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CNA TRENTINO ALTO ADIGE * CREDITO BANCARIO: « METÀ DEI FINANZIAMENTI PROTETTA DA MORATORIE E FONDO GARANZIA, NECESSARIE PROROGHE E NUOVE MISURE FLESSIBILI »

CNA Trentino Alto Adige esprime forte preoccupazione per la situazione attuale del credito bancario nei confronti delle micro, piccole e medie imprese del territorio.
“Quasi il 50% del credito bancario alle imprese – chiarisce il presidente regionale Claudio Corrarati – risulta congelato da moratorie sui prestiti e Fondo di Garanzia per le PMI e un repentino ritorno alla normalità delle regole ordinarie rischia di mettere a rischio centinaia di migliaia di imprese. Rinnoviamo la richiesta alle istituzioni europee e nazionali, ma anche a quelle provinciali per quanto di loro competenza, di definire con urgenza una exit strategy rispetto alle misure straordinarie adottate per arginare gli effetti della pandemia sulle attività economiche”.

Sulla base degli ultimi dati pubblicati da Banca d’Italia a fine 2020 lo stock di credito bancario alle imprese ammontava a 750 miliardi con un incremento, il primo dopo nove anni, di 42 miliardi. I numeri tuttavia risentono delle misure straordinarie: quasi 200 miliardi per le domande di moratorie (di cui 150 miliardi si riferiscono a Pmi) e 130 miliardi per le richieste al Fondo di Garanzia (ai quali aggiungere 20 miliardi di prestiti con la Garanzia Italia di Sace).

In totale 350 miliardi “protetti”, pari al 46% dello stock totale. Analoghe proporzioni si riscontrano in Trentino e in Alto Adige, con impegno diretto che consorzi di garanzia come Confidi Trentino Imprese e Confidi e Garfidi dell’Alto Adige.
“Per scongiurare possibili gravi shock sul sistema bancario e sul tessuto produttivo – aggiunge Corrarati – rilanciamo la necessità di interventi urgenti. In particolare prorogare alcune misure in scadenza a giugno prossimo e somministrare massicce dosi di flessibilità al sistema regolamentare comunitario a partire dalle norme sul default e dal calendar provisioning. Inoltre è necessario che l’Europa segua l’esempio dell’Italia estendendo da 7 a 15 anni la durata dei finanziamenti fino a 30mila euro assistiti da garanzia pubblica. In parallelo è urgente individuare strumenti per favorire la rinegoziazione di circa 200 miliardi di euro di esposizioni congelate con le moratorie”

Per la CNA “è necessario rivitalizzare il sistema dei Confidi, che ha dato prova di sostenere con efficacia l’imprenditoria diffusa nella crisi in corso, e ottimizzare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI valorizzando la relazione tra pubblico e privato. È fondamentale che Confidi Trentino, Confidi e Garfidi Alto Adige vegano adeguatamente capitalizzati dalle Province autonome perché il tema credito rischia di diventare molto preoccupante in tempi molto ravvicinati”.