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CNA PENSIONATI TRENTINO ALTO ADIGE * CAMPAGNA VACCINALE: SIMONI. « DATE E MODALITÀ CAMBIANO DI CONTINUO, TANTI OVER 80 SONO PREOCCUPATI »

CNA Pensionati Trentino Alto Adige chiede chiarezza sulla campagna vaccinale: “I ritardi e la mancanza di chiarezza su come procedere nella vaccinazione degli anziani stanno gettando nella preoccupazione la vasta platea dei pensionati anche del Trentino Alto Adige”.

Ad oggi, su quasi 60 milioni di italiani i vaccinati sono 648.640. In base ai dati diffusi lo scorso fine settimana dalla fondazione Gimbe, in Italia gli over 80 vaccinati rispetto alle dosi di vaccino somministrate sono solo l’1%. A fronte del 22% nazionale del personale non sanitario, ovvero gli amministrativi degli ospedali e simili. In questa prima fase, infatti, era previsto che le categorie vaccinate fossero gli operatori sanitari e sociosanitari, gli ospiti delle RSA, il personale non sanitario e gli over 80. Per questi ultimi il D day era fissato già a gennaio, in base alle singole regioni. Il piano vaccinale prevedeva, invece, il coinvolgimento degli under 80 solo dopo il primo trimestre dell’anno. Ora però, nel bel mezzo del maremoto delle dosi tagliate o non consegnate dalle case farmaceutiche produttrici di vaccini, i 4 milioni circa degli over 80 a cui spetta il vaccino non sanno più cosa fare e come.

“Non si capisce davvero nulla – afferma Arrigo Simoni, presidente della CNA Pensionati Trentino Alto Adige. Il Trentino ha cominciato a vaccinare gli over 80, l’Alto Adige era partito prima e poi ha rallentato, il Veneto e il Friuli iniziano a metà mese, la Lombardia a fine marzo. La Campania è in tilt, dal Sud arrivano poche notizie certe. Andare in ordine sparso è una pessima idea. Gli over 80, e anche gli over 70 e 75, hanno bisogno di organizzarsi, cercare la collaborazione dei familiari, faticano a trovare informazioni sui mezzi digitali. Sarebbe stato utile un piano coerente dappertutto. Stesso modo di prenotare, metodi standard. In ogni caso almeno la comunicazione andrebbe data univoca, chiara, semplice”.

“Chiediamo – aggiunge Simoni – una campagna nazionale che spieghi agli anziani cosa fare. Penso a quelli particolarmente fragili, soli, non autosufficienti e isolati. So che alcune Regioni hanno previsto per i non autosufficienti il coinvolgimento dei medici di base. Ma sono preoccupato per gli altri: le persone che vivono lontano dai centri Asl o vaccinali, chi non ha connessione internet, chi ha difficoltà a capire cosa fare. Ci siano indicazioni chiare. Un ritardo di pochi giorni dell’appuntamento al vaccino, per un over 80, può significare vita o morte e per questo non mi piace neanche il grande bailamme delle dosi sì, no, forse dei tre grandi vaccini in campo: Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Il brevetto di un vaccino non può essere gestito come quello di un paio di occhiali o di una borsa”.