“La mancanza di liquidità a disposizione delle imprese può innescare un pericoloso effetto a catena di blocco dei pagamenti. È un meccanismo che deve essere interrotto immediatamente prima che la rottura dell’anello più debole determini l’estensione dello stato di crisi a tutto il sistema. E’ già accaduto nel 2008, potrebbe accadere amplificato ora”. Lo sostiene Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

La CNA ricorda che “tutti i soggetti sono chiamati al rispetto dei termini di pagamento, in particolar modo la grande impresa e la Pubblica amministrazione, che spesso non onora i termini stabiliti per legge”.

Il presidente Corrarati sottolinea che “non bisogna mettere all’ultimo posto del problemi il pagamento delle fatture, altrimenti si innescherebbe un meccanismo di dumping tra aziende più grandi e aziende più piccole, tra clienti e fornitori, tra Pubblica amministrazione e privati che porterebbe inevitabilmente al deterioramento dei rapporti commerciali e imprenditoriali, perfino dei rapporti personali, innescando anche un aumento delle cause in Tribunale”.

Per evitare questo scenario “è necessaria una potente iniezione di liquidità da parte del sistema bancario, proporzionata al fatturato che le imprese avrebbero registrato in condizioni normali, in grado di consentire a tutti i soggetti che operano all’interno delle filiere produttive di far fronte agli adempimenti verso i fornitori. Consentendo alle imprese di mantenere la fiducia reciproca tra loro e verso la Pubblica amministrazione, agevolando la corretta morale dei pagamenti”.

Si tratta di una operazione straordinaria ma indispensabile che richiederebbe, in prevalenza, l’erogazione di importi di piccola dimensione, assistiti da una garanzia pubblica gratuita.

“Contiamo molto – conclude Corrarati – sull’applicazione rapida degli accordi tra Province Autonome di Bolzano e Trento, banche locali e consorzi di garanzia delle imprese per immettere prima possibile liquidità nel sistema”.