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CONSIGLIO PAT * CONTRATTO PUBBLICO IMPIEGO: « PALLANCH E DIASPRO AI CONSIGLIERI, SIAMO PRONTI AD UN’AZIONE LEGALE PER I RINNOVI »

Un lungo incontro nel tardo pomeriggio – il terzo nell’arco della giornata, concesso dal presidente Walter Kaswalder – ha visto ieri il mondo sindacale confrontarsi con i consiglieri provinciali soprattutto sul tema del mancato rinnovo contrattuale per i dipendenti pubblici del sistema provinciale.

Giuseppe Pallanch (Cisl) e Luigi Diaspro (Cgil) hanno espresso il fortissimo disagio del settore Funzione pubblica per il venir meno – così hanno detto – del metodo da sempre abbracciato in Trentino per le relazioni sindacali, quello della concertazione.

Il fatto scatenante è l’asserito, mancato rispetto del protocollo 20 gennaio 2020 sugli aumenti salariali per il settore pubblico, uno stallo in controdenza nazionale, che induce ormai le due sigle sindacali a preannunciare azioni legali.

“E’ gravissima la mancanza totale di interlocuzione e il continuo rinvio del tema con la laconica spiegazione che non ci sono risorse finanziarie disponibili – dicono Pallanch e Diaspro. – Da oltre un anno abbiamo pazientato, consapevoli della situazione pandemica e di crisi, ma ora ci appaiono chiari il pregiudizio verso gli addetti del pubblico e la scelta politica di contrapporli come ‘garantiti’ al resto della società trentina”.

Si lamenta che la Giunta provinciale non ha trovato sin qui nemmeno i 3,4 milioni di euro previsti già da un accordo con l’amministrazione Rossi per parificare le buste paga degli o.s.s. ospedalieri e di quelli impiegati nelle r.s.a. per anziani.

L’ultima fermata – ragionano Pallanch e Diaspro – sarà l’assestamento di bilancio di luglio, poi sarà lotta.

Sara Ferrari (Pd) ha fatto sapere dell’emendamento di Giunta al ddl 96, sottoscritto dal Pd, che consente positivamente fino a fine 2021 di ottenere i requisiti per la stabilizzazione dei dipendenti precari nelle A.p.s.p., altro tema scottante.

Per Filippo Degasperi “la guerra civile” innescata con l’apertura delle scuole d’infanzia a luglio effettivamente consolida il dubbio sollevato ieri da Pallanch e Diaspro: è forse il caso di mettere in dubbio il corretto esercizio da parte della Provincia Autonoma della delega ricevuta dallo Stato ad amministrare certe materie in materia di lavoro o di istruzione?

Lucia Coppola ha detto che si sta scambiando la pazienza dei sindacati per sottomissione, Paolo Zanella ha detto che in aula non c’è alcuna apertura sul suo emendamento al ddl 96 proprio per finanziare i rinnovi contrattuali. Alex Marini ha invitato a un fronte comune di contrapposizione con l’amministrazione Fugatti, “che cavalca politicamente il pregiudizio verso il settore pubblico”.

A tutti ha replicato Mara Dalzocchio: certo che pacta sunt servanda – ha detto la capogruppo della Lega – ma la crisi economica è un fatto e lo è per fortuna anche la certezza dei dipendenti pubblici di ricevere lo stipendio a fine mese. La Giunta Fugatti sta solo occupandosi di chi è stato più colpito dalla crisi, è una questione di priorità, non di ostilità. I sindacati dovrebbero aiutarci in questo sforzo, non spaccare il fronte.

Il presidente Kaswalder ha osservato che questa manovra di maggio serve a iniettare risorse urgenti nel sistema economico, mentre con quella di luglio – forti di nuovi trasferimenti dello Stato – si potrà dare risposte anche ad altre questioni come quelle contrattuali. Claudio Cia ha chiarito che Fratelli d’Italia non è in Giunta e non sempre sa cosa vi si decide: di certo la Pat ha perso 500 milioni di euro di entrate e tutto non riesce a fare. “Ammetto però – ha aggiunto – che almeno i 3 milioni pensati per acquistare quote Itas si possono dirottare su maggiori urgenze”.