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CONSIGLIO PAT * AUTORITÀ MINORANZE LINGUISTICHE: « PALLAORO PASSA IL TESTIMONE, EVIDENZIATI NELLA RELAZIONE OBIETTIVI RAGGIUNTI E PASSAGGI CRITICI » (ALLEGATO PDF)

Autorità per le Minoranze, Pallaoro passa il testimone. Evidenziati nella relazione obiettivi raggiunti e passaggi critici. Presentato lo studio universitario sulle linee guida per le politiche linguistiche.

Il Presidente Dario Pallaoro e le due componenti dell’Autorità per le Minoranze linguistiche Giada Nicolussi e Luciana Rasom hanno presentato stamane la relazione sull’attività svolta nel 2020, nel corso di una conferenza stampa molto partecipata con ben soggetti 37 collegati.
In apertura è intervenuto il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder che ha ringraziato i presenti e in particolare i componenti dell’Autorità che hanno lavorato con passione e impegno in questi sette anni, valorizzando il prezioso ruolo delle minoranze e sostenendone la sopravvivenza. Ha poi toccato il tema della successione alla triade nell’incarico, esprimendo rammarico per l’impossibilità imposta dalla legge di un nuovo mandato e riconducendo il ragionamento all’interno del Consiglio provinciale, anche suggerendo l’ascolto di Pallaoro in aula sulle criticità legate all’argomento.
Dario Pallaoro ha ringraziato tutti coloro che negli anni hanno supportato l’attività dell’Autorità e garantito costante collaborazione, partendo dalla Provincia e dalla Regione, senza dimenticare gli Istituti di minoranza, il mondo della scuola e l’Università, tutta una serie di enti ed organismi con i quali si è svolta una collaborazione intensa e proficua.

Molto è stato fatto: dall’alta formazione al tavolo di coordinamento, al riconoscimento dell’indennità di bilinguismo
Ha poi ripercorso l’attività degli anni del proprio incarico, ricordando i principali temi che hanno trovato positiva soluzione. Tra questi, l’attivazione di due corsi di formazione per gli insegnanti di minoranza, che hanno riscosso un’ottima partecipazione. Su questo tema ha ribadito anche quest’anno l’importanza del riconoscimento del percorso formativo e la necessità di individuare le modalità per ottenere titoli abilitanti per l’assunzione a tempo indeterminato e il riconoscimento di crediti ai fini delle graduatorie per le assunzioni a tempo determinato. Bene anche l’accoglimento da parte della Provincia della sollecitazione di un’indagine sociolinguistica finalizzata alla migliore comprensione dei risultati ottenuti e dell’efficacia delle attività, la costituzione del Tavolo di coordinamento fra i servizi provinciali e le realtà che operano nel settore, il riconoscimento dell’indennità di bilinguismo per il personale degli enti locali e provinciali operanti nei comuni di minoranza.

Restano numerose istanze irrisolte: insegnamento, condizioni socio economiche di mocheni e cimbri, Commissioni toponomastiche, valutazione delle politiche linguistiche ecc. Accanto alle numerose criticità affrontate, l’organismo passa tuttavia il testimone di diverse istanze ancora irrisolte. La prima problematicità citata da Pallaoro è stata quella dell’insegnamento nelle scuole della lingua di minoranza mochena e cimbra, che va potenziata anche attraverso modalità organizzative che consentano una full immersion nella lingua di minoranza, per favorire l’apprendimento da parte dei bambini. Un secondo aspetto da segnalare che Pallaoro ha definito cruciale, è quello del miglioramento delle condizioni socio-economiche in particolare dei mocheni e dei cimbri, mentre per la comunità ladina vale un discorso di attenzione al consolidamento.

Se mancano le condizioni favorevoli per permanenre all’interno delle comunità, queste si riducono e si impoveriscono e la componente linguistica si perde e con essa un grande patrimonio culturale, storico e di tradizioni. Critica appare anche la questione della riorganizzazione dei servizi gestiti in forma associata, perché i testi delle convenzioni non contengono alcun riferimento alle modalità di attuazione delle iniziative in materia di tutela e promozione della lingua minoritaria: è molto preferibile che le comunità di minoranza restino autonome perché la gestione all’interno di numeri troppo grandi si pone rischi di affievolimento delle istanze minoritarie. Pallaoro è poi tornato sulla questione delle Commissioni toponomastiche mochena e cimbra, la cui istituzione andrebbe velocizzata, anche intervenendo con la semplificazione delle procedure ed ha lamentato la carenza nell’apposizione delle segnaletiche in lingua da parte dei comuni di minoranza. Ancora: l’Autorità ha più volte sollecitato la possibilità che il Consiglio provinciale tenga sessioni straordinarie sui diritti delle minoranze e si è tuttora in attesa di una disciplina attuativa dell’articolo 27 dello Statuto di autonomia che lo prevede espressamente.

Infine, nel corso del proprio incarico, l’Autorità guidata da Pallaoro ha affrontato in diverse occasioni il tema della valutazione delle politiche linguistiche, consapevole dell’importanza dell’introduzione di un sistema che permetta di esprimere un giudizio sulle azioni poste in essere, sulla loro efficacia, efficienza, pertinenza ed equità. Il monitoraggio degli interventi in materia di tutela e promozione delle Minoranze, assegnato tra i compiti al servizio Minoranze linguistiche dalla legge provinciale non è supportato dagli adeguati strumenti. Ecco perché, al fine dell’elaborazione di un adeguato sistema informativo e di monitoraggio, l’Autorità ha conferito un incarico al professor Michele Gazzola lecturer in Public Policy and Administration alla School of Applied Social and Policy Sciences della Ulster University, che ha ha curato assieme a Daniela Mereu (Libera Università di Bolzano) e a Till Burckhardt (Universitè de Genève) i principi e linee guida per un sistema utile alla programmazione e alla valutazione della politica linguistica a sostegno delle minoranze tradizionali della nostra provincia.

 

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Monitoraggio e linee guida per la programmazione delle politiche linguistiche
Il professor Michele Gazzola, dell’Ulster University, in collegamento da Belfast, ha presentato la ricerca sulle minoranze linguistiche trentine commissionata dall’Autorità, partendo da una costatazione: nonostante il sostegno pubblico e giuridico delle nostre minoranze, manca qualcosa: in primo luogo un sistema di raccolta di dati per permettere una più precisa programmazione e valutazione delle scelte di politica linguistica e il loro impatto sullo spopolamento e l’abbandono della lingua. La necessità, per fare un esempio, di avere spie sul cruscotto dell’auto per capire se il motore delle scelte a favore delle minoranze rende o meno.

Gazzola si è concentrato sulla guida per la politica linguistica pubblica, lo strumento concreto derivato dallo studio, che si ispira a quello che il docente ha definito l’approccio manageriale, cioè orientato al risultato. Alla base sta una definizione precisa degli obiettivi, perché una lingua si tutela non applicando la legge, ma utilizzandola. Un approccio completamente diverso da quello giuridico – procedurale tipico del nostro Paese. Va poi valutata l’esperienza estera, ad esempio quella irlandese e svizzera che sono tra le più avanzate. Importante è anche la sinergia tra politiche linguistiche, analisi sociologica e censimento. Sinergia che è evidente nei piani d’intervento della Pat che, ha detto Michele Gazzola, sono molto buoni per tutte e tre le realtà di minoranza.

C’è però la possibilità di migliorare nel campo della valutazione globale che deve estendersi sull’arco dei cinque anni perché i cambiamenti linguistici sono molo lenti; poi, ha aggiunto il docente della Belfast University, vanno spiegati i perché delle politiche. Non basta quindi un’analisi solo dei prodotti, ma serve un’osservazione partecipante nelle comunità per capire a fondo il grado di vitalità linguistica e il peso che su questa hanno le scelte scolastiche e culturali.

La guida si concretizza in cinque tappe e lo scopo è quello di aiutare chi deve fare le scelte di politica linguistica in Trentino. La prima tappa è l’analisi della vitalità delle lingue attraverso strumenti collaudati come la scala di Fishman che si articola su 8 livelli. In base a questo strumento i ladini sono al livello, 6 mentre mocheni e cimbri sono tra il 6 e il 7. La seconda tappa riguarda gli interventi: il primo è la tutela del diritto a usare la lingua di minoranza. Nel caso del ladino, numericamente molto più solido rispetto a mocheni e cimbri, va favorita la sua trasmissione nelle famiglie e mettendo in campo mezzi affinché la lingua venga usata di più. Per le due minoranze germanofone è importante invece sviluppare economicamente le comunità secondo una linea che favorisca la sopravvivenza della lingua. Nel caso di Luserna il rapporto ha sottolineato la necessità di politiche per alzare il livello dei servizi sociali per favorire la permanenza nel comune cimbro.

La terza tappa riguarda gli scenari su un orizzonte di almeno 5 anni. L’ultima tappa prevede un piano che chiarisca la logica degli interventi, usando le norme per trovare soluzioni elastiche. L’obiettivo è di creare occasioni quotidiane per accendere il desiderio di parlare la lingua di minoranza, in modo che venga usata per il maggior tempo possibile nel corso della giornata. Infine, il docente di Belfast si è soffermato sugli indicatori che devono puntare, più che sui “prodotti” (scuola, attività culturali, interventi pubblici), sulla valutazione dei risultati reali, a partire dal numero di reali parlanti. L’approccio della guida, ha concluso, è quello di essere uno strumento concreto e un metodo per avere un quadro realistico della situazione di mocheni, cimbri e ladini.

 

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Gli interventi
Il consigliere Alex Marini (Misto – 5 Stelle), visto che si deve rinnovare l’Autorità, ha affermato che ci deve porre l’interrogativo su quale scelta fare per realizzare le indicazioni delle linee guida presentate da Gazzola, magari eleggendo un esperto, anziché un rappresentante delle minoranze. Il presidente Pallaoro ha detto che attualmente l’Autorità ha mezzi limitati, invece gli strumenti di analisi dovrebbero essere usati da chi eroga i finanziamenti per i progetti linguistici. Il professor Gazzola ha osservato che gli attori più importanti, per ciò che riguarda i mezzi di analisi, sono quelli che hanno la responsabilità di fare la pianificazione.
Luca Guglielmi (Lista Fassa) è intervenuto per ringraziare il lavoro dell’Autorità delle minoranze.

Infine, Dario Pallaoro, ha ringraziato il professor Gazzola per la concretezza della proposta e ha concluso aggiungendo che sopratutto la minoranza mocheno e cimbra deve reagire velocemente per garantire il futuro di queste minoranze fondamentali per la nostra autonomia.

Il presidente Walter Kaswalder ha chiuso l’incontro ricordando che Pat e Regione hanno sempre avuto una grande sensibilità verso le minoranze e sottolineando nuovamente il ruolo importante e appassionato di Pallaoro. Infine, Kaswalder ha concluso ribadendo che la sfida è quella di far vivere le comunità più a rischio, quella mochena e cimbra.

 

 

 

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