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COMUN DE FASCIA: CIVETTINI A DETOMAS, I DIRIGENTI COLLABORINO CON LE ISTITUZIONI

(Fonte: Claudio Civettini) – Caro collega Detomas, il mondo dei ladini è unito mentre i dirigenti pubblici, nel diritto delle loro idee, devono collaborare alle istituzioni comunque siano rappresentate.

Prendo atto del “ladinismo” casereccio del collega Detomas, che paladino di una parte, si scaglia contro la Procuradora e si lamenta “dell’ennesima interrogazione dello scrivente”, a fronte di una situazione insostenibile di un dirigente provinciale, che libero sicuramente delle sue opinioni, non può certo permettersi di dare giudizi che sono legati anche alla sua funzione, in stretta collaborazioni con tutte le istituzioni, a prescindere da chi le rappresenta in sede politica.

S’immagina il buon collega cosa succederebbe se il dirigente generale della Provincia esprimesse aperto dissenso verso il Presidente o se il dirigente di settore si scagliasse pubblicamente esprimendo le sue opinioni, contro i relativi assessori o contro la giunta cosa succederebbe?

Bene, credo che ogni dirigente pubblico, abbia il diritto di pensarla e di esprimersi come e quando vuole -come peraltro succede- senza che nessuno si erga a difensore d’ufficio o di fiducia, ma quando le esternazioni sono politiche, nulla in contrario alla richiesta di aspettativa, per potersi candidare e così-se eletto-sostituire quegli organi rappresentativi che oggi rappresentano le istituzioni in piena regola e a tutti gli effetti.

Poi, se le esternazioni sono frutto di uno strabismo politico o dalla rabbia covata per una inaspettata sconfitta subuta,magari anche a causa di inefficienze manifeste di qualche struttura pubblica, ancora di più, la necessità di intervenire su quella classe dirigente che pensa -sbagliando- che la struttura pubblica sia una proprietà di una o dell’altra parte, mentre -in questo caso- il mondo dei ladini, finite le elezioni, devono lavorare e trovare le condizioni e i fondi ìnecessari,per raggiungere obiettivi concreto e non inutili polemiche che portano solo all’occupazione di poltrone e non alla soluzione dei problemi.

Altro che discriminazione caro collega Detomas! Qui a funzionare deve essere l’apparato pubblico, non la macchina del consenso, delle appartenenze e degli interessi elettorali dell’una o dell’altra parte, poiché i denari in gioco, sono quelli dei cittadini fassani e trentini e i Dirigenti pubblici devono per mandato, innanzitutto essere coerenti al loro ruolo, scegliendo quali siano le priorità, tra quello politico o quello istituzionale!

 

 

 

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Claudio Civettini
Consigliere provinciale/regionale Trentino/SüdTirol
Lista Civica Trentina

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat