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CONSIGLIO PAT * LAVORI AULA: « L’ASSESSORA SEGNANA HA FATTO IL PUNTO SUI DATI COVID, I RICOVERI OSPEDALIERI SONO 462 DI CUI 47 IN RIANIMAZIONE »

L’assessora Segnana, a fine Consiglio, ieri ha fatto il punto, su richiesta di Sara Ferrari (Pd), sull’emergenza Covid. Ci sono segnali positivi sia a livello nazionale che locale. Nel nuovo report settimanale di oggi – ha affermato – abbiamo un Rt. pari a 0,83 e una tendenza al miglioramento dell’indicatore dei posti letto totali che scende a 67%. Oggi si sono registrati 255 casi positivi da tampone molecolare, su un totale di 3.93 e sono stati registrati 257 positivi da tampone antigenico, su un totale di 1.936 tamponi antigenici.125 sono i soggetti che hanno più di 70 anni di età e 71 sono le classi in quarantena. A oggi i ricoveri ospedalieri sono 462 di cui 47 ricoverati in rianimazione.

Per ciò che riguarda le strategie, l’assessora ha ricordato, tra l’altro che la Giunta provinciale approverà un provvedimento importante in occasione della chiusura dei conti del 2020. Il provvedimento ricongiunge all’interno del Programma operativo approvato in aprile di quest’anno, il Piano di potenziamento dell’assistenza territoriale, il Piano di riordino della rete ospedaliera e il Piano di recupero delle liste d’attesa. L’ammontare delle risorse impiegate per l’emergenza pandemica è di circa 63 milioni di euro sul 2020, oneri questi in parte finanziati dallo Stato per 34 milioni, e per la differenza a carico dalla PAT. All’interno del provvedimento sono state date anche indicazioni per il settore privato, prevedendo nuovi reparti post acuzie presso la Casa di cura Eremo e la Casa di cura Villa Regina, destinati ad ospitare pazienti Covid in ripresa dopo la fase acuta e quelli che necessitano di riabilitazione ospedaliera post intervento.

Il presidente Fugatti è intervenuto sul Dcpm e sul turismo. La posizione della Giunta, ha ricordato, è stata quella di trovare un accordo per la stagione invernale in base alle linee guida concordate con le regioni arco Alpino e approvate il 23 novembre dalal Conferenza delle regioni.. Ma il Governo, ha aggiunto, tiene duro sulla chiusura fino a gennaio e sugli spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio e non c’è certezza della riapertura al 7 gennaio perché le misure per gli impianti vanno validate dal Cts. C’è un impegno a validare le linee guida entro il 7 gennaio che Conte ha confermato. Ma, nell’urgenza il Dcpm non ha tenuto conto delle misure di ristoro per un settore che, chiudendo a Natale, perde il 35% della stagione invernale. Il Governo è su una posizione ferma per ragioni sanitarie, ha detto Fugatti, ma a fronte di un possibile calo della curva, anche se serve molta cautela perché il Covid ci ha abituato ad amare sorprese. Per quanto riguarda il colore del Trentini, il monitoraggio di oggi sembra rassicurante perché non ci sono state telefonate del ministro e quindi si ritiene che la nostra provincia rimanga gialla. Anche se rimangono dati critici per le ospedalizzazioni.

Paola Demagri (Patt) ha chiesto il perché della decisione di togliere l’obbligo della mascherina all’aria aperta. Sui tamponi ha chiesto se vengono considerati anche i positivi trovati nelle Rsa. Demagri ha poi sottolineato che si sta notando un rallentamento delle assunzioni del personale sanitario e le guardie mediche hanno poche informazioni sui protocolli sui tamponi. Infine, ha ricordato che ci sono bambini Bes in isolamento che non possono accedere ai supporti educativi.

Paolo Zanella (Futura) ha detto di capire la fatica della gestione di un’emergenza come questa dove si devono mettere assieme interessi economici e diritto alla salute che però deve prevalere sugli altri. Ma, ha aggiunto, c’è stata poca trasparenza e alle volte improvvisazioni. Nella prima ondata è avuto il 6,9% di morti nelle Rsa e nella seconda ondata, senza lockdown, il sistema sanitario è andato ancor più in crisi. Ci sono stati ritardi nel potenziamento del personale che rimane carente e si è inseguita l’emergenza pur sapendo che ci sarebbe stato bisogno di uno sforzo nei mesi estivi per organizzare il tracciamento. Le due fasi epidemiche, secondo Zanella, sono state caratterizzate da una scarsa trasparenza sui dati. Solo ieri si è cominciato a dire alla popolazione il vero numero dei contagiati con i tamponi molecolari e antigenici. L’Rt è stato calcolato su un terzo di posizioni e quindi le risposte all’infezione sono state improntate su dati parziali. I tassi di ospedalizzazione dicono la verità della situazione. Inoltre, ci si prodiga per riaprire le scuole in dicembre quando ci sono le vacanze invernali con il rischio di espandere l’epidemia che metterebbe in crisi la tenuta del sistema sanitario dove il personale è allo stremo.

Lucia Coppola (Gruppo Misto), anche lei riconoscendo le difficoltà di chi governa, ha però ricordato che la trasparenza va a vantaggio di tutti. E ha sottolineato la discrepanza tra i dati delle farmacie e quelli ufficiali e ha ricordato che i farmacisti hanno chiesto di slegare i tamponi alla prescrizione medica per velocizzare le procedure. Coppola ha chiesto inoltre una campagna di tamponi per gli insegnanti che sono in prima linea e di dotarli con le mascherine Ffp2. La consigliera ha poi auspicato che la Pat inizi a organizzarsi per i vaccini anti Covid per evitare gli inconvenienti registrati con il vaccino antinfluenzale. Infine, ha contestato la scelta di non rendere più obbligatorie le mascherine all’aperto anche a fronte di assembramenti importanti che si sono visti nei giorni scorsi. Critica la consigliera anche sul tentativo di riaprire le scuole prima di Natale.

Luca Zeni del Pd ha detto che le posizioni sulle chiusure natalizie introdotte dal nuovo Dcpm c’è una discussione trasversale, ma ha aggiunto che iniziative della Giunta come quella di riaprire la scuola da aprire prima del 7 gennaio hanno un sapore politico. Sulle piste da sci fino al 7 gennaio non si potrà riaprire e l’invito è quello di organizzare in tempo la sanità soprattutto per quel che riguarda i reparti di ortopedia. Bene invece il potenziamento del Centro Covid ma vanno coordinati i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Bene anche i tamponi salivari che dovrebbero partire quanto prima. Anche se ci sono ancora tempi lunghi sulla comunicazione dei referti. Infine, Zeni ha chiesto di lavorare sul rapporto familiari e anziani ammalati, soprattutto per i casi molto gravi.

Claudio Cia (Agire) ha affermato che parlare di mancanza di trasparenza da parte di Fugatti sia scorretto e arrogante. Sui tamponi Cia ha ricordato che il ministero non considera ai fini statistici la positività dei rapidi perché hanno un margine d’errore che va dal 30 al 40%. Inoltre, ha ricordato che nella prima ondata, sulla comunicazione dei decessi, c’è stato da parte del governo provinciale un eccesso di zelo e non certo una mancanza di trasparenza. Errori ne sono stati fatti soprattutto nella prima ondata, ma tutti hanno sbagliato dal viceministro Sileri, Zingaretti e dall’allora candidato sindaco Ianeselli che definì le preoccupazioni della Giunta nei confronti dei cittadini asiatici un pregiudizio. Infine, Cia, con una risoluzione che poi ha ritirato, ha chiesto una deroga alla chiusura nei centri commerciali dei negozi in grado di garantire un accesso dall’esterno assimilandoli a quelli di strada. Cia ha concluso dicendo che l’Autonomia è incatenata e danneggiata dai Dcpm che vengono da Roma.

Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, ha affermato che la Giunta dimostra sempre e dall’inizio dell’emergenza la disponibilità a comunicare e condividere. Ma le minoranze danno l’idea di voler fare un processo al governo provinciale, imbastendo sedute inquisitorie sul Covid. Dalzocchio ha ricordato che la Giunta ha costituito la task force due giorni prima della proclamazione dello stato di emergenza e prima dell’Oms. Così come ha ricordato che il 3 febbraio i governatori del nord chiesero la quarantena per gli studenti provenienti dalla Cina. Troppo comodo dire che sono stati fatti errori, ha affermato, e ha ricordato che l’assessore e il presidente sono andati tutti i giorni in tv per comunicare i dati. Sui test ha detto che è stato il Governo a chiedere i dati dei molecolari e che la gestione del Covid è stata tanto efficace che a maggio siamo stati i primi in Italia per numero di tamponi. Il dibattito, ha concluso, dovrebbe a servire una soluzione per questa tragedia e non a fomentare polemiche. La Giunta, inoltre, ha fatto meglio della Governo che a ottobre ha chiesto sacrifici per un Natale sereno e oggi invece ci costringe a festività blindate con la chiusura degli impianti da sci. Sull’organico dell’Azienda sanitaria, che sta facendo un lavoro eccezionale, ha ricordato che se ci sono falle nel personale è a causa delle scelte fatte nella scorsa legislatura.

Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha detto che la minoranza deve criticare per forza la Giunta a prescindere dai risultati. Tra l’altro molte delle componenti dell’opposizione governano a Roma dove si procede a Dcpm senza ascoltare nessuno, facendo chiudere gli impianti in modo vigliacco e causando la perdita del 35% del fatturato invernale. E neppure il 7 gennaio c’è la certezza di riaprire perché non sono stati approvati i protocolli presentati a novembre da tutte le regioni alpine. Inoltre, l’opposizione continua a dire che si deve copiare Bolzano, nonostante abbia subito i contraccolpi che si sono visti. Infine, ha ricordato che se il settore turistico non partirà a gennaio ci saranno problemi grossi.

Filippo Degasperi, sulla scuola ha detto che non ha senso e comunque un azzardo riaprire a pochi giorni da Natale anche per motivi logistici e organizzativi. Il consigliere, sui tamponi, ha detto che la questione non è quella che si nascondo i dati ma che il campione rapido dev’essere confermato da quelli molecolari. Ed ha chiesto se queste conferme si fanno. I dati sull’ospedalizzazione (dato quadruplo delle media nazionale), infine, andrebbero precisati perché o ci sono più contagiati di quelli comunicati o non funziona la medicina di base.

Stefania Segnana ha risposto che la situazione delle assunzioni è complessa perché molti in graduatoria sono dipendenti delle Apsp e l’accordo con i sindacati per uno scorrimento veloce delle graduatorie non c’è stato Sulle farmacie c’è un accordo per i test rapidi sulla base dei certificati perché questi hanno il 99% dell’attendibilità solo sui sintomatici. Per la fornitura dei frigo a meno 80 gradi per il vaccino Covid ne sono stati già acquistati 6. L’assessora ha detto che la Giunta è sempre stata trasparente al punto che il Governo a ricalcolato al ribasso i deceduti per Covid. Inoltre, è stata la Pat a chiedere a Roma di poter inserire i dati dei test antigenici.

Maurizio Fugatti sulle mascherine ha detto che l’ordinanza era del 17 novembre che è decaduta quindi si è tornati alla situazione nazionale. Mascherina solo se si incontra qualcuno, ma questo non deve essere visto come una maggiore libertà. Sulla scuola non si vuole arrivare ad aprire la scuola per farsi dire di no dal Governo, perché sul Covid non si può fare politica. Sui nuovi posti letto sono al San Camillo 22; a Villa bianca 20; alla Solatrix 49; all’ Eremo 24 e al Regina 24.In totale 146. Rispondendo a una domanda di Zeni ha detto chiedono i dati anche dei tamponi negativi per calcolare l’incidenza.

A Cia ha detto che la chiusura dei centri commerciali è stata decisa dal Dcpm, il tema dei negozi con apertura verso l’esterno, ma si rischia di fare discriminazioni. Sull’Autonomia il presidente ha detto che il Governo è su una posizione centralista e le scelte autonome vanno a cozzare contro le sentenze del Tar. Sull’Rt, ha concluso rispondendo che si utilizzano i dati richiesti dal ministero della salute e quindi non si può dire che è stato falsato. Al termine della lunga discussione è stata approvata una risoluzione a prima firma Demagri con 28 sì un astenuto con la quale si impegna la Giunta a comunicare i numeri dei tamponi molecolari e rapidi e quanti di controllo e in che tempi.

 

Sì unanime alla risoluzione Europa.

Alessia Ambrosi (Lega) ha presentato, come presidente della Quinta commissione, la risoluzione “Esame del programma di lavoro della Commissione europea per il 2020” approvata all’unanimità . Mai come ora, ha detto Ambrosi, è importante parlare di Europa e ha ricordato il lavoro fatto dalla commissione che ha ascoltato i portatori di interesse, il mondo dell’impresa e il sindacato. Audizioni che hanno messo in evidenza le disparità di concorrenza, soprattutto in materia di commercio, tra gli stati membri. Interesse è stato espresso sul rapporto virtuoso tra green deal e sviluppo turistico. La risoluzione, firmata da Ambrosi, Moranduzzo, Ferrari, Cia, Leonardi, Masè, Degasperi, Cavada, Guglielmi, De Godenz, Marini e Rossi, punta su due iniziative per il Trentino: il green deal europeo e un Europa digitale che sono stati evidenziati da Ursula von der Leyen. La presidente della Quinta, recependo le indicazioni venute dalle audizioni, ha detto che vanno potenziati i rapporti con la Ue riattivando anche il tavolo di coordinamento regionale per i rapporti con l’Europa. Sara Ferrari (Pd) ha ricordato che l’obiettivo della risoluzione è quello di consentire la partecipazione delle assemblee legislative alla fase ascendente della legislazione europea. Ma servono proposte che il Consiglio fatica a elaborare, così come la stessa Pat, che ha un ufficio a Bruxelles, non riesce ad esprimere una sufficiente “potenza di fuoco”, contrariamente all’Alto Adige – Suedtirol e al Tirolo del Nord. La risoluzione, con un emendamento della stessa Ferrari, allarga anche al 2021 l’esame delle iniziative della Commissione europea favorendo anche il collegamento con il sistema trentino della ricerca e dell’innovazione.

Ugo Rossi (Patt) ha sottolineato che nella risoluzione si fa riferimento ai valori europei a fronte anche di Paesi, come Polonia e Ungheria, che mettono in difficoltà il Recovery Fund per questioni legate ai diritti civili. Gli impegni riguardano temi centrali come il contenimento delle emissioni, la digitalizzazione ma anche la sostenibilità sociale della ripresa economica. Bene anche l’attenzione alla possibile adesione all’Unione di paesi dell’area balcanica e africana. Tema che, ha aggiunto Rossi, la Lega ha sempre fatto fatica a affrontare. Il capogruppo Patt ha detto di ritrovarsi completamente nel documento approvato il Quinta commissione anche perché è stato inserito un punto sul Recovery Fund. Alex Marini ha detto che il documento è interessante anche per il lavoro di ascolto che è stato fatto, come, ad esempio, con l’Università di Trento che andrebbe coinvolta in modo più sistematico sui ddl. Inoltre, ha ricordato, in materia di referendum, il riferimento alle norme europee sulle procedure democratiche. Marini si è appellato infine, il prossimo anno, di tenere conto dei temi della partecipazione e alla lotta all’infiltrazione della criminalità.

L’assessore Bisesti, esprimendo parere favorevole alla risoluzione, ha detto che in questo anno difficile i cittadini europei non hanno visto un’Unione Europea più ambiziosa, anche se, in seguito alle pressioni politiche in seguito all’emergenza Covid, alcune rigidità sono venute meno. La giunta in questi anni, ha aggiunto, si è impegnata sul tema della digitalizzazione e il contenimento delle emissioni, così come deve essere potenziato il rapporto con Bruxelles anche per esercitare un’azione di lobbyng per ottenere i fondi per investimenti importanti.