In primavera il programma del decennale è stato annullato a causa dell’emergenza sanitaria, ma Time Out non ha rinunciato a festeggiare. Cuore della festa di compleanno è la mostra interattiva «10 anni di Time Out», allestita nel porticato del cortile della Rocca, sede del Museo di Riva del Garda, dal 20 ottobre al primo novembre (l’apertura al pubblico è nell’orario del museo, dalle 10 alle 18). L’esposizione, a cura di Marika Delila Bertoni, raccoglie fotografie e testimonianze delle varie edizioni che hanno visto come protagonisti genitori e ragazzi del territorio. Il percorso espositivo segue le dieci tappe delle altrettante edizioni, unite da un filo rosso di lana che sta a simboleggiare la passione che ha animato l’iniziativa.

Time Out è nato come intervento a sostegno della genitorialità, in seguito alla manifestazione del bisogno da parte di un gruppo di mamme che si sono rivolte all’Apsp Casa Mia e al Comune; quest’ultimo ha risposto attivandosi nell’ambito della convenzione con l’Apss Casa Mia e attivando una collaborazione con il Centro studi Evolution di Verona, realizzando quindi ad hoc questo progetto. La formula è stata subito innovativa: formatori titolati e di grande esperienza hanno condotto incontri pomeridiani con i ragazzi su temi specifici dell’adolescenza, e incontri serali sugli stessi temi con i loro genitori e con educatori, così da favorire poi un dialogo all’interno delle famiglie e nelle istituzioni educative. Per consentire a entrambi i genitori di prendere parte agli incontri, è stato attivato un servizio di conciliazione presso il Casa Mia che consisteva nella cena in forma di pizza party e in momenti di giochi per i ragazzi, mentre i loro genitori stavano seguendo l’incontro.

In seguito Time Out ha adottato varie e diverse nuove modalità di azione, anche per creare rapporti consolidati tra ragazzi e famiglie, intersecando gli obiettivi della legge provinciale 2 marzo 2011, n. 1, «Sistema integrato delle politiche strutturali per la promozione del benessere familiare e della natalità». Negli ultimi cinque anni il progetto ha introdotto la valorizzazione del protagonismo giovanile: i ragazzi che avevano partecipato alle prime edizioni, nel frattempo cresciuti, sono stati coinvolti con ruoli attivi su temi tipici della loro età (come il bullismo o le dipendenze), arrivando poi alla creazione di spettacoli formativi a tema, che hanno avuto un notevole successo. Time Out è stato anche esportato in altri Comuni della Comunità Alto Garda e Ledro con il progetto Time Out Itinerante.

La serata di festa è iniziata con un saluto dei protagonisti: per l’Amministrazione comunale c’erano il neo vicesindaco Silvia Betta e l’ex assessore alle politiche sociali, familiari e per i giovani Lucia Gatti (gli altri assessori che hanno seguito il progetto sono stati Mirella Serafini, assessore di competenza al tempo dell’avvio del progetto, e Alberto Bertolini). Per l’Apsp Casa Mia, che gestisce il progetto, c’era la presidente Mariacristina Rizzonelli (presente anche la coordinatrice dei servizi al territorio Francesca Giuliani); per il Centro studi Evolution, che cura il progetto, il direttore Pietro Lombardo (presente anche Andrea Picco, psicologo e drammaterapista, conduttore di moltissimi incontri di Time Out Special). Presente anche Marika Delila Bertoni, curatrice della mostra.

«Celebrare dieci anni di questo percorso non era scontato -ha detto la presidente Mariacristina Rizzonelli- ma il successo non è tanto essere giunti al decennale, quanto aver saputo realizzare un percorso di costante evoluzione che ha coinvolto tante persone, tanti giovani e tanti genitori. Un ringraziamento particolare va al Comune di Riva del Garda, che ha creduto fin dall’inizio a questo progetto, e al Centro studi Evolution, che ha avuto un ruolo fondamentale nel realizzarlo».

«Time out è un’espressione del mondo dello sport che vuol dire fermarsi -ha detto l’ex assessore Lucia Gatti- ma non per rinunciare, bensì per fare il punto della situazione e poter andare avanti in modo più consapevole e efficace. Così ha fatto anche Time Out, che per dieci anni ha saputo mantenere una continuità, fermandosi più volte a riflettere e a mettersi in discussione per poi ripartire tutte le volte con rinnovata energia, affrontando le difficoltà dei ragazzi e dei loro genitori e soprattutto aiutandoli ad affrontarle».

«È davvero un’emozione trovarsi qui e veder scorrere dieci anni della nostra vita -ha detto il direttore Pietro Lombardo- quelli dedicati a Time Out, nato per accompagnare adolescenti e preadolescenti nel viaggio della loro vita. Un viaggio caratterizzato da una fortissima instabilità e da una energia elevatissima, che quindi sollecita a fondo la famiglia. Il progetto è bellissimo perché è un continuo crescere nella creatività e negli spunti. Questa festa è l’atto con cui rinnoviamo un impegno per la volontà e per l’etica».

«Prendo in custodia con grande piacere il testimone di questo bellissimo progetto -ha detto il vicesindaco Silvia Betta- che in questi dieci anni ha affrontato una radicale evoluzione. È entusiasmante immaginare il vostro lavoro di questi anni, vederlo nelle immagini e nei video della mostra, sentirlo raccontare dai protagonisti. Io sono qui anche per portarvi il grazie e il saluto del nuovo sindaco Cristina Santi, e per garantire che l’Amministrazione intende portare avanti il progetto, così importante per sostenere giovani e famiglie nell’attraversare la fase della vita dell’adolescenza. Sono felice che Time Out abbia compiuto 10 anni e mi auguro che ne compia altrettanti».

«Organizzare questa mostra è stata una bellissima occasione -ha detto Marika Delila Bertoni- che mi ha portato a conoscere un progetto a cui non ho partecipato ma a comprenderne la forza e la bellezza. Un elemento che ho introdotto nell’esposizione è un filo rosso che percorre le dieci tappe delle diverse edizioni, simboleggiando la passione che lo ha animato».

Dopo il saluto, un rinfresco (a cura dei volontari del progetto «Io ci sono») e alcune performance musicali e canore del gruppo Arte delle Muse, nato all’interno del progetto e gestito dal soprano Maria Pia Molinari e dal pianista e docente Francesco Maria Moncher.

Quindi, in conclusione, l’evento formativo dal titolo «Time Out: ieri, oggi e domani», moderata da Pietro Lombardo: una serata di narrazione alla quale hanno preso parte ragazzi, genitori, amministratori e formatori, con tanti ricordi, molte emozioni ma anche l’apertura di nuovi percorsi di lavoro, che il vicesindaco Silvia Betta si è impegnata a prendere in considerazione.