“Bene la rapidità con cui il Governo ha varato il Decreto Ristori, anche se dobbiamo prima valutare la portata delle misure in relazione ai danni sta creando la seconda ondata del virus.

Adesso ci attendiamo che i contributi siano adeguati, che le Province Autonome valutino se è possibile integrare le cifre e adottare misure complementari e che la Provincia di Bolzano si impegni a riconvocare il tavolo delle parti sociali, ma più convocato nemmeno alla luce degli ultimi Dpcm e ordinanze provinciali, e la Provincia di Trento renda stabile il confronto appena ripartito. Non è necessaria solo una strategia per gestire l’emergenza, ma occorre anche programmare le ripartenze a singhiozzo”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

CNA regionale sottolinea che “le imprese costrette alle nuove restrizioni hanno sempre rigorosamente rispettato le disposizioni di sicurezza ma sono oggetto della stretta in quanto mirata a evitare le uscite serali delle persone e il rischio di assembramenti. Stavolta non basteranno pochi spiccioli a fondo perduto, rinviare qualche bolletta e qualche scadenza fiscale perché questo nuovo fermo, totale o parziale, si porta dietro pendenze fiscali, bollette e rate di mutuo arretrate. I ristori devono garantire la sopravvivenza delle aziende, dei titolari e dei dipendenti”.

CNA ha chiesto al Governo di tenere prioritariamente conto dell’ampiezza del perimetro della stretta. Alle imprese colpite direttamente va aggiunto infatti un indotto di milioni di artigiani, professionisti, partite Iva, imprese – è il caso dei forni, delle gelaterie, delle pasticcerie, delle birrerie – che senza sostegno rischia di essere spazzato via. Per quanto riguarda il trasporto persone è stata ribadita la richiesta di confermare gli indennizzi alle imprese, Ncc e taxi compresi.

Tra le richieste della CNA, le più rilevanti sono: l’incremento cospicuo dei contributi a fondo perduto; l’istituzione di un nuovo contributo a fondo perduto per le perdite nei ricavi subite nel periodo aprile-settembre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019; la sospensione dei versamenti delle imposte e dei contributi dovuti fino al 31 dicembre prossimo; la cancellazione del saldo Imi-Tasi in scadenza il prossimo 16 dicembre; l’estensione del bonus canoni di locazione fino al termine dell’anno, oltre all’irrinunciabile rifinanziamento immediato della cassa integrazione, a cominciare da quella per i lavoratori iscritti nel Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato.