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COMITATO RSA UNITE * COVID: « CONTATTO FISICO GESTO DI AFFETTO INDISPENSABILE PER LA SALUTE EMOTIVA E PSICO-FISICA DI OGNI PERSONA, IMPRESCINDIBILE IN PARTICOLARE MODO PER L’ANZIANO »

Il Comitato “RSA_UNITE” – costituitosi spontaneamente nello scorso mese di luglio per rappresentare i familiari di oltre 3500 anziani ospiti in circa 40 RSA presenti sul nostro territorio provinciale – accoglie con piena soddisfazione e viva speranza la proposta di risoluzione (PAT n. 40/25/XVI) della consigliera Demagri, votata all’unanimità da tutte le forze politiche del Consiglio Provinciale in data 25 novembre u.s., tra le quali alcune dimostratesi molto attive e partecipi fin dai primi mesi della pandemia.

La proposta giunge quasi simultaneamente con la circolare del Ministero della Salute di data 30.11 u.s. che detta le disposizioni di accesso alle RSA e che ricalca parte delle richieste rivolte attraverso missiva volta al Ministro della Salute Speranza ed al Presidente del Consiglio Conte lo scorso 1 settembre da parte dello stesso “Comitato RSA_Unite”. Entrambe le presentazioni riconoscono la centralità e l’insostituibilità della relazione tra l’anziano e i propri cari anche e soprattutto attraverso il “tocco”, il contatto fisico, quei gesti di affetto indispensabili per la salute emotiva e psico-fisica di ogni persona, imprescindibili per l’anziano in particolar modo.

Le stesse sono seguite anche dalla recente posizione dell’ordine degli Infermieri che attraverso una lettera in data 01.12 allerta il governo trentino della grave situazione che sta vivendo la propria categoria a discapito di tutto il settore sanitario e socio-sanitario e rammenta in uno dei punti il fondamentale ruolo della relazione dei residenti delle RSA con i propri cari affetti.

Portando a titolo di esempio l’ormai famosa “Stanza degli Abbracci” che in diverse parti del Paese sta offrendo un esempio importante di virtuosità, entrambe le presentazioni sopra citate propongono l’introduzione presso le RSA trentine di nuove forme di avvicinamento con soluzioni che favoriscano il contatto fisico in piena sicurezza tra l’anziano e il visitatore. Tali soluzioni sono volte a beneficio di una migliore serenità e benessere dei familiari, ma in maniera certo più significativa a riaccendere la voglia di vivere nei residenti, molti dei quali da ben 9 mesi vivono il totale distacco fisico dalla propria famiglia, ed altri dei quali che, da poco inseriti in struttura, si vedono a dover superare sia la lontananza dalla propria famiglia che l’impatto con il nuovo ambiente di vita, anche in questo periodo di elevata allerta.

I familiari rappresentati dal Comitato “RSA_Unite” auspicano che tali propositi – che sono stati sin dall’inizio punti cardine delle richieste rivolte all’Assessorato competente, alle istituzioni provinciali e nazionali, alle parti politiche, agli esperti di settore e con costanza alle singole direzioni delle RSA – possano ora diventare esecutivi in tempi stretti, per aggiungere al tanto ed encomiabile lavoro fin qui svolto un ulteriore passo in avanti nel riconoscimento della dignità della persona e a ridurre finalmente quel doloroso e incomprensibile isolamento affettivo che dura ormai ininterrottamente dalla scorsa primavera.

Soluzioni tecniche ed operative possono essere molto semplici, economiche e realizzabili in tempi celeri; vogliamo anche cercare di guardare oltre ed immaginarci che ci si possa attivare nel breve-medio periodo perché si possano individuare nuove possibilità di riconciliamento della vita dei residenti delle RSA con quella dei loro familiari. Proporre formazione specifica per i familiari, sostenere l’utilizzo di altre tecnologie di ultima generazione per la sanificazione (esempio la “luce bianca” del Progetto del Policlinico Militare Celio di Roma o l’utilizzo dell’ozono), intensificare l’uso delle nuove tecnologie di comunicazione e, perché` no, introdurre forme di volontariato per l’assistenza.

Ricordiamo che nella comprovata necessità di ridurre il rischio del contagio, ad oggi sono ridotte al minimo le attività sociali delle persone residenti delle RSA, che spesso risultano confinate nelle proprie camere potendo unicamente godere per pochi minuti al giorno della sola compagnia del – sempre lodevole – personale sanitario e socio-sanitario. Riportiamo vicinanza affettiva a questa generazione.

La nostra maggior gratitudine e dei familiari che siamo a rappresentare va d’obbligo a tutto il personale delle RSA per il costante impegno in prima fila, in questo surreale momento. Per aver sostenuto convintamente la causa comune, agli esponenti di minoranza proponenti della risoluzione sopra citata e a tutte le parti politiche che negli ultimi mesi hanno voluto dare voce a noi familiari un nostro dovuto e sincero ringraziamento. A tutti loro un appello per continuare a porgere l’attenzione e sollecitare azioni sul complesso tema delle RSA. Un analogo ringraziamento alla maggioranza, nella persona dell’Assessore Stefania Segnana, con la richiesta di accelerare la definizione delle procedure attuative per l’allestimento della “Stanza degli Abbracci” e altre forme di contatto fisico in sicurezza nelle singole RSA, con altrettanta particolare attenzione ai residenti impossibilitati a muoversi e spostarsi dal proprio letto.

Infine l’auspicio che dai prossimi giorni le direzioni delle singole RSA si distinguano per gettare il cuor oltre l’ostacolo e si attivino per dare concretezza alle soluzioni di merito. Speriamo così di poter donare a tutte le persone residenti nelle nostre RSA uno spiraglio di normalità per il periodo Natalizio, e l’amore che si meritano.

 

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Comitato dei familiari “RSA_UNITE”