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COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ PAT* VIOLENZA SESSUALE E FEMMINICIDI, DEVONO ESSERE RIVISTI I CRITERI DI ACCESSO ED EROGAZIONE DEGLI INDENNIZZI

Violenza sessuale e femminicidi. devono essere rivisti i criteri di accesso ed erogazione degli indennizzi di cui al fondo per la solidarieta’ alle vittime.

Le commissioni per la Parità di Regioni e Province Autonome italiane: “Diciamo no a vittime di serie A e serie B, nessuno sconto per il dolore delle donne.”

“La battaglia contro la violenza di genere si vince solo se non si sottovaluta il fenomeno, anche nei suoi aspetti simbolici – dichiara la presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità Simonetta Fedrizzi – e perciò deve essere chiaro un punto: è vero che non ci può essere indennizzo adeguato per le donne uccise o violate nella loro profonda intimità e dignità di essere umani, ma è altrettanto vero che il riconoscimento di indennizzi assolutamente inadeguati da parte dello Stato può indebolire il contrasto culturale e la deterrenza rispetto a questa odiosa violenza.”

La Conferenza che riunisce le presidenti delle Commissioni Pari Opportunità di Regioni e Province Autonome –TN e BZ- , pur riconoscendo che lo Stato italiano ha messo in campo e rafforzato negli ultimi anni diverse misure di contrasto alle violenze di genere, disapprova il disposto del Decreto del Governo, attuativo della Legge 7 luglio 2016, n. 122, che indica e quantifica gli indennizzi delle vittime di reati contro la persona a seguito delle condanne della Corte di Giustizia Europea in materia. “I tabellari degli indennizzi indicano di fatto vittime di serie A e serie B, con cifre risibili e criteri troppo stringenti per averne diritto, – sottolinea Simonetta Fedrizzi- vanno perciò assolutamente rivisti per dare maggiore dignità alle donne anche con questo strumento di indennizzo emergenziale.”

La conferenza delle Commissioni PO si unisce pertanto al coro di richiesta al Governo per rivalutare nel merito la quantità e le modalità di erogazione degli indennizzi. “L’Italia è stata tra i primi Paesi europei a ratificare, nel 2013, la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, meglio nota come «Convenzione di Istanbul» – conclude Simonetta Fedrizzi– e proprio da questo impegno scaturisce l’ineludibile necessità di integrare tutte le politiche con coerenza ed efficacia, al fine di contrastare la violenza contro le donne, che è violazione dei diritti umani.”