VIDEONEWS & sponsored

(in )

CIVETTINI – INTERROGAZIONE * “DSA E DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO: UNA SENTENZA DISPONE SOSTEGNI, QUALE LA POSIZIONE DELLA PROVINCIA DI TRENTO?”

Dsa e difficoltà di apprendimento. Ora una sentenza dispone adeguati sostegni. Quale la posizione della Provincia di Trento? Quali i programmi di supporto della Azienda sanitaria trentina?

La politica sappia fare le sue scelte sul tema,senza aspettare nuove sentenze locali!

Interrogazione – Ad ottobre la settimana europea della dislessia, dove l’Associazione Dsa Trentino ha avuto modo di rappresentare l’opportunità di una gestione aperta e corretta del fenomeno che, in Trentino tocca circa il 3% degli studenti con numeri che parrebbero crescere e con necessità organizzative che devono essere sempre più all’altezza e in grado di affrontarli.

L’Associazione, in quell’occasione, ebbe ad affermare che “serve una scuola più moderna e tecnologica”, ma dove i costi di gestione familiare, oggidì, seppur all’attenzione, ancora non avrebbero risposte concrete, mettendo in vera difficoltà, soprattutto le Famiglie che –per la situazione contingente-già sono in difficoltà.

Un aumento-si badi bene-dovuto anche alla maggiore attenzione cui questo tipologie di problematiche vengono oggi focalizzate e avviate all’iter necessario per la loro valutazione.

Non una malattia, ma una condizione neurobiologica, fenomeno che rende difficoltosa la lettura e che in detta sfera, tra i disturbi di apprendimento, sono contemplate anche la disgrafia (difficoltà nella scrittura e disegno), disortografia (difficoltà ortografiche) e discalculia (difficoltà su numeri e calcolo).

Fenomeni un tempo ascritti a comportamenti, mentre oggi, per fortuna, possono essere ben compresi e affrontati con un percorso di naturale normalità, che porta spesso al loro superamento.

Fenomeni-come si diceva-che comunque comportano un riconoscimento-innanzitutto- e poi un adeguamento dei percorsi scolastici e casalinghi dell’apprendimento, che, troppo spesso, nonostante tutto, gravano anche sui bilanci familiari.

Ora, di questi giorni, una sentenza importante del Tribunale di Firenze che, nei fatti, riconosce l’indennità di frequenza ai minori affetti fa tali disturbi, dove le Asl di altre Provincia e Regioni, sarebbero riluttanti nel loro riconoscimento, nonostante la normativa lo avesse previsto, relativamente e che ora la Sentenza chiarirebbe in modo inequivocabile.

Normativa prevista dalla legge 289/1990 e che, con la sentenza che ha accolto il ricorso presentato dai genitori di una bambina con dislessia, disortografia e disgrafia, vedrebbe l’Inps condannato a corrispondere mensilmente l’indennità di frequenza, a sostegno delle notevole spese familiari sostenute.

Infatti, una famiglia con un figlio Dsa, oltre ai percorsi scolastici, deve affrontare molteplici spese, passando dalle ripetizioni scolastiche, ai tutor, alle sedute di logopedia, ai trattamenti riabilitativi, nonché alle spese per acquistare materiale informatico.

L’Inps sarebbe stato condannato a corrispondere mensilmente l’indennità di frequenza, prevista dalla legge 289/1990, a partire dal momento della presentazione della domanda amministrativa oltre agli interessi legali.

Ora, ben sapendo che la situazione in Provincia di Trento, per le competenze che ci sono ascritte, la situazione è leggermente diversa, ciò non toglie che –in ogni modo-ci sia ancora una situazione che va affrontata nella sua complessità e riconosciuta in modo chiaro, come situazione-che non vorremmo definire patologia!-che deve essere supportata a partire dal suo nascere, evitando i difficili percorsi in cui le Famiglie sono sole nel momento della necessità delle certificazioni, con le umiliazioni improprie,che,anche dal sistema della gestione scolastica-non dai docenti-vengono sottoposti i familiari stessi.

A fronte di tale sentenza e ben sapendo che anche in Trentino alcune situazioni sono in attesa di imminenti sentenze, per le stesse richieste, ci sembra serio affrontare il tema anche dal punto di vista politico, affinché questo tema non sia lasciato solo alle rispettabili decisioni della Magistratura, ma alle scelte della Politica che sa porsi il problema e trovare adeguate soluzioni e risposte, sia nella definizioni della problematica nel momento in cui si manifesta, sia nelle azioni concrete, scolastiche ed extrascolastiche, volte al massimo recupero per i bambini e ragazzi che subiscono detti percorsi.

 

*

Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

Quali siano oggidì in Trentino, i numeri in valori percentuali e assoluti, dei bambini affetti da disturbi di apprendimento e come siano suddivisi gli stessi tra Dsa, la disgrafia, disortografia e discalculia;

A quali percorsi di certificazione devono essere sottoposti tali soggetti, con quali supporti e se gli stessi,siano interamente ascrivibili al sistema sanitario o se alcuni passaggi per la definizione, siano a carico delle Famiglie;

Quali siano i supporti tecnici e organizzativi messi a disposizione dal sistema scolastico della Provincia di Trento in tutte il suo percorso e quali siano i supporti, anche economici cui oggi, le Famiglie, possono accedere a fronte di una certificazione che attesti le summenzionate patologie;

Se corrisponde al vero-quanto ci è stato segnalato-che ad ogni cambio di ciclo scolastico, l’azienda richiede nuove e aggiornate attestazioni di valutazione e, nel caso, le spese per gli specialisti, hanno il supporto dell’azienda Sanitaria o se siano a carico delle Famiglie;

Se corrisponde al vero che, il sistema scolastico trentino ha la facoltà di non attivare percorsi di affiancamento, nonostante le certificazioni e, nel caso, a quali autorità compete le decisioni in merito;

Se, ora anche a fronte di una Sentenza che-in ogni modo fa giurisprudenza in materia-la Provincia intenda affrontare in modo organico il problema e le conseguenze pratiche che questo riconoscimento comporta e, nel caso, come intende organizzare, predisporre e mettere in disponibilità le risorse necessarie, affinché, quanto previsto dalla citata Sentenza, diventi una logica del rispetto e della sensibilità sul tema, fatta propria dalle scelte politiche e non dalle rispettabilissime sentenze;

Se si sia a conoscenza che anche dei Genitori e Famiglie trentine abbiano fatto ricorso alla Magistratura o alle Autorità competenti, per vedersi riconosciuti quei diritti di assistenza sacrosanti, ora sanciti anche dalla sentenza di Firenze e, nel caso, se vi sia stata opposizione da parte della Azienda Sanitaria locale e, nel caso, quali siano le argomentazioni addotte per tali opposizioni;

Come siano strutturati i docenti di sostegno nella scuola trentina sul tema specifico e quale sia la copertura al sostegno oggi in atto e quali le aree di crisi cui non si danno ancora risposte concrete;

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

Consigliere Claudio Civettini

Civica trentina