Il presidente della CNA Trentino Alto Adige, Claudio Corrarati, ha inviato oggi (25 marzo) una lettera ai parlamentari del Trentino Alto Adige ed ai presidenti delle Province Autonome di Trento e Bolzano, chiedendo il loro sostegno ad un emendamento del Decreto Legge “Cura Italia” affinché venga ridotta la proroga della revisione dei mezzi leggeri.
“L’autoriparazione tutta, insieme alle attività collaterali che ne garantiscono il buon funzionamento – chiarisce Corrarati nella missiva – è tra le attività che possono essere esercitate anche durante l’epidemia Covid-19.

Questo perché le nostre imprese svolgono una funzione indispensabile a garanzia della sicurezza dei veicoli e quindi della circolazione stradale. Per chi vuole e con le modalità che ritiene più opportune, le nostre imprese sono al fianco di chi continua a lavorare in prima linea per garantire le esigenze primarie di tutti noi. Anche i centri di revisione possono continuare a lavorare, nonostante proroga delle scadenze al 31 ottobre stia mettendo tutti in grande difficoltà. Purtroppo, con la proroga delle scadenze, la revisione non è tra le attività di urgenza primaria “.

A tal proposito, CNA ha predisposto un emendamento che, per i mezzi leggeri, propone una riduzione della proroga ad agosto, anziché ad ottobre, per tutti i veicoli che hanno scadenza entro il 31 maggio.

“Questo, a condizione che si superi il momento di emergenza – aggiunge Corrarati – consentirebbe ai centri di riprendere la loro attività contenendo i danni e innesterebbe un maggiore clima di fiducia. La proposta emendativa intende scongiurare la possibilità che i centri di revisione privati restino, di fatto, senza lavoro fino all’estate, per poi dover evadere, nell’arco di pochi mesi, un imponente carico di revisioni, in grado di interessare circa cinque milioni di veicoli in Italia. Si dà il caso che, senza correggere il tiro della disposizione, diluendo la scansione temporale dei termini sottoposti a slittamento, i centri di controllo privati rischiano la saturazione del servizio”.

CNA ha chiesto ai parlamentari regionali e ai presidenti delle Province di prendere in esame il testo proposto e di sostenerlo nella discussione in Parlamento, valutando l’impatto positivo che apporterebbe al settore, che rimane comunque fondamentale per garantire la sicurezza stradale, in questo momento messa a dura prova.