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COMUNE RIVA DEL GARDA (TN) * CASA DI SOGGIORNO: MOSANER, « LA SITUAZIONE È STATA AFFRONTATA CON RIGORE E CON SERIETÀ A TUTELA DI OSPITI E PERSONALE SANITARIO »

Casa di soggiorno: messaggio del sindaco. In riferimento alla situazione della casa di soggiorno Città di Riva, in particolare la morte, ieri, di una delle ospiti e la messa in quarantena di due operatori, il sindaco di Riva del Garda Adalberto Mosaner rivolge un messaggio alla cittadinanza.

«Fin dall’inizio di questa emergenza sanitaria -dice il sindaco- sono in contatto con la nostra casa di soggiorno, per il tramite in particolare del presidente Lucio Matteotti, e ricevo informazioni costanti sulla situazione, posto che tutti i luoghi in cui si trovano numerose persone, specie se anziane, va seguito con una attenzione assoluta. Ho potuto subito constatare come la situazione sia stata affrontata con rigore e con la massima serietà, a tutela sia degli ospiti, sia del personale sanitario.

Siamo ora in attesa del risultato dei numerosi tamponi eseguiti, intanto voglio esprimere ai familiari della signora il mio più sentito cordoglio e agli altri ospiti e a tutto il personale la mia vicinanza e l’apprezzamento per il comportamento esemplare, ognuno nei rispettivi ruoli. Un pensiero anche ai familiari degli ospiti, che devono affrontare la grave rinuncia dovuta all’impossibilità di fare visita ai propri cari in casa di soggiorno: una rinuncia che equivale a un gesto non evitabile di tutela. La situazione, anche emotiva, è difficile, e il mio messaggio vuole essere di incoraggiamento e di fiducia».

«La gratitudine al personale sanitario, agli ausiliari, agli infermieri e ai medici la estendo anche all’ospedale di Arco -aggiunge il sindaco- in prima linea nella gestione di questa gravissima crisi sanitaria. Un esempio che ci riempie di orgoglio e di riconoscenza, e che nel nostro territorio come nel resto d’Italia sta risvegliando un senso di appartenenza e di unità che avevamo un po’ dimenticato».

«Colgo doverosamente l’occasione -conclude il sindaco- per rinnovare la preghiera e la ferma esortazione a tutti di fare quanto è richiesto per aiutare il personale sanitario, ovvero rimanere a casa e limitare al massimo i contatti. Si deve uscire di casa il meno possibile, solo per esigenze reali e non rinviabili, perché è questo l’unico modo perché il numero di contagiati e, di conseguenza, di ammalati gravi e di vittime inizi a calare e vada a fermarsi.

Sono perfettamente consapevole del sacrificio richiesto, ma non c’è alternativa, e mi attendo che questo sia ormai compreso da tutti. Autorevoli fonti quali la Protezione civile nazionale e quella Trentina e l’Istituto superiore di sanità ci dicono purtroppo che ci aspettano ancora settimane e forse mesi difficili, ma tutti uniti ce la faremo».