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Egr. Presidente del Consiglio Comunale Dott. Paolo Piccoli. Proposta di mozione. OGGETTO: Sollecitiamo la P.A.T. a richiedere al legislatore nazionale l’innalzamento della Web Tax, tenendo proporzionalmente conto della pandemia Covid.

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Premesso
La pandemia Covid, visti i lockdown introdotti a livello pressoché globale, ha avuto un effetto economico devastante nei confronti dei piccoli commercianti e di tutto il comparto legato alla vendita al dettaglio e, in generale, di ogni settore che non può avvalersi di piattaforme digitali per vendere i propri beni o erogare i propri servizi. Nello specifico della realtà trentina, il Comune di Trento è il centro che quantitativamente è il più colpito, vista l’alta densità commerciale.

Al contrario, l’e-commerce e i servizi digitali, per ovvi motivi, hanno visto letteralmente esplodere i propri ricavi: solo a titolo di esempio, Amazon, nella trimestrale chiusa a ottobre, ha registrato un aumento degli stessi del 37%. Intendiamoci: l’aumento dei ricavi da parte di aziende serie e strutturate come quella citata non è un fatto negativo ed anzi è il riconoscimento di una precisa mission aziendale ed anzi molte piccole aziende di rivolgono a tali piattaforme per ampliare i propri canali di vendita.

Tuttavia, è fatto notorio che le “big tech” si avvalgano di metodologie estremamente aggressive di “tax planning”, ovvero pianificazione fiscale, per ridurre al minimo gli esborsi all’erario. Ciò è facilitato dall’ubiquità di tali attività, che svolgendosi in rete sono difficilmente rintracciabili e di conseguenza ardue da assoggettare a una proporzionata imposizione fiscale: si stima infatti che nel 2018, in Italia, le citate imprese digitali, abbiano versato al fisco solamente 64 milioni di euro (!).

Rifuggiamo però qualsiasi inclinazione sovranista, ma semplicemente ci richiamiamo all’art. 53 della Costituzione Italiana, che prescrive la progressività dell’imposizione fiscale in base alle proprie capacità economiche e che impone pertanto di riequilibrare una situazione iniqua già prima della pandemia. Per la verità, in attesa di un intervento complessivo europeo, il legislatore italiano (assieme a quello francese) hanno introdotto la cosiddetta Web Tax, che dal 1° gennaio 2020 tassa con aliquota del 3% i servizi digitali di cui sopra.
La situazione attuale, tuttavia, anche alla luce del citato principio di progressività fiscale e dei grandi profitti delle “big tech” durante la pandemia, suggerisce che tale aliquota

debba essere opportunamente rivista al rialzo e che con il conseguente gettito si alimentino i piani di ristoro alle imprese legate al territorio, fondamentali anche per la sopravvivenza e il popolamento delle nostre valli, anche alla luce di una possibile “non apertura” degli impianti sciistici.

Consci che la normativa è di carattere statale, siamo altresì convinti che il maggior centro economico del Trentino possa, mediante il proprio Consiglio Comunale, sollecitare la Provincia Autonoma di Trento ad attivarsi in tal senso, unendosi agli altri enti che si sono già espressi in tal senso come il Consiglio Regionale del Piemonte.

 

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Tutto ciò premesso
Si invitano Sindaco e Giunta

• A sollecitare il Consiglio Provinciale affinché si attivi l’iter previsto per proporre al legislatore statale un aumento dell’aliquota della Web Tax, suggerendo che il gettito extra proveniente da tale misura, nella parte relativa al territorio provinciale, venga utilizzato per ristorare le imprese e i piccoli commercianti e che vengano introdotte misure di incentivo alla digitalizzazione delle piccole imprese e dei piccoli esercizi per aumentarne la resilienza agli eventi avversi.

Trento, 25 novembre 2020

 

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I Consiglieri
Alberto Pedrotti
Roberto Stanchina
Tiziano Uez