allontanamento e comunque nel rispetto dei termini previsti dall’articolo 403 del Codice civile laddove si renda necessario l’intervento della pubblica autorità. In riferimento all’adeguatezza dei servizi è stata riscontrata la sussistenza di un sistema complesso ma ben strutturato che offre una pluralità di soluzioni idonee ad intercettare i diversi bisogni ai quali dare risposte adeguate. A questo riguardo la Commissione rileva tuttavia l’urgenza di colmare la carenza derivante dalla mancanza di strutture intermedie per la gestione delle problematiche di carattere psichiatrico. Di fatto è stata riscontrata una maggiore incidenza dei disturbi di natura psichiatrica a fronte della quale i servizi residenziali/semiresidenziali vivono la difficoltà della gestione dei minori in affido che presentano tali problematiche; si rende quindi necessario prevedere un modello di servizio intermedio specifico oppure mettere a disposizione dei servizi le risorse necessarie per fronteggiare tali bisogni.

È stata evidenziata inoltre la necessità di rafforzare il sistema di rete tra i servizi per intercettare precocemente le problematiche, prima che raggiungano una condizione di criticità, e di un maggiore presidio dei contesti sociali urbani e periferici; una sfida importante per far fronte alle nuove fragilità. È stata richiamata l’attenzione sull’utilità di una più capillare distribuzione dei servizi sul territorio seppur nella consapevolezza delle difficoltà derivanti dalla sostenibilità dei costi. E si propone la realizzazione di un osservatorio sulla gestione degli affidi, che ne monitori il percorso e le problematiche che li determinano, e l’introduzione dell’obbligo della rendicontazione semplificata delle spese per le famiglie affidatarie, in un’ottica di maggiore trasparenza.
Quanto infine alla rispondenza del sistema al benessere del minore, la Commissione ha osservato che gli interventi e i conseguenti progetti di accoglienza risultano rispondere in maniera adeguata ai principi e alle finalità stabiliti dalla normativa di riferimento. Inoltre, i programmi e le iniziative assunte mostrano una spiccata sensibilità e attenzione agli interventi di prevenzione. Rispetto a questi ultimi, soprattutto a fronte del crescente disagio psicologico riscontrato tra i giovani, in particolare nella fase adolescenziale, si propone di prevedere un rafforzamento dell’attività di assistenza psicologica prestata presso gli istituti scolastici e di assicurare un’organizzazione della stessa più uniforme e meglio strutturata in modo da consentire una maggiore presenza del professionista nel corso dell’anno scolastico.

 

La mozione che sarà sottoposta al Consiglio provinciale.

Tutte queste indicazioni sono racchiuse nella proposta di mozione sottoscritto da tutti i componenti dell’organismo che sarà sottoposta al Consiglio provinciale in una delle prossime sedute, per impegnare la Giunta a tener conto delle considerazioni della Commissione speciale riportate nella relazione conclusiva approvata all’unanimità dai membri. In particolare la mozione proposta chiede all’assemblea legislativa di valutare le ipotesi di intervento scaturite da questo lungo lavoro di approfondimento per rendere ancor più efficiente il sistema provinciale dei servizi in quest’ambito. E impegna infine l’esecutivo a riferire entro sei mesi l’esito di questa valutazione alla commissione consiliare competente in materia di sanità e politiche sociali, entrando nel merito della percorribilità degli interventi richiesti e delle eventuali iniziative assunte o che potrebbero essere assunte in riferimento a quanto proposto dalla Commissione speciale.

 

 

 

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