Per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne il Comune di Riva del Garda ha installato cinque panchine rosse con un cartello che ricorda i numeri da chiamare in caso di violenza: 1522, il numero anti violenza e anti stalking promosso dal Dipartimento per le pari opportunità dalla presidenza del Consiglio dei ministri (gratuito e attivo 24 ore su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno, anche tramite chat dal sito web https://www.1522.eu); e 112, il numero di emergenza unico europeo (anche in questo caso la chiamata è gratuita, sia da telefono fisso sia da cellulare, anche tramite l’apposita app). Collocate sia in centro (al parco del Brolio) sia nelle frazioni (al parco del Pernone a Varone, nei pressi della scuola elementare a Sant’Alessandro, accanto alla chiesa a Campi e nel piazzale tra la piscina comunale «Enrico Meroni» e la scuola «Scipio Sighele»), vogliono dare il segno della vicinanza della collettività alle donne vittime di violenza, spronandole a reagire e ad affidarsi ai servizi predisposti per aiutarle.

 

Altra iniziativa: dalla notte del 25 novembre e per dieci giorni il Bastione sarà illuminato di rosso, anche in questo caso a sensibilizzare sul problema della violenza di genere e a trasmettere alle vittime la vicinanza della collettività e la disponibilità di servizi di tutela e sostegno.

Infine, in collaborazione con la Fondazione Famiglia Materna di Rovereto (specializzata nella lotta alla violenza di genere e dotata di servizi dedicati) il Comune di Riva del Garda ha realizzato «Parole di donne», un video in cui, dopo gli interventi del sindaco Cristina Santi e del vicesindaco e assessore alle politiche sociali Silvia Betta, sono proposte due testimonianze di chi la violenza l’ha subita indirettamente ma in modo terribile: Mariangela Boscaini, madre di Eleonora Perraro (uccisa dal suo compagno nel settembre del 2019 a Nago); e Massimo e Loredana Baroni, genitori di Alba Chiara (uccisa dal fidanzato nel luglio del 2017 a Tenno). Il video è su youtube all’indirizzo .

La conferenza stampa di presentazione si è tenuta nella mattina di mercoledì 25 novembre al parco del Brolio accanto alla nuova panchina rossa, presenti il sindaco Cristina Santi, il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Silvia Betta, l’assessore alle frazioni Silvio Salizzoni, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Mamone e il consigliere comunale Lucia Gatti (già assessore alle politiche sociali nella scorsa consiliatura) con Francesca Bazzanella, ex consigliere comunale. Ospite anche Loredana Baroni, la madre di Alba Chiara.

Hanno detto:

Sindaco Cristina Santi
«Per dare l’idea di quanto sia vicina la nostra sensibilità, mia e del vicesindaco Silvia Betta, al problema della violenza di genere, segnalo soltanto che come prima iniziativa, appena ci siamo insediate all’inizio di ottobre, abbiamo collocato nell’atrio d’entrata del municipio, ben visibile dai portici esterni, una sedia con un panno rosso e una scarpa rossa».

Vicesindaco e assessore alle politiche sociali Silvia Betta
Abbiamo fortemente voluto celebrare questa giornata, io e il sindaco Cristina Santi, mettendo in campo diverse iniziative. Il Bastione illuminato di rosso per dare un segno visibile, forte e chiaro. Le cinque panchine con i numeri di emergenza, perché tutti siano portati a riflettere sul problema e magari a prestare attenzione ad eventuali casi di violenza, e perché le donne in difficoltà sappiano che esistono dei servizi che le possono aiutare. Le abbiamo messe in luoghi belli e frequentati da donne, ma anche nelle vicinanze delle scuole, perché anche le giovani generazioni abbiamo sentore e consapevolezza di questo tema. E nelle frazioni, grazie alla collaborazione dell’assessore Silvio Salizzoni. E poi il video, assieme alla Fondazione Famiglia Materna, per una testimonianza che possa scuotere le coscienze.

Consigliere comunale Lucia Gatti
Riflettevo sulla forza di questi simboli, a partire dalle parate di scarpe rosse che abbiamo visto in passato nelle piazze, o al posto occupato negli enti pubblici, a ricordare le vittime di femminicidio, che non li possono più occupare. Ora le panchine portano quel simbolo all’esterno e nella quotidianità, rendendo il principio del rifiuto della violenza di genere qualcosa di diffuso e condiviso.

Ex consigliere Franca Bazzanella
Voglio ricordare che nella scorsa consiliatura tutti i Consigli comunali dell’Alto Garda e Ledro hanno votato all’unanimità una mozione che porta in primo piano l’impegno contro la violenza di genere, con una serie di obiettivi e di azioni concrete. Mi auguro, e non ho motivo di dubitarne, che le nuove amministrazioni terranno fede a quell’impegno, che è l’esito di una grande mobilitazione.

Loredana Baroni, madre di Alba Chiara
Bisogna continuare a parlare della violenza sulle donne, per far capire a chi ne soffre che se ne può uscire. Dico alle donne di reagire, di chiedere aiuto, di telefonare ai servizi pubblici, ma anche aprire la finestra e urlare. E agli altri di prestare attenzione e di denunciare, o di aiutare. Io mia figlia non l’ho potuta salvare, altre donne potranno essere salvate, cosa che io cerco di fare con il progetto «Alba Chiara».