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CONSIGLIO PAT * LAVORI MATTINA AULA: « DOPO LA COMUNICAZIONE DI FUGATTI CHE HA ANNUNCIATO L’ACCORDO CON ROMA IN MATERIA FINANZIARIA, CHIUSA LA DISCUSSIONE SULL’OSPEDALE DI CAVALESE »

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13:37 - 27/10/2021

Dopo la comunicazione di Fugatti, che ha annunciato l’accordo con Roma in materia finanziaria, chiusa la discussione sull’ospedale di Cavalese.

In apertura di seduta il presidente della Giunta Fugatti ha comunicato all’aula che la trattativa col Governo sui rapporti finanziari si sta chiudendo. L’accordo prevede una riduzione strutturale del 20% del concorso al risanamento della finanzia pubblica nazionale e la definizione di poste che aumenteranno il bilancio sui “capitoli” delle riserve all’erario e i tributi sui giochi. Quindi, dal 2022 il bilancio potrà contare di 130 milioni aggiuntivi all’anno derivanti dalla riduzione del 20% del concorso al risanamento della finanza pubblica nazionale e dal riconoscimento delle riserve all’erario per 20 milioni all’anno (l’arretrato è di 500 milioni) e il gettito sui giochi di circa 15 milioni. L’accordo prevede, inoltre, il posticipo al 2028 della clausola sulla variazione degli oneri sul debito nazionale. Risultato importante, ha aggiunto Fugatti, nella previsione delle restituzione all’Ue dei finanziamenti del Pnrr. A questo si aggiunge una una tantum di 190 milioni, 100 per Bolzano e 90 per Trento, sugli arretrati sulle entrate dei giochi. Un accordo importante, ha concluso il presidente, che mette in maggiore sicurezza negli anni a venire le finanze della Pat. Trattativa portata avanti nelle ultime settimane col presidente della Provincia di Bolzano che si è chiusa con l’accordo che verrà contenuto in una delibera e poi ratificato dal Consiglio.

 

 

Aprire il dialogo sul futuro dell’ospedale di Fiemme. Sì alla risoluzione Cavada.

Dopo la comunicazione del presidente della Giunta, la seconda giornata di Consiglio della sessione di fine ottobre è ripresa sulla discussione sull’informativa sul nuovo ospedale di Cavalese, fatta ieri dal presidente Fugatti, con la risoluzione, approvata con 20 sì, 9 no, un astenuto, di Gianluca Cavada della Lega. Risoluzione, la quarta, che impegna la Giunta a dare avvio, dopo le valutazioni tecniche del Nucleo di analisi e valutazione degli investimenti pubblici (Navip), ad un dialogo con le realtà del territorio al fine di valutare la soluzione più adatta e conforme agli interessi pubblici e della cittadinanza, relativamente al progetto del nuovo ospedale di Cavalese.
Dopo il no alla scelta di Masi di Zeni e di Marini, Ugo Rossi di Azione ha chiesto cosa impedisce di fare oggi il dialogo con il Comune di Cavalese, che deve fare il Prg, con la Comunità di valle, Cembra e Fassa. Il Navid del resto darà un parere salvo le questioni urbanistiche sulle quali non ha competenza e che spettano al comune e alla Pat. Ma, ha sottolineato Rossi, il punto è che pare che un pezzo di questo dialogo sia stato già fatto. Non c’è nulla di male, quindi, questo l’invio di Rossi, il presidente vada ad aprire il confronto alla luce del sole e non si arrocchi. Pietro Degodenz dell’Upt ha ricordato che anche i sindaci di Fiemme chiedono un confronto ed ha ricordato che già nel 2017 si discusse l’idea, avanzata dalla senatrice Testor, di fare un nuovo ospedale nel fondovalle. Il 5 febbraio del 2020 il presidente della Magnifica comunicò la possibilità della costruzione di un nuovo ospedale in una zona diversa dall’attuale.
Claudio Cia di Fratelli d’Italia ha detto che in Trentino si è visto che un gruppo di imprenditori può mettere in discussione una scelta politica come quella sull’ospedale di Cavalese. Un fatto pericoloso. Perciò Cia ha chiesto di votare separatamente premessa e dispositivo per non creare un precedente pericoloso. Filippo Degasperi di Onda Civica ha detto che il dialogo con le realtà locali è prevista dalla legge, ma nella risoluzione si sarebbe dovuto scrivere anche che il progetto presentato dalle imprese soddisfa di sicuro l’interesse privato. Non ci si può nascondere dietro al Navid per una scelta che è politica: quella di consegnare la sanità ai privati e di cementificare tre ettari di territorio. Del resto quando si chiede di votare per tornare alla ristrutturazione dell’ospedale di Fiemme i voti della maggioranza non ci sono. Quindi, serve il coraggio di dire che si vuole l’ospedale di Fiemme in mano ai privati.

 

 

No alla mozione di Zeni che chiedeva l’impegno a costruire il nuovo ospedale vicino all’attuale.

Ritirata quella di Cia, l’ultima risoluzione, respinta con 17 no e 10 sì, presentata da Luca Zeni (Pd), mirava a impegnare la Giunta a confermare il cronoprogramma previsto per la realizzazione del nuovo ospedale di Cavalese in adiacenza a quello esistente; a ristabilire il finanziamento già previsto a bilancio per il nuovo ospedale di Cavalese; a bocciare l’iter avviato rispetto alla proposta di partenariato pubblico privato, in virtù di un percorso privo di trasparenza, con il coinvolgimento attivo del presidente della Provincia in una procedura che avrebbe dovuto garantire il rispetto delle procedure previste in materia di opere pubbliche; e infine, in caso di un cambio di linea da parte della Giunta provinciale rispetto all’ospedale di Cavalese, ad avviare un percorso ampio, trasparente e partecipato, al termine del quale l’eventuale individuazione di una nuova area per l’ospedale derivi da una programmazione complessiva: sanitaria e socio-sanitaria, ambientale, viabilistica ed economica.

La volontà espressa della Giunta un anno fa, ha detto Zeni, di andare avanti con la ristrutturazione contrasta con i contatti segreti avuti per costruire una nuova struttura da parte dei privati a Masi. Con la scelta di sospendere l’iter del progetto su Cavalese si allungheranno i tempi e quindi per l’esponente dem la Giunta ha il dovere di dire chiaramente che l’ospedale va fatto da un’altra parte perché si è cambiata idea rispetto a 8 mesi fa, ma senza subire la volontà di un privato. La Provincia, ha aggiunto, apra un altro iter con trasparenza e correttezza.

Alessandro Savoi della Lega, dichiarando il suo no alla risoluzione, ha affermato che se domani ci sarà il nuovo ospedale la val di Cembra si rivolgerà volentieri a Cavalese. E ha ricordato che questa Giunta ha riaperto il Punto nascite che era stato chiuso dal centro sinistra. Ora si deve decidere se fare l’ospedale ai Masi o dove si trova ora. Tenendo presente che il Covid, tra l’altro, ha messo in discussione la sanità e le strutture sanitarie e quindi va fatta una valutazione attenta, tenendo conto del fatto che i comuni sono favorevoli a fare un ospedale nuovo a Masi. Ed ha concluso affermando che quando si parla di sanità i motivi ambientali vengono meno.

Lucia Coppola del Misto Europa – Verde ha sostenuto convintamente la mozione. In particolarmente la richiesta di un confronto affinché la scelta venga fatta in base alle valutazioni complessive, sanitarie, economiche e ambientali. La consigliera ha inoltre stigmatizzato l’abitudine della maggioranza di attaccare, anche personalmente, i consiglieri di opposizione quando esprime dissenso.

Paolo Zanella di Futura ha detto che il Fugatti non ha dato alcuna risposta su come sia arrivata la proposta dei privati, che, tra l’altro, tra gli amministratori girava da più di un anno. Nulla è stato detto dell’ammissibilità del progetto che dovrebbe gravare su una zona agricola di pregio che richiederebbe una variazione del Pup. Non ci sono risposte sulla compatibilità ambientale e sulla sostenibilità economica. Va fatto poi un ragionamento complessivo sugli ospedali di valle e di comunità anche in base alle scelte che stanno venendo avanti a livello nazionale. Zanella ha ricordato che Fugatti non ha riaperto il Punto nascita ma ha solo concluso l’iter avviato da Zeni, anche se, ha aggiunto, sono evidenti i limiti di un reparto dove lavorano medici e ostetriche che hanno perso l’esperienza necessaria per effettuare parti in totale sicurezza.

Pietro Degodenz ha detto di essere infastidito dal fatto che nella risoluzione si parla di riunioni dei consiglieri provinciali di valle. Riunioni alle quali il consigliere UpT non ha mai partecipato. Posizione ribadita anche da Cavada. Cia ha ricordato che i nomi dei due consiglieri sono stati pubblicati sui giornali in una notizia nella quale si parlava di un incontro sul progetto dei privati. Ma non ci sono state smentite sul loro presunto interesse per l’idea di trasferire a Masi l’ospedale. De Godenz ha ribattuto che la lettera dello Scario parla di amministratori e consiglieri provinciali, senza specificare di valle.E che l‘unico incontro è stato fatto nel 2021 non nel 2020. Alex Marini (5 Stelle) ha ricordato che la Magnifica prevedeva, nei suoi antichi statuti, i referendum mentre ora si fanno le riunioni che ha definito “massoniche”. Oggi, ha continuato, non potremmo sottoporre a referendum la scelta di dove fare l’ospedale. Ma un referendum permetterebbe di discutere di interessi pubblici, dall’urbanistica all’ambiente, oltre di quelli privati. Quindi, se parliamo di dialogo dobbiamo rendere accessibili questi strumenti di partecipazione.

Alessio Manica del Pd ha affermato che va chiarito il concetto del “consigliere di valle”. Concetto che non esiste perché si viene eletti in tutta la provincia. Bene il rapporto con i territorio, ma non va bene che in atti ufficiali delle amministrazioni locali invitino “consiglieri di zona”.
Ugo Rossi di Azione ha detto che la questione di cui si sta disputando è questa: c’era un ospedale da mettere a posto e qualcuno che c’era prima ha fatto un concorso di progettazione. All’inizio di questa legislatura la nuova Giunta ha detto: il progetto va bene, avanti. Poi qualcuno ha pensato di farlo in un altro posto magari perché si risparmia tempo per farlo per le Olimpiadi. Ora si dice: comunque, si devono fare le valutazioni da parte del Navid. Ma, ha ricordato Rossi, le valutazioni urbanistiche vanno fatte prima, come prescrive la legge e come sanno Fugatti, il sindaco di Cavalese e il commissario della Comunità il quale si trova in una brutta situazione non perché ha taciuto ma perché gli hanno detto di tacere. Quindi, ha ribadito, perché oggi perché non si fa un percorso di valutazione chiaro e subito?
Degasperi, condividendo la risoluzione, ha detto che un anno dopo la scelta del Consiglio di andare avanti con la ristrutturazione si cambia idea perché è arrivato un privato. Fatto che fa sorgere qualche domanda sull’utilità dell’assemblea legislativa. La risoluzione di Zeni fa una scelta di campo e chiara perché ribadisce il concetto di ristrutturare l’ospedale che venne votato dal Consiglio un anno fa e che venne condiviso dagli amministratori locali. L’ospedale di Fiemme, ha concluso, deve essere progettato e gestito dal pubblico.
Paola Demagri, capogruppo del Patt, in appoggio alla risoluzione, ha detto che il tema centrale è la questione della salute dei cittadini e non se il progetto sia stato proposto da un privato. La risoluzione Zeni parla di contenuti e quindi del diritto alla salute.

Si è passati poi alle mozioni.

Servizio civile ambientale con prospettive di lavoro per i nostri giovani, di Lucia Coppola (Misto – Europa Verde).
Il dispositivo della mozione impegna la Giunta a valutare l’opportunità di introdurre nella nostra Provincia il servizio civile ambientale, valida occasione formativa e lavorativa per i giovani, un percorso professionalizzante per prepararli alle future sfide della transizione ecologica, garantendo contemporaneamente la tutela del territorio e una prospettiva concreta di formazione e lavoro per le nuove generazioni. L’assessore Tonina ha detto che i contenuti sono interessanti, ma la Giunta non può accettare la proposta così com’è anche perché interessa più dipartimenti. Inoltre, a livello nazionale nel Pnrr, è previsto un servizio civile ambientale retribuito in modo congruo per la piantumazione di vaste aree. Nella mozione ci sono spunti interessanti sul ruolo dei giovani ma il servizio civile universale provinciale regolamentato dalla legge del 207 non può essere piegato a lavori che hanno la natura di socialmente utili. C’è però l’impegno a discutere l’impegno dei giovani in materia ambientale. Sara Ferrari del Pd ha ricordato di aver modificato la legge sulle politiche giovanili che è un gioiellino della Pat e che ha saputo declinare il servizio civile universale nella realtà locale. Il rischio di una collisione tra servizio civile e lavoro c’è, ma in questo caso la possibilità di inserire gradualmente l’intervento ambientale appare percorribile. La capogruppo Pd ha proposto a Lucia Coppola una modifica della mozione perché la giunta valuti opportunità e modalità di aprire il servizio civile all’ambiente.

Ugo Rossi di Azione ha detto che la mozione è un ottima idea e ha condiviso l’osservazione di Sara Ferrari per salvare la proposta Coppola. Inoltre, si potrebbe partire con qualche sperimentazione all’interno delle strutture che si occupano di tutela ambientale. Lucia Coppola s’è resa disponibile a cambiare il dispositivo, togliendo la previsione di interventi specifici sul territorio e attenuando l’impegno.
Michele Dallapiccola del Patt ha ricordato che, nonostante il silenzio della Lega, le predazioni di orsi e lupi continuano e le istituzioni potrebbero attivare percorsi di lavoro per giovani in malga per dare una mano nella custodia delle greggi e degli armenti incardinandoli nel servizio civile e negli istituti scientifici trentini. Nella bergamasca e poi in Val d’Aosta il progetto “pasturs”, ha ricordato, ha avuto successo. Totale appoggio di Alex Marini (5 Stelle) alla mozione e ha ricordato che in Austria c’è la possibilità di svolgere il servizio civile all’estero, quindi anche in Italia. Nulla toglie, quindi, che ragazzi austriaci possano venire in Trentino a lavorare magari con un accordo nel quadro dell’Euregio.
Infine, l’assessore Tonina ha chiesto una sospensione del Consiglio per per trovare con Lucia Coppola un accordo su un eventuale emendamento.

 

Il Consiglio riprenderà alle 15.00 con il voto sulla mozione Coppola e la discussione delle altre mozioni.

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