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CONSIGLIO PAT * CHIUSURE DOMENICALI – FESTIVE NEGOZI: « DALLA SECONDA COMMISSIONE OK AL DDL DELLA GIUNTA, TRE EMENDAMENTI DI OLIVI CONDIVISI DALL’ASSESSORE FAILONI »

Chiusure domenicali e festive dei negozi. Via libera della II Commissione al ddl della Giunta con tre emendamenti di Olivi ritoccati e condivisi dall’assessore per garantire la concertazione e le intese con gli attori della distribuzione prima della delibera di attuazione. Modifica anche di Failoni per sanzionare gli inadempienti

Con quattro voti favorevoli espressi dai consiglieri di maggioranza e due di astensione di Alessandro Olivi del Pd e Lorenzo Ossanna del Patt, la Seconda Commissione presieduta da Luca Guglielmi ha approvato stamane il disegno di legge 58 proposto dall’assessore Roberto Failoni per disciplinare le aperture e le chiusure festive e domenicali degli esercizi commerciali del Trentino. Provvedimento al cui esame nell’ultima riunione dei capigruppo il presidente del Consiglio Kaswalder aveva accordato la procedura d’urgenza richiesta dalla Giunta nonostante il no delle opposizioni, perché il ddl approdi al voto conclusivo in Aula già la prossima settimana. La procedura d’urgenza ha evitato le audizioni in Commissione. Da segnalare che anche Pietro De Godenz dell’UpT, lasciando i lavori prima della fine, ha preannunciato il proprio voto di astensione. Sul testo l’organismo ha dato il via libera a quattro emendamenti. L’unico proposto dall’assessore Failoni introduce una sanzione amministrativa da 200 a 1.200 euro per gli operatori che non rispetteranno l’obbligo di chiusura. Gli altri tre firmati da Olivi e condivisi dopo una sospensione chiesta dall’assessore per trovare un accordo, sono all’insegna del recupero ex post del confronto con gli attori del sistema distributivo la cui mancanza ex ante è stata la principale critica da lui mossa al provvedimento. Critica espressa anche da Ghezzi e De Godenz. Le modifiche concordate da Olivi con Failoni garantiscono che prima dell’approvazione della delibera affidata dalla legge alla Giunta dopo l’approvazione in Aula per individuare i Comuni più o meno turistici, vi sia una concertazione con le organizzazioni degli operatori commerciali, i principali sindacati dei lavoratori, le associazioni dei consumatori e le autonomie locali. Un altro emendamento del consigliere prevede che l’esecutivo ricerchi intese a livello territoriale con le organizzazioni datoriali e sindacali sul trattamento economico e gli orari per favorire la conciliazione tra tempi familiari e di lavoro. Il terzo emendamento di Olivi, approvato con alcuni ritocchi concordati con l’assessore, stabilisce che la Giunta riveda entro il 31 ottobre la delibera di attuazione della legge solo dopo aver acquisito preventivamente il parere delle Autonomie locali, delle associazioni dei consumatori locali, delle organizzazioni datoriali del commercio e delle OOSS.

 

Failoni: tutto il Trentino è turistico, ma con Comuni che lo sono più e altri meno.
L’assessore Failoni, dando per note le motivazioni politiche, sociali e culturali del provvedimento, ha avvertito che “la Giunta ha soppesato i pro e i contro inevitabilmente legati a una scelta così importante e che – ha ribadito – reputiamo giusta. L’esecutivo – ha proseguito – prevede delle deroghe per i Comuni che verranno individuati nei prossimi giorni con una delibera e che saranno considerati ad elevata attrattiva turistica e commerciale”. Failoni ha ribadito la propria convinzione che tutto il Trentino ha valenza turistica, anche se – ha aggiunto – ogni Comune ha un diverso grado di turisticità”. Del resto, ha ricordato, “nel 2018 un ddl voluto da 5 Stelle e Lega andava proprio in questa direzione, ma poi è caduto il governo e non se ne è fatto più nulla”. A suo avviso però, dopo il lockdown, i trentini si sono ormai abituati a fare acquisti in maniera diversa: si tratta allora di cogliere quest’opportunità di cambiamento per introdurre subito una nuova disciplina che il Consiglio potrà approvare a inizio luglio.

 

De Godenz contrario: non si capisce che vantaggio avrebbe il Trentino a chiudere mentre nelle vicine province di Bolzano e del Veneto i negozi saranno aperti.
Pietro De Godenz ha detto di non capire le motivazioni di tanta urgenza per questo ddl né il motivo per cui non siano state volute le audizioni in Commissione. Tanto più che la stessa Commissione sta esaminando un ddl che identifica il Trentino come tutto turistico, mentre qui si parla di un Trentino in parte più turistico e in parte meno. De Godenz ha preannunciato subito il proprio voto contrario a questo provvedimento, perché a suo avviso dovrebbero essere i titolari delle attività commerciali a decidere su aperture e chiusure, come prevedeva nel 2012 il decreto Salva-Italia del governo Monti. Inoltre a suo avviso questo ddl avrebbe senso se introducesse aperture e chiusure in linea sia con quelle previste dalla Provincia di Bolzano sia con quelle delle vicine province venete. La Provincia di Bolzano, ha ricordato De Godenz, da luglio aprirà di nuovo tutti i negozi la domenica. E lo stesso farà la provincia di Vicenza. Questo rende inaccettabile una legge trentina che cozza contro questo scenario. Un problema si presenterà per il consigliere anche con il lavoro stagionale, perché con le chiusure domenicali e festive molti collaboratori delle attività commerciali non potranno essere assunti. Il consigliere ha ripetuto di non capire quale sia, quindi, il vero vantaggio di questa scelta legislativa, che nelle giornate domenicali e festive spingerà i trentini a fare la spesa nelle province vicine. “E se l’economia gira così – ha concluso – non possiamo essere noi a forzare le scelte. A meno che non siano condivise a livello nazionale”. Tra l’altro, ha aggiunto De Godenz, il ddl della Lega e dei 5 Stelle citato dall’assessore, prevedeva il 50% delle domeniche aperte, mentre questo provvedimento riduce le aperture al 25% delle giornate festive.

 

Olivi chiede di anteporre alla delibera da adottare per attuare la legge un confronto preventivo con gli operatori, i lavoratori, i consumatori e i territori.
Alessandro Olivi del Pd, sottolineando l’importanza e la complessità di questo passaggio, si è colpito dalla frettolosità con cui il dibattito sul ddl è stato voluto dalla Giunta. “L’urgenza non è motivata – ha osservato – se non da una furba intenzione di non perdere il passo. Sono stati chiusi i negozi per il Covid-19 e adesso si fa una legge strutturale per confermare questa scelta ricorrendo all’urgenza”. Urgenza che a suo avviso “sradica la partecipazione, l’ascolto e semplifica ciò che non è semplificabile”. E che “denota scarsa attenzione al confronto con il Consiglio provinciale, con le categorie dei commercianti e con i consumatori. Il ricorso immotivato all’urgenza è per Olivi “un fatto politicamente grave”. Dall’assessore, ha aggiunto, oggi si attendeva un’argomentazione più articolata a sostegno della norma, Invece Failoni ha esaurito il suo intervento in pochi minuti. Olivi ha stigmatizzato “la gravità di questo metodo che sfiora la prepotenza istituzionale”. L’urgenza non ha inoltre permesso di capire se la Giunta ha provveduto a verificare la costituzionalità di del ddl. Verifica – ha segnalato l’ex assessore – effettuata però dagli uffici del Consiglio provinciale, i quali hanno evidenziato che la Consulta con ben 7 sentenze, l’ultima delle quali risale al 2017, ha sancito l’esclusiva competenza dello Stato in materia. Sorge il dubbio, per Olivi, che la Giunta non si sia curata dei necessari approfondimenti al riguardo né di cercare un’intesa con lo Stato per evitare che questo ddl vada sbattere contro un muro. Cosa che quindi, a suo avviso, sicuramente accadrà. Quando – ha proseguito l’esponente dei Dem – anche la Giunta provinciale sapeva dell’esistenza di una strada più sicura da percorrere per l’Autonomia: quella della norma di attuazione, unica via per evitare il conflitto con lo Stato, perché presuppone un accordo con Roma sulla competenza in materia di commercio, che diventa un ambito di sviluppo di una potestà regolamentare riconosciuta. Inoltre, ha ricordato Olivi, la norma di attuazione garantirebbe la condivisione con la Provincia di Bolzano UPERando anche il rischio di conflittualità territoriale interna alla regione. Il consigliere ha ricordato che in Commissione dei 12 è depositata da tempo una proposta di norma di attuazione che, per la verità – ha osservato – non ha mai avuto molti sviluppi. Ma se davvero il Trentino vuole incamminarsi su questa strada, il come fare le cose non è banale, anzi spesso diventa garanzia di risultato per un provvedimento legislativo. Ancora, se la Corte costituzionale si opporrà a questa norma la Provincia entrerà in conflitto con lo Stato rendendoselo ancor più nemico. Secondo Olivi, poi, gli uffici della Provincia hanno sicuramente anche prospettato alla Giunta il rischio che impugnative contro questa legge possano arrivare dagli operatori economici della distribuzione trentina. I quali potranno far leva sulla normativa statale scatenando un grave conflitto. Ecco perché secondo il consigliere sarebbe stato importante costruire un percorso di condivisione con le parti interessate. Percorso che avrebbe permesso a suo avviso di far maturare un consenso su un tema sensibile come questo e per un cambiamento per il quale il Trentino potrebbe essere pronto.

 

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I tre emendamenti proposti dall’ex assessore.
Olivi ha poi presentato i tre emendamenti da lui depositati all’articolo 1 del ddl, che non sradicano ma implementano il testo della Giunta prevedendo questo percorso di ascolto e di assunzione di pareri dei soggetti che poi saranno chiamate a gestire questa norma: gli imprenditori del settore, le organizzazioni dei lavoratori e le associazioni dei consumatori. Bocciare questi emendamenti – ha avvertito – significherebbe non voler decidere insieme al territorio. Perché le modifiche da lui proposte – ha ribadito – mirano solo a mitigare il verticismo delel scelte coinvolgendo i soggetti più interessati.
Passando al giudizio sul merito del ddl, Olivi ha precisato di non essere contrario, ricordando di aver sempre tentato di disciplinare le aperture e le chiusure. In quanto la libertà dell’impresa non può e non deve confliggere con la qualità del lavoro, con la regolamentazione dei tempi della città e con il pluralismo distributivo. E perché a lungo andare la liberalizzazione non giova a questo pluralismo. Sempre nel merito del ddl il consigliere ha aggiunto di condividere la sensibilità per il tema del lavoro, per favorire la conciliazione lavoro-famiglia e delle attività con i tempi di vita delle persone, difficili da salvaguardare quando si lavora anche la domenica in un grande centro commerciale.. Olivi ha però aggiunto di non credere che la Giunta sia animata da questa sensibilità sociale anche se il ddl va nella direzione dell’obiettivo che anche lui aveva perseguito quand’era assessore. “Purtroppo – ha lamentato – questa legge verrà sconfitta quando si scontrerà con l’attuale quadro normativo. E di questa bocciatura la Giunta porterà la responsabilità anche se è vero che le aperture vanno disciplinate in modo meno rigido e più flessibile. Ma questo – ha ribadito – deve avvenire attraverso la concertazione con gli operatori e i consumatori. Perché solo a questa condizione vi sarà anche collaborazione, altrimenti si sarà solo persa una grande occasione. Infine, a proposito di turismo, Olivi ha rilevato la contraddizione tra la riforma che l’assessore Failoni porta avanti da mesi spiegando ovunque che tutto il Trentino è turistico. E che anche Trento e Rovereto hanno acquisto il rango di località turistiche come pure certe valli considerate “periferiche”. Ma ora lui stesso deve distinguere tra zone più turistiche e aree meno. “Questo – ha commentato Olivi – è il sintomo di una Giunta che procede a strappi, costretta a cambiare le proprie decisioni a seconda del momento”. Per il consigliere dividere il Trentino turistico da quello che lo sarebbe meno o per niente, inciderà sulla promozione con cui diremo che il nostro territorio è tutto turistico. Per questo un altro emendamento di Olivi chiede che la determinazioni degli indicatori della turisticità di ogni area non sia frutto dei parametri “freddi” indicati dall’Ispe, ma di un’operazione di coinvolgimento degli operatori, dei lavoratori, dei consumatori e dei territori.

 

Ossanna: manca la griglia dei Comuni turistici ma il ddl va nella giusta direzione.
Lorenzo Ossanna ha giudicato importante questo ddl perché dopo il lockdown vi è a suo avviso la necessità di rivedere i comportamenti e le regole anche in questo settore. E questa proposta per Ossanna punta giustamente a creare uno stile di vita di un certo tipo. E questo è positivo. Positiva a suo parere è anche la volontà di suddividere le zone più o meno turistiche, perché vi sono località dove chi ha seconde case ha bisogno dell’offerta di negozi anche nei giorni festivi. Resta da capire per Ossanna come verrà definita questa griglia. Il consigliere ha ricordato di aver già chiesto a suo tempo di consentire l’apertura dei negozi nelle zone turistiche e in quelle di passaggio verso le località turistiche, “per evitare la fuga dei consumatori trentini verso le province vicine che comunque sono già attrattive”. Secondo Ossanna il territorio provinciale ha oggi nelle seconde case e nella migrazione turistica verso il Trentino una risorsa molto importante soprattutto dopo la fase più acuta dell’emergenza. Inoltre vi sono zone dove le attività turistiche e commerciali restano normalmente chiuse dopo le stagioni turistiche, mentre in altre come la città di Trento diventano turistiche anche nelle altre stagioni. Servirà anche qui capire se e dove concedere delle deroghe per dare la possibilità a queste città e a questi centri di proporre un’offerta commerciale adeguata. A questo scopo per Ossanna, bisognerà arrivare alle deroghe dando fiducia alle richieste dei singoli territori. In ogni caso per il consigliere in questo momento presentare un ddl come questo “potrebbe anche dare il via a una soluzione positiva della crisi”. Anche a suo giudizio comunque sarebbe importante concordare questa normativa con la Provincia di Bolzano. E salvaguardare subito alcune tipologie di lavoratori come quelli dei supermercati alimentari. Inoltre per Ossanna gli imprenditori del commercio potrebbero essere spinti da questo ddl ad ottimizzare l’utilizzo del proprio personale e a mantenere così il livello occupazionale. Pur evidenziando la mancanza della griglia dei Comuni turistici e con presenze turistiche nei fine settimana, Ossanna ha concluso esprimendo condivisione, nel complesso, per questa proposta legislativa.

 

Ghezzi: il testo sarebbe condivisibile nel merito, ma il metodo è inaccettabile.
Paolo Ghezzi di Futura, premesso di poter condividere il contenuto del ddl ha spiegato la propria opposizione per il metodo adottato dalla Giunta. Partendo dall’ennesima delusione di Futura di fronte alla decisione del presidente del Consiglio provinciale di concedere la procedura d’urgenza all’esame del provvedimento nonostante la contrarietà delle minoranze. “Lo stile di questa Giunta – ha protestato – è: intanto decidiamo poi semmai correggiamo. Questo è il continuo metodo-non metodo adottato dall’esecutivo”. Ghezzi ha posto quattro domande all’assessore Failoni. Innanzitutto ha chiesto come sia possibile che la motivazione del ddl sia quella espressa in tre righe nella relazione illustrativa, dove si afferma che i trentini durante il lokdown si sono abituati a fare la spesa da lunedì al sabato. E che dunque la chiusura domenicale e festiva può essere per questo resa permanente. Seconda domanda: la Giunta si è preoccupata prima di proporre questo ddl di misurare l’apprezzamento di questa novità con uno studio e un’analisi dei comportamenti di spesa, oppure la decisione di procedere con questo provvedimento deriva da un’impressione e da un sentito dire? In assenza di un un confronto preventivo con i soggetti direttamente interessati e di questo studio il ddl rischia non solo la bocciatura della Corte costituzionale ma anche di non avere il consenso sufficiente. Terzo interrogativo: se da un lato la Giunta rinvia la scelta sulla distinzione tra i Comuni con più o meno a vocazione turistica ad un momento successivo all’approvazione di questo ddl, dall’altro non può esimersi dal rivelare prima alla Commissione consiliare e all’Aula quale che idee abbia in proposito, affidando la differenziazione all’Ispat (l’Istituto di statistica della Provincia). Il timore, ha aggiunto Ghezzi, è che l’esecutivo non ce lo dirà né oggi né in Aula, lasciando anche in sospeso il tema della turisticità di Trento e Rovereto e dei territori che si riferiscono alle due città. . Quarta domanda: come mai un emendamento del presidente Fugatti sulle sanzioni amministrative arriva adesso con un emendamento? Perché, in altri termini, quest’aspetto non c’era nel ddl originario? L’impressione per Ghezzi, “è che questa sia ancora una volta un’operazione che la Giunta cavalca in corsa, prendendo una scorciatoia finalizzata al consenso e senza alcun confronto con le forze economiche e sociali anche sulla questione della mobilità per e dalle province confinanti. Consenso che però l’esecutivo non è riuscito ad avere in questi giorni nella misura sperata. In ogni caso per Ghezzi un’operazione ascolto e un confronto con gli operatori e i lavoratori si renderanno necessari e avendo a disposizione tempi adeguati e non compressi dall’urgenza come ora. i lavoratori con tempi normali e non in modo così compresso dall’urgenza. “Perché la fretta – ha concluso – non rende un buon servizio a nessuno, neanche al principio – che poteva anche essere condivisibile – che si vorrebbe attuare”.

 

Ritoccati e approvati gli emendamenti di Olivi.
Dopo una lunga sospensione concessa dal presidente Guglielmi per permettere all’assessore di cercare un’intesa con Olivi sugli emendamenti proposti dal consigliere, alla ripresa dei lavori Failoni ha ringraziato l’esponente dei Dem per aver accolto la proposta di accordo della Giunta. Il primo emendamento Olivi è stato completamente riscritto e condiviso (ritirata, quindi, la versione originaria), il secondo è stato accolto mentre il terzo è stato solo lievemente ritoccato e poi approvato.
Olivi ha spiegato che i suoi tre emendamenti correggono e migliorano il ddl per coinvolgere il più possibile gli attori destinatari della norma: imprese, lavoratori, consumatori e territori. Pur rimanendo convinto che la via da percorrere era un’altra (la norma di attuazione), il consigliere ha proposto di migliorare il provvedimento rendendo la legge meno rigida e imposta dall’alto. Come? Stabilendo che per arrivare alla delibera che la Giunta adotterà subito dopo l’approvazione della legge e che individuerà i Comuni più o meno turistici, dovranno essere preventivamente acquisiti i pareri delle rappresentanze di questi quattro attori (commercianti, labvoratori, consumatori ed enti locali). Il secondo emendamento riguarda le deroghe, da prevedere anche qui tenendo conto prima del punto di vista dei soggetti interessati. Terzo emendamento illustrato da Olivi dopo l’accordo raggiunto con l’assessore: l’introduzione di elementi che favoriscano la conciliazione lavoro-famiglia e la concertazione territoriale per migliorare il trattamento di chi lavora la domenica e nelle festività. La modifica prevede una contrattazione territoriale che poggi su questo metodo. “Quantomeno – ha concluso Olivi – con queste modifiche si passa da una legge che in 10 giorni decide tutto senza la partecipazione di nessuno, e si apre la strada ad una concertazione sia pur postuma con i protagonisti del sistema che dovranno fare i conti con queste nuove norme”.

Ossanna si astiene perché manca la griglia sui Comuni turistici, ma è favorevole.
ha preannunciato il proprio voto di astensione dovuto alla mancanza di alcuni elementi che completano la proposta legislativa riguardanti l’indice turistico dei Comuni interessati, pur confermando la condivisione nel merito del ddl che risponde all’esigenza di rispondere ai bisogni sociali dei dipendenti delle attività commerciali. Il personale avrà in questo modo la possibilità di organizzare meglio i tempi di vita mentre gli imprenditori potranno ottimizzare le strutture distributive. Ossanna si è riservato di proporre emendamenti e un ordine del giorno in Aula sulle località dotate di attrattività turistica e commerciale e sull’importanza di una norma di attuazione da concordare con la Provincia di Bolzano.

 

La votazione. Documenti dalle OOSS e dalle organizzazioni dei commercianti.
Accolti i 4 emendamenti, il disegno di legge di 2 articoli è stato approvato con i quattro voti favorevoli di Guglielmi e dei tre consiglieri leghisti Moranduzzo, Paoli e Cavada e le astensioni di Ossanna e Olivi. Guglielmi ha informato che alla Commissione sono pervenuti due documenti (allegati) con osservazioni al ddl, il primo di Cgil, Cisl e Uil, il secondo di Confcommercio, Confesercenti e Cooperazione Trentina.
L’esame finale del provvedimento in Aula è in programma mercoledì 1 e giovedì 2 luglio.

 

 

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