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COMUNE RIVA DEL GARDA (TN) * “ STASERA OVULO “: « CAUSA MALTEMPO LO SPETTACOLO DI CARLOTTA CLERICI SPOSTATO A SABATO 5 SETTEMBRE »

Causa previsioni meteo infauste, è spostato da mercoledì 2 a sabato 5 settembre lo spettacolo di Carlotta Clerici «Stasera ovulo», già annullato in marzo causa l’emergenza sanitaria. Lo spettacolo, interpretato da Antonella Questa per la regia Virginia Martini, va in scena nel cortile della Rocca a Riva del Garda con inizio alle ore 21. La proposta faceva parte originariamente delle iniziative per la Giornata internazionale dei diritti della donna, all’interno di Cantiere Teatro, rassegna pensata per i giovani e dedicata a spettacoli di impegno civile, curata dalla compagnia LuHa nell’ambito della Stagione di Prosa dei Comuni di Arco, Riva del Garda e Nago-Torbole.

L’ingresso costa 7 euro (5 euro per under 30, soci LuHa, 33 trentini, Elementare Teatro, GIV). Prenotazione obbligatoria ([email protected] oppure 331 4007244). Per gli abbonati l’ingresso si intende già prenotato e libero (occorre esibire la tessera-abbonamento all’entrata). In caso di mal tempo lo spettacolo sarà spostato al 5 settembre.

Con «Stasera ovulo» ogni cosa possiede un’incantevole, trascinante armonia, proporzioni perfette per la drammaturgia, la recitazione, il ritmo dʼinsieme, così da poter tradurre un tema tanto toccante –il desiderio crescente, ossessivo di maternità– in una costruzione teatrale attraversata da unʼilarità feroce e commovente, creando, tutto un mondo di relazioni fortemente caratterizzate, per il personaggio della protagonista e per Luca, il compagno solidale e a tratti motivatamente insofferente, e per colleghe, cugine, amiche, moltiplicando punti di vista, opinioni, consigli. Cocente davvero la delusione per quel sangue mestruale che rinnova la negazione della speranza, che trasforma il tempo in frustrante, inquieta attesa. Ogni volta da capo. Con una crescente percezione dʼinadeguatezza mista a irrazionali sensi di colpa.

Di grande rigore lʼazione scenica, i passaggi mimici, lʼesporsi narrativo sempre impastato dʼautoironia, lʼesperienza personale immersa, attraverso precisi, veloci riferimenti, in un mondo più vasto per gli anni, le abitudini, il modo dʼinterpretare la realtà. Tutto così meravigliosamente denso e leggero, colto e fresco, mescolando dramma e comicità. Al centro quella voglia furibonda di avere un bambino, sperimentando metodi e medicine che trasformano il corpo, mutano lʼumore. Una finalità prepotente, tirannica. Senza perdere la capacità di leggere con umorismo, sottile intelligenza, ogni passaggio, tra terapie, promesse e rinnovato sconforto. Un linguaggio –del testo, del corpo– di raffinata qualità, uno spettacolo d’eccellenza impossibile da dimenticare.