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CONSIGLIO PAT * LAVORI AULA: « COVID, L’ASSESSORE SEGNANA RIFERISCE CHE LA SITUAZIONE DELL’EPIDEMIA STA MIGLIORANDO »

Segnana, la situazione dell’epidemia sta migliorando.

La seduta del Consiglio si aperta con la comunicazione dell’assessora Segnana sulla situazione Covid. Situazione che sta migliorando in Trentino: secondo l’ultimo report, l’Rt è pari a 0,69 con un’incidenza di 120 per 100 mila. Il Tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid-19 è del 25%, l’occupazione delle terapie intensive del 41 % . L’assessora si è poi soffermata sulla compagna vaccinale ricordando che il 24 marzo è stato pubblicato il nuovo piano nazionale e nella stessa giornata la Giunta ha approvato la delibera 444 con la quale ha dato mandato all’Apss di incrementare il cronoprogramma e la logistica delle vaccinazioni. In base al parere espresso il 9 aprile dal Cts e dall’Aifa, il12 aprile la Pat ha sospeso le vaccinazioni al personale scolastico e alle forze dell’ordine, per dare la massima priorità alle persone fragili e agli anziani e tutte le seconde dosi dei vaccini Pfizer e Moderna sono state spostate da 21 a 42 giorni per permettere di estendere il più possibile le prime dosi. Segnana, nella sua relazione, ha ricordato che il Trentino è in testa alla classifica delle vaccinazioni degli ultra 80enni (86,14%) e tra le prime per i settantenni (27,8%) e il 100% degli ospiti delle Rsa hanno ricevuto la copertura. Entro la prima settimana di maggio, ha detto ancora, verrà vaccinato l’80% della popolazione superfragile (circa 18 mila persone) e entro il prossimo mese 5000 “caregiver”. A questo proposito, Stefania Segnana ha ricordato che dalle 23 di domani, familiari, conviventi e “caregiver” potranno prenotarsi al Cup online. Saranno vaccinati anche i genitori, i tutori e gli affidatari dei minori estremamente vulnerabili su chiamata diretta. In generale, la campagna sta andando bene: più di 98 mila persone hanno ricevuto la prima dose e 41 mila la seconda, mentre il flusso delle dosi (l’88,6% è stato somministrato) sta crescendo. Sul questione delle visite nelle Rsa sono in corso incontri con Upipa sul protocollo dell’Azienda sanitaria. Ultimo ma non certo l’ultimo per importanza il tema dei rinvii delle visite specialistiche. La situazione, ha detto l’assessora, è meno grave rispetto al resto d’Italia anche se si è registrato, nel corso della pandemia, un calo del 37% delle prestazioni specialistiche con esenzione, mentre per le visite di controllo il calo è stato il minore d’Italia: – 20% e – 3% per quelle legate ai tumori.

 

Seconda dose dopo 42 giorni, ci sono rischi.

Luca Zeni (Pd) ha detto che molte delle cose dette da Segnana sono risapute, ma non vengono forniti i punti chiave e le prospettive. Nelle ultime settimane c’è stato il passaggio a 42 giorni per le seconde dosi che è una scelta della quale si deve essere consapevoli perché risponde ad una politica vaccinale ma ci sono rischi evidenti. Il consigliere Pd ha chiesto maggiori delucidazioni sui cosiddetti fuori lista che, rispetto alla comunicazione rassicurante fornita dall’Apss, ammontano a circa 3.500 persone. Secondo l’esponente Pd serve, inoltre, un miglioramento organizzativo perché ci sono distorsioni nelle categorie di età: ad esempio settantenni vaccinati prima degli ottantenni. Sulle visite nelle Rsa, secondo Zeni, è emersa una mancanza di coordinamento e va messa in campo da parte della Pat un accompagnamento delle strutture. Inoltre, secondo Zeni, va fatto uno sforzo per capire come gestire il prossimo futuro, quindi le aperture e il riavvio delle relazioni.

 

La scelta di spostare la seconda dose va rivista.

Ugo Rossi (Misto – Azione), spiegando i contenuti della sua risoluzione, ha affermato che il posticipo delle seconde dosi doveva essere improntato ad una maggiore flessibilità. Invece, si sono create situazioni pericolose: come quelle di trapiantati di polmoni che avranno la seconda dose nel 42 esimo giorno correndo il rischio di ammalarsi. A Casa Serena, ha ricordato, si è dovuti ricorre alla protesta per avere la vaccinazione dei disabili. Lo spostamento della seconda dose è una decisione che va riconsiderata secondo il consigliere di Azione. Sul piano della profilassi ha aggiunto che si dovrebbero fornire alle scuole le Ffp2 e incrementare i tamponi puntando sulla gratuità. Per ciò che riguarda l’economia Rossi ha detto che si dovrebbero trattare in modo molto flessibile le aziende nate nel corso della pandemia garantendone la sopravvivenza nei prossimi due anni. Per il turismo, infine, andrebbero destinate risorse per alleggerire l’onere degli interessi delle aziende.

 

Sulla medicina territoriale qual è la strategia della Giunta?

Paola Demagri (Patt) ha chiesto all’assessora Segnana qual è la situazione delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici e riguardo alla medicina territoriale, l’anello debole della pandemia, non è chiara quale sia la strategia della Giunta. Demagri ha chiesto inoltre se c’è stato un aumento del personale per la presa in carico dei pazienti nelle cure domiciliari. Altro capitolo, affrontato dall’esponente Patt, quello del potenziamento della conoscenza affinché gli individui sappiano occuparsi responsabilmente della loro salute. Sul tema Rsa la consigliera Patt ha chiesto quale sia la linea dell’assessorato. Infine, Demagri ha chiesto lumi sul vacino J&J e sulla mortalità legata al Covid confrontata con le altre patologie.

 

La Giunta deve aprire il confronto con il mondo della scuola.

Filippo Degasperi (Onda Civica), presentando la sua risoluzione, ha detto di condividere la decisione di dare il via libera a bar e ristoranti e ha chiesto che si permetta, come in Alto Adige, ai trentini di muoversi su tutto il territorio. Inoltre, ha aggiunto, si dovrebbe ripristinare la Regione che è stata cancellata da un atto amministrativo del governo. Non si capisce perché nelle altre regioni in zona gialla di può circolare tra le province mentre qui è vietato. Oggi, ha continuato Degasperi, l’aspetto più delicato è quello delle Rsa attorno alle quali si sta discutendo da un anno ma non è cambiato nulla. Una contraddizione rispetto ai passi avanti fatti con le vaccinazioni e con la copertura del 100% degli ospiti. Sul fronte scuola serve un ravvedimento perché non si può cambiare l’organizzazione a anno scolastico inoltrato. Inoltre, il consigliere di Onda Civica ha ricordato che, nonostante una risoluzione approvata un mese fa, gli studenti della Fp della Pat, a pochi giorni dalla fine dell’anno, non sanno ancora come si svolgerà l’esame di fine corso. Una responsabilità che va imputata al Dipartimento. Degasperi sulle aperture degli asili a luglio ha chiesto una verifica di quanto è successo lo scorso anno e ha chiesto un confronto costante con il mondo della scuola.

 

La necessità di riaprire le Rsa ai parenti è un’emergenza.

Paolo Zanella (Futura) ha chiesto di capire, di fronte all’ipotesi di aprire al 100% le scuole, come si intendano affrontare le difficoltà dei trasporti. Inoltre, va fatta chiarezza sui test salivari e, se la sperimentazione è finita, si dovranno usare per i test degli studenti. Per ciò che riguarda le Rsa, bene che si stia lavorando con Upipa, tenendo conto che le chiusure totali hanno portato un generale aggravamento degli ospiti e le riaperture rispondono ad una vera è propria emergenza. Zanella ha poi ricordato che ci sono strutture lavora personale non vaccinato: operatori che se venissero sospesi dal servizio provocherebbero problemi seri alla gestione delle strutture. Sullo spostamento della seconda dose delle vaccinazioni a 42 giorni è vero, ha detto l’esponente di Futura, che in Inghilterra ha funzionato, ma altre realtà, come l’Alto Adige hanno mantenuto i 21 giorni e comunque non sembra saggio aspettare fino al quarantaduesimo. Infine, ha auspicato che quando si passa ai sessantenni andranno vaccinati anche gli insegnanti e il personale dei supermercati.

 

Gli insegnanti rischiano troppo, le vaccinazioni vanno riprese.

Lucia Coppola (Misto – Europa Verde) ha sottolineato il successo del piano vaccinale anche se ci sono alcune criticità, prima di tutto la scelta di arrivare al 42 esimo giorno per la seconda dose. Scelta che espone le persone a rischi e alla possibilità, nel caso di contrattempi, di rendere inutile la vaccinazione. Sulla scuola l’esponente verde ha ricordato che si registra una crescita di studenti ammalati e per questo, nella sua risoluzione, ha chiesto il ripristino delle vaccinazioni per gli insegnanti, particolarmente esposti al contagio. Un’imprudenza, ha continuato, nei confronti di una categoria che ha dimostrato una grande disponibilità in questi mesi. C’è poi il tema dei trasporti, riconosciuta fonte di pericolo, e la necessità di usare le mascherine Ffp2, l’utilizzo dei test salivari e va impostata una politica per rendere gratuiti i tamponi.

 

Dobbiamo vaccinare anche i lavoratori dei supermercati.

Pietro De Godenz (UpT) ha condiviso l’apertura, almeno parziale, dei bar e ristoranti e ha anche lui auspicato il ritorno alla libertà di movimento in regione. Il tema caldo è ora quello delle Rsa che, visto anche il livello di vaccinazioni, andrebbero riaperte. Sul piano vaccinale ha auspicato che, dopo ultrasessantenni e fragili, si pemso a riprendere con insegnanti e lavoratori dei supermercati. Per quanto riguarda le scuole, l’esponente UpT ha ricordato che il problema è quello dei trasporti e per questo andrebbero utilizzati i mezzi delle società private.

 

Si sta vendendo la luce in fondo al tunnel.

Claudio Cia (Fdl) sullo spostamento della seconda dose ha ricordato che già con la prima si sviluppano gli anticorpi e si evitano le ospedalizzazioni. Quindi la scelta di allargare la platea dei vaccinati è una scelta giusta per evitare l’intasamento di reparti e rianimazioni. Non si deve fare allarmismo, ha aggiunto il capogruppo di Fdl, si deve guardare invece al modello britannico dove la battaglia contro il virus è arrivata ad una svolta decisiva. Sulle Rsa ha auspicato che la scelta sulle aperture spetti ai direttori sanitari che conoscono la situazione da vicino. Sulla scuola, il rappresentante di Fratelli d’Italia, ha auspicato che prima degli insegnanti si vaccinino le persone fragili e anziane. In generale, per Cia, grazie anche al lavoro della Giunta, si sta vedendo la luce in fondo al tunnel.

 

Spostando la seconda dose 30 mila persone messe in sicurezza.

Nella replica l’assessora ha detto che il posticipo della seconda dose si è appoggiato anche su un’indicazione della Società italiana di igiene pubblica, di cui è presidente il dottor Ferro, perché già con la prima dose si evita l’ospedalizzazione soprattutto degli anziani. Il posticipo, ha detto ancora, ha permesso di vaccinare 30 mila persone e mettere in sicurezza un maggior numero di trentini. Sul tema Rsa, gli ospiti sono stati vaccinati al 100%, un risultato che non ha confronto con altre regioni ed, a febbraio, è stato presentato a Upipa e Spes un protocollo che permetteva le visite agli ospiti vaccinati ma che è stato bloccato dalla zona rossa. In queste ore, ha aggiunto, si è ripreso il confronto con Upipa per riprendere il percorso per permettere il ritorno alla normalità. Sulle vaccinazioni dei sanitari si cercherà di capire le motivazioni di chi non si vuole vaccinare e si cercheranno di evitare soluzioni drastiche. Per quanto riguarda i tamponi salivari in questi giorni si concluderà la sperimentazione e poi ci sarà la valutazione del ministero.

 

Vaccinare gli insegnanti, risoluzione bocciata.

La risoluzione 81 proposta da Lucia Coppola (Misto – Europa Verde), sottoscritta da Dallapiccola (Patt), Degasperi (Onda Civica), Demagri (Patt), Ferrari (Pd) e Rossi (Misto), bocciata con 19 no, 10 sì, due astenuti, mirava a impegnare la Giunta a ripristinare la vaccinazione per tutti gli operatori scolastici, resasi indispensabile dall’apertura in presenza di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Ciò, secondo Coppola, in considerazione del buon andamento del piano vaccinale trentino, certo meritevole di plauso, e sulla base dell’esperienza della Provincia autonoma di Bolzano, che non si è discostata dal piano di vaccinazione degli insegnanti. Il no dell’assessora Segnana è stato motivato dal fatto che la sospensione è stata determinata dal nuovo piano vaccinale nazionale. Degasperi ha condiviso la proposta di Coppola e ha sottolineato che la sospensione della vaccinazione dei prof. dimostra il caos esistente a livello nazionale. Tra l’altro la situazione nelle scuole rimane seria, basti pensare che sono più di 40 le classi in quarantena. Voto favorevole alla mozione anche da parte di Paola Demagri perché la scuola sembra bistrattata. Sì anche di Rossi alla risoluzione e ha chiesto coraggio, oltre che attenzione, per la riapertura delle scuole. Alessia Ambrosi (Fdl) ha detto che le intenzioni di Lucia Coppola sono sincere, ma c’è il problema della quantità delle dosi e quindi si deve puntare sulle categorie più fragili. Per Mara Dalzocchio (Lega) va ricordato che il Trentino è rimasto in zona gialla per mesi e ciò significa che il Trentino ha lavorato bene e giusta è la linea di vaccinare prima i più anziani e i più fragili. La Giunta, inoltre, ha cercato di tenere aperte le scuole il più possibile. Luca Zeni (Pd) ha invitato la Giunta ad essere coerente perché le indicazioni nazionale ci sono, ma la Pat ha già fatto scelte diverse rispetto alle direttive di Roma. Le indicazioni sono tecniche, ma la politica, ha concluso, ha il dovere di scegliere.

 

Per superfragili seconda dose prima dei 42 giorni. La proposta non passa.

La risoluzione 82 proposta da Luca Zeni (Pd) è stata approvata nei punti 1 e due e bocciata negli altri due. La risoluzione quindi impegna la Giunta provinciale a vaccinare i conviventi e le persone che si prendono cura delle persone estremamente fragili e dei disabili gravi rispettando le indicazioni nazionali e a contattare le persone estremamente fragili trentine in cura presso altre aziende sanitarie. Segnana ha detto di accogliere solo in parte la risoluzione, il punto uno e due, respingendo i punti tre e quattro, perché i i vaccini stanno arrivando e inizierà, come chiedeva la risoluzione, la copertura anche sui conviventi dei fragili. Zeni s’è detto dispiaciuto per il no ai punti 3 e 4 con i quali si chiedeva, inoltre, di anticipare le vaccinazioni in base all’anzianità e una maggiore elasticità, applicando il buon senso, sulla seconda dose a 42 giorni alle persone superfragili. Rossi ha espresso un sì convinto alla proposta Zeni perché riguarda anche le persone a elevatissima fragilità. Inoltre, l’intervallo di 42 giorni secondo il parere dell’Aifa non è quello ottimale che rimane di 21 e 28 giorni. Quindi, non si capisce perché non si è tenuto qualche giorno di riserva, fissando i rinvii a 37 – 38 giorni, almeno per le persone trapiantate o immunodepresse. Zanella ha detto che la scelta di allargare la base della prima dose è razionale, ma, sulle seconde, non si possono trattare tutti allo stesso modo. Demagri ha sottolineato il rischio che al 42 esimo giorno per qualche motivo alcune persone non si presentino allungando pericolosamente i tempi della seconda dose. Sostegno pieno alla proposta Zeni anche da Lucia Coppola che ha sottolineato l’imprudenza di portare il richiamo al 42 esimo giorno. Alessia Ambrosi ha smesso in evidenza la necessità di porre massima attenzione a chi assiste i superfragili e per quelli soli, ma la Giunta, ha concluso, seguendo l’indicazione dell’Aifa ha fatto la scelta giunta.

 

Un fondo di garanzia per le start up.

La risoluzione di Rossi intendeva impegnare la Giunta a vaccinare con la seconda dose gli ultraottantenni e le persone fragili prima del 42 esimo giorno, adottare provvedimenti mirati al contenimento del contagio con mascherine ffp2 per gli operatori scolastici, rafforzare le attività di testing gratuita e tracciamento, a potenziare la capacità di effettuare tamponi molecolari, ad anticipare il Green Pass europeo vincolando l’accesso a locali pubblici ad un tampone molecolare. Punti che sono stati bocciati assieme alla premessa con 19 no, e 11 sì, mentre sono stati approvati, all’unanimità, i punti che impegnano la Giunta a mettere in campo un piano di supporto alle attività economiche con contributi a fondo perduto aggiunti alle risorse previste dal Decreto Ristori, l’istituzione di un fondo di garanzia che consenta alle società in crisi finanziaria di spostare in avanti i debiti accumulati nel 2020 e di andare incontro alle start up nate l’anno scorso. Rossi ha ricordato che la sua risoluzione diceva, nella premessa, che si deve pensare a riaprire tutto; il punto due che si deve ampliare le vaccinazione garantendo per anziani e fragili la seconda dose prima dei 42 giorni e a mettere sui mezzi pubblici le Ffp2,e a rafforzare le campagne di rilevamento puntando su tamponi gratuiti. Bene invece, per l’esponente di Azione, l’accoglimento dell’istituzione di un fondo di garanzia e di appoggio alle start up. Molto deluso s’è detto Rossi per il comportamento dell’Apss e assessorato sulle seconde dosi a 42 giorni per ultraottantenni e disabili. Zeni, nel suo intervento, ha letto una nota del Centro nazionale trapianti nella quale si chiede che, per questi pazienti, non si introduca un automatismo rigido sui 42 giorni.

Il dibattito continua nel pomeriggio.