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COMUNE DI TRENTO * COVID – I VOLONTARI RACCONTANO: ALICE PEDRINI, « LA COMUNITÀ STUDENTESCA NON È QUI SOLO PER FARE FESTA, MA ANCHE PER DARE IL SUO CONTRIBUTO ALLA CITTÀ »

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13.08 - venerdì 19 giugno 2020

“La comunità studentesca non è qui solo per fare festa ma anche per dare il suo contributo alla città”. Alice Pedrini: “Ricevevo le chiamate e organizzavo la consegna dei farmaci a domicilio. L’impegno dei fuorisede dimostra che si può costruire qualcosa includendo anche i giovani che vengono da fuori”.

È stata un’esperienza formativa inaspettata quella che ha vissuto Alice Pedrini, studentessa fuorisede di Brescia al terzo anno di filosofia. “Ero qui a Trento per studiare quando, con il 1 marzo, hanno chiuso la Lombardia e mi sono trovata bloccata in città. L’università era chiusa e c’era poco da fare”. Così navigando in internet la ragazza è incappata in un form (Trento si aiuta) che le associazioni studentesche avevano caricato sulla loro pagina Facebook.

La fortuna ha voluto che Alice fosse una delle prime ad iscriversi e per questo ha potuto svolgere un compito inaspettatamente centrale per la consegna dei farmaci a domicilio. “Dovevo stare in sede, organizzare il servizio e ricevere le chiamate da parte di chi richiedeva farmaci. Stando al pc registravo le richieste e coordinavo i volontari che dovevano andare a consegnare”.

Non solo un periodo di volontariato il suo ma anche un’occasione di formazione professionale: “è stato quasi come un tirocinio. Mi sono trovata ad imparare cose nuove che non avrei imparato normalmente.”

Dalla seconda settimana di marzo Alice ha svolto l’attività di volontariato su 3-4 turni settimanali da 4 ore ciascuno. Poi, con il diminuire delle restrizioni, alcuni volontari hanno ripreso a lavorare e così ha pensato di proseguire fino a fine maggio aumentando il numero di turni. “Seguendo le lezioni online riuscivo ad avere tempo per aiutare gli altri e mantenere il contatto con loro”.

Nonostante lavorasse da una scrivania la fuorisede lo ha definito un “mestiere di contatto” che le permetteva di tenere anche un po’ di compagnia ad anziani e pazienti soli che le telefonavano.

Secondo la volontaria il numero di studenti, molti provenienti anche da fuori provincia, che si sono messi a disposizione in questo periodo testimonia della grande disponibilità della comunità studentesca a far parte del tessuto sociale: “Si potrebbe costruire qualcosa includendo anche i giovani che vengono da fuori. Perché la comunità studentesca è qui non solo per fare festa ma, come abbiamo dimostrato in questo periodo, anche per dare il suo contributo alla città”.

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