Coldiretti chiede lo stato di calamità per colpa della cimice. La situazione è grave è #emergenzacimice, per questo Coldiretti chiede lo stato di calamità nella nostra provincia per i danni causati dall’insetto alieno. Coldiretti ha anche attivato un servizio dedicato ai propri soci per conoscere le esigenze del territorio.

“La situazione economica di interi territori a vocazione frutticola nelle regioni a noi vicine (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia) è già in ginocchio e, in assenza di risposte, gli agricoltori si troveranno a dover chiudere le proprie aziende con conseguente abbandono dei campi e compromettendo la biodiversità – così ha tuonato il presidente di Coldiretti Gianluca Barbacovi. Il Trentino è un territorio a forte vocazione agricola e turistica, che lo hanno reso attrattivo e un esempio da imitare.

La nostra capacità di saper fare sistema nei momenti di difficoltà, la nostra capacità di reagire a situazioni di emergenza, oggi più che mai deve saper trovare, ancora una volta, risposte e soluzioni immediate – ha continuato il presidente. Abbiamo la fortuna di aver costruito negli anni una rete di strutture associative ed Enti, tra le quali, la Fondazione Edmuch Mach, il sistema cooperativo, l’Università di Trento, la Fondazione Bruno Kessler, i consorzi irrigui e di bonifica, Co.Di.Pr.A. e le Organizzazioni Professionali Agricole, che nella logica di perseguire soluzioni di sistema devono unirsi per supportare la politica nelle scelte operative – evidenzia Barbacovi.

Gli agricoltori sono allarmati dal deciso e precipitoso aggravarsi della situazione che stanno vivendo quotidianamente in questo periodo di raccolta e per il quale non vedono soluzioni immediate e valide che possano evitare che il lavoro di una intera annata agraria possa essere compromesso”.

“Coldiretti, immediatamente constatata la situazione in campo, esprime una forte preoccupazione per l’impatto negativo che si sta generando anche in Trentino – ha sottolineato Mauro Fiamozzi, direttore di Coldiretti – e in particolare nelle aziende agricole a sud di Trento in merito alla diffusione della cimice asiatica marmorata (Halyomorpha halys)”.

Nell’ultimo Tavolo Verde allargato a tutto il mondo agricolo, Coldiretti ha fortemente chiesto l’istituzione di un tavolo specifico, tecnico e politico dedicato all’emergenza cimice, già condiviso all’unanimità da tutti gli stakeholder rappresentativi del mondo agricolo trentino. Tale tavolo dovrà permettere di ottenere una fotografia dettagliata della situazione trentina e di favorire urgentemente la definizione delle più efficaci ed efficienti strategie e scelte operative da dare agli agricoltori ed alla comunità in generale; è, infatti, necessario un approccio di sistema, una difesa di territorio, in quanto la cimice trova l’habitat ideale per moltiplicarsi anche in giardini, siepi, fossati, ecc.

Il recente provvedimento per l’introduzione in natura della vespa samurai, arrivato con anni di ritardo, nonché la scoperta della presenza in Trentino di un ulteriore antagonista naturale della cimice, non ci permette comunque di stare tranquilli; infatti, le esperienze scientifiche pregresse evidenziano che ci vorranno anni affinchè questi antagonisti riescano in modo naturale a trovare un nuovo equilibrio che permetta di contenerne la presenza.

Nel frattempo serve urgentemente saper trovare assieme una strategia di primo intervento che permetta alle aziende di sopravvivere in attesa che la natura riesca ad equilibrarsi.

È però contestualmente necessario strutturare un piano strategico pluriennale di intervento organizzato su diversi livelli e ambiti.
“Come Coldiretti – ha evidenziato Barbacovi – e in esito all’attenta analisi delle esigenze del territorio, abbiamo valutato diverse possibili azioni concrete da mettere in campo nel breve, medio e lungo periodo al fine di mitigare l’emergenza cimice e ridare fiducia e speranza agli agricoltori”.

In primis riteniamo debba essere immediatamente chiesto lo stato di calamità per il nostro territorio, in secondo luogo potrebbe essere valutata la possibilità di riconoscere sgravi contributivi e indennizzi alle aziende frutticole che hanno subito danni rilevanti tali da compromettere redditività e sopravvivenza, nonché attivare specifici contributi, come quelli già previsti per l’acquisto di reti antinsetto.

Consideriamo, inoltre, indispensabile valutare la possibilità di una moratoria dei debiti bancari, nonché la possibilità di aderire a soluzioni di finanziamento a breve termine quali, ad esempio, le “vecchie cambiali agrarie”; interessante potrebbe risultare la messa a disposizione da parte dell’ente pubblico di plafond di garanzie per l’ottenimento agevolato di credito dal sistema bancario.

È urgente avviare un monitoraggio specifico combinato con tutti gli istituti di ricerca per definire programmi, protocolli e azioni di difesa e controllo validi e condivisi a livello di sistema agricolo e di comunità.

Il mondo agricolo con grande senso di responsabilità – attraverso Co.Di.Pr.A, ente governato dalle Organizzazioni Professionali Agricole e da sempre direttamente sostenuto e supportato da Coldiretti – ha già strutturato un fondo mutualistico dedicato a indennizzare danni causati da fitopatie e per il quale è stato richiesto il riconoscimento in qualità di soggetto gestore al Ministero dell’Agricoltura. Tale fondo, che non prima del 2020 potrà andare a coprire anche le perdite di produzione causate dalla cimice, è la dimostrazione che siamo in un sistema organizzato che spesso sa ragionare in prospettiva.

Purtroppo in futuro avremo a che fare con altri insetti alieni, risulta quindi assolutamente indispensabile pensare ad una dotazione importante per il Fondo di solidarietà nazionale da cui attingere in caso di straordinarie emergenze ambientali, accompagnata da una congrua dotazione dei capitoli della gestione del rischio.
Sempre in un’ottica strategica e di medio lungo periodo il mondo agricolo da noi rappresentato chiede a forte voce la possibilità di valutare la strutturazione di un fondo di rotazione che possa dare nel prossimo futuro risposta in maniera immediata e concreta a necessità finanziarie degli agricoltori.

In tale contesto di estrema emergenza Coldiretti, la più importante organizzazione Professionale Agricola della Provincia, riteniamo fondamentale dar voce alla base sociale e a tale fine abbiamo ritenuto opportuno dedicare una risorsa umana, il dott. Marco Zanoni, ed attivare una linea diretta per segnalare problematiche legate alla cimice asiatica attraverso un apposito indirizzo e-mail emergenzacimice@coldiretti.it

Pur consapevoli che l’Amministrazione Provinciale è già cosciente e attenta alla problematica, la gravità della situazione impone azioni concrete ed immediate; per questo chiediamo un celere riscontro.