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CONSIGLIO PAT * LAVORI VIDEOCONFERENZA: « APPROVATA ALL’UNANIMITÀ LA RISOLUZIONE DELLA CONSIGLIERA FERRARI SULLA GESTIONE “ESCLUSIVA” DELLA PANDEMIA NELLE SCUOLE »

Approvata all’unanimità la risoluzione di Sara Ferrari sulla gestione “esclusiva” della pandemia nelle scuole.

I lavori del Consiglio provinciale sono ripresi nel pomeriggio dalla risoluzione 39 di Sara Ferrari del PD, ampiamente dibattuta nella mattina e sulla quale l’assessore Bisesti ha annunciato di aver concordato con la proponente una modifica del testo, che nella nuova forma, può essere accolto.

Ferrari ha illustrato il dispositivo condiviso, legato alla situazione emergenziale nelle realtà scolastiche, che impegna la Giunta a rafforzare un percorso “esclusivo” di gestione dei casi Covid delle istituzioni scolastiche, in maniera separata dalla gestione generalista, offrendo al personale la possibilità di uno screening periodico con test antigenici; potenziare la fornitura dei dispositivi di protezione e la fornitura di device per gli studenti affinché possa essere garantito a tutti il collegamento per la didattica a distanza; promuovere l’offerta formativa laboratoriale negli istituti scolastici per evitare che gli istituti che formano in presenza attraverso i laboratori vengano penalizzati; infine, supportare gli istituti nell’offrire supporto psicologico attingendo ai finanziamenti europei, secondo un protocollo e percorsi già attivi in diverse regioni.

Il consigliere Filippo Degasperi (Onda Civica) ha espresso pieno sostegno alla risoluzione: la scuola va tenuta in presenza, ha osservato, concentrandosi piuttosto su una gestione attenta di tempo libero e trasporti. Doveroso poi introdurre un percorso ad hoc per le scuole, così come potenziare la fornitura dei dispositivi di protezione, vigilando però anche sui percorsi di distribuzione e sull’utilizzo. Infine, non utilizziamo l’attività laboratoriale per eludere le prescrizioni, ha ammonito.

Ugo Rossi (Patt) è tornato sulle dichiarazioni del Garante dei minori sulle quali si sono registrati numerosi interventi questa mattina, precisando che la formale comunicazione del garante, nell’esercizio del proprio dovere, era indirizzata ai soggetti decisori. In relazione a questo Rossi ha detto di non avvertire nessuna esigenza di convocare nessuno, mentre chi, se lo ritiene, dovrebbe interpellarlo sono i destinatari della missiva. Quanto alla risoluzione ha dichiarato l’intenzione di votarla, anche se nel mese di marzo aveva già presentato una proposta di simile contenuto, che era stata respinta. La scuola è tutto, ne sono convinto, ha aggiunto, ma la realtà è che un pezzo di scuola oggi fa didattica a distanza e che, per quanto ci si sforzi, comporta diversi aspetti di difficoltà. Piuttosto, ha osservato tornando su una suggestione già lanciata qualche giorno fa, si potrebbe pensare di recuperare il tempo perduto oltre il termine dell’anno scolastico. Ma questa, ha concluso, è una proposta impopolare e dubito sarà sostenuta.

Mara Dalzocchio (Lega) ha ricordato che la Giunta, fin dall’inizio della pandemia, si è attivata per programmare le migliori soluzioni dal punto di vista sanitario ed economico e questo va riconosciuto. Ciò non toglie che la situazione si modifica giorno per giorno e che spesso occorre rincorrere gli eventi. Lo stesso si può dire della scuola, dove sono state fatte scelte importanti e si sono adottate misure efficaci, anche se ci sono sempre dei margini di miglioramento perché il contagio zero non esiste. Ben vengano i suggerimenti contenuti nella proposta di risoluzione, che servono come indicazioni utili a migliorare l’esistente. Anche il consigliere Alex Marini (Misto) ha espresso il suo parere favorevole al documento, non senza sottolineare l’importanza in particolare dell’ultimo aspetto della risoluzione, quello che prevede il sostegno psicologico agli studenti perché in questo contesto ci sono molte situazioni di disagio nascoste e un bisogno di aiuto molto diffuso. Di più, la problematica dovrebbe essere affrontata in termini più ampi, perché riguarda l’intera comunità, ha aggiunto. Quanto al garante dei minori ha ribadito l’opportunità del suo ascolto da parte delle Commissioni, proprio per mettere in campo delle soluzioni “olistiche”.

L’assessore Bisesti ha aggiunto che la risoluzione parte necessariamente dal presupposto che molto è stato fatto e che il Trentino si è distinto in maniera positiva come sistema in questa circostanza. Abbiamo programmato e si è visto: grazie al duro lavoro di tutti e grazie ai molti investimenti (45 milioni aggiuntivi), la scuola trentina è stata pronta a ripartire con la didattica in presenza.

Lucia Coppola (Futura) ha concordato con Bisesti sul fatto che tanto è stato fatto da parte di tutti per permettere che le scuole fossero adeguate ad accogliere i ragazzi. So quanto tutti si siano spesi per questo, ha aggiunto, tuttavia non sono d’accordo quando si dice che si poteva andare avanti comunque: stante il numero di contagi e di ricoveri è iimpossibile immaginare di andare avanti senza che nulla cambi. La scuola è tanto, è tutto, anche dal punto di vista della socialità, ha concluso, ma proprio nell’ottica di ripristinare presto una situazione di normalità questo step era inevitabile.
Messa a i voti, la risoluzione è stata approvata all’unanimità.

 

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Mozione 263 Degasperi (Onda Civica) respinta
Predisposizione di un modello di convenzione per il coordinamento sanitario e l’assistenza medica nelle Rsa e coinvolgimento dei medici nella predisposizione delle direttive
La mozione, sempre in materia Covid, respinta dalla Giunta, la impegnava ad adottare una convenzione tipo che disciplinasse e stabilizzasse in modo omogeneo i rapporti anche economici tra Rsa e medici incaricati del coordinamento sanitario e dell’assistenza medica. Secondo: prevedeva espressamente che la quota di finanziamento relativa all’assistenza medica e di coordinamento sanitario fosse integralmente destinata a remunerare le prestazioni corrispondenti. Terzo: che fossero coinvolti i titolari delle funzioni di coordinamento sanitario e di assistenza medica nella predisposizione delle direttive per l’assistenza sanitaria nelle Rsa. Quarto: che si mettessero in campo iniziative formative specifiche per i medici delle rsa, per assicurare la migliore preparazione e l’aggiornamento. Quinto: sentito il parere della commissione consiliare competente, la necessità di elevare i parametri minimi dell’assistenza medica, sulla base delle mutate condizioni di contesto e dei nuovi fabbisogni degli ospiti.

L’assessora Stefania Segnana ha detto che la mozione risente del fatto che è datata: molte delle questioni sono infatti già state prese in carico e molte delle criticità rilevate dal documento sono state già affrontate. Con l’assestamento è stata modificata una legge introducendo la previsione di qualificare l’esercizio della funzione sanitaria e l’assistenza clinica nelle rsa. Abbiamo incontrato i rappresentanti sindacali dei medici delle rsa e Upipa e abbiamo introdotto un maggiore coinvolgimento e una rappresentanza dei professionisti nelle scelte. Infine, sono state disposte risorse specifiche a supporto delle rsa in difficoltà e per l’aggiornamento e la migliore preparazione dei medici: con una delle ultime delibere adottate abbiamo inserito nell’accordo quadro di medicina generale che l’ordine dei medici predisponga un corso apposito per i medici che andranno ad operare nelle rsa.

Paola Demagri (Patt) ha dichiarato il sostegno alla mozione, che poteva però rappresentare per la Giunta l’occasione per condividere alcuni importanti passaggi con l’intero Consiglio provinciale.
Peccato per questa mancanza di rispetto da parte di Segnana ha replicato Degasperi (Onda Civica), che ha osservato che le misure citate dall’assessora non hanno molto a che vedere, ad esempio, con il riordino del trattamento previsto dalla mozione al punto 1. Non è stato poi toccato il discorso del coinvolgimento e dunque i medici continueranno ad essere esclusi dall’elaborazione delle direttive. Prendo atto, ha concluso, che qui si boccia una mozione, presentata con spirito costruttivo, che coglieva una problematica esistente: non è piacevole essere presi in giro e non ci si stupisca poi se si presenteranno 7000 emendamenti alla finanziaria, ha concluso.

Claudio Cia (Agire) ha confessato di concordare con i contenuti della mozione perché su questi temi si era esposto personalmente, anche nella legislatura precedente. Va detto che alcuni dei contenuti sono stati di fatto introdotti con l’assestamento, ma ciò non toglie che altri passaggi si potevano forse sostenere. Votare contro questa mozione, ha aggiunto, significherebbe tradire le mie battaglie di sempre, ma votare a favore mi mette un po’ in difficoltà: non parteciperò al voto, ha chiarito.
Mara Dalzocchio ha dato una diversa interpretazione, difendendo l’assessora dalle accuse di falsità: Segnana ha riconosciuto i contenuti condivisibili della mozione, che però sono superati perché alcune scelte sono già andate nella direzione del documento proposto da Degasperi.

Il consigliere di Onda Civica Degasperi ha replicato portando ad esempio altri episodi simili come l’acquisto della risonanza magnetica di Cavalese, che non fanno che confermare la sua versione, ovvero che i contenuti della mozione non sono superati e che gli interventi citati dall’assessora non hanno nulla a che vedere con le proposte del documento. La mozione viene bocciata perché viene da un consigliere di minoranza, ha dichiarato: il problema è che le conseguenze le pagheranno gli ospiti delle rsa e chi nelle rsa ci lavora.
Segnana ha rispedito al mittente le accuse di falsità: le iniziative citate sono già in atto.
La votazione ha dato il seguente esito: 14 favorevoli, 19 contrari, un non partecipante al voto.

 

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Mozione 269 Ambrosi (Lega) approvata
Mascherine trasparenti, dispositivi da diffondere

La mozione, approvata in forma emendata all’unanimità, impegna la Giunta a monitorare la disponibilità ed acquistare e distribuire mascherine trasparenti certificate, al mondo scolastico e agli uffici pubblici, nonché alle persone affette da autismo e da disturbi dello spettro autistico. Ambrosi ha approfittato del tempo a disposizione per tornare sula questione del garante dei minori, sostenendo e condividendo, da madre, le dichiarazioni fatte da Biasi sull’utilizzo delle mascherine. Credo che il garante abbia risposto ad un profondo disagio di tipo sociale, ha aggiunto, suggerendo di allargare le previsioni della propria proposta anche in altri contesti.
Il consigliere Rossi si è detto d’accordo con la proposta, anche con l’idea di allagarla ad altri contesti, ma si è rivolto alla collega Ambrosi invitandola a potenziare il dispositivo della proposta, prevedendo l’impegno della Giunta non a fare una semplice valutazione, ma concretamente ad acquistare e distribuire i dispositivi trasparenti. Altrimenti si tratterebbe solo dell’enunciazione di un principio che rischia di rimanere tale.
Anche la consigliera Coppola ha espresso appoggio al tema al quale lei stessa aveva già dedicato un documento, a sostegno dei diritti e delle esigenze di ragazzi più fragili e con maggiori difficoltà di altri.

L’assessora Segnana ha espresso il parere favorevole al documento e si è resa disponibile anche alla modifica del dispositivo nella forma maggiormente impegnativa: la Provincia si attiverà non solo a verificare, ma ad acquistare e distribuire mascherine trasparenti certificate oltre che ai soggetti più fragili, anche alle scuole, agli uffici pubblici e alle realtà a contatto con gli utenti.
Anche Marini ha suggerito di allargare la diffusione delle mascherine trasparenti ad altri contesti, come quello scolastico: qualora la Pat decida di acquistare questi presidi, li si potrebbe introdurre nelle scuole a partire dagli insegnanti, ha detto.
In dichiarazione di voto a sostegno sono intervenuti anche Pietro Degodenz (Upt), Claudio Cia e Giorgio Leonardi (FI).
Ambrosi ha ringraziato l’assessora e i colleghi per la sensibilità dimostrata e per aver contribuito al dispositivo modificato, che è stato poi approvato dall’aula all’unanimità. La consigliera ha detto che questo documento fa onore al Trentino che con iniziative di questo tipo dimostra di non lasciare indietro nessuno.

 

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Mozione 277 Dallapiccola (Patt) respinta
Incentivare misure per migliorare il comfort dei clienti degli esercizi commerciali
Tenuto conto dell’assenza dei mercatini di Natale, la mozione, respinta perché superata, impegnava la Giunta a finanziare apparecchiature come lampade al quarzo o “funghi a gas” per l’irraggiamento di calore sui plateatici degli esercizi commerciali, in modo da garantire un maggiore comfort ai clienti e ampliare la superficie di utilizzo dei locali pubblici spingendo a nuove forme di accoglienza e di utilizzo degli spazi esterni.

L’assessore Roberto Failoni ha speigato che in principio c’era la volontà di accogliere il documento, ma nel frattempo è stato introdotto il bando “qualità” che riguarda commercio e servizi che va anche nella direzione della mozione. L’obiettivo della proposta, compreso l’impegno a comunicare e promuovere le opportunità e le possibilità di contributo, è dunque stato già raggiunto e il documento a questo punto è superato.
Il consigliere Marini ha sottolineato come il meccanismo dei funghi comporti un grande sperpero energetico, suggerendo alla Giunta di sensibilizzare i commercianti di utilizzarle con parsimonia ed attenzione.

Dallapiccola ha replicato che per quanto lo riguarda non c’è nessun problema e il compito di portare all’attenzione della Giunta queste concrete istanze è stato svolto. Le lascio il merito dell’amministrare e non c’è nessuna contrapposizione, ha concluso rivolto a Failoni.

Il documento ha ottenuto 13 voti favorevoli e 20 voti contrari.