Il dibattito sull’interramento della ferrovia con il progetto di circonvallazione ferroviaria della città con i futuri nuovi collegamenti della Valsugana sono nuovamente saliti alla ribalta della cronaca locale.

Da quanto si nota sembra che tutte le attenzioni mediatiche con le relative risorse economiche si siano spostate a queste future grandi opere che i cittadini di oggi per poterle utilizzare dovranno attendere oltre 20 anni. Mentre sembra che non ci siano più le risorse per la gestione ordinaria del presente in quanto ci risulta completamente abbandonata tutta la progettualità della gestione della manutenzione ordinaria (della quotidianità) sulla città di Trento.

Ad esempio: Nonostante il transito di numerosi treni passeggeri che si fermano nella stazione di Trento, non si comprendono quali “ardui” motivi, ostacolano la messa a norma del livello dei marciapiedi dei binari 2 e 3 (ristrutturati nel 1949) per facilitare la salita e la discesa dei passeggeri dai vagoni. L’intervento di innalzamento sui marciapiedi è già stato eseguito, di regola, in tutte le stazioni, Rovereto ovviamente compresa, dove sostano i treni ad alta velocità; mentre a Trento non è stato fatto nulla nonostante le numerose lamentele di utenti e cittadini.

Anche la realizzazione dell’installazione delle barriere antirumore nel centro cittadino sembra che si sia fermata come la sistemazione del sottopasso ferroviario di Corso Buonarroti.

Nella speranza di non dover attendere la futura nuova stazione interrata per modificare l’altezza sui marciapiedi della stazione chiediamo ai referenti politici di farsi carico di questi piccoli problemi di ordinaria gestione quoditiana.

 

*
L’associazione comitato ferrovia vivibile
città di Trento