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FASE 3: COLDIRETTI, OK A TEST ANCHE SU BRACCIANTI DALL’ ESTERO.

Non solo ai turisti che rientrano dalle vacanze ma anche ai lavoratori necessari per salvare raccolti Made in Italy.

Via libera in Trentino Alto Adige anche ai test sui lavoratori nei campi provenienti dall’estero che potranno partecipare da subito alle attività di raccolta della frutta e dell’uva messi a rischio dalla mancanza di manodopera qualificata per il blocco delle frontiere per il rischio Covid.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare la necessità che le stesse misure vadano ora estese a tutte le regioni italiane che hanno già concordato con il Governo di svolgere test per chi rientra da Spagna, Croazia, Malta, Grecia dove circa 1,5 milioni di italiani che avevano programmato di svolgere le vacanze all’estero nel mese di agosto, il 54% in meno rispetto allo scorso anno secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’

In questo modo i lavoratori stranieri che superano il test potranno svolgere le attività di raccolta con la Coldiretti che ha avviato una campagna di comunicazione rivolta alle imprese e agli stessi lavoratori per garantire il rispetto delle regole e tutelare la salute pubblica.

Ma per salvare le produzioni Made in Italy occorre soprattutto dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher “agricolo”. Un provvedimento che interesserebbe almeno 25mila italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà.

“L’Italia non può permettersi di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia” afferma il presidente la Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “bisogna ripensare ad uno strumento per il settore che semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito preziosa considerato il periodo di crisi”.​