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CONSIGLIO PAT – DALZOCCHIO (LEGA TRENTINO) * INTERROGAZIONE: « LA DIRIGENTE L. S. DI ROVERETO HA APOSTROFATO COME “GENTAGLIA” LE PERSONE CHE SEGUONO SU FACEBOOK DEVID MORANDUZZO »

 

 

La libertà di espressione rappresenta, come noto, un principio fondamentale soprattutto in democrazia, assetto di governo che basa proprio sulla possibilità di tutti i cittadini di manifestare la loro sovranità tramite il voto – e il loro pensiero in ogni occasione – il suo caratteristico funzionamento. Da questo punto di vista, ben venga qualsivoglia manifestazione del pensiero individuale, senza dubbio.

Tuttavia, ogni manifestazione del pensiero abbisogna delle regole generali alle quali è tenuta a conformarsi, delle norme di comportamento in assenza delle quali la libertà di espressione degenera, sconfinando nella – questa sì inaccettabile – libertà di offesa. Si sottolinea quest’ultimo aspetto alla luce di un’uscita, sui social network, da parte di una dirigente scolastica la quale, pur esercitando un suo fondamentale diritto, sembra averne abusato, quanto meno nei toni.
Il riferimento è alla dirigente scolastica L.S. del Centro Formazione Professionale G. Veronesi, la quale in data 23 Agosto 2020 sui social network, è arrivata giacobinamente ad apostrofare le persone che seguono su Facebook un c
onsigliere provinciale, Devid Moranduzzo, come
«gentaglia» che «va isolata perché nega la costituzione, perché istiga all’odio razziale, perché
ingiuria» commettendo «più di un reato»; non paga, ha pure annunciato, con piglio inquisitoriale,
che presenterà «un esposto».
Si badi che il punto non è qui la libertà espressione né la possibilità, a parte della dirigente
scolastica in questione, di schierarsi politicamente – cosa che la figura in questione ha già fatto e
che naturalmente nessuno, a partire dalla scrivente, le rimprovera. Qui il punto sono i toni
gladiatori e generalizzanti che, sui social, ha scelto di adottare una figura che, in ragione della
visibilità che il suo ruolo le assicura nei confronti di centinaia di giovani, dovrebbe costituire un
esempio quanto meno di equilibrio.
Di tutto questo, si ritiene quindi di chiedere conto all’Assessore provinciale competente in materia di Istruzione, per conoscere e sapere se ritenga opportuno che una dirigente in servizio presso il sistema scolastico trentino si esprima con certi toni sui social newtork e, in caso negativo, quali provvedimenti intenda assumere al riguardo.
Tutto ciò premesso, s’interroga l’Assessore competente per sapere:
1) Se corrisponda al vero quanto riportato in premessa circa le uscite aggressive avute su Faceboo il 23 agosto 2020 dalla dirigente scolastica L.S. del Centro Formazione Professionale G. Veronesi, la quale è arrivata giacobinamente ad apostrofare le persone che seguono su Facebook un consigliere provinciale, Devid Moranduzzo, come «gentaglia» che «va isolata perché nega la costituzione, perché istiga all’odio razziale, perché ingiuria» commettendo «più di un reato»;
2) Se la dirigente scolastica in parola abbia o meno presentato l’annunciato «esposto»;
2) Se non ritenga le uscite poc’anzi riportate inadeguate per una figura che, in ragione della visibilità che il suo ruolo le assicura nei confronti di centinaia di giovani, dovrebbe costituire un esempio quanto meno di equilibrio;
3) In caso affermativo rispetto al quesito precedente, quali provvedimenti intenda adottare nei confronti della dirigente scolastica L.S.
A tale interrogazione si richiede risposta scritta.
Cons. Mara Dalzocchio

 

 

 

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