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CIVETTINI – INTERROGAZIONE * COMUN GENERAL DE FASCIA: “PAT ARROGANTE ESCLUDE DALLE CONSULTAZIONI L’AMMINISTRAZIONE DI VALLE? OMISSIONI DI CONVENIENZA?”

C’è una certa preoccupazione, in Valle di Fassa, per quanto riguarda un passaggio istituzionale che per legge dovrebbe avvenire regolarmente mentre, nei fatti, così non sembra essere. Il che ultimamente pare ancora più grave, considerando come, negli ultimi tempi, si siano verificati numerosi episodi di modifiche all’impianto legislativo che delinea il quadro di tutela e valorizzazione del territorio, della lingua e cultura ladina.

Il passaggio istituzionale cui si sta facendo riferimento – e che dovrebbe avvenire regolarmente, anche se così non sembra affatto essere –  è la mancata consultazione, da parte della Provincia, del Comun General de Fascia su questioni che territorialmente lo vedono coinvolto.

Questo benché, si badi, non una bensì ben due norme provinciali – le leggi n. 3/2006 e n. 8/2008 – abbiano formalmente trasferito al Comun General de Fascia le funzioni amministrative della Provincia nelle materie della tutela, promozione e conservazione del patrimonio culturale locale e della lingua ladina, ponendo pure – in capo ad esso – specifici diritti in ordine all’espressione di pareri, anche obbligatori, tra cui «l’intesa sui provvedimenti di carattere generale che riguardino specificatamente la comunità ladina» (art. 19 L.p. 3/2006).

Assai comprensibile, dunque, il disappunto attuale in seno al Comun General de Fascia, sfociato nella presentazione, da parte dell’Associazione Fassa, di una apposita mozione sul tema.

Ora, benché ben localizzata geograficamente, è di tutta evidenza come la questione qui esposta non possa essere ritenuta marginale né di interesse del consigliere provinciale eletto in zona. Di qui non la possibilità bensì l’urgenza, col presente atto ispettivo, di interpellare l’Amministrazione provinciale per sapere come mai – a dispetto di ben due normative vigenti, le leggi provinciali n. 3/2006 e n. 8/2008 – il Comun General de Fascia non sia stato finora, anche recentemente, interpellato e coinvolto, neppure frettolosamente consultato, su questioni che lo interessano.

Chiarite le motivazioni di siffatta inopportuna metodologia, si richiede altresì secondo quali modalità ed entro quali termini si intende, al più presto, porre il doveroso rimedio ad essa. Per il rispetto della legge, ma anche delle legittime sensibilità di un territorio così caratteristico e importante.

Peraltro, la reazione massiccia dei Sindaci, resa nota dalla stampa in questi giorni, in merito all’emendamento proposto in occasione della Legge finanziaria appena approvata, che ha introdotto forzatamente l’ambito unico, ben rappresenta i dubbi che vengono da noi sollevati, circa la mancanza di quel doveroso percorso di relazione e di ascolto, che è nelle deleghe e nei diritti delle Istituzioni locali.

 

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Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

Per quale ragione – in sfregio al disposto di ben due normative vigenti, le leggi provinciali n. 3/2006 e n. 8/2008 – il Comun General de Fascia non sia stato finora, anche recentemente, interpellato e coinvolto, neppure frettolosamente consultato, su questioni che lo interessano;

Quante e quali volte, fino ad oggi, in applicazione delle le leggi provinciali n. 3/2006 e n. 8/2008 – il Comun General de Fascia sia stato finora interpellato da organi provinciali così come previsto da siffatte norme;

Se non si reputi molto grave la prassi attuale, per cui il Comun General de Fascia, a dispetto di quanto stabilito dalla Legge provinciale vigente, non viene sostanzialmente mai consultato nelle occasioni in cui ciò sarebbe doveroso;

Entro quali termini e secondo quali modalità, in caso affermativo rispetto al quesito precedente, si intenda attivarsi per correggere, al più presto, detta malsana e sleale prassi istituzionale.

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini

Civica trentina