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CONSIGLIO PAT * COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ – RELAZIONE 2019: TAUFER, « ATTUARE I PRINCÌPI DI PARITÀ SOCIALE FISSATI DALLA COSTITUZIONE, RILANCIARE L’EDUCAZIONE DI GENERE NELLE SCUOLE »

La relazione 2019 della Cpo presentata e discussa in IV Commissione. La presidente Taufer: puntare sulla cultura delle pari opportunità rilanciando l’educazione di genere nelle scuole.

La relazione annuale della Commissione pari opportunità tra uomo e donna (Cpo, testo allegato) è stata illustrata oggi a palazzo Trentini dalla presidente Paola Maria Taufer. A discuterne con lei, la Quarta Commissione guidata da Claudio Cia. Il documento, che la legge non prevede di votare, sarà discusso anche nella prossima seduta del Consiglio provinciale in aula. La relazione, riferita solo agli ultimi sei mesi del 2019 dal momento che la Cpo si era insediata il 5 giugno dell’anno scorso, segnala tutte le attività svolte, ma anche le proposte e le prospettive delineate dall’organismo incardinato per legge nell’ambito dell’assemblea legislativa. Taufer ha insistito sulla necessità di promuovere la parità di genere attraverso la cultura, la scuola e l’educazione perché – ha spiegato – la violenza che le donne subiscono ha le sue radici anche negli stereotipi di genere. Approccio contestato dalla capogruppo della Lega, Dalzocchio, per la quale la Cpo dovrebbe occuparsi invece soprattutto delle iniziative di contrasto alla violenza sulle donne.

 

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Una ricerca e un calendario sul ruolo della donna nella storia del Trentino.

Scorrendo la relazione Taufer ha evidenziato le iniziative più rilevanti promosse l’anno scorso per perseguire l’obiettivo delle pari opportunità in campo istituzionale, politico, economico, lavorativo, sociale e culturale e dare così concreta attuazione ai principi di uguaglianza e parità sociale fissati dalla Costituzione.
La presidente ha ricordato in particolare la ricerca sulle donne in Trentino nella storia affidata all’università di Trento. Si tratta di recuperare e promuovere poi, soprattutto nel mondo della scuola, lo studio e la conoscenza dell’importante ruolo svolto lungo i secoli dalle figure femminili in tutti gli ambiti della vita sociale all’interno del nostro territorio. I libri scolastici evidenziano infatti quasi esclusivamente i protagonisti maschili della storia. Per rimediare a questa lacuna culturale, ha preannunciato Taufer, la Cpo realizzerà a breve un calendario totalmente dedicato al contributo dato dalle donne allo sviluppo del Trentino. Centrale per Taufer è stata nel 2019 l’attività realizzata per l’educazione alle relazioni di genere e la promozione di una cultura paritaria, del rispetto e della valorizzazione delle differenze nel campo della formazione scolastica e professionale.

Vanno quindi ripresi e rilanciati per la Cpo i progetti per l’educazione di genere nelle scuole. L’assenza di una cultura paritaria alimentata dall’educazione costituisce infatti, secondo Taufer, il brodo di coltura della violenza sia fisica sia psicologica che le donne continuano a subire dagli uomini. Per la prevenzione è quindi irrinunciabile che la Cpo punti sull’educazione dei ragazzi e la sensibilizzazione degli adulti. Solo così si potrà a suo avviso stimolare la crescita di una coscienza collettiva verso una reale cultura del rispetto dei generi e individuare interventi adeguati contro la violenza maschile sulle donne, sollecitando al tempo stesso l’intervento e il sostegno delle istituzioni competenti. Per una cultura della parità occorre secondo la Cpo modificare anche gli stili della comunicazione combattendo contro gli stereotipi maschilisti ancora imperanti anche nel linguaggio. “Questo – ha spiegato Taufer – è stato il filo conduttore della maggior parte delle iniziative messe in campo dalla Cpo con un approccio non legato all’emergenza. Occorre tener conto – ha proseguito – che la violenza maschile sulle donne ha carattere strutturale, e che quindi necessita della condivisione di donne e uomini e della diffusione di una cultura del rispetto che rigetti i comportamenti violenti”. La presidente ha concluso sottolineando la continuità con il percorso intrapreso dall’organismo negli anni precedenti per la costruzione di una rete di rapporti con associazioni, istituzioni, operatrici e operatori che lavorano nel settore del contrasto e prevenzione alle violenze sulle donne.

Quanto agli elementi costitutivi dell’organismo, la presidente ha ricordato che la Cpo – attualmente composta oltre che da lei anche da Leonora Zefi (vicepresidente), Stefania Cavagnoli, Micol Cossali, Maria Rosaria D’Agostino, Rosalba Falzone, Sandra Fusco, Marco Monzani, Carla Maria Reale ed Enrica Vinante – ha potuto disporre nel 2019 di 25.000 euro per la propria attività e che numerose iniziative sono state realizzate senza spese grazie all’impegno personale dei componenti, della segreteria tecnica e alle sinergie e collaborazioni avviate con altri enti e associazioni.

 

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Dalzocchio: la Cpo si occupi soprattutto delle violenze sulle donne.

Mara Dalzocchio (Lega) ha ricordato che la Commissione è nata soprattutto per combattere la violenza sulle donne. Nel tempo si è poi occupata di tanti altri temi, alcuni per Dalzocchio condivisibili e altri meno. Ma a suo avviso la Cpo deve “tenere la barra dritta sul tema della violenza di genere”. La capogruppo della Lega ha poi osservato, a proposito della collaborazione della Cpo con il mondo della scuola, che “le basi della violenza non sono gli stereotipi. Sottolineando ad esempio che a suo avviso la scelta del percorso di studio di una ragazza non è condizionato dal genere ma risponde all’interesse della persona. Sul tema rappresentanza femminile nelle istituzioni si è dichiarata contraria da sempre alle “quote rosa”, obiettivo che a suo avviso è sbagliato voler imporre per legge. Dalzocchio ha insistito soprattutto sul fatto che nella scelta delle attività cui dedicarsi la Cpo dovrebbe tener conto delle molteplici e diverse sensibilità delle donne e non solo di quelle di una parte. Perplessità ha espresso sulla “comunicazione sessista”. Semmai – ha concluso – occorre spingere i media ad un linguaggio più rispettoso della dignità della donna.

 

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Coppola: attenzione al tema delle donne di fronte al Covid-19.

Lucia Coppola (Futura) ha plaudito al lavoro della Cpo sotto ogni profilo ricordando che quest’organismo non è nato solo per contrastare la violenza ai danni delle donne, ma, appunto, per promuovere le pari opportunità. Ha poi condiviso il giudizio negativo sulle quote rosa, termine che peraltro non si sente più utilizzare da qualche anno, perché non c’è da difendere una nicchia ma di affermare il tema della parità tra donne e uomini. “Siamo donne più della metà della popolazione mondiale – ha ricordato – ma a parità di competenze, mansioni e capacità percepiamo una retribuzione e una pensione inferiori a quelle degli uomini”. Coppola ha infine sollecitato la Cpo a tener presente il tema delle donne legato al Covid-19 sulla scia del segnale positivo e corale dato la settimana scorsa da tutte le consigliere provinciali in aula con la mozione da loro proposta e approvata a sostegno delle imprenditrici e delle professioniste. Anche se, ha concluso, l’attenzione va rivolta anche alle donne che hanno perso e perderanno il posto di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria, a quelle che hanno assistito a casa gli anziani e i figli alle prese con la didattica a distanza, nonché alle donne vittima di violenza in questi ultimi mesi di “clausura” tra le mura domestiche.

L’assessora Segnana annuncia: riparte il tavolo sulla medicina di genere.

 

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Stefania Segnana, assessora competente anche alle pari opportunità, ha annunciato la ripartenza del tavolo di lavoro sulla medicina di genere bloccato causa Covid 19 dal febbraio scorso, e il confronto previsto questo giovedì con la Cpo per prendere in mano punto per punto i contenuti della relazione presentata oggi.

 

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Cia: anche le camere miste all’ospedale sono una forma di violenza.

Claudio Cia (Agire) ha ricordato di aver sollevato più volte nella precedente legislatura il problema delle camere di degenza dell’ospedale S. Chiara che ospitavano nelle stesse stanze sia uomini che donne pur essendovene altre vuote. “Questa va classificata come una violenza psicologica di genere”, ha osservato, “della quale la Cpo non si è però mai occupata. A volte – ha concluso – le differenze tra uomo e donna non si vogliono vedere né rispettare”.

Taufer: la violenza contro le donne nasce anche dagli stereotipi culturali.

La presidente Taufer, sul tema donne e Covid-19 ha preannunciato un focus della Cpo sulla violenza economica che toccherà tutte le problematiche della donna nel mondo del lavoro tenendo conto delle conseguenze dell’emergenza sanitaria. E ha poi sottolineato il le radici culturali di tutti i problemi che riguardano le donne. Proprio perché di questo si tratta – ha aggiunto – è tanto faticoso attuare un cambiamento. “ L’insieme degli stereotipi culturali concorre a generare la violenza perché l’uomo considera la donna sua proprietà”. Ecco perché per Taufer va promosso un cambiamento culturale a partire dalle scuole che faccia capire alle ragazze di avere le stesse possibilità dei ragazzi anche nella scelta del percorso di studi. Le donne – ha insistito Taufer – sono discriminate e sottoposte a varie forme di violenza perché fin da piccole sono indotte a ragionare e a comportarsi in un certo modo. Se ad esempio anche nel linguaggio si declina tutto al maschile, ne deriva la convinzione che l’uomo sia più importante della donna.
Dalzocchio ha replicato a Taufer affermando di farsi chiamare “consigliere” e non “consigliera” perché non è il declinare il termine al maschile che conferisce alla persona più autorevolezza ma la consapevolezza di quel che si vale. Giusto invece occuparsi della parità sul lavoro e nella retribuzione riconosciuta alle donne, che ad esempio come imprenditrici hanno dovuto affrontare problematiche diverse da quelle degli uomini.

 

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Guglielmi: il problema non è il linguaggio.

Luca Guglielmi (Fassa) ha contestato quest’affermazione perché a suo avviso il problema non è usare, parlando o scrivendo, una “a” anziché una “e”. E ha poi sollevato dubbi sul progetto del calendario da distribuire nelle scuole per evidenziare il ruolo storico delle donne trentine. A suo avviso sarebbe riduttivo presentare ai ragazzi i meriti delle donne con poche pagine di calendario.
Taufer ha risposto promettendo a Guglielmi una copia del calendario della Cpo per dimostrargli che si tratta di uno strumento valido per parlare ogni giorno di una donna con gli studenti. Così potranno comprendere meglio il valore del contributo dato dalle donne alla storia del Trentino come artiste, politiche, scienziate, ecc. Con l’obiettivo dell’integrazione.

 

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Zeni: giusto evidenziare il contesto dei problemi sulla parità e non solo il tema della violenza.

Luca Zeni (Pd) ha detto di condividere l’impostazione data dalla presidente alla relazione per far capire che vi è un contesto generale da evidenziare non limitando l’attenzione al solo tema della violenza contro le donne, che nasce sempre da un substrato culturale.

 

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Demagri: ottimo lavoro perché calato sul territorio per promuovere una mentalità.

Paola Demagri del Patt ha ringraziato Taufer del lavoro di cui dà conto la relazione annuale e che mostra una continuità rispetto all’impegno sviluppato dalle precedenti Cpo. L’approccio per Demagri è molto valido ed efficace perché calato sul territorio e perché quindi non impone nulla, ma promuove una cultura e una mentalità da cui potranno derivare il rispetto pieno della dignità, del ruolo e dei diritti della donna.

Decisa un’audizione con il Garante dei minori sui problemi causati dall’emergenza epidemiologica.

Chiudendo i lavori il presidente Cia ha segnalato la richiesta di audizione pervenuta alla Quarta Commissione dal Garante dei diritti dei minori che intende rappresentare le problematiche sanitarie, scolastiche e sociali che hanno interessato gli under 18 a causa dell’emergenza epidemiologica. Richiesta che, rivolta anche alla Quinta Commissione, è stata accolta all’unanimità dall’organismo.