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COMUNE DI TRENTO * ANNUARIO STATISTICO 2019: « GLI STRANIERI RESIDENTI IN ANAGRAFE SONO 14.062, AUMENTO DI 409 UNITÀ RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE (+3,0%) »

Annuario statistico comunale 2019. Relazione di presentazione. L’annuario statistico comunale contiene informazioni riguardanti aspetti molto diversi della realtà cittadina. I dati, oltre che costituire una “fotografia” di questa realtà al 31.12.2019, consentono di cogliere ed interpretare le tendenze, le trasformazioni e le dinamiche evolutive del Comune e delle Circoscrizioni.

Queste dinamiche, come emerge analizzando le serie storiche riportate, sono abbastanza costanti nel tempo e, in condizioni di “normalità”, subiscono cambiamenti di lieve entità. L’anno 2020 è caratterizzato da un evento imprevisto ed imprevedibile legato all’insorgere della pandemia da Covid19 che rappresenta un punto di rottura di questo trend. L’emergenza, infatti, avrà delle ripercussioni su ogni singolo aspetto della società, oltre che su quella dei singoli individui: si assisterà ad un cambiamento negli aspetti demografici (dovuti sia all’aumento della mortalità, alla probabile diminuzione della natalità, alla diminuzione dei flussi migratori), si avranno delle forti ripercussioni economiche, sociali, oltre che sul sistema sanitario e sul lavoro.

Risulta, quindi, particolarmente difficile al momento capire come gli effetti della pandemia influiranno sulla nostra realtà. In questa prospettiva, l’analisi delle serie storiche risulta particolarmente importante in quanto è la base da cui partire per capire quanto e in che modo gli eventi del 2020 influenzeranno la realtà che ci circonda.
Esiste una sfasatura temporale fra l’anno di riferimento dei dati e il momento della presentazione in quanto è necessario raccogliere e organizzare una vasta pluralità di dati, alcuni non direttamente disponibili presso l’amministrazione.
I 12 capitoli, nei quali si sviluppa l’Annuario, riguardano Amministrazione, Territorio e climatologia, Popolazione, Istruzione, Cultura, tempo libero e turismo, Attività edilizia, Trasporti e comunicazioni, Prezzi, Giustizia, Ambiente, Attività economiche, Sanità
Per quanto la struttura e i contenuti della pubblicazione rimangano sostanzialmente gli stessi nel corso degli anni, il documento è, comunque, in continua trasformazione e l’Ufficio si impegna a migliorarne ed ampliarne i contenuti.
L’Annuario è consultabile (e scaricabile in formato pdf) sul sito del Comune di Trento, nell’Area tematica dedicata alla Statistica (link).

AMMINISTRAZIONE (p. 17 e segg.)

Oltre alle informazioni sugli amministratori del Comune dal 1810, vengono proposti alcuni dati riguardanti l’attività svolta da Consiglio e Giunta.
Il numero di deliberazioni consiliari adottate nel 2019 è pari a 213, le deliberazioni approvate della Giunta sono 279, i conclusi 713.
Per quanto riguarda l’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riportato l’andamento dei contatti registrati dal 2005 in poi. In generale, in serie storica, escludendo il leggero rialzo del 2018, si rileva un calo. Il numero dei contatti nel 2019 è pari a 14.984 (-9,8% rispetto al 2018), di cui 2.669 suggerimenti, segnalazioni e reclami. La modalità di contatto preferita dal cittadino è al telefono (36,2%, – 9,2% rispetto all’anno precedente), mentre i contatti al banco sono sensibilmente diminuiti nel 2019.(-29,6%) I contatti scritti son in crescita (+30,1%), in modo particolare quelli attraverso e-mail e tramite la piattaforma Sensorcivico (aumentati rispettivamente del 23,5% e del 44% rispetto al 2018).

I dipendenti del Comune di Trento sono 1.419, 553 uomini (39,0%) e 866 donne (61,0%), in leggero aumento (+2,5%) rispetto all’anno precedente. Questo dato è in controtendenza rispetto alla serie storica che evidenziava un calo costante negli ultimi anni (nel periodo da 2010 al 2018, infatti, il personale era diminuito di 125 persone). I dirigenti, prevalentemente uomini, sono 241. La qualifica con il numero maggiore di dipendenti è la C (621). Le persone in part-time sono 427, dato che corrisponde al 30,1% del totale dei dipendenti. Questa proporzione è in aumento nel corso del tempo: nel 2005, infatti, i part-time erano 295 su un totale di 1.627 dipendenti, corrispondenti al 18,1%. L’età media del personale a tempo indeterminato è di 50,7 (dato in costante aumento, nel 2005 era pari a 43,5).

TERRITORIO (p. 51 e segg.)

Con riferimento ai dati catastali, si evidenzia che su un totale di 137.153 unità immobiliari accatastate (+0,8% rispetto all’anno precedente) , il 47,0% (64.424 unità) è ad uso abitativo, mentre il non residenziale (negozi, uffici, studi e uso produttivo) costituisce il 7,4%, la restante percentuale è costituita da pertinenze2.

Tra le unità ad uso abitativo, l’80,1% è costituito da abitazioni definite “di tipo civile” (A2, ovvero, secondo le note esplicative del catasto, unità immobiliari “appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale”).

ISTRUZIONE (p. 187 e segg.)

Gli iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado del Comune (dalle scuole materne alle superiori) nell’anno scolastico 2019/2020 sono 23.168 , di cui il 13,6% è costituito da stranieri, in particolare provenienti dall’Europa Centro-orientale, dall’Asia, dall’Unione Europea e dal Maghreb3. Le iscrizioni, in generale, sono lievemente superiori rispetto all’anno scolastico precedente (+ 0,3%). Gli studenti iscritti alle scuole di Trento, costituiscono il 26,9% di quelli iscritti in tutte le scuole provinciali (86.110). La percentuale di stranieri nelle scuole provinciali è pari al 12,1%.

Il numero medio di bambini iscritti agli asili nido è pari a 1.118 (di cui il 35,5% in strutture comunali in gestione diretta e il resto in strutture comunali gestite in convenzione). La capacità ricettiva delle strutture sul territorio rimane di 1.149 posti disponibili, come nell’anno precedente.
Gli alunni nelle scuole dell’infanzia provinciali situate sul Comune di Trento sono 1.689, mentre nelle scuole equiparate sono 1.413 per un totale di 3.102 iscritti (dato in leggero calo rispetto all’anno precedente -0,3%). Di questi il 20,2% è costituito da bambini stranieri (soprattutto dell’Europa centro-orientale). Nel corso dell’anno scolastico precedente il dato era pari al 20,3%.

Gli alunni delle scuole primarie sono 5.860, dato che indica un calo rispetto all’anno precedente (-0,8%). Le scuole primarie a carattere statale accolgono 5.254 studenti (89,7% del totale), ed evidenziano una diminuzione di iscritti rispetto all’anno precedente (- 45), mentre quelle non statali (Arcivescovile, Sacra famiglia, Sacro cuore, Associazione pedagogica staineriana) vedono un numero di iscritti sostanzialmente stabile. La percentuale di stranieri in tutte le scuole è pari a 17,2%, in aumento rispetto all’anno scolastico precedente (+3,7%).

Il numero di iscritti alle scuole secondarie di primo grado aumenta leggermente rispetto all’anno precedente. Nell’anno scolastico 2018/2019 gli alunni erano, infatti, 3.790 mentre nel 2019/2020 sono 3.861 (+1,9%). Il totale di iscritti nelle scuole a carattere statale è pari a 3.067 (79,4%), in aumento di 78 unità. Nelle scuole a carattere non statale gli iscritti sono 794, con un lievissimo calo di iscrizioni (-7 persone). La percentuale di stranieri, pari al 14,1%, supera di 0,9 decimi di punto percentuale quella dell’anno scolastico precedente.
Nelle scuole secondarie di secondo grado si registrano, nell’anno scolastico 2019/2020, 8.376 iscrizioni, con un aumento di 80 unità rispetto all’anno precedente (in cui gli iscritti erano 8.296). Gli iscritti in scuole a carattere statale sono 7.962 (95,1% del totale), con un incremento di 50 alunni; anche gli iscritti alle scuole non statali, che sono 414, aumentano rispetto all’anno precedente (+30). La percentuale di stranieri presenti è pari al 7,0% del totale degli iscritti (6,9% nell’anno scolastico precedente).
Per quanto riguarda gli iscritti ai Centri di formazione professionale, nel 2019/2020 si registra una contrazione del numero degli iscritti (1.969 alunni contro i 1.994 dell’anno scolastico precedente, con una diminuzione pari all’1,3%). I CFP si confermano gli istituti che evidenziano il numero maggiore di studenti stranieri iscritti: nell’anno scolastico considerato sono il 19,5% (in leggero calo rispetto all’anno precedente, in cui erano il 19,9%).

Dopo alcuni anni di sensibile crescita, per la prima volta nel 2019 il numero di diplomati o laureati all’università di Trento rimane costante: si hanno infatti 3.701 persone che hanno terminato l’università, contro i 3.703 del 2018. I dipartimenti che evidenziano il maggior numero di laureati e diplomati sono Economia e Management (695) e Lettere e filosofia (583). Laureati e diplomati provengono principalmente dai comuni della Provincia di Trento (1.292), dal Veneto (1.116) e dalla Lombardia (305).
Con riferimento ai dati relativi al numero di iscritti ai corsi di laurea e diploma, risultano iscritti nell’anno accademico 2019/2020 16.868 studenti (di cui 776 con cittadinanza non italiana, 4,6%), con un leggero incremento rispetto all’anno precedente, nel quale gli iscritti erano 16.569 (+1,8%). I dipartimenti con il maggior numero di iscritti sono Giurisprudenza (3.026), Economia e Management (2.573) e Lettere e filosofia (2.533). Gli iscritti provengono principalmente dalla Provincia di Trento (5.841), dal Veneto (5.327) e dalla Lombardia (1.395). La percentuale di iscritti provenienti, in generale, da altre provincie (escludendo quella di Trento), nel 2019, è pari al 65,4%.
CULTURA, TEMPO LIBERO E TURISMO (p. 245 e segg.)

Nei musei cittadini si registra un numero di visitatori pari a 625.049, in linea con l’anno precedente (ci sono, infatti, 217 visitatori in più, pari allo 0,03%). Aumenta il numero di visitatori del MUSE (351.827, +2,8%), del Museo Storico del Trentino (20.376, +12,2%) e del S.A.S.S – Spazio archeologico sotterraneo (21.520, + 23,4%), mentre evidenziano una leggera contrazione il Castello del Buonconsiglio (149.684, – 1,5%) e il Museo Diocesano (45.444, – 11,0%).

Per quanto riguarda le biblioteche, nell’anno 2019 si evidenzia un leggero incremento della presenza di pubblico (+ 0,2%) e un lieve calo dei prestiti (- 1,8%). Le presenze di ragazzi fino ai 14 anni, invece, passano da 110.733 (dato del 2018) a 112.379 nel 2019 (+1,5%), tale dato costituisce il 22,1% del totale. Il patrimonio bibliografico disponibile agli utenti delle biblioteche registra nel 2019 un aumento, anche se contenuto (804.839, corrispondente allo 0,7%. in più rispetto all’anno precedente).

Una curiosità: tra i libri più prestati dalla biblioteca comunale nel 2019 c’è “Resto qui” di Marco Balzano per quanto riguarda i romanzi dedicati agli adulti (197 prestiti), “Tex” per le riviste (519). Per quanto riguarda i ragazzi, si hanno 123 prestiti del libro “Non mangiate Cenerentola” per quanto to riguarda i romanzi e Topolino (1.268) per le riviste.
Considerando il settore turistico si conferma, come avvenuto negli anni precedenti, un incremento sia di arrivi che di presenze nel settore alberghiero, così come nel settore extra- alberghiero (campeggi, ostelli, case per ferie, rifugi, bed & breakfast, foresterie, ecc.).
Nelle strutture alberghiere si registra un + 10,2% di arrivi: sono, infatti, 284.912 nel 2018 e 313.923 nel 2019. Le presenze sono pari a 649.373 (rispetto alle 605.506 del 2018, con un incremento pari al 7,2%).

Nelle strutture extralberghiere gli arrivi sono 90.632 (85.129 nel 2018), con un aumento percentuale pari al 6,5%) e le presenze 485.579 (465.666 nel 2018, percentualmente +4,3%).
Considerando le presenze turistiche alberghiere esclusivamente del Monte Bondone si può notare un aumento rispetto al 2018 (+4,5%), dovuto soprattutto alla componente italiana (+12,5%), mentre quella straniera evidenzia una leggera contrazione (-2,8%).
La permanenza media4 nelle strutture alberghiere in città nel 2019 è pari a 1,7 giorni, mentre sul Monte Bondone è di 3,6 giorni. Questi dati sono leggermente minori rispetto all’anno precedente. La presenza media su tutto il territorio si attesta sui 2,1 giorni.

Per quanto riguarda le strutture extralberghiere, si ha, nel 2019, una permanenza media di 5,4 giorni, leggermente minore rispetto all’anno precedente.
Nelle strutture alberghiere comunali si registrano il 9,3% degli arrivi e il 4,9% delle presenze rispetto a tutte le strutture provinciali. La permanenza alberghiera media a livello provinciale è di 3,9 giorni, maggiore rispetto al Comune.

TRASPORTI E COMUNICAZIONI (p. 269 e segg.)

Il numero di veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico di Trento da persone residenti a Trento è pari a 502.230 (+12,3% rispetto al 2018). L’81,2% è composto da autovetture, il 13,1% da autocarri trasporto merci e il 3,6% da motocicli. La percentuale residuale è costituita da autobus, autoveicoli speciali, motocarri, motoveicoli speciali, rimorchi e semirimorchi e trattori stradali e motrici. Il trend del dato mostra un andamento via via crescente negli ultimi anni. L’aumento notevole rilevato a partire dal 2012 è da imputarsi principalmente alle politiche fiscali vantaggiose5 presenti in Provincia (costi minori dell’Imposta provinciale di trascrizione, in particolare per le persone giuridiche, e minori costi assicurativi che caratterizzano la Provincia di Trento rispetto al resto d’Italia). Di conseguenza, anche nel 2019 in Comune si registra un elevato numero di veicoli immatricolati, anche se in lieve flessione rispetto al 2018 (156.871, principalmente autovetture e autocarri trasporto merci).

I passaggi di proprietà di autovetture nel 2019 sono stati 33.111 (+ 53,4% rispetto al 2018).
Le vetture iscritte nel Comune di Trento costituiscono il 57,8% di quelle iscritte in Provincia, che sono 869.088 (di cui 676.614 autovetture). In tutta la Provincia, nel 2019, sono stati immatricolati 170.357 nuovi veicoli, quelli nel capoluogo costituiscono il 92,1%.
La maggior parte delle automobili circolanti sono Euro 6 (84,8%), gli Euro 5 sono il 5,6%; i motocicli sono soprattutto Euro 4 (39,8%).
Nel 2019 i mezzi pubblici hanno trasportato 23.374.362 persone (compresa la funivia), con un incremento percentuale del +3,0% rispetto all’anno precedente (i passeggeri trasportati dalla funivia, che sono 178.894, registrano un decremento del – 6,8%). Il numero di chilometri percorsi dalle vetture di trasporto pubblico, pari a 5.834.734 è praticamente invariato (+ 0,1%).

*
PREZZI (p. 275 e segg.)
L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) e l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) sono presentati sia come indici medi riferiti agli anni dal 2015 al 2019, sia come indici mensili riferiti al 2019. Gli indici NIC e FOI sono altresì consultabili sia come variazioni percentuali rispetto al mese precedente, sia come variazioni percentuali rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente e gli stessi valori sono presentati per divisione di spesa, offrendo sempre un raffronto con il dato nazionale.
Nel 2019 l’inflazione media annua a Trento calcolata a partire dall’indice NIC si è assestata sullo 0,4 mentre quella nazionale 0,6; lo stesso dato calcolato a partire dall’indice FOI ha registrato lo 0,4 per Trento e lo 0,5 per l’Italia.
Il tasso d’inflazione programmato per il 2019 è stato dell’1,2%.
In questa sezione sono inoltre presentate per i dodici mesi del 2019 le medie delle quotazioni di prezzi di un elenco di prodotti di largo consumo selezionati all’interno del paniere utilizzato mensilmente dall’Istat per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo e per i prodotti ortofrutticoli ed ittici. Accanto alla media viene indicata anche la quotazione di prezzo rilevata minima e massima.

GIUSTIZIA (p. 297 e segg.)
Nel corso del 2019 diminuisce il numero dei delitti commessi (e denunciati) nel Comune di Trento (-11,2%): se ne registrano, infatti, 4.935, rispetto ai 5.555 del 2018. Anche il dato provinciale evidenzia una diminuzione (-7,0%). Con riferimento al Comune si rileva anche un decremento di persone denunciate e in seguito arrestate e fermate (-7,7%), mentre, a livello provinciale, diminuiscono in maniera minore (-3,8%). Le persone extracomunitarie denunciate aumentano lievemente nel Comune di Trento (900, +0,6%) mentre calano in Provincia (1.697, -2,1%). Gli extracomunitari costituiscono il 45,3% di tutte le persone denunciate in Comune; in Provincia invece il valore è pari a 29,3%.
Il furto resta sempre il tipo di reato maggiormente perpetrato (l’incidenza sul totale dei delitti è del 44,8%). Il dato è in calo rispetto all’anno precedente (-26,2%). Nel corso del 2019 sono stati rilevati 450 danneggiamenti (+1,1% rispetto al 2018), 422 truffe e frodi informatiche (nel corso del 2018 erano state 358, +17,9%) e 198 reati connessi con la produzione, lo spaccio e il traffico di stupefacenti (240 nel 2018, -17,5%). Le rapine sono 58 (nel 2018 erano 61). Aumentano,
rispetto all’anno precedente, le denunce per reati contro l’incolumità e la libertà individuale (percosse, lesioni dolose, violenza privata, minacce, violenze sessuali) +17,6%.
Il tasso di delittuosità in comune (numero di delitti rispetto alla media annuale della popolazione residente rapportato a 100.000 abitanti), si mantiene costantemente più alto che nel resto della provincia: nel 2019 il valore per il Comune di Trento è pari a 4.162,7 per la Provincia è di 2.740,6.

AMBIENTE (p. 313 e segg.)
Il 2019 evidenzia una contrazione sia dei consumi di acqua sia di quelli di gas metano. Questi dati subiscono fluttuazioni in relazione alle precipitazioni ed al clima. Nel corso del 2019 sono stati fatturati, infatti, 10.594.428 m3 di acqua (-0,6% rispetto al 2018), impiegata, per un 60,5%, per uso civile domestico. Il consumo annuo domestico procapite è pari a 148,2 litri/abitante/giorno. Con riferimento al gas metano, si evidenzia un consumo pari a 106.330.908 m3 (-3,4% rispetto all’anno precedente), di cui l’81,9% è usato per riscaldamento, cottura cibi e produzione di acqua calda sanitaria. Il consumo domestico procapite di gas metano è pari a 735,0 m3 per abitante.

Nel 2019 rimane sostanzialmente invariato il quantitativo complessivo di rifiuti raccolti, che raggiungono quota 54.912,1 tonnellate (-0,1% rispetto al 2018). I rifiuti indifferenziati prodotti sono diminuiti rispetto al 2018 (-7,4%), arrivando a superare di poco le 9.500 tonnellate. Raffrontando il dato con quello del 2010, si registra un calo pari al 58,9% (dalle 23.223,4 t del 2010 al dato attuale del 2019). La consistenza dei rifiuti differenziati si mantiene in costante aumento (+ 24,0% nel periodo 2010-2019); nel corso del 2019 tale consistenza è leggermente aumentata rispetto all’anno precedente (+1,6%). La percentuale di raccolta differenziata per il 2019 corrisponde all’82,3% dei rifiuti totali. Il dato è leggermente più elevato di quello provinciale, che vede, nel 2018, una percentuale di raccolta differenziata pari a 73,4%. Nel 2019 si registra una lieve diminuzione del totale di rifiuti pro-capite (463,2 kg/abitante, -0,4% rispetto all’anno precedente) e si rileva una contestuale contrazione del quantitativo di rifiuti indifferenziati per abitante (80,5 kg/abitante a fronte degli 87,2 del 2018).
Il totale di utenze servite (domestiche e non domestiche) è di 67.760 (di cui 61.057 domestiche). Il numero di utenze servite dal porta a porta aumenta costantemente: nel 2007, anno di introduzione sperimentale del porta a porta, le utenze di questa modalità erano il 14,5% del totale, mentre nel 2019 la percentuale è pari al 99,0%.
Le piste ciclabili presenti sul territorio del Comune di Trento (comunali e provinciali) a fine 2019 sono lunghe 66,5 chilometri, in costante aumento nel corso degli anni.
Dall’esame dei dati relativi alla qualità dell’aria, si evidenzia come il numero di superamenti del limite della media giornaliera delle polveri sottili (PM10) abbiano un andamento non costante, in quanto risentono delle condizioni climatiche (in modo particolare della piovosità): nel 2010 il numero di superamenti era pari a 33, mentre nel 2019 se ne sono rilevati 3.

ATTIVITÀ ECONOMICHE (p. 325 e segg.)
Il numero di imprese attive6 registrate alla CCIAA, nel corso del 2019, aumenta leggermente rispetto al 2018 +1,0%,). Alla fine del 2019 se ne contano 8.712, con un 69,7% concentrato nel terziario7. Le imprese attive sul territorio Provinciale sono 46.300 quelle del capoluogo costituiscono, dunque, il 18,8%.
Nel 2019 sul totale di 19.133 imprenditori iscritti alla Camera di Commercio il 9,2% è straniero. Gli imprenditori stranieri comunitari sono 455, mentre quelli extracomunitari sono 1.301. Nel 2009 il numero di imprenditori extracomunitari era pari a 1.007: questo costante aumento indica come quella dell’imprenditoria straniera sia una realtà ormai radicata nel contesto comunale. Nel 2019 si rileva un aumento del numero di imprenditori sia comunitari che extracomunitari rispetto all’anno precedente (rispettivamente dell’8,6% e del 5,9%), anno durante il quale si era registrata, invece, una lieve flessione.
Il numero degli iscritti per sezione all’Archivio delle Imprese agricole si contrae leggermente rispetto all’anno precedente (450 nel 2018 e 441 nel 2019, -2,0%), confermando così il trend decrescente degli ultimi anni. Nella Prima sezione sono iscritti 259 imprenditori, nella Seconda sezione gli iscritti sono 182. Gli imprenditori singoli iscritti all’albo sono 406, anche

Una sezione speciale riservata a: imprenditori agricoli, società semplici, piccoli imprenditori e coltivatori diretti, imprese artigiane (in questa sezione sono annotate le imprese su comunicazione della Commissione provinciale per l’artigianato).
Nel Registro delle imprese sono iscritti gli atti di cessione di quote delle S.r.l e gli atti di trasferimento delle
aziende commerciali; sono inoltre annotate tutte le comunicazioni dei Tribunali relative alle procedure concorsuali delle
imprese.

Imprese iscritte al registro delle imprese della Camera di Commercio che hanno svolto attività nel corso dell’anno. L’art. 8 della legge 580/93 prevede che il Registro Imprese sia strutturato in due parti. Una sezione ordinaria è riservata agli imprenditori commerciali, che già avevano l’obbligo di iscrizione presso il registro società della cancelleria commerciale quali le società di persone (s.n.c., s.a.s.), le società di capitale (s.p.a., s.r.l. s.a p.a.), le società cooperative, i consorzi con attività esterna, le società consortili. Oltre a questi soggetti nella sezione sono iscritti gli imprenditori individuali non piccoli, i Gruppi Europei di Interesse Economico (GEIE), gli enti pubblici economici e le società estere che hanno in Italia la sede dell’amministrazione e l’oggetto principale dell’attività.

La modifica del sistema di classificazione delle imprese (ATECO) non consente di effettuare dei confronti diretti tra i settori di attività, in quanto non esiste una corrispondenza univoca con quello degli anni precedenti.
questo dato, in costante calo negli anni fino al 2016, ha registrato nel 2017 un lieve incremento (+0,7% rispetto al 2016), per poi calare nuovamente nel 2019 (-2,6%). La fascia d’età a cui appartiene il numero maggiore di imprenditori singoli in prima sezione è quella compresa tra i 51 e 65 anni (81 iscritti) seguita da quella tra i 36 e i 50 anni e da quella over 65 (ambedue 55 iscritti). Gli imprenditori iscritti in seconda sezione sono principalmente riconducibili alla fascia oltre 65 anni (86 iscritti). A livello provinciale il numero di iscritti è pari a 7.164 (anche questo dato è in calo rispetto all’anno precedente); quelle di Trento, quindi, costituiscono il 5,7%.

La maggior parte di imprenditori agricoli ha come indirizzo produttivo quello viticolo (144) e frutticolo (121) o l’unione dei due precedenti (119).
Le aziende artigiane sono aumentate di 9 unità rispetto al 2018 (+0,4%), e raggiungono la quota di 2.055. Le aziende del settore delle costruzioni rappresentano il 38,6% del totale, seguite dalle attività manifatturiere (15,6%). Il settore relativo al commercio all’ingrosso e al dettaglio, compresa la riparazione di autoveicoli e motocicli aumenta di due unità rispetto all’anno precedente (96 imprese). A livello provinciale, le aziende artigiane sono 12.176 (questo dato è in calo rispetto all’anno precedente), quelle comunali costituiscono circa il 16,9% del totale provinciale.

Il numero delle attività produttive soggette a S.C.I.A – Segnalazione Certificata di Inizio attività8 relative al commercio evidenzia un incremento (1.595 nel 2019 e 1.555 nel 2018 con un aumento di 40 unità). La superficie totale di vendita sul territorio è pari a 243.464 (superficie media per unità 152,6 mq). La maggioranza (79,7%) delle attività segnalate riguardano l’insediamento di negozi di vicinato (ovverosia con superficie minore di 150 mq).
Il numero delle attività produttive soggette a S.C.I.A relative agli esercizi pubblici (alberghi, bar, ristoranti e pizzerie) ha un incremento di 19 unità rispetto al 2018 e passa dalle 536 del 2018 alle 555 del 2019 (+3,5%).
Gli sportelli bancari operativi sul territorio comunale sono 70 (in diminuzione rispetto ai 72 del 2018, dato che conferma la tendenza registrata negli ultimi 10 anni) e le banche sul territorio sono 24, mentre nell’anno precedente erano 27. Nel 2019 gli uffici postali nel comune sono 17, lo stesso numero dei tre anni precedenti.
8
L’articolo 23 della L.P. 23/92 stabilisce che ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla-osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriali, commerciali o artigianali il cui rilascio dipende esclusivamente dall’accertamento dei requisiti e dei presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, è sostituito da una segnalazione dell’interessato. Tale segnalazione, detta S.C.I.A. (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), consente di iniziare, modificare o cessare un’attività produttiva (pubblici esercizi, artigianato, commercio, servizi alla persona, etc.). Va sottolineato come il numero di attività produttiva segnalate non corrisponde necessariamente al numero di negozi presenti sul territorio, in quanto possono coesistere diversi tipi di attività nel medesimo locale. .
SANITÀ (p. 393 e segg.)

Con riferimento all’anno 2019, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 39.075 ricoveri, per 240.872 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca). I posti letto totali sono 858. I ricoveri sono aumentati leggermente (+1,1%), mentre sono calate, anche se di poco, le giornate di degenza (-0,1%). La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, come nell’anno precedente. In Provincia i ricoveri nel 2018 sono stati 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.952 (dato di poco superiore a quello dell’anno precedente +0,3%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,1%) e dell’apparato digerente (10,5%). La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 13,7% del 2010 al 10,9% del 2019.
I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 902, dato in aumento rispetto al 2018 (+ 11,4%). Cala leggermente il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (162 nel 2019 e 166 nel 2018).

I medici di base operanti su territorio sono 87 (un medico per 100.000 abitanti), di cui 17 pediatri.
Nel corso dal 2019 si evidenzia un aumento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (+5,8%) ed un calo di quelle ricoverate in day hospital (-4,5%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia. Si tratta in tutto di 3.884 persone, con un aumento percentuale del 3,4%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo. Sono in aumento, rispetto al 2018, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.075 (+2,6%). Nel decennio il dato è calato del 22,1%. Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano.
Le farmacie sul territorio comunale sono 29, di cui 10 comunali.
POPOLAZIONE (p. 63 e segg.)

I dati inerenti alla popolazione presentati nell’Annuario costituiscono un approfondimento di quelli già presentati nel mese di marzo nel documento “Trento statistica – La popolazione al 31 dicembre 2019”.

La popolazione statistica al 31 dicembre 2019 è di 118.815 persone, ed è aumentata di 527 persone rispetto all’anno precedente (+0,4%). Il dato, aggiornato a novembre 2020, evidenzia un ulteriore aumento del totale di abitanti, che si attesta su un valore pari a 119.016.

L’analisi della serie storica della popolazione per fasce d’età conferma un incremento continuo dell’incidenza percentuale della popolazione oltre i 65 anni su quella totale. Tale valore raggiunge, nel 2019, quota 23,1%, con un incremento di 0,2 punti rispetto all’anno precedente (nel 2000 la percentuale era pari al 18%). Anche l’incidenza percentuale della popolazione oltre gli 80 anni aumenta dal 4,4% del 2000 al 7,4% del 2019. Il valore degli ultrasessantacinquenni è in linea rispetto a quello che si registra a livello nazionale (23,2%) e leggermente maggiore di quello rilevato per la Provincia di Trento (22,4%)9.

L’età media della popolazione è pari a 44,8. La serie storica conferma il progressivo invecchiamento della popolazione: l’età media nel 1990 era di 39,2 anni e nel 2000 era 41,8. A livello nazionale l’età media della popolazione è di 45,7 mentre quella della Provincia è di 44,9.
L’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra la popolazione over 65 e under 14) è in costante aumento e raggiunge, nel 2019, il valore di 170,3. In Provincia il dato è sensibilmente inferiore (158,7), mentre quello italiano è leggermente maggiore 178,4.

L’andamento del numero di famiglie mantiene il suo trend positivo: esse aumentano, infatti, di 284 unità rispetto all’anno precedente, per attestarsi sul valore di 54.016 alla fine del 2019 (+0,5%). Il numero di componenti medi per famiglia è di 2,2 (questo valore è rimasto costante dal 2006). In provincia e a livello nazionale tale valore è pari a 2,310 .
Anche il numero delle famiglie unipersonali è in continuo aumento: nel 2019 sono 21.906 (+0,9%), ovverosia il 40,6% del totale delle famiglie (nel 2000 le famiglie unipersonali costituivano il 32,6%, nel 1990 il 28,0%). Sono soprattutto le donne a costituire nucleo monofamiliare (12.495, che rappresenta il 57,0% delle famiglie unipersonali): si tratta in gran parte di vedove (4.322, con un’alta concentrazione nella fascia d’età oltre i 70 anni (3.813) e nubili (4.461). Le coppie (coniugate o meno) con figli costituiscono il 25,7% delle famiglie, quelle senza figli sono il 19,6% e le madri sole con figli sono il 7,9%.

Alla fine del 2019 gli stranieri residenti in anagrafe sono 14.062 in aumento di 409 unità rispetto all’anno precedente (+3,0%). L’incidenza percentuale di stranieri sul totale della popolazione residente è pari al 11,8% (con un leggero incremento rispetto all’anno precedente, in cui era del 11,5%), con un’età media pari a 33,9. Nel 1990 l’incidenza della popolazione straniera era dello 0,5% rispetto al totale della popolazione. A livello nazionale la percentuale di stranieri residenti nel 2019 è pari all’8,8%, e in Provincia si riscontra la stessa percentuale.

Gli stranieri presenti, come negli anni scorsi, provengono principalmente dall’Europa: 3.272 provengono da paesi appartenenti all’Unione Europea, mentre 4.059 da paesi extra UE, in particolare dai paesi balcanici e dell’Est. Il secondo continente per provenienza è l’Asia (2.881 persone), che, da qualche anno, ha superato l’Africa (2.749). In Provincia di Trento le cittadinanze più rappresentate sono la rumena (22,0% del totale degli 47.880 stranieri), l’albanese (11,9%) e la marocchina (8,1%)11. Romania, Albania e Marocco sono anche le tre cittadinanze più presenti in Italia12. In Comune al primo e al secondo posto si trovano Romania (2.239) e Pakistan (1.329), mentre al terzo posto si trova l’Albania (1.196).

Il numero di famiglie straniere evidenzia un leggero aumento (4.913 nel 2018, 4.924 nel 2019, +0,2%), il numero medio di componenti è di 2,1. Le famiglie composte da un solo straniero sono il 55,2% del totale. Le famiglie miste (ovvero con al loro interno, oltre ad un italiano, almeno un componente straniero) sono 2.012 (+6,9%).

Le acquisizioni di cittadinanza italiana nel corso del 2019 sono 391 (+5,4%), con un tasso per mille stranieri residenti pari a 28,2‰. Il dato, dunque, riprende a salire, ma in misura molto più contenuta rispetto al periodo 2013- 2016, anno in cui si è registrato il picco di acquisizioni (911 con un tasso pari al 70,1‰). Questo andamento rispecchia anche quello evidenziato a livello nazionale e provinciale13. Nel corso del decennio 2010-2019 sono state rilevate oltre 4.652 acquisizioni di cittadinanza. Sono principalmente le donne ad aver acquisito la cittadinanza nei dieci anni considerati (2.407 contro i 2.245 uomini). La fascia d’età che vede il numero maggiore di acquisizioni è quella tra i 18 e i 45 anni (182 persone nel 2019).

Sono soprattutto le persone dell’Europa centro-orientale a richiedere ed ottenere la cittadinanza italiana (nel 2019 il dato è pari a 157, ovvero il 40,2%). La maggioranza di persone (53,0% nel 2019) ottiene la cittadinanza per residenza14, il 4,4% per matrimonio (percentuale in calo rispetto al 2010 in cui era il 15,3%) e la restante percentuale per altri motivi, tra i quali spiccano filiazione ed adozione. A livello provinciale le acquisizioni di cittadinanza italiana sono 1.642 (in calo di 90 rispetto all’anno precedente), quelle nazionali sono 127.001 (+13,0% rispetto all’anno precedente)15.

Le iscrizioni anagrafiche totali nel 2019 sono pari a 3.834, di cui 806 dall’estero. Le cancellazioni totali sono 3.246.

Le iscrizioni dagli altri comuni della Provincia di Trento sono 1.398, le cancellazioni sono 1.545 (il che significa che il Comune “perde” 147 persone in favore degli altri comuni trentini). Il numero di nati nel 2019 è pari a 1.015 di cui 234 sono stranieri. Il tasso di natalità è pari a
8,6‰; in provincia tale valore è pari a 7,8‰ e per l’Italia è 7,0‰.

Il tasso di fecondità totale, ovverosia il numero medio di figli per donna ponderato per gli specifici tassi di fecondità per età, è pari a 1,39 (in leggero aumento rispetto al 2018). Il dato è superiore a quello calcolato a livello italiano (pari a 1,29 per il 2019) e minore di quello per la Provincia (1,45 per il 2019)16. L’età media al parto delle donne residenti è pari a 31,9 anni (il dato nazionale per il 2019 è pari a 32,1 e quello provinciale, nel 2018, a 32,1). L’età media al primo parto è di 30,5 anni: il trend degli ultimi 10 anni non mette in evidenza particolari cambiamenti di questo valore. La differenza si nota particolarmente tra italiane (31,6) e straniere (26,4).

Il numero di persone defunte nel corso del 2019 è di 1.076, il tasso di mortalità 9,1‰. In provincia il valore è pari a 9,4‰ e a livello nazionale a 10,5‰.
Il dato relativo ai matrimoni è in calo rispetto all’anno precedente: nel 2019 si sono registrati 284 matrimoni, nel 2018 erano 346 (-17,9%). Il tasso di nuzialità (rapporto tra numero di matrimoni e media della popolazione nell’anno), è pari a 2,4‰. In Provincia il tasso è pari a 2,6‰, mentre a livello nazionale è del 3,2‰.17 Anche nel 2019, come negli anni precedenti, il numero di matrimoni civili (213, il 75,0%) supera quello di matrimoni religiosi (71). A livello nazionale, invece la percentuale di unioni civili è minore (nel 2018 era pari al 50,1%) così come in Provincia, anche se con una differenza meno marcata (64,8%, dato 2019).

L’età media al primo matrimonio è aumentata nel corso degli anni, passando, per i maschi, da 30,8 nel 2000 a 34,0 nel 2019 e, per le femmine, da 27,9 a 31,5 con un andamento un po’ altalenante. A livello nazionale, l’età media è pari a 35,4 per i maschi e a 32,5 per le donne (dato 2018), mentre in Provincia è rispettivamente di 36,4 anni e 33,3 anni (nel 2019).