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” COMITATO NON ULTIMI ” * DICHIARAZIONI PRESIDENTE KASWALDER: «PUÒ UN GARANTE DELLE ISTITUZIONI AFFERMARE DI ESSERE CONTRARIO AD UNA LEGGE CHE PREVEDE LA PARITÀ DI GENERE? »

Doppia preferenza di genere? Una garanzia per tutte e tutti i Trentini. Le dichiarazioni apparse ieri sui quotidiani locali, nelle quali il Presidente Kaswalder esprime la propria posizione contraria “alla legge elettorale che prevede la doppia preferenza di genere”, si ritengono inaccettabili e sconfortanti sotto diversi profili.

E fanno sorgere spontanea una domanda: “Può un garante delle Istituzioni, come è appunto il Presidente del Consiglio Provinciale di Trento, affermare, senza alcuna remora, di essere contrario ad una legge che prevede la parità di genere?” No, non può, per una serie di ragioni, in primis, il rispetto della Costituzione Italiana che agli articoli 3, 51 e 117 stabilisce decisamente il contrario ovvero che:

– ) La “Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese;
– tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge;

-) Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

Ciò che risulta inaccettabile è che non si conosca e non si abbia la consapevolezza che il processo di modifica costituzionale che ha portato alla riscrittura di alcuni articoli parta dalla semplice considerazione che esiste “uno squilibrio di fatto tuttora esistente nella presenza dei due sessi nelle assemblee rappresentative, a sfavore delle donne.

Squilibrio riconducibile sia al permanere degli effetti storici del periodo nel quale alle donne erano negati o limitati i diritti politici, sia al permanere, tuttora, di ben noti ostacoli di ordine economico, sociale e di costume suscettibili di impedirne una effettiva partecipazione all’organizzazione politica del Paese. (Sentenza della Corte Costituzionale n. 49 del 2003)”.

Che poi il Presidente Kaswalder affermi: “le donne sono state la mia fortuna in politica” appare inquietante e dovrebbe spiegare come mai sono state la sua fortuna ed a fronte di che? Inoltre, quali dati oggettivi lo inducono a questa affermazione?

Forse ci troviamo difronte al solito tentativo di trattare le donne, specie in politica, con quella dose di paternalismo e sicumera che tanto ha nociuto e continua a nuocere allo sviluppo di un territorio, condannandolo di fatto a rinunciare a tutte le diverse risorse, competenze, valori e qualità che donne e uomini potrebbero mettere al servizio del bene comune.

D’altro canto non fu proprio Kaswalder dagli scranni del Consiglio provinciale la scorsa legislatura ad utilizzare un detto popolare a sproposito “a ciacere no se sgionfa done”, oggi da Presidente di quello stesso Consiglio ci aspettiamo più rispetto per tutti, donne comprese!

 

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Il Comitato Non Ultimi