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CONSIGLIO PAT: IV COMMISSIONE, OK A RIFORMA ANZIANI DA APSS UPIPA E SINDACATI

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Riforma del welfare per gli anziani, sì alla riforma Zeni da Azienda sanitaria, confederazioni sindacali, Upipa e Consulta della salute. Per la Fenalt si tratta invece di un’occasione persa.

Mattinata di audizioni sul ddl Zeni sulla riforma del welfare anziani oggi in Quarta commissione, presieduta da Giuseppe Detomas.

I primi ad essere ascoltati sono stati i dirigenti, Enrico Nava e Renata Brolis, dell’Azienda sanitaria.

Una riforma, ha ricordato Nava, che ha visto l’Azienda in prima linea e che, potenziando la risposta per i non autosufficienti, va a sgravare i servizi sanitari che troppe volte vengono chiamati a supplire le carenze dell’assistenza.

Il ddl dà risposte, soprattutto con “Spazio argento”, alla crescente domanda da parte di anziani che hanno poche risorse.

L’Unità valutativa multidimensionale (Uvm), che interessa direttamente l’Azienda, viene ribadita dal ddl e questo per l’Azienda è un bene.

Nava ha auspicato inoltre che la composizione del comitato di direzione di “Spazio argento” venga calibrata con attenzione per garantirne la terzietà nell’attivazione dei servizi e nella ridistribuzioni delle risorse.

La proposta dell’Azienda è di costituire un elemento centrale di “governance” della non autosufficienza del quale facciano parte Pat e Azienda sanitaria.

Anche sulla messa a disposizione del personale da parte dell’Apps ci vorrà molta attenzione mantenendo l’attuale elasticità.

Walter Viola (Pt) ha chiesto a Nava perché ritenga questo ddl una risposta avanzata, visto che ne ha sottolineato anche le criticità.

Il dirigente ha risposto che problemi potrebbero venire, nelle piccole Comunità, l’attribuzione dello “Spazio argento” ad un unica Azienda per i servizi alla persona.

I rischi potrebbero venire dal fatto che l’Apsp potrebbe orientare le scelte sui servizi che offre già. Per la consigliera Plotegher, invece, uno “Spazio argento” centralizzato rischia di perdere i contatti con la realtà sociali.

Rispondendo sempre a Violetta Plotegher, Nava ha detto che con “Spazio argento” la responsabilità della programmazione assistenziale viene trasferita alle Comunità di valle che dovranno lavorare in modo integrato con l’Azienda sanitaria.

Il sistema sanitario diventa quindi contitolare delle scelte nell’erogazione dei servizi e alla risposta. Rimane al sistema sanitario, invece, la fase valutativa.

Claudio Cia ha chiesto quante risorse saranno destinate alla struttura e quante ai servizi veri e propri.

Nava ha risposto che le risorse dell’integrazione sociosanitaria rimangono tali e verranno ridistribuiti in base alle nuove funzioni.

Sempre rispondendo a Cia, il dirigente ha ricordato che su 18 mila anziani non autosufficienti, il sistema attuale, compreso l’assegno di cura, ne intercetta la metà.

Mentre rimangono esclusi dal sistema sociosanitario i bisogni sociali degli anziani che vivono situazioni di disagio e solitudine.

 

 

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L’Upipa: condividiamo il ddl ma attenzione ai verticismi.

Il presidente di Upipa, Moreno Broggi, ha espresso parere favorevole al ddl anche perché frutto di un confronto che ha permesso di superare l’empasse che riguardava l’autonomia delle aziende.

Una cosa però preoccupa l’Upipa: la divisione tra parte sanitaria e quella sociale. E se si vuole organizzare “Spazio argento”, che va verso le persone, – ha detto il presidente Upipa – si deve andare verso le comunità, togliendo le rigidità attuali, e portare i servizi verso i cittadini, partendo dai territori.

Ben venga una riorganizzazione dei sevizi sotto una regia unica, ma ci sono perplessità sul fatto che l’Uvm sia ancora separata da “Spazio argento”. Serve, invece, un sistema integrato e flessibile, per evitare la sanitarizzazione dei servizi.

Il presidente Upipa ha affermato inoltre che in un Trentino, che ha al suo interno tante diversità, c’è bisogno di un sistema che non parta da sistemi standardizzati che non possono funzionare.

Anche per questo le Asps chiedono di essere coinvolte nei processi organizzativi che seguiranno questa riforma e chiedono di rimanere punti di riferimento per gli anziani.

Si deve lavorare sulla rete, cambiamenti sono necessari ma, ha affermato Broggi, senza verticismi e pastoie.

Il sistema delle aziende è disponibile a portare avanti innovazioni, e per questo si sta preparando una classe dirigente, ma Upipa vuole essere coinvolta per la definizione dell’impianto della legge.

Rispondendo a Viola, il direttore dell’Upipa ha detto che “spazio argento” dovrà esser qualcosa di più e meglio dagli attuali punti unici di accesso, con la capacità di interloquire con l’anziano e la sua famiglia. Garantendo la massima familiarità e vicinanza al proprio ambiente, per evitare il più possibile lo spaesamento dell’anziano.

Per questo l’Uvm dovrà occuparsi della valutazione ma lasciare poi a “Spazio argento” l’intera responsabilità sulle risposte socio assistenziali. In no ai modelli unici deriva dal fatto che non si può configurare la stessa risposta organizzativa su tutti i territori perché le risorse sono diverse.

Sul rapporto Uvm – “Spazio argento”, Zeni ha detto di condividere la posizione Upipa.

 

 

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Le confederazioni sindacali: preferivamo la prima versione della riforma.

Andrea Grosselli della Cgil ha illustrato il documento delle tre confederazioni affermando che il sindacato ha sempre visto di buon occhio la riforma dei servizi per gli anziani e ha aggiunto che l’impostazione originaria del ddl era più efficace per raggiungere gli obiettivi della Giunta.

Nonostante ciò l’introduzione di “Spazio argento” viene vista dalle confederazioni in modo positivo perché comunque il problema dell’andamento demografico ci impone di trovare soluzioni per l’invecchiamento della popolazione.

Le priorità sono quelle dell’integrazione dei servizi; la centralità dei territori e delle comunità di valle; la qualificazione dei servizi pubblici perché serve un equilibrio tra pubblico e terzo settore.

C’è però bisogno di destinare a questo settore risorse, anche per il personale. I lavoratori del terzo settore hanno il contratto fermo dal 2006 e nello stesso settore pubblico serve una riorganizzazione del lavoro, vista anche la situazione generale che si è creata in seguito all’innalzamento dell’età pensionabile.

Marcella Tomasi della Uil ha affermato che, per raggiungere gli obiettivi posti dal ddl, si deve pensare ad un potenziamento dei servizi, anche assumendo, e ad una riorganizzazione del personale, spostando lavoratori, ormai logorati dal lavoro di sevizio, a “Spazio argento”.

 

 

 

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La Fenalt: la frammentazione danneggia i lavoratori.

Maurizio Valentinotti, segretario della Fenalt, parlando del personale, ha detto che la “sassata” al sistema attuale che non funziona, promessa dall’assessore, non c’è stata.

I problemi dei lavoratori vengono dalla frammentazione, e se non proprio a un’Azienda unica si poteva pensare almeno ad un’azienda per ogni comunità.

I contratti di lavoro, oggi, ha ricordato, vengono applicati con grande fantasia dai direttori e in più la frammentazione non permette di creare centri specialistici, magari per i pazienti psichiatrici che, inseriti nelle case di riposo, stanno creando seri problemi anche ai lavoratori.

Con un unione delle case di riposo, inoltre, si sarebbe potuto utilizzare in mansioni meno pesanti il personale ormai esausto. Quindi, secondo Valentinotti, con questo ddl, stralciando di fatto la concentrazione delle Apsp, si è persa un’occasione.

 

 

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La Consulta della salute: serve più attenzione per i malati di Alzheimer.

Maria Benini della Consulta della salute e dell’associazione Alzheimer ha ricordato che la frammentazione del sistema del welfare ha creato difficoltà per gli anziani, sopratutto per i più deboli.

Importante quindi l’introduzione di “Spazio argento” , dove l’utente può trovare una risposta d’insieme ai propri bisogni. Importantissima la valorizzazione del territorio prevista dalla riforma perché nelle periferie non esistono servizi, ad esempio per i pazienti di Alzheimer, e la possibilità di creare collaborazioni tra comunità.

Maria Benini ha espresso dubbi sul fatto che la riforma prevede un costo zero per il personale. Non c’è poi un riferimento al piano demenze con il rischio, in seguito la cancellazione del Punto unico d’accesso, che le persone non sappiano più a chi rivolgersi.

 

 

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Il Cal: vogliamo essere coinvolti nell’attuazione della riforma.

Da ultimo il Consiglio delle autonomie. Il presidente Paride Gianmoena ha ricordato che il ddl è stato condiviso ed è stato espresso, da parte del Consiglio, parere positivo.

Data l’importanza e il ruolo assegnato alle comunità di valle e la centralità del territorio, Il Consiglio delle autonomie chiede però un coinvolgimento nella fase attuativa della riforma. Donata Borgonovo Re (Pd) ha chiesto se, all’interno del Consiglio, è emerso il problema dell’abolizione del Punto unico di ascolto.

Viola ha chiesto invece a Gianmoena se ritiene le Comunità all’altezza del ruolo che viene loro assegnato dalla riforma. Violetta Plotegher se nel dibattito interno ai comuni sono state prese in considerazioni le diversità di organizzazione tra i vari territori.

Il presidente ha risposto che i comuni condividono naturalmente il ruolo delle comunità che, di fatto, sono associazioni di comuni. La scelta però è quella di responsabilizzare i territori e nel corso del cammino ci saranno approfondimenti e aggiustamenti.

Questa è una strada, ha detto Gianmoena, che è stata scelta anche sul piano della finanza. Quindi, per il presidente le Comunità di valle ce la faranno a gestire “Spazio argento”.

Sul Pua, da parte dei funzionari dell’assessorato, è stato precisato che questi rimarranno incardinati nell’Azienda sanitaria e cambieranno solo nome. Mentre le demenze verranno seguite da “Spazio argento”. Insomma, gli strumenti in vigore non verranno meno con la riforma.

 

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat