PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

Partita in Prima commissione la “maratona” dell’assestamento. Fugatti: aprire subito i cantieri e con il decreto semplificazione si spera che Roma ritiri i ricorsi contro le norme sugli appalti della Pat.

Si è aperta oggi pomeriggio in Prima commissione, presieduta da Vanessa Masè della Civica, con la presentazione del presidente Fugatti, la “maratona” dell’assestamento di bilancio che arriverà in aula a fine mese.

L’assestamento ha detto Fugatti nasce dopo manovra di 150 milioni di euro, varata a maggio, per l’emergenza Covid; manovra per la quale, ha ricordato, sono state trovate le risorse nei singoli assessorati e che ora si devono coprire con l’assestamento e al tempo stesso far fronte al previsto calo delle entrate del 2020 e dare risposte alla crisi causata dalla pandemia. La richiesta fatta al governo, ha detto il presidente della Giunta, dalle regioni ordinarie e dalle speciali è di oltre 5 miliardi, a fronte della quale lo Stato ha stanziato 1,5 miliardi, dei quali 138 milioni sono destinati alla Pat. Cifra, ha aggiunto, che noi non riteniamo sufficiente rispetto alle trattative in corso in queste ore. Anche perché, secondo le stime, il calo del gettito sarà di oltre 350 milioni di euro. Una cifra casualmente non molto dissimile alle risorse che la Pat destina al risanamento dei conti pubblici.

La manovra, ha aggiunto Maurizio Fugatti, vuole mettere in campo iniziative immediatamente realizzabili, anche perché la Giunta è fortemente preoccupata della situazione che potrà crearsi nei prossimi mesi e quindi c’è la necessità di creare e sostenere la domanda interna. A fronte di un calo del Pil stimato attorno all’10,5% quest’anno e un “ribalzo” nel 2021 più 5% con un calo del gettito di 350 milioni per il 2020 e di 235 milioni per il prossimo anno. Nella manovra, ha continuato nella presentazione, si sono trovati fondi per la sanità, la scuola e risorse straordinarie per sostenere l’economia. Tenuto conto dell’avanzo di 200 milioni, dei 138 dello Stato, della la Regione che mette a disposizione 60 milioni e del riorientamento di risorse, delle cifre recuperate e i risparmi su Vaia, oltre ad un’operazione con Cassa del Trentino che ha liberato circa 70 milioni di euro.

Una somma di 250 milioni, più 30 milioni da altri enti (Ccia, Stato per i comuni e 8 milioni da Regione per sostegno delle famiglie). Poi ci sono 165 milioni a debito che verranno canalizzati negli investimenti. Sessanta milioni sono destinati al tema Olimpiadi, tenuto conto che arriveranno in Trentino 120 milioni di euro dello Stato per le infrastrutture legate all’evento. Di questi 5 milioni serviranno per sistemare la stazione di Trento, 10 per la stazione di Cambio Cavalese, 16 milioni per strada tra Pinè e val di Fiemme e 30 milioni per l’acquisto di autobus. I 60 milioni Pat serviranno per il ghiaccio a Baselga e l’ammodernamento degli impianti in val di Fiemme. Poi, ha continuato Fugatti, ci sono 60 milioni per i comuni che si auspica possano utilizzarli per opere immediatamente cantierabili. Gli altri 50 milioni residui vanno sulle opere pubbliche. Su questo, ha ricordato Fugatti, che è stato dato mandato agli uffici di individuare i progetti esecutivi e che non sono andati ancora a buon fine e che finanziati possono essere cantierati in breve tempo. Insomma una manovra che si assesta, complessivamente, sui 445 milioni di euro.

 

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Centrale il capitolo della scuola. Ai prof verrà chiesto di fare più ore.

La scuola dovrà riaprire in sicurezza, ha affermato in commissione il presidente, anche se il governo non ha ancora definito i criteri, ma la volontà della Pat è quella di riuscire a garantire i servizi di un anno ordinario. Per realizzare questo obiettivo servono nuove assunzioni di insegnanti in base ai criteri che se arriveranno da Roma bene, altrimenti, ha aggiunto Fugatti, li faremo noi e inizieremo a organizzarci. Le risorse necessarie vanno dai 40 ai 50 milioni e qualora non ci siano gli insegnanti sufficienti (non sarà facile trovarli tutti) si dovrà chiedere ai prof di fare più ore per coprire le classi. Anche se, ha aggiunto, ci aiuterà l’esperienza con la riapertura dei nidi. Il Trentino ha voluto anticipare i tempi anche per fare una sperimentazione. Una scelta quindi che torna utile anche dal punto di vista organizzativo.

 

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Trenta milioni per la sanità dell’era Covid.

Servono inoltre risorse per la sanità e ci sono 30 milioni di euro a favore dell’Azienda sanitaria. Tredici milioni sono venuti dal governo per l’assunzione di nuovo personale.

Per le ristrutturazioni ci sono 22 milioni.

Per il sostegno all’economia ci sono le politiche sulla casa con un Fondo di 22 milioni di euro che potranno aumentare. Risorse a fondo perduto per le ristrutturazioni, aggiuntive rispetto alla manovra nazionale, per mettere in moto il mercato dell’edilizia. Stesso ragionamento si sta valutando per la prima casa.

 

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Incentivi per le assunzioni e tagli Imis.

Poi ci sono 15 milioni per le assunzioni per i settori legati al turismo e per favorire i tempi indeterminati. Per ciò che riguarda l’Imis per le strutture turistiche c’è uno “sconto” di 15 milioni. Poi c’è il bonus vacanze di 3 milioni per stimolare le vacanze dei trentini in Trentino. Ci sono poi 3 milioni per il territorio e 10 milioni per promuovere lo sviluppo della cooperazione. Infine, c’è la card (potrà essere la tessera sanitaria) che potrà essere utilizzata, per i percettori dell’assegno unico, per acquisti sul territorio trentino. Infine, ci sono contributi per incentivi dell’acquisto delle strutture per le Pmi.

 

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Una manovra “aperta” in attesa dell’esito della trattativa con lo Stato.

Questa è una manovra, ha continuato il presidente Fugatti, che vuole attivare anche risorse esterne, riproponendo iniziative come il Fondo social housing e del credito d’impresa,l a riqualificazione energetica e dell’illuminazione pubblica. Una manovra “aperta” perché sono in corso trattative con lo Stato. Noi, ha ricordato, abbiamo chiesto tutti i 350 milioni del minor gettito e se Roma dovesse concedere più soldi l’intenzione della Giunta è di investire ancora di più su cantieri e interventi di sostegno dell’economia sul breve termine. Ma già così, ha affermato Fugatti, è una buona manovra che mette in moto una grande massa finanziaria.

 

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Ci si aspetta il ritiro dei ricorsi alla Consulta sulle norme degli appalti.

La Pat, ha ricordato il presidente, ha provato a osare sulle norme in materia di appalti e il governo le ha impugnate. Però l’esecutivo Conte ha anche varato una manovra sulla semplificazione che si spera possa venire incontro ai progetti Pat e per questo la Giunta si aspetta il ritiro dei ricorsi alla Consulta. Anche per poter dare il via libera ad alcune opere pubbliche già individuate nelle manovre anti Covid: le scuole a Ala: il Pertini a Trento, a Riva, altre due a Trento. Sei opere viabilistiche: la variante di Cles; la superstrada della Valsugana; la variante di Pinzolo; la Loppio – Busa e quella che va da Mori a Loppio; la ciclabile del Garda e la variante della Mira di Rovereto. Inoltre, si deve capire come la nostra norma si collega la decreto semplificazioni che sembra riguardare anche i cantieri per le Olimpiadi. Infine, Fugatti ha affermato che allo Stato sono stati chiesti maggiori spazi di indebitamento anche se da Roma non è ancora arrivata una risposta.
Al Defp manca la parte programmatica vista l’incertezza sul futuro

Il dirigente generale della Pat Nicoletti ha sintetizzato a grandi linee il Defp al quale manca la parte programmatica per il fatto che c’è incertezza sul futuro, anche sulle entrate della Provincia. Uno degli aspetti interessanti è l’analisi degli incentivi e dei contributi che verranno da Bruxelles.

 

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Le domande dei consiglieri.

Ugo Rossi (Patt) ha chiesto che tipo di operazione è quella che sblocca 70 milioni da Cassa del Trentino e un’analisi su cosa si copre con i 165 milioni di debito. Fugatti ha risposto che la manovra su Cassa Del Trentino consiste nello spostamento di un anno di alcune rate; mentre sui 165 milioni ha ribadito che 60 sono per le Olimpiadi, 50 – 55 per i comuni e 60 per le opere, viabilità, scuole e depurazione, pubbliche velocemente cantierabili.

Paolo Ghezzi (Futura) ha chiesto se i 45 milioni per la scuola derivino da un calcolo puntuale del peso del distanziamento sociale sull’attività didattica o se si tratti di una cifra messa lì in attesa dei riscontri nazionali. Il Presidente ha risposto che, pur in assenza dei protocolli di sicurezza, si tratta di una valutazione abbastanza puntuale soprattutto sulla necessità del personale. Molto dipenderà anche dai sindacati perché, ha detto ancora, oltre all’assunzione dei nuovi insegnanti, chiederemo ai prof di fare più ore.

Vanessa Masè (Civica) ha chiesto a quanto ammontano le offerte dei cittadini per il Covid. Risposta 8 milioni.

Paola Demagri (Patt) ha chiesto se è stato fatto un ragionamento sui trasporti e ha chiesto dettagli per i 30 milioni della sanità. Sui trasporti non sarà facile, secondo Fugatti, perché il problema sarà capire se le scuole garantiranno orari diversi. Sulla sanità, le risorse serviranno per infrastrutturare alcuni ospedali e per il rafforzamento delle terapie intensive e semi intensive e per l’acquisto dei dispositivi di protezione personale nel caso di una seconda ondata Covid.

Giorgio Tonini (Pd) ha chiesto due chiarimenti: che relazione c’è tra il debito autorizzato (200 milioni) nella manovra Covid e quello previsto nell’assestamento, e per quanto riguarda la qualità delle spesa come sia possibile la previsione di un calo di quella corrente quanto si mettono in bilancio 40 milioni per l’assunzione di insegnanti che, per quanto giusta, rappresenta la più classica delle spese ricorrenti. Se si usa l’avanzo per assumere insegnanti, ha affermato Tonini, bisogna avere chiarezza perché la spesa a debito deve essere usata per gli investimenti. Nicoletti ha ricordato che la Corte dei Conti ha affermato che le regole auree sono rispettate dalla Pat, il debito va per le opere pubbliche, l’avanzo di bilancio per investimenti non ricorrenti come nel caso dell’assunzione di insegnanti necessari a riaprire le scuole e per la sanità post epidemia. Il debito della Pat, ha detto inoltre, è al 99% garantito e rientra in quello autorizzato con la manovra Covid. Il direttore generale ha precisato, inoltre, che l’assunzione degli insegnanti sarà a tempo determinato a testimonianza che si tratta di una spesa non ricorrente. Rossi, infine, ha chiesto se nei 40 milioni per la scuola ci sono risorse anche per le strutture. Fugatti ha risposto che la gran parte sono destinati agli insegnanti. Il capogruppo Patt ha chiesto una bozza di piano per conoscere in linea di massima le modalità del ritorno a scuola e un’analisi dei costi.

Pietro De Godenz (UpT) ha chiesto lumi sull’ospedale di Cavalese. Il presidente ha risposto che è confermato il finanziamento per l’ospedale di Fiemme e l’auspicio e quello di realizzarlo prima delle Olimpiadi.