VIDEONEWS & sponsored

(in )

CONSIGLIO PAT * MANOVRA DI BILANCIO: « DISCUSSIONE GENERALE CONCLUSA CON LA REPLICA DI FUGATTI, SARÀ LA STORIA A GIUDICARCI »

Manovra di bilancio, discussione generale conclusa con la replica del presidente Fugatti: alla fine – ha detto – sarà la stria a giudicare se avremo gestito bene questa fase di emergenza del tutto straordinaria. Oggi serve prudenza nei giudizi perché la situazione può cambiare in modo del tutto inatteso. “La politica tornerà, ma dopo la pandemia”.

La discussione generale della manovra di bilancio proposta dalla Giunta si è conclusa alle 19.00 di oggi con la replica del presidente della Provincia Fugatti. Il governatore ha chiesto cautela nei giudizi sulla gestione dell’emergenza perché, ha insistito, ci troviamo in una fase del tutto straordinaria. Sarà la storia a dire se l’avremo affrontata più o meno bene. La politica tornerà sicuramente, ha aggiunto, ma dopo la pandemia. Fugatti ha anche assicurato che informerà il Consiglio su quali tra i progetti trasmessi a Roma per il Recovery Fund il governo deciderà di selezionare e finanziare.

 

*

Non è vero che la manovra proroga le agevolazioni fiscali.

Riprendendo la parola, Filippo Degasperi di Onda Civica ha replicato ad alcune affermazioni di Paccher che aveva rimproverato alle minoranze di speculare sui morti. Degasperi ha ricordato di aver sempre posto più volte le stesse domande senza ottenere risposta. Ma – ha aggiunto – ciò non toglie che questi interrogazioni non si possano ripetere per avere una risposta. Le opposizioni si sono sentite dire che non hanno capacità di comprendere, mentre Paccher ha detto che questa manovra proroga le agevolazioni fiscali che invece questo ddl limita al solo 2020. Ovvio per Degasperi che certi giudizi provocano determinate reazioni. Inoltre non è vero che le minoranze non avanzino proposte come ha detto Paccher. Vero è invece che la Giunta vengono sistematicamente bocciate o vengono fatte proprie dall’esecutivo nei propri atti esecutivi, come ad esempio sulla scuola.

 

*

Investire sulla famiglia per contrastare il calo delle nascite e la disoccupazione femminile.

Vanessa Masè de La Civica ha giudicato “sapida e sentita” la relazione del presidente, che non mancava certo di umanità come hanno sostenuto le minoranze, anzi. Per Masè è un bene che il presidente abbia parlato così tanto di giovani, esprimendo la volontà di guardare al domani. Tenuta, ripresa e innovazione sono per la consigliera le tre parole-chiave di questa manovra. Masè ha anche apprezzato la scelta di gran parte delle minoranze di non presentare emendamenti ostruzionistici ma di merito. Ha poi evidenziato il problema del collo delle nascite che questa crisi ha accentuato, i dati negativi riguardanti l’occupazione femminile ultimamente calata in Trentino, per indicare come unico rimedio a questa deriva la scelta di investire di più sulle famiglie. Positivo per Masè in questa direzione è il progetto abitativo a Luserna dove è iniziato un processo di ripopolamento con l’arrivo di alcune nuovi nuclei anche se da fuori provincia. Masè, che ha sottoscritto sottoscritto una proposta di odg di Guglielmi sui ristori da riconoscere agli operatori turistici, ha anche difeso l’importanza degli impianti a fune per le ricadute vitali che generano sull’economia e l’occupazione.

E ha aggiunto che “non si può pensare di trasformare ma si può solo puntare ad integrare il nostro attuale modello di sviluppo turistico invernale centrato sullo sci da discesa. Ha anche giudicato problematico l’assalto alla montagna con le ciaspole, cui non ha corrisposto un aumento di Arva per la sicurezza. Per la ripresa della scuola in gennaio Masè ha segnalato che si sta già preparando una riorganizzazione del servizio trasporto degli studenti. E ha poi presentato i suoi emendamenti, a partire dalla proposta di modifica di una norma a sostegno all’interscuola con il coinvolgimento dei docenti. Sul bilancio ha ricordato che nelle precedenti legislature le Giunte avevano ipotecato la spesa degli anni successivi e ora se ne avvertono le conseguenze. Ha plaudito alla scelta su Mediocredito per dotare la Pat di una banca corporate dedicata alla crescita della competitività delle nostre imprese. Bene anche le misure adottate a sostegno dei Comuni pur in questo contesto finanziario difficile, perché possano assumere personale se la popolazione non supera i 5.000 abitanti. Positiva anche la scelta di emettere bond trentini per determinati progetti, che rafforzerà l’attaccamento della comunità al proprio territorio.

 

*

Le minoranze smettano di mettere questa Giunta sul banco degli imputati in una fase in cui serve la massima unità di intenti.

Roberto Paccher (Lega) ha negato di aver accusato le minoranze di avere poca capacità cognitiva e ha rivendicato di non essersi affatto sbagliato sulle proroghe delle agevolazioni fiscali sull’Imis, che con un emendamento sono prorogate al 2021. Fa sorridere, ha aggiunto, che le minoranze si scaglino contro il suo intervento dopo aver assistito nei giorni scorsi ad attacchi violenti, volgari e di basso profilo con cui alcuni consiglieri di minoranza si sono rivolti alla Giunta. Questo è per Paccher un gioco allo sfascio come è ingeneroso accusare il presidente Fugatti di non aver speso una parola per esprimere vicinanza alle famiglie delle vittime trentine del Covid. Si continua a bacchettare questa maggioranza e poi arriva la notizia che nell’Italia governata da Pd e 5 Stelle oggi ha battuto il record dei morti per la pandemia in Europa. Smettiamo, quindi, ha esortato Paccher, di mettere questa Giunta sul banco degli imputati in una fase di straordinaria difficoltà come questa per la sanità e gli ospedali. Una fase in cui serve piuttosto unità di intenti.

 

*

Maggioranza e minoranza non cadano nella trappola dello scontro, perché idi fronte a questa crisi non sarebbe corretto nei confronti dei cittadini.

Ivano Job (Lega) ha detto di voler essere propositivo e invitato tutti a “darsi una calmata” perché ognuno di noi vede la drammaticità della situazione che stiamo vivendo e sa che non c’è una ricetta pronta per affrontare questa crisi. Anche Job ha poi dedicato un ricordo a tutte le vittime del Covid. Nel 2016, ha aggiunto, abbiamo avuto circa 50.000 decessi per infezioni negli ospedali. Si tratta allora di cercare di trovare la soluzione meno peggiore. “Oggi – ha proseguito – non me la sento di criticare il governo di Roma perché quel che sta succedendo nel Paese non si può affrontare con la buona volontà o la fortuna e neanche con la scienza fino all’arrivo dei vaccini”. Nonostante le precauzioni adottate con i dpi ci si è ammalati ugualmente e qualcosa non sta andando come previsto. Il problema è quindi grave per Job, che per questo ha invitato tutti i consiglieri a non cadere nella trappola dello scontro tra maggioranza e minoranza, perché non sarebbe corretto nei confronti dei trentini e il conflitto non servirebbe a nulla.

“Questa – ha detto – è una crisi sanitaria che si riflette sull’economia: per affrontare il mare in tempesta, quindi, occorre “calma”. Secondo il consigliere infatti nel Trentino vi sono da un lato lo spavento per i problemi di salute ed economici anche per la mancanza di prospettive future, mentre dall’altra c’è la politica che dovrebbe cogliere l’occasione per dare speranza e fiducia ai cittadini. Quanto alla relazione del presidente e alla manovra, Job ha ricordato che Fugatti non poteva presentare miracoli, anche perché nella precedente legislatura le cose non erano state amministrate in modo soddisfacente. L’anno prossimo se calerà drasticamente la produzione difficilmente la gente arriverà in fondo al 2021 con i conti a posto perché le famiglie faticheranno a pagare le bollette. Per questo Job ha chiesto di prestare attenzione a questo problema. Quanto all’inverno, il divieto di utilizzare gli impianti da sci imposto da Conte induce molti a praticare lo sci alpinismo. Job ha quindi chiesto all’assessore Failoni una strategia per gestire quest’attività sportiva che dovrebbe poter utilizzare anche le piste da discesa. Megli gestire questa tendenza piuttosto che subirla. Per le imprese, i problemi sono dati dai mutui sospesi e dagli affitti: si tratta di riconsiderare i rapporti di queste aziende con i proprietari pubblici degli immobili per trovare una soluzione che non penalizzi troppo né gli affittuari né i proprietari.

 

*

Si enunciano principi ma manca il “come” attuarli.

Alessio Manica del Pd ha replicato alle critiche dei colleghi di maggioranza ricordando che il Consiglio non è un luogo di auto mutuo aiuto e che alla minoranza spetta un ruolo di pungolo e di proposta attraverso emendamenti e ordini del giorno. Dopo aver comunque auspicato la disponibilità all’ascolto per individuare punti di convergenza, Manica ha detto che sarebbe sbagliato lasciarsi schiacciare sull’ordinario dalle emergenze (Covid e Vaia) perché la politica ha il compito di definire il futuro.

Sul tema degli investimenti, Manica ha detto che i 32 progetti mandati dalla Giunta in fretta e in furia a Roma non convincono perché non si riesce a leggervi delle priorità chiare che in questo momento sono necessarie. “Non si può avere una sorta di “Cencelli” degli investimenti nel tentativo di accontentare tutti. Bisogna invece fermarsi un attimo, prendere atto delle priorità europee e nazionali e poi decidere le nostre indicando dove vogliamo andare”. A suo avviso, poi, questa Giunta propone dei titoli ma non declina mai i concetti annunciati per “gettare le basi” del Trentino di domani. Non si capisce cioè “come” realizzare ad esempio la centralità della sostenibilità. Mancano scelte e strumenti che vadano in quella direzione. Allora vien da pensare che un’idea di sostenibilità sia la Valdastico. Altro esempio: come si vuole costruire il Trentino di domani sulla sanità. E lo si fa tornando ad un modello organizzativo superato? Sulle comunità di valle qual è l’idea della Giunta? Tornare al “piccolo è bello” dei Comuni senza innescare nessuna tensione alla modifica del sistema di erogazione dei servizi? Anche sui giovani la relazione del presidente ne parla ma poi la Giunta affiderà una delgea per la gestione del mondo giovanile alla Fondazione Demarchi e che si combatterà la droga. Non dovrebbe esserci qualcosa in più per parlare di investimenti sui giovani per costruire il Trentino di domani.

Le proposte che la Pat manderà a Roma sulla mobilità sostenibile futura, dovrebbero esprimere le prospettive sulla ferrovia e a partire da qui ragionare sulle infrastrutture di domani. Manutenzione del territorio: gli investimenti su questo punto non solo “tornano” in termini di risorse recuperate ma sarebbero un rapido e straordinario volano anticiclico. Manica ha poi accennato ai propri tre ordini del giorno che toccano i temi del lavoro con il potenziamento dell’organico dell’agenzia del lavoro, di un piano straordinario di manutenzione del territorio che deve diventare la priorità degli investimenti futuri e infine del Recovery Fund abbandonando la lista dei 32 progetti per costruire una proposta più meditata e condivisa che non sia di tutto un po’ e ci assicuri di portare a casa il massimo. Manica ha poi lamentato la modifica di un emendamento introdotta dall’assessora Zanotelli su impulso della Coldiretti che esprime il timore delle imprese che praticano l’agricoltura sociale. Ma è sbagliato aver paura di una competizione che su questo tema proprio non c’è. Quanto al modello turistico del futuro e all’impossibilità espressa da alcuni consiglieri di maggioranza di cambiare il modello turistico imperniato sullo sci, secondo il consigliere i cambiamenti climatici di questi anni, quelli che stiamo vivendo in questa fase e la nuova domanda turistica che sta venendo avanti, spinge ad investire anche su altri modi di fruire della montagna. In tal modo si intercetterebbe un turismo che già c’è. In questa prospettiva la conferenza per il rilancio del Trentino di cui ha parlato il presidente nella sua relazione va nella direzione giusta.

 

*

I tagli alla sanità hanno reso vulnerabile il sistema di fronte all’emergenza.

Claudio Cia (Agire) ha innanzitutto risposto a chi ieri ha usato toni e linguaggi dispregiativi verso i cosiddetti “cespugli” come quello da lui rappresentato. “Ognuno ha un suo ruolo e la sua importanza – ha replicato – che, anche se piccola è sbagliato sottovalutare. Perché anche il virus che oggi tiene in scacco il mondo è molto piccolo”. Quanto alla manovra, Cia ha ricordato i 500 milioni di euro in meno di risorse a disposizione della Provincia nel 2021 rispetto al bilancio del 2020. Cia ha evidenziato l’evento della pandemia che quest’anno ha colpito in modo devastante tutto il mondo senza risparmiare il nostro territorio. Per questo, ha osservato, il bilancio 2021 non è paragonabile a nessun altro del passato.

A fronte di ciò ha stigmatizzato lo spirito polemico di chi ha accusato la Giunta di nascondere la verità sui dati dell’emergenza sanitaria. Queste persone sono irresponsabili e più dannose del virus, ha aggiunto. Cia ha poi ricapitolato tutti gli interventi messi in campo dalla Giunta Fugatti per reagire a quest’emergenza a sostegno delle imprese, delle famiglie e dei Comuni. E ha giudicato ’ “disonesto non riconoscere lo sforzo dell’esecutivo di pensare al medio-periodo anche con i tre fondi inseriti in questo bilancio, che valgono 250 milioni di euro”. Anche con i progetti presentati dalla Provincia per utilizzare le risorse riservate al Trentino con il Recovery Fund nonostante non sia dato conoscere l’entità di questa quota parte. di cui non si conosce ancora l’entità. per intercettarne le risorse anche se ancora non se ne conosce l’entità. Sulla sanità, Cia ha plaudito alla scelta della Giunta di mettere a disposizione 5 milioni di euro in più per il comparto. “Un dato – ha commentato – in controtendenza rispetto al de-finanziamento del sistema sanitario nazionale e provinciale attuato in Italie e in Trentino su impulso dell’Unione europea negli ultimi 10 anni. Come dimostrano i 37 miliari di euro promessi dagli ultimi governi per la tenuta del sistema sanitario nazionale e poi cancellati.

Dai tagli alla sanità è derivata una pesante riduzione del personale e dei posti letto e l’indebolimento della medicina di prossimità che eviterebbe l’ospedalizzazione dei pazienti garantendone la cura presso il loro domicilio. A causa di questi precedenti e senza investimenti sul personale i posti letto la Provincia si è trovata impreparata al confronto con l’emergenza Covid. L’esecutivo di Rossi, ha proseguito, aveva tagliato 100 milioni di euro alla sanità e 342 posti letto in nome di un efficientamento dei servizi che non si è mai concretizzato. Alla Giunta Fugatti va quindi riconosciuta per Cia la volontà di cambiare paradigma. L’esecutivo sta puntando alla valorizzazione dei territori riconoscendo ad essi la stessa dignità del capoluogo per quanto riguarda i servizi sanitari. E su di una medicina di prossimità organizzata e preparata che assuma un ruolo di regia nel sistema locale. Cia ha poi espresso condivisione per le critiche rivolte nei giorni scorsi sulla stampa dal dirigente sanitario Buriani alla riforma dell’organizzazione promossa nella scorsa legislatura dall’assessore Zeni e dal direttore Bordon. E ha richiamato in particolare la necessità di coinvolgere nelle scelte organizzative il personale sanitario e di rimettere al centro del sistema il territorio. Il consigliere ha concluso esprimendo la convinzione che “la maggioranza sta facendo tutto ciò che in questo momento storico è possibile fare”.

 

*

Un bilancio realistico che restituisce ai trentini un po’ di speranza.

Dopo una mezz’ora di sospensione concessa dal presidente Kaswalder per permettere alle minoranza un momento di confronto chiesto della garante Demagri. I lavori sono ripresi alle 17.05 con l’intervento accorato di Alessandro Savoi (Lega), che ha difeso il presidente Fugatti dall’accusa a lui rivolta ieri da Rossi di aver dimenticato di citare nella sua relazione i trentini “andati avanti” a causa del Covid. Morti che invece, ha replicato, sono sempre stati ricordati con rispetto e riconoscenza dal presidente. Quanto alla continua richiesta di dati e alla denuncia di falsificazione dei numeri, per Savoi si è voluto ingiustamente far credere che la Giunta abbia bleffato. Mentre la verità è che l’esecutivo ha appreso amaramente e comunicato tutti i giorni i dati come richiesto dal ministero. Tant’è vero che Roma non ha mai contestato nulla alla Provincia. Le polemiche non servono a nulla. Dire che l’esecutivo sta falsificando dati per il consigliere è ingiusto e dannoso per tutti. Sulla manovra Savoi ha detto che la situazione impone serietà e responsabilità anche alle minoranze, che giustamente interpretano il loro ruolo di opposizione ma devono tener conto delle difficoltà in cui la Provincia si trova con il drastico calo delle risorse disponibili nel bilancio.

“Non vi sono certezze neanche su come finirà il 2021: figurarsi se si può programmare come ha chiesto Tonini fino al 2023”, ha osservato. Il bilancio della Giunta è quindi realistico, ha detto Savoi. Se poi verrà meno anche la stagione turistica invernale con 30.000 trentini senza lavoro le entrate risulteranno ancor minori. Questo è stato un anno maledetto, ha aggiunto, ma sappiamo che il virus se ne andrà nell’estate prossima grazie al vaccino. Ma oggi affrontiamo una finanziaria in un anno difficile e “sono contento che anche la minoranza abbia dichiarato di voler concorrere allo sforzo di superare la crisi”. Le spese correnti sono fisse e le minori risorse del bilancio si ripercuotono quindi sulla spesa per investimenti. Oggi occorre che la Provincia pensi alla salute in primis e poi all’economia. I presupposti per un brutto Natale ci sono tutti se il governo deciderà di far diventare tutta l’Italia arancione se non rossa. Ciò nonostante per Savoi questo bilancio guarda realisticamente al presente e punta anche al futuro, mentre il governo nazionale pensa al rimpasto. “Questa finanziaria riesce a dare ossigeno e risorse a tutti i settori più importanti del Trentino e dà quindi speranza anche se la coperta è corta”, ha detto ricordando di aver rinunciato per senso di responsabilità a proporre ordini del giorno che prevedano spese per la propria valle. “Trentini, coraggio, ce la faremo”, ha concluso.

 

*

La sanità trentina in questi ultimi anni è stata tra le migliori in Italia.

Luca Zeni è tornato a parlare dopo il suo primo intervento di ieri, invitando la maggioranza a non limitarsi a dire che la Giunta sta facendo tutto bene. Anche oggi la curva dei dati ospedalieri e dei decessi appare ancora molto critica. Prendere atto di queste difficoltà è la condizione per impegnarsi a migliorare le cose. Si può reagire a questa crisi più o meno prontamente, e programmando interventi più o meno efficienti. Zeni ha anche invitato la maggioranza ad un maggiore equilibrio, evitando di dipingere questo come il momento più catastrofico nella storia dell’autonomia. L’equilibrio permette ai cittadini di avere percezione di serietà delle istituzioni. Sui dati Zeni ha ribadito che è stata gestita male, con scarsa trasparenza e questo ha fatto perdere credibilità alle istituzioni. Il ministero, ha aggiunto, non ha vietato di comunicare i tamponi antigenici ai cittadini. Sulla sanità Zeni ha ribattuto all’attribuzione delle responsabilità del cattivo funzionamento del sistema alla Giunta della scorsa legislatura. Ma questa accusa smentisce per Zeni proprio le dichiarazioni del presidente Fugatti e dell’assessora Segnana che hanno sempre lodato la sanità trentina per come ha reagito alla prima ondata del Covid. Il problema è dato dalla pressione sugli ospedali e sulla terapia intensiva dovuta al gran numero di contagi la cui crescita è aumentata per il mancati controlli, tracciamenti e tamponi rispetto a quelli che se fin dall’inizio si fosse coinvolto il Cibio si potevano effettuare. Oggi, ha osservato Zeni, tutta l’Europa fatica a reperire medici mentre sul problema dei posti letto ha negato che la Giunta precedente si sia divertita a tagliarne, mentre la verità èp che sono cambiati i modelli di cura. Per molti interventi in day hospital non servono posti letto che per questo sono stati ridotti nel corso degli anni. Un altro problema degli ospedali sono le infezioni e quindi meno ricoveri avvengono e meglio è. Zeni ha condiviso l’invito di Cia a potenziare la medicina del territorio e per questo ha chiesto una convergenza per l’utilizzo di eventuali risorse provenienti dal Mes siano utilizzati in questa direzione. Zeni ha ricordato, ribattendo a Cia, che dai report scientifici frutto di sistemi di monitoraggio accreditati, è emerso che la sanità trentina in questi ultimi anni è stata tra le migliori in Italia. Questo non significa che non si debba migliorare. Infine i modelli organizzativi: l’ultima riforma, ha riconosciuto Zeni, aveva ridotto la verticalità e il riferimento alle responsabilità del sistema, ma era “più sfidante” per il pilota. E siccome i vertici di allora oggi non ci sono più oggi appare più faticoso guidare una macchina che richiede un gravoso lavoro quotidiano per farla funzionare. Il consigliere ha invitato a un’analisi e ad un percorso di condivisione per arrivare a un cambiamento che in sostanza non butti via il bambino con l’acqua sporca.

La Giunta riconsegna Mediocredito senza gara a chi l’ha gestito (male) fin’ora.

Anche Degasperi (Onda Civica) è intervenuto nuovamente per evidenziare che con i tagli alle agevolazioni sull’addizionale regionale nel 2021 la legge di stabilità prevede entrate per 79 milioni di euro e 82 nel 2022, vale a dire 40 milioni circa in più rispetto all’anno scorso. Per quanto riguarda l’Irap si passa da 184 milioni di gettito mentre nel 2021 il gettito supererà i 200 milioni di euro. Sul Mediocredito Degasperi ha ricordato che si tratta di una banca corporate che esiste da 60 anni e che oggi avrebbe bisogno di una strategia per funzionare a servizio delle imprese. La scelta della Giunta è di riconsegnare Mediocredito senza gara a chi l’ha gestito fin’ora e che non ha mai usato questo istituto come banca corporate. Almeno con la gara si poteva beneficiare di qualcosa grazie alla concorrenza. Questo è il riferimento che bisognerebbe spezzare. Con l’articolo 8 si aumenta il numero di coloro che potranno essere inquadrati come dirigente della Provincia senza concorso e senza qualifica. La Pat per assumere funzionari, collaboratori e assistenti fa i concorsi.

Per assumere i dirigenti invece ha difficoltà. Per questo Degasperi ha presentato un emendamento per proporre l’eliminazione di questo vincolo costruendo concorsi per ambito dei dirigenti con graduatorie lunghe di idonei in modo che quando si libera un posto si ha subito qualcuno di idoneo per quel ruolo. Sulla legge collegata, Degasperi ha segnalato l’emendamento soppressivo da lui proposto all’articolo 6 sulla scuola che sembra quasi una provocazione perché prevede 10 milioni di euro sottratti alla scuola pubblica e 5 milioni di euro consegnati alla scuola privata. Altri 2 emendamenti di Degasperi sulla scuola riguardano il riconoscimento economico da accordare anche in Trentino come in tutta Italia agli insegnanti, compresi i docenti delle scuole musicali. L’altro emendamento riguarda la collocazione delle scuole musicali, che dal settore cultura per il consigliere dovrebbero essere spostati nel sistema dell’istruzione della Provincia, risolvendo così altre problematiche. Infine sulla sanità Degasperi ha esortato la Giunta a preoccuparsi di contrastare il numero chiuso a medicina che impedisce agli studenti italiani di laurearsi, salvo poi lamentarsi che ai concorsi per assumere medici non partecipa nessuno. Infine il consigliere propone con emendamenti di introdurre sistematicamente l’utilizzo dello smart working negli enti pubblici e di aprire le piste alla pratica dello sci alpinismo favorendone la diffusione senza vincoli e coercizioni. Infine i giovani: per Degasperi se ne è parlato molto senza spiegare come gli interventi a loro favore si concretizzeranno oltre al coinvolgimento della Fondazione Demarchi.

La replica di Fugatti: si mettano da parte le polemiche. Sarà la storia a giudicare.

Il presidente della Giunta ha apprezzato i contributi emersi anche dai consiglieri di minoranza in queste due giornate di discussione generale. E ha fatto proprio il monito di Tonini: per governare non basta amministrare, occorre anche programmare. Fugatti ha poi ribadito la volontà di tenere i piedi per terra: pur prestando attenzione alle fasce deboli della popolazione, ha detto, occorre guardare soprattutto all’economia per garantire al sistema le risorse necessarie a sostegno delle varie voci di spesa della Provincia. I progetti e i percorsi inseriti nella mia relazione, ha detto Fugatti, rispondono alla richiesta di concretezza di Tonini. Il tema più volte evocato è quello dei progetti strategici per accrescere la competitività del Trentino a valere sulle risorse del Recovery. “La Giunta – ha annunciato il presidente – è disposta ad informare preventivamente il Consiglio sulla selezione dei progetti che verranno scelti tra i 32 già inviati a Roma. Ma non si sa ancora di quante risorse derivanti dal Recovery Fun la Provincia potrà disporre e quali dei nostri progetti lo Stato deciderà di sostenere”. Quanto alle richieste e proposte puntuali avanzate dalle minoranze, Fugatti ha ricordato che con questo bilancio la Giunta interviene a sostegno delle Rsa, mentre “su altre richieste è saggio fare il passo secondo la lunghezza della gamba”. Per questo, ha spiegato, “la Giunta non intende azzerare l’addizionale Irpef fino a 25.000 euro, perché questo impatterebbe troppo sul bilancio provinciale”.

Se poi dall’avanzo dovessero emergere risorse che andranno oltre i 150 milioni previsti, si prenderanno in considerazione altre proposte delle minoranze. “Siamo fiduciosi – ha aggiunto – che la trattativa con Roma da noi portata avanti insieme alla Provincia di Bolzano per ottenere le risorse richieste possa andare a buon fine”. Su queste basi, ha spiegato, torneremo a considerare le proposte emerse, ma lo faremo in sede di assestamento. Fugatti si è poi soffermato a lungo sul tema salute ed emergenza Covid. “La salute – ha detto – è un tema troppo importante che richiede di essere affrontato con rigore e serietà come abbiamo sempre fatto seguendo le indicazioni delle autorità competenti anche per quanto riguarda i test antigenici, da validare con il tampone molecolare entro il decimo giorno”. Il ministro Speranza, ha preannunciato il presidente, chiarirà a breve con una circolare che il test antigenico non necessita di successiva conferma con il molecolare se fatto su soggetti sintomatici. Questo, ha aggiunto, aprirà un nuovo percorso anche se la parte operativa non è stata ancora precisata.

Ma – ha sottolineato Fugatti – da questo punto di vista il Trentino ha sempre rispettato le circolari del ministero. Ministero che ha ancora precisato come dovranno essere comunicati questi dati. Ecco perché, per non fare confusione, la Provincia dal 2 dicembre li ha forniti quotidianamente. Comunque i sindaci li hanno sempre avuti dalla Giunta perché alcuni Comuni avevano un grado di contagio superiore al 3%. Oggi non siamo più in quella fase. “La storia dirà come sono andate realmente le cose, ma noi i soggetti positivi all’antigenico li abbiamo da subito isolati tutelando così la salute pubblica”. D’altronde, ha proseguito il presidente, il dottor Rezza, direttore del ministero ha detto che la Provincia ha rispettato le regole emanate. Fugatti ha informato che oggi non ha ricevuto telefonate dal ministero, “probabilmente perché il Trentino si sta comportando in modo corretto”. E ha aggiunto che la Provincia non ha mai avuto contrasti con il ministero, “perché noi crediamo che durante un’emergenza del genere sia necessario collaborare portando il nostro contributo per capire come uscire da questa situazione”. Fugatti ha ricordato che la Provincia non ha mai nascosto l’alto alto tasso di mortalità nel Trentino fin dalla prima ondata del Covid. Anzi, il ministero aveva detratto 63 decessi comunicati dal Trentino come morti per Covid che Roma non giudicava invece tali.

“Il Covid ci insegna che le cose cambiano di giorno in giorno e di settimana in settimana. Territori fortemente colpiti, tra una settimana-dieci giorni saranno in condizioni migliori e viceversa. Meglio quindi – ha ammonito – mettere da parte le polemiche. Se stiamo facendo bene lo dirà la storia ma il 2020 è un anno di totale emergenza. Stiamo gestendo il Trentino in un momento straordinario. La storia e i trentini diranno se abbiamo fatto bene o male. Ma credetemi: non è facile gestire la situazione in momenti come questo. E di questo dev’esserci una forte consapevolezza. Si deve allora solo lavorare per cercare di migliorare la situazione, ma una valutazione definitiva di questo contagio la darà la storia”. Fugatti ha poi portato due esempi a sostegno di questa sua affermazione. “Oggi il dottor Rezza ha detto che ci sono troppi decessi in Italia e di non sapere se le scuole potranno riaprire il 7 gennaio. E se la Merkel decide per il lockdown tra Natale e l’Epifania anche se ci hanno sempre detto che la Germania è il Paese più capace di fronteggiare l’epidemia e con gli ospedali migliori di Europa, questo vuol dire che occorre molta cautela nei giudizi sulla gestione di una pandemia che non risparmia nessuno”. “Dopodiché – ha aggiunto Fugatti – la politica prima o poi tornerà, ma quando il Covid sarà passato. In questa fase però occorre cautela”.

Fugatti ha concluso dando la notizia che all’Apss è stata conferito un importante riconoscimento internazionale per come ha gestito l’emergenza Covid insieme alle aziende sanitarie di altri Paesi. “In fondo al tunnel – ha detto ancora – c’è una luce che si chiama vaccino, che però non arriverà domattina anche perché servirà una doppia somministrazione e passeranno perciò almeno sei mesi per avviare davvero questo processo. Questi sei mesi sono il tunnel che dovremo attraversare”. Fugatti ha informato che domattina avrà due riunioni con i ministri competenti: la prima sul vaccino, la seconda sulle restrizioni che il governo nazionale proporrà di introdurre nel periodo tra Natale e l’Epifania. Non è insomma scontato sconfiggere questo virus, tanto è vero che vi sono regioni che come noi vedono un’impennata inattesa e preoccupante di ospedalizzazioni. E questo accade anche quando le previsioni dicevano che contagi e ospedalizzazioni sarebbero addirittura calati. Ecco perché – ha ribadito – ci troviamo in forte difficoltà nella gestione di questa epidemia”.