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LANCIO D'AGENZIA

CONSIGLIO PAT – AUTORITÀ MINORANZE LINGUISTICHE * SEN JÀN DI FASSA: « CULTURA AUTONOMISTICA – KASWALDER, “ HO INTENSIFICATO LO SFORZO DI DIFFUSIONE NELLE SCUOLE “ »

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17.41 - venerdì 29 ottobre 2021

Non c’è due senza tre e quindi i nuovi membri dell’Autorità per le minoranze linguistiche hanno raggiunto – dopo le recenti visite alla comunità e alle istituzioni mochene e cimbre, rispettivamente a Palù del Fersina e a Luserna – anche il cuore della Ladinia di terra trentina. A Sen Jàn, stamane, la presidente Katia Vasselai, con Chiara Pallaoro e Matteo Nicolussi Castellan, è stata nella sede dell’Istituto culturale ladino, per il terzo focus sulla realtà delle lingue minoritarie nella nostra provincia.

Ha voluto essere presente anche il presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder, che ha seguito l’intera riunione, dalla quale è emerso un ampio giro d’orizzonte sullo stato dell’arte per quanto riguarda la tutela e valorizzazione di questa antica lingua alpina, in un territorio economicamente prospero e culturalmente orgoglioso come quello della valle di Fassa.

Kaswalder ha rivendicato d’avere nominato i membri dell’Autorità seguendo le dirette indicazioni dei tre territori. Ha spiegato di avere intensificato lo sforzo di diffusione nelle scuole della cultura autonomistica, introducendo tra i moduli delle visite delle scuole anche un approfondimento specifico sulle minoranze linguistiche. E ha dato disponibilità a organizzare presso palazzo Trentini una mostra documentaria dedicata a ladino, mocheno e cimbro.

La presidente Vasselai ha spiegato la rotta che l’Autorità vuole seguire: pragmatismo, ascolto, coesione e collaborazione tra le comunità parlanti gli antichi idiomi protetti dal nostro Statuto di Autonomia.

Al vertice – ospitato dalla presidente dell’Istituto ladino, Lara Battisti – c’era il procurador de Fascia, l’ex onorevole e consigliere provinciale Giuseppe Detomas, che ha posto un’interessante questione sostanziale: nel 2017 la nuova norma costituzionale sui ladini ha previsto che la Provincia e la stessa Regione possano affidare al Comun General competenze nuove e ulteriori. Il rilievo riguarda il nulla di fatto sin qui seguito, con l’auspicio che Trento applichi la sussidiarietà e valorizzi l’autonomia fassana, cedendo poteri, ad esempio sul fronte della pianificazione territoriale.

Anche le sessioni straordinarie che il Consiglio provinciale – così si è previsto – può convocare sui temi delle minoranze linguistiche, finora non sono state prese in considerazione. Detomas ha detto che il Comun general è una realtà istituzionale unica in Europa e ha ricordato che la Pat deve più attenzione a questa valle, talmente vicina a Bolzano che in un ipotetico referendum, l’80% dei residenti voterebbe per cambiare provincia. Il procurador ha sostenuto anche l’idea – di cui tra l’altro a un ddl provinciale del consigliere ladino Luca Guglielmi (presente alla riunione) – di affidare direttamente al Comun general quel 10% dell’introito da imposta di soggiorno che oggi viene sì speso per la valle di Fassa, ma da Trentino Marketing.

Molto si è parlato di scuola, con l’intervento del sorastànt della Scuola ladina di Fassa, Federico Corradini. Tema forte, messo sul tavolo proprio da Vasselai: l’idea di “premiare” il corso di studi ladini dei ragazzi fassani, con certificazioni linguistiche A e B, che durante il percorso mettano loro in mano il risultato spendibile dell’essersi applicati nella lingua dei padri. Una parlata – ha avvertito il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard – che nelle famiglie non sempre viene trasmessa naturalmente dai genitori ai figli.

Orgoglioso l’intervento di Fernando Brunel, presidente dell’associazione Union di ladin. In Badia e in Gardena, ha lamentato, la Provincia di Bolzano è più attenta e legata ai bisogni della minoranza. Molto si è pur fatto, ma altro si può fare. Solo alcuni spunti; usare il ladino anche nelle carte del censimento demografico in corso, garantire il bilinguismo in uffici come quello dell’Azienda sanitaria, correggere il nome del passo di Costalunga (in passo di Carezza/Ciaresa) e issarvi la bandiera della Ladinia, sistemare tutta la toponomastica in modo che il ladino si legga anche sui sentieri Sat e sulle forestali.

Della necessità di far funzionare bene il censimento dei parlanti le lingue minoritarie (appena partito) ha parlato anche la senatrice Elena Testòr e si è chiarito che i cittadini potranno esprimersi on line, ma se non lo faranno verranno contattati uno per uno a domicilio.

Il vertice è stato appassionato e approfondito, vi hanno preso parte attiva anche l’ex procuradora e attuale vicesindaca di Moena, Cristina Donei, la giovane vicepresidente dell’Union di ladin, Nicoletta Riz, la responsabile dei servizi linguistici del Comun general, Evelyn Bortolotti.

Il sindaco di Soraga, Valerio Pederiva, ha dato la buona notizia che il primo asilo nido di valle sta per partire e sarà una importante sperimentazione, con gli aspetti pedagogici affidati alla Scuola ladina e la gestione al Comun general. Si è detto, al proposito, che i costi saranno elevati e che la Provincia potrebbe compartecipare alla spesa, valorizzando la scelta di mantenere in-house il servizio, nell’ottica anche della tutela llinguistica.

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