Nel bilancio di Elena Testor. Tanti progetti conclusi e l’avvio della commissione paritetica. La procuradora e senatrice analizza l’attività svolta nel 2019 (e non solo) e annuncia gli obiettivi dei primi mesi del 2020.

Traccia un bilancio corposo del lavoro svolto nell’ultimo anno, e non solo, e anche una scaletta dei piani dei primi mesi del 2020, la senatrice (da marzo 2018), Elena Testor, che a maggio concluderà il suo primo mandato di procuradora del Comun general de Fascia: «È stato un periodo soddisfacente e, allo stesso tempo, faticoso – spiega – per il mio doppio impegno locale e nazionale.

Il lavoro, anche grazie a questi incarichi a più livelli, è stato fruttuoso, nonostante il cambio di governo e gli assestamenti conseguenti. Le richieste della popolazione, però, mi sono sempre state ben presenti così come l’obiettivo di cambiare le proposte di governo che potevano ledere le piccole imprese, tanto diffuse in valle». Diversi gli interventi politici dei mesi scorsi di Elena Testor: «Ho portato in Senato la questione dei rifugi, che non vanno considerati come hotel in città, e si è fatto anche il punto sulle bande musicali, con il riconoscimento del loro ruolo culturale e lo stanziamento a loro favore di 1 milione di euro nel bilancio dello Stato.

In tema di volontariato, è stata riconosciuta l’importante funzione dei vigili del fuoco con un emendamento che permette loro di lavorare con un minor carico di burocrazia. Per il terzo settore, specie le piccole imprese sì è ottenuta, invece, una significativa modifica sullo sconto in fattura per l’eco-bonus che causava problemi di liquidità a queste aziende». La procuradora, sottolineando il filo diretto con il governo provinciale, intende concludere i progetti valligiani per cui si è spesa in questi cinque anni: «Si tratta di interventi importanti, a cominciare dall’approvazione del piano stralcio per la Val di Fassa, messo a punto dall’amministrazione precedente, ma che senza la deliberazione della giunta provinciale sarebbe rimasto solo sulla carta. Così dal 2015 in poi si sono avviate le opere.

Tra queste c’è anche la conclusione della pista ciclabile, per cui sono state predisposte risorse e progettazione e quanto prima dovrebbero partire i lavori». Per quanto riguarda la mobilità, che merita una soluzione efficace per ridurre il traffico, Testor ricorda come siano state vagliate soluzioni e proposte, dal treno di Transdolomites agli impianti a fune, tenendo conto di problematiche e sensibilità del territorio. «Risposta contingente è stata l’implementazione del trasporto pubblico, mentre si ragiona sulla realizzazione di corsie preferenziali. Ma va incoraggiato, tra residenti e ospiti, un minor uso delle auto a vantaggio della vivibilità e dell’ambiente che è la nostra risorsa prioritaria. Lo abbiamo capito bene dopo l’alluvione di Moena e la tempesta Vaia che hanno richiesto grandi sforzi per ripristinare il territorio. Anche per questo il Comun general intende favorire una pianificazione urbanistica di valle».

Fronte su cui si è lavorato molto è quello sociale, tanto che a fine 2018 è stato approvato il “Piano sociale del Comun general”, in seguito ad analisi su famiglie, giovani, anziani, mutamento del tessuto sociale, necessità e prospettive. «La popolazione invecchia, le famiglie sono meno numerose o si disgregano, le malattie cronico-degenerative sono in aumento. Bisogna essere preparati a offrire supporto e servizi adeguati. La ristrutturazione dell’ex caserma Vittorio Veneto, che stiamo cercando di realizzare grazie a risorse accantonate dal Comun general e finanziamenti provinciali e statali (per il conto termico), è funzionale a fornire risposte e luoghi d’incontro tra i giovani, come quelli del progetto “Ensema se muda” (socializzazione e compiti scolastici) e gli anziani, per un proficuo scambio intergenerazionale di competenze e saperi». Anche la Ciasa de la Moniaria, per cui si sono raccolti fondi e avviate complesse procedure per gli appalti, a primavera dovrebbe vedere i primi restauri.

Se la sede del Comun general è stata oggetto di manutenzioni e dell’abbellimento della facciata principale con opere di Claus Soraperra che descrivono identità, storia e tradizioni fassane, sono stati diversi i progetti avviati per la diffusione della lingua ladina anche tra i nuovi locutori e i giovani, coinvolti anche in iniziative e viaggi per conoscere le istituzioni di Trento, Roma ed Europa. «La tutela e la promozione del nostro idioma sono prioritarie, tanto che mi sto occupando di un disegno di legge per la ratifica in Italia della “Carta Europea per le lingue regionali e di minoranza”, per cui il Comun General è project leader a livello europeo con il progetto “Ecca” in collaborazione con NPLD di Bruxelles. In valle, invece, abbiamo dedicato iniziative alla valorizzazione della lingua ladina, in particolare con l’Aisciuda Ladina che, nel 2020, s’incentra su ambiente e tradizioni, specie le buone pratiche per tutelare il territorio».

Il Comun general nell’ultimo anno ha visto anche modifiche al suo Statuto e al regolamento della Consulta: «Entro gennaio costituiremo una commissione paritetica (ideata come quella dei 6 o dei 12), per acquisire, con un confronto tra Comun general e Provincia, ulteriori competenze cui devono seguire risorse finanziarie e umane». In conclusione Elena Testor esprime soddisfazione per quanto svolto: «Si è lavorato, con il contributo dei conseieres de Procura, a molti progetti: alcuni sono conclusi, altri stanno per partire. L’impegno continua sino a fine legislatura, con l’augurio che si proceda anche in seguito sulla strada tracciata, cercando di dare risposte concrete alla popolazione per il bene della valle».

 

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Comun General de Fascia
Strada di Pré de gejia, 2