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CONSIGLIO PAT * LAVORI AULA POMERIGGIO: « COMUNICAZIONE SULL’ANDAMENTO DELLA PANDEMIA: TUTTI VACCINATI ENTRO OTTOBRE »

Il Consiglio provinciale ha proseguito i lavori, ritagliando nell’ordine del giorno lo spazio per la comunicazione di aggiornamento sulla nuova ondata da Covid19 chiesta dalle Minoranze al presidente Fugatti, che ha occupato l’intero pomeriggio. Approvate due delle 7 risoluzioni presentate sul tema: entrambe in materia di scuola, una di Degasperi e l’altra di Ferrari. Si prosegue domani con l’esame degli altri 5 documenti. A seguire la comunicazione chiesta da Marini sulla violenza verbale.

 

Comunicazione sull’andamento della pandemia: tutti vaccinati entro ottobre
L’assessora Stefania Segnana ha letto un articolato documento di comunicazione, ricco di dati, sul monitoraggio della pandemia, che rileva nell’ultimo periodo una maggiore incidenza e un Rt medio più alto, con un aumento del livello di rischio per la settima settimana consecutiva. Un analogo andamento si registra per il sovraccarico dei servizi ospedalieri e di conseguenza. Complice anche la maggiore diffusione delle varianti virali, c’è stato un aumento delle misure di restrizione. Il tasso di occupazione dei posti letto è del 35% e della terapia intensiva per Covid, del 58%. Al 23 marzo si registrano 62 positivi da tampone molecolare e 129 da tampone antigenico, mentre sono 31 i soggetti contagiati con oltre 70 anni di età e 165 le classi in quarantena, 257 i ricoveri di cui 52 in rianimazione. Il piano per la vaccinazione nazionale riconosce che nella fase di disponibilità limitata del vaccino è necessario definire delle priorità di somministrazione e la strategia si è focalizzata sulla riduzione diretta della morbilità, individuando in prima battuta quali gruppi target prioritari il personale sanitario, gli anziani e il personale dei servizi essenziali. I target sono tuttavia passibili di modifiche che saranno aggiornate in base alle conoscenze disponibili. E infatti, l’8 febbraio 2021 è stato pubblicato un documento di aggiornamento delle categorie e dell’ordine di priorità in base alle conoscenze e ai vaccini disponibili, secondo una strategia di tipo adattivo per categorie a rischio eventualmente individuate e costantemente aggiornate.

Le dosi residue a fine giornata saranno eccezionalmente somministrate in favore di soggetti disponibili al momento secondo linee essenziali di indirizzo. Segnana ha quindi informato sull’accordo che ha coinvolto nella vaccinazione i medici di medicina generale e sull’evolversi del cronoprogramma della prima fase, con anziani, operatori sanitari e socio sanitari come priorità, che si prevede si potrà concludere entro aprile 2021. La seconda fase, quella che include i soggetti di estrema fragilità, i portatori di handicap, le persone estremamente vulnerabili e la fascia di età oltre i 70 anni si prevede possa essere completata entro fine giugno 2021. I soggetti fra i 60 e 69 anni inclusi nella fase 3 si prevede potranno essere vaccinati entro fine agosto, mentre nella fase 4, tra luglio e settembre, saranno vaccinati i soggetti di età inferiore a 60 anni affetti da patologie che possano manifestare forme severe di Covid19. La fase 5 prevede di vaccinare tutto il resto della popolazione sotto i 60 anni e si pensa si possa concludere tra settembre ed ottobre 2021. Al 22 marzo sono state somministrate 73.122 dosi di vaccino in provincia di Trento, pari all’83,5%, ma va detto che le previsioni sull’arrivo delle dosi variano costantemente.

L’assessore Spinelli ha integrato la comunicazione con la parte sulle misure di sostegno all’economia. E’ in fase di definizione, ha detto, la manovra a sostegno della sopravvivenza delle imprese. Il ddl sostegno dello Stato copre le perdite per ora solo riferite al 2020, ma sono previste ulteriori misure nei prossimi mesi oltre allo stanziamento di misure speciali per i comprensori sciistici. Spinelli ah quindi riepilogato gli importanti stanziamenti della Pat di questi mesi a sostegno del settore economico, pari a 77,7 milioni di ristori e altri fondi settoriali: tutto senza essere autorizzati all’incremento dell’indebitamento e oltre i 90,6 milioni dallo Stato. Saranno ampliati i contributi dello Stato previsti per le Aziende o professionisti che hanno perso il 30% del volume di attività tra il primo novembre 2020 e il 30 aprile 2021, un contributo a compensazione delle perdite dei ricavi o dei costi fissi sostenuti. Non saranno lasciate indietro le attività avviate temerariamente nel 2020 e si cercherà di considerare tutte le situazioni di difficoltà, pensando anche agli esclusi dalle misure statali. Altra partita sulla quale stiamo lavorando, quella del rinvio delle tasse comunali e un voucher sugli acquisti in Trentino come aiuti all’impresa del commercio.

 

Zanella: preoccupano i numeri delle rianimazioni, annunciata una risoluzione per i lavoratori del settore turistico estivo
Il dato preoccupante è il tasso di occupazione delle rianimazioni, un dato inspiegabile, ha detto Paolo Zanella (Futura) che ha sottolineato la gravità della percentuale delle rianimazioni sul totale dei ricoverati: un malato ogni cinque, rispetto ad un malato su nove in novembre. Zanella ha poi chiesto conto della riduzione importante delle risorse umane nell’ospedale di Borgo, avvenuta senza alcuna pianificazione dell’attività. Sul piano vaccinale ha espresso soddisfazione per l’inserimento tra le categorie prioritarie delle persone disabili, esprimendo l’auspicio che la Pat si faccia trovare pronta all’arrivo di massicce dosi di vaccini. Ha quindi chiesto conto della deroga alle visite per alcune rsa ed ha espresso preoccupazione epr la variabile adesione alla vaccinazione da parte del personale sanitario. Infine una riflessione sulla scuola: siamo sempre ad inseguir gli eventi senza pianificazione. Sulla parte economica, ha annunciato una risoluzione dedicata ai lavoratori del settore turistico estivo, molti dei quali non lavorano dall’ottobre 2019 e non sono rientrati in nessun aiuto: occorre farsi carico di questi soggetti.

 

Degasperi: mancanza di pianificazione sulla scuola, critiche alla logistica delle vaccinazioni
Si sarebbe potuto lavorare meglio sulla scuola, ha esordito Degasperi (Onda Civica). Ad esempio, nella formazione artistica ed accademica dove l’interazione insegnate-allievo è vitale, si è arrivati alla serrata completa, mentre dall’altra c’erano laboratori e mense pieni di studenti. Degsaperi ha rilevato trattamenti antitetici di difficile comprensione per alcune nicchie ed ha suggerito di tenerne conto in una malaugurata ipotesi si dovesse ripetere una situazione simile. Anche sull’apertura delle scuole materne per determinate categorie: buon l’intenzione, ma non tutti i sanitari sono impegnati nell’emergenza Covid e se si dovesse ricorrere di nuovo a strumenti simili si dovrebbe fare maggiore attenzione al concetto di equità. Infine, per chiudere il capitolo scuola: sui ragazzi con bisogni educativi speciali è stata fatta molta propaganda, con poca attenzione alla sostanza. Sul versante Rsa: le norme nazionali hanno sempre stabilito che la direzione delle rsa può stabilire autonomamente se fare accedere o meno i famigliari, ma nessuno si è voluto prendere la responsabilità. Sul tema vaccinazioni Degasperi ha criticato la logistica, ad esempio del cte, non certo pensato per attività sanitarie e sicuramente da ottimizzare. Anche la comunicazione è discutibile, visto che avviene con il sistema della chiamata. Il dato sanitario: Degasperi ha espresso preoccupazione sull’occupazione dei posti di terapia intensiva trentini.

 

Zeni: mancano pianificazione e chiarezza su rsa, scuola e risorse umane dell’ospedale di Borgo
La maggiore preoccupazione è legata alla percezione di un navigare a vista senza una chiara pianificazione, ha detto Luca Zeni (PD). Sul tema vaccini siamo legati al piano nazionale e c’è poca chiarezza su quando e a chi toccherà e questo è ciò che spiazza maggiormente. Altro aspetto preoccupante quello delle case di riposo con la gestione degli accessi e delle visite che richiede la capacità di tessere una relazione e condividere un percorso con i soggetti in prima linea. Sulla scuola ha sottolineato la criticità delle aperture per determinate categorie e sui sostegni ha raccomandato sopratutto rapidità per dare risposte subito. Il caso dell’ospedale di Borgo chiuso per tutte le attività in urgenza è rilevante perché è emblematico di una mancanza di programmazione e pianificazione: non si vede la definizione del percorso che si sta portando avanti.

 

Demagri: le criticità nella gestione del caso dell’ospedale di Borgo, Bes e rsa
La consigliera Paola Demagri (Patt) ha aggiunto alcune riflessioni non toccate nell’informativa sulla necessità di trasferire personale specializzato da Borgo al Santa Chiara, che ha fatto emergere delle domande sull’efficacia ed efficienza dell’intervento, sui Bes, dove ha ricordato che alcuni genitori non hanno la possibilità di fare riferimento al servizio di neuro psichiatria e ha evidenziato differenze tra chi si rivolge al pubblico e chi al privato, sulle rsa dove è necessario fare chiarezza e coinvolgere i familiari dei residenti nelle decisioni, al fine di fare accettare meglio i contenuti delle linee guida e dei protocolli. Sempre in tema rsa, Demagri ha chiesto se sia possibile valutare, oltre al posto letto vuoto, anche l’impegno economico che ogni struttura ha dovuto sostenere nel 2020.

 

Cia: dobbiamo fare autocritica e arginare il fallimento della medicina territoriale
Claudio Cia (Fratelli d’Italia) ha espresso prima di tutto gratitudine verso i sanitari, i docenti, ai volontari e tutti coloro che si spendono costantemente per combattere e gestire questa pandemia. Quanto all’emergenza sanitaria per capire cosa può non avere funzionato ha evidenziato il fallimento della medicina territoriale. Non dovuto alla cattiva volontà dei sanitari, bensì al fatto che sono stati lasciati soli, in assenza di un protocollo univoco. Anche la parte mediatica e il diffuso allarmismo ha contribuito a complicare il loro lavoro. Non si possono impostare terapie al telefono o auscultare i polmoni al telefono e l’assenza di una gestione ottimale della medicina sul territorio ha contribuito ad aggravare la situazione degli ospedali e delle terapie intensive. Su questo dobbiamo fare autocritica e ripensare, potenziare e finanziare la medicina territoriale. Sul versante case di riposo, grazie alla campagna vaccinale, ha detto di non vedere criticità nel permettere l’accesso ai famigliari. Piuttosto, occorre tenere conto delle patologie nella somministrazione dei vaccini: serve maggiore comunicazione in tal senso. Credo si sia fatto molto per affrontare questa emergenza, ma molto c’è ancora da fare, ha concluso.

 

Rossi: preoccupazione per le terapie intensive, annunciata un risoluzione sulla scuola “sicura”
Ugo Rossi (Misto) è partito dal dato vaccinale che vede il Trentino impegnato nella direzione giusta nell’attuazione del piano ed ha “pregato” l’assessora Segnana di incaricare qualcuno che si occupi di rincorrere le lamentele delle categorie fragili, ma di stabilire una pianificazione chiara e definitiva nell’individuazione di quei target. Preoccupa poi l’incidenza della mortalità sulla popolazione e l’occupazione delle terapie intensive: due questioni che non possono essere demandate a risposte date in una conferenza stampa, ma devono essere oggetto di riflessione e di un esame serio. Sul tema delle visite agli anziani ad oggi non c’è chiarezza ed è inammissibile perché in Trentino c’è un sistema che deve viaggiare alla stessa velocità. Rossi ha annunciato infine una risoluzione sul tema della riapertura delle scuole allo scopo di proporre alcune linee di indirizzo perché quando si riaprono ci sia la più totale sicurezza per docenti e studenti.

 

Paccher: troppe critiche, la Giunta ha lavorato bene
Roberto Paccher (Lega) ha rilevato con rabbia e dispiacere le tante critiche pronunciate in occasione dell’ennesima comunicazione sull’argomento pandemia e le ennesime proposte di risoluzione. Nessuno rileva invece i dati positivi di quanto viene fatto da questa Giunta, come le alte percentuali di categorie vaccinate che ci posizionano ai primi posti in Italia, come la temporanea chiusura di reparti di alcuni ospedali per fare fronte all’emergenza di intasamento dei reparti di terapia intensiva. Bene ha fatto l’assessora Segnana a seguire una linea coerente ed applicare regole rigide. Queste informative hanno piuttosto sottratto molto tempo a discussioni molto importanti e utili alla comunità.

 

La replica di Segnana: il vaccino, la nostra arma contro l’emergenza
Segnana ha replicato dicendo che da oltre un anno sta lavorando per superare una pandemia diffusa a livello mondiale. Oggi la strategia per fare fronte all’emergenza si chiama vaccino e noi siamo ai vertici nelle somministrazioni. Abbiamo cercato di assumere personale per sostenere il settore sanitario che non finiremo mai di ringraziare abbastanza, ma è evidente che non si tratta di personale qualunque e non è facile da reperire. Naturalmente per me non è stato facile comunicare la sospensione dell’attività di chirurgia a Borgo e il trasferimento di personale da Borgo a Trento, tuttavia non si è trattato di una scelta improvvisata, ma condivisa e supportata da valutazioni attente. Sappiamo che l’arrivo delle varianti ha causato un aumento del contagio e che questo può essere responsabile della maggiore occupazione delle terapie intensive. Il protocollo per le rsa è stato predisposto quando eravamo in zona gialla per consentire le visite nelle rsa convinti dell’importanza di fare incontrare ospiti e famigliari. Poi le cose sono cambiate, siamo diventati arancioni e poi rossi e ci sono state delle evoluzioni anche nei rapporti con Upipa: ci sarà un incontro a breve per valutare come portare avanti la questione. Infine, per quanto riguarda la vaccinazione dei soggetti disabili abbiamo chiesto gli elenchi a tutte le associazioni che si occupano di disabilità.

 

Risoluzione Degasperi: deroga sulla scuola estesa ad altri lavoratori bisognosi (approvato)
Il documento a firma di Degasperi prende spunto dalla deroga della scuola in presenza riservata ai figli nella fascia 0-6 anni degli operatori del comparto sanitario e chiede che per il prossimo futuro quanto garantito a ristrette categorie sia esteso a tutti coloro che ne hanno bisogno.
L’assessore Mirko Bisesti ha confermato la volontà di ripensare la previsione e di allargare la scuola in presenza a favore di altre categorie nella fascia 0-6 anni, sopratutto se si dovesse andare oltre il periodo pasquale.

Paolo Zanella ha obiettato che si rischia di agevolare qualcuno creando disagio a qualcun’altro e ha espresso qualche perplessità sulla ventilata apertura delle scuole a luglio. Le famiglie vanno supportate, ma con gli strumenti di conciliazione della famiglia-lavoro, non con la scuola.

Vanessa Masè (Civica) ha osservato che i servizi sono fondamentali nello sviluppo dei bambini e la chiusura forzata è stata una necessità. L’intenzione della Giunta di derogare per i figli dei sanitari era buona, anche se la gestione organizzativa non è semplice.

Lucia Coppola (Misto) ha fatto notare che la scuola dell’infanzia ha compiti legati all’istruzione e all’educazione, non certo alla conciliazione e l’apertura a luglio sarebbe un abuso nei confronti delle maestre e anche dei bambini che in quel tempo hanno diritto di fare altro.

Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha ricordato che nelle valli turistiche il prolungamento del percorso della scuola dell’infanzia a luglio c’è da sempre e si tratta di una questione di conciliazione del lavoro e insieme di un discorso di dignità della famiglia.

Mara Dalzocchio (Lega) ha detto di aver sentito tutto e il contrario di tutto ed ha difeso e sostenuto le scelte e l’operato dell’assessora Segnana e dell’assessore Bisesti. Per mesi siamo stati zona gialla ed arancio ed abbiamo permesso le aperture di attività e di scuole, ha aggiunto e dobbiamo capire che il sacrificio di quindici giorni è sopportabile.

La consigliera Sara Ferrari (PD) ha ironicamente apprezzato la discussione emersa su questo argomento con riferimento al ddl presentato dal suo gruppo che chiede la gratuità del servizio per l’infanzia. Questa risoluzione, tuttavia, aveva ben altro argomento e se c’è la soddisfazione del colore giallo c’è anche la responsabilità del colore rosso dove ci sono famiglie che non sanno come gestire i figli in corrispondenza di servizi educativi chiusi.
Stiamo parlando di una pandemia e dovremmo cercare di abbandonare l’eccessiva enfasi sull’attività amministrativa e di governo ha osservato Ugo Rossi.

Paola Demagri ha stigmatizzato la confusione tra i servizi educativi e pedagogici della scuola dell’infanzia e i servizi conciliativi: non è serio sovrapporre queste due attività e non è rispettoso di chi ha studiato e si è impegnato per raggiungere obiettivi di competenza.

Michele Dallapiccola (Patt) ha respinto con veemenza le critiche alle cooperative pronunciate da parte di un consigliere di minoranza che avrebbe dichiarato che il sistema vorrebbe far ingrassare, in alternativa alla scuola dell’infanzia.

Degasperi è intervenuto a chiarire l’argomento della propria risoluzione, che vuole allargare ai figli di altri lavoratori bisognosi la deroga prevista per i sanitari: nulla a che vedere dunque con l’argomento della prosecuzione della scuola a luglio che confonde i tempi della famiglia e dell’accudimento e quelli della scuola.

 

Risoluzione Ferrari: compensazione come Provincia delle misure statali di aiuto alle famiglie (approvata)
Approvata nella forma emendata con l’assessore Spinelli anche la risoluzione di Sara Ferrari (PD), sempre in materia di aiuti alle famiglie alle prese con lo stop delle scuole. Si chiede che la Pat intervenga ad integrazione degli aiuti statali: il bonus emanato dal Governo prevede congedi a copertura del 50% dello stipendio, con incidenza nella maggior parte dei casi sul genitore che ha reddito inferiore, quasi sempre le donne. La richiesta è la compensazione come Provincia alle famiglie che subiscono questo danno economico. La previsione non può essere tempestiva, ma potrà avvenire in forma retroattiva alla data 1 gennaio 21: nel dispositivo si fa salvo l’impegno di individuare la misura economica per farvi fronte.

L’assessore Achille Spinelli ha confermato che l’intervento è ritenuto interessante ed importante e che si lavorerà per integrare le misure nazionali con misure economiche trentine a ristoro delle famiglie.

Ugo Rossi ha apprezzato la risoluzione e anche l’apertura dell’assessore e ha suggerito la buona pratica di uscire dallo schematismo maggioranza-opposizione, tanto più in momenti emergenziali come questi.

Ha annunciato il proprio sostegno alla risoluzione anche Paolo Zanella: una misura che va nella direzione della conciliazione e del sostegno alle famiglie, sulla quale è importante investire.