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CONSIGLIO PAT * II COMMISSIONE: « TROPPO RESTRITTIVE LE LINEE GUIDA NAZIONALI PER RIAPRIRE LE ATTIVITÀ TURISTICHE ED ECONOMICHE, SPINGERE IL GOVERNO DRAGHI A RIVEDERE LE REGOLE »

“Troppo restrittive” le Linee guida nazionali per poter riaprire le attività turistiche ed economiche nell’estate prossima. La II Commissione invierà una lettera alla Giunta con osservazioni e proposte dei consiglieri per spingere il Governo Draghi a rivedere le regole.

La II Commissione presieduta da Luca Guglielmi (Fassa) ha discusso nel pomeriggio con l’assessore Failoni delle Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, elaborate l’8 ottobre 2020 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e poi ricomprese tra gli allegati del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo scorso. Guglielmi ha preannunciato che le osservazioni emerse oggi – che evidenziano la difficoltà di applicare alcune regole – e altre che potranno pervenire dai consiglieri entro lunedì prossimo, confluiranno in una lettera che la Commissione invierà ai presidenti Kaswalder e alla Giunta Fugatti che sta predisponendo un documento da sottoporre al Governo Draghi con cui è in programma un apposito confronto.

Pietro De Godenz (UpT) ha evidenziato che le difficoltà che emergono in questi giorni dagli operatori economici sia a livello nazionale che in Trentino rendono importante accelerare quanto prima un’adeguata riapertura delle imprese della ristorazione, dei bar e delle attività legate al mondo del turismo, del tempo libero e del benessere.

Lorenzo Ossanna (Patt) ha apprezzato in generale le regole indicate nelle Linee guida sollevando però due questioni. La prima sulla necessità di fornire agli operatori economici indicazioni più precise in merito alla rilevazione della temperatura corporea sopra i 37,5 gradi. Non si può lasciare questo aspetto alla libera interpretazione e scelta delle imprese: occorrerà stabilire con chiarezza che ogni attività dovrà dotarsi di un termometro come già fatto in molte aziende. Seconda osservazione: la tenuta per almeno 14 giorni delle presenze. Per Ossanna, se questa è una prassi consolidata nel settore ricettivo e anche negli ostelli, a suo avviso invece per altre attività come le palestre e la ristorazione sarà difficile tenere un registro di tutti coloro che entrano, le date e, è immaginabile, anche le generalità e i recapiti delle persone perché si possano eventualmente rintracciare. La mole di lavoro sarebbe eccessiva per un ristorante con 150 coperti al giorno. Su questi due punti servirebbe un supplemento di valutazione.

Alessandro Olivi ha condiviso l’opportunità di affinare qualche elemento delle Linee e ha poi ricordato il documento predisposto nell’ottobre scorso dalla Conferenza delle regioni sulle misure da adottare nell’estate del 2021. Ma ad ottobre non si conosceva ancora quale sarebbe stato l’andamento dei contagi. E soprattutto in questo documento per Olivi si coglie quanto poco ancora conti la montagna nel sentire comune. Si poteva almeno dare il segnale che l’Italia è una nazione di mare, spiagge e laghi, ma anche un importante presidio per la montagna in Europa. Invece non è neanche citata la possibilità di individuare un sistema di regolazione per i mesi che abbiamo davanti. Manca quindi, per Olivi, una sensibilità culturale, politica e istituzionale.

Guglielmi ha non solo condiviso le osservazioni di Olivi e Ossanna, ma anche rincarado la dose. A suo giudizio infatti queste Linee limitano ulteriormente rispetto allo scorso anno i margini di operatività delle imprese, ad esempio sui buffet e i rifugi, assoggettati a regole ancor più restrittive rispetto alla ristorazione pur svolgendo lo stesso servizio con meno clienti. Sui servizi alla persona poi sono previsti altri aggravi burocratici. Per palestre e piscine si impone ai gestori l’obbligo di disinfettare tutti gli oggetti dopo ogni singolo utilizzo da parte dei clienti. Quanto agli eventi, Guglielmi ritiene che sia improponibile imporre alle bande di garantire la distanza di un metro e mezzo tra i componenti, vista anche la ristrettezza degli spazi in cui questi corpi musicali si esibiscono di solito. “A queste condizioni – ha protestato – neanche piazza Duomo a Trento potrebbe ospitare una banda di 70 componenti. “Centri estivi: non si capisce cosa esattamente le Linee raccomandino per quanto riguarda il rapporto animatori-bambini. Ultima nota: si stabilisce che i mercati con gli ambulanti osservino un metro di distanza tra un bancone e l’altro quando è evidente che non sempre è possibile. Guglielmi ha ricordato che i protocolli dell’anno scorso si limitavano a prescrivere agli operatori economici la misurazione della febbre per loro e per i collaboratori oltre all’utilizzo della mascherina e alla sanificazione perché si lavorasse in sicurezza. Per il 2021 si va invece verso Linee guida molto più restrittive. E questo a un anno dall’inizio della pandemia e mentre la condizione sociale ed economica inizia ad essere insostenibile.

L’assessore Failoni ha ricordato che la sua struttura sta lavorando da giorni sui protocolli utilizzati nella stagione estiva 2020, “che erano andati molto bene”. In queste Linee guida vi sono a suo avviso indicazioni da verificare con le parti sia scientifiche che politiche nazionali per capire se e quanto potranno andar bene. Anche per quanto riguarda i buffet, i centri benessere, le aree bambini e i centri per i giovani l’anno scorso la Provincia aveva già lavorato: servono quindi soluzioni che possano permettere alle attività economiche di lavorare, anche perché molti si erano organizzati e avevano adottato accorgimenti per la sicurezza sanitaria che non hanno mai potuto utilizzare. Failoni ha annunciato per domani un incontro con i responsabili della sanità e della protezione civile del Trentino per valutare alcune proposte che il suo assessorato presenterà in vista di una riapertura in sicurezza delle imprese “prima di altri territori ma in accordo con il governo nazionale”. Questo, ha aggiunto, anche perché in altre occasioni “la via trentina si è rivelata vincente”. Failoni ha concluso invitando la Commissione ad inviargli osservazioni scritte da aggiungere alle proposte che la Giunta intende trasmettere a Roma per cercare di far capire le esigenze del Trentino. Una di queste riguarda i rifugi, sui quali – ha concluso – oltre a far presenti le peculiarità e i rischi di assembramento e di contagio vogliamo spiegare come si possono evitare.

Ossanna ha lamentato che per il mare sono previste misure molto più facili da rispettare. Tutti al mare, quindi, ha esclamato non senza un pizzico di polemica. A suo avviso per le cene nei ristoranti si potrebbe adottare il sistema dei turni per poter aprire anche la sera.

Devid Moranduzzo (Lega) ha ricordato che “l’importante asse Failoni-Spinelli-Fugatti sta lavorando bene per ottenere risposte adeguate da Roma sui ristori a favore degli operatori economici del Trentino”. Certo, il budget provinciale è inferiore di quello nazionale ma il consigliere si è detto fiducioso sulla possibilità di un intervento più rilevante da parte dello Stato. Per questo, ha segnalato, il presidente Fugatti incontrerà a breve il premier Draghi. Per Moranduzzo oggi con l’assessore Failoni la Provincia sta andando nella giusta direzione e gli ha chiesto di rimanere vicino agli operatori.

Gugliemi ha concluso preannunciando che domani sarà trasmessa ai consiglieri della Commissione una bozza di lettera da inviare a tutte le autorità competenti provinciali e nazionali, il cui testo avrà un taglio tecnico. Per perfezionare la lettera la Commissione raccoglierà attende osservazioni scritte dei consiglieri entro e non oltre lunedì mattina.