VIDEONEWS & sponsored

(in )

CIVETTINI – INTERROGAZIONE * “CANTINA DI MORI: EPURAZIONI DELLE PERSONE CHE SANNO PER I GIOCHI DELLA PRESIDENZA? I COMPONENTI EX CDA SE NE VADANO A CASA”

Per correttezza e per l’onorabilità della Cantina di Mori, mi sono astenuto ad intervenire su questo ennesimo atto contrario ad ogni meccanismo di un sistema cooperativo fondato sulla mutualità e ottimizzazione delle persone ancor prima delle risorse.

Provvedimento che era a tutti noto  e che ha visto il licenziamento dell’enologo E. M., persona di grande esperienza, correttezza e dedizione, che ha seguito quelle dell’altrettanto valente e onesto Direttore L. T., che altro non avrebbero fatto e gestito, se non situazioni ben note a tutto il Cda che con questi provvedimenti, ha messo a rischio la fondata credibilità di una Cantina che vede nei Soci, la sua forza, non certo ascrivibile  alle arroganze politiche che fanno parte di coloro che hanno gestito nell’ultimo mandato, la Cantina stessa.

Una situazione paradossale, dove per salvare la faccia, parrebbero sacrificarsi le figure fondamentali della crescita della Cantina stessa, a tutela proprio dei Soci e dei territori.

Sembrerebbe che dietro questa operazioni, ci siano motivazioni non ancora chiarite, ma le contraddizioni emerse nell’ultima assemblea tra Presidente e vice presidente, parrebbero chiarire ogni dubbio, circa l’inaffidabilità di un sistema, che si vorrebbe al proprio servizio, piuttosto che al servizio di Soci, sviluppo e territorio.

Un vice presidente che ora parrebbe ambire alla Presidenza, dopo aver contribuito alla creazione di questi mostri gestionali e che non ha nemmeno il pudore di farsi da parte, forse più assetato –parrebbe dall’obiettivo personale che non dal bene della Cantina e dei Soci che hanno-nel tempo-conferito correttamente i loro prodotti, diversamente da altri.

Una situazione che non ha paragoni e che dopo un evidente fallimento dell’intero Cda, vedrebbe in campo uno dei protagonisti di tale disfatta e che se non ci sarà un ricambio generazionale e d’intenti, non potrà che alimentare piccole guerre di poteri, piuttosto che pensare ad uno sviluppo armonico del sistema e degli interessi dei Soci, di tutto il sistema cooperativo e dei territori del basso trentino.

Dunque, dalla presa d’atto dell’ennesimo sberleffo alla lucidità gestionale, concretatosi con il secondo licenziamento sopra citato, all’invito a tutti i componenti del Cda uscente a farsi da parte, per liberare la gestione della Cantina da lacci e laccioli che vedrebbero qualche “ras” della politica provinciale dietro le quinte, per gestire interessi di piccola portata e assolutamente personali

 

*

Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

Quale sia l’atteggiamento della Giunta provinciale – visti gli ingenti investimenti di denaro pubblico sull’attento e doveroso sviluppo e rinnovo della Cantina di Mori Colli Zugna, dove la regia provinciale non è certo mancata a fianco delle scelte dei Soci – di fronte a quello che parrebbe una devastazione sulle persone che detengono, nei fatti, il know how gestionale della cantina in parola, che si è concretato con il licenziamento assolutamente discutibile del Direttore e dell’enologo che,insieme,hanno visto la recente qualificazione della Cantina ,dei suoi prodotti con la valorizzazione per gli interessi dei soci e dei territori di produzione;

Quali siano, se di conoscenza, le motivazioni che hanno portato al licenziamento anche dell’enologo, persona seria, esperta, preparata e corretta, che insieme al Direttore, parrebbero più vittime di una faida politica piuttosto che di una visione prospettica di sviluppo della Cantina stessa;

Quali sia il ruolo del Cda uscente in tutta questa vicenda e se risulta che le decisioni sui due inopportuni licenziamenti, siano state prese all’unanimità e nel caso, quali le motivazioni addotte ai provvedimenti;

In caso di reintegro giudiziario, a chi saranno ascritte le spese legali e di indennità a favore dei sicuri ricorrenti e, la posizione di controllo sui fatti, potrebbe portare alla revisione dei provvedimenti;

Se risulta vero che, ad esempio, il vice presidente abbia avuto nella borgata un ruolo politico, quale segretario o candidato di qualche formazione politica e se, chiunque dei membri dell’Cda uscentesi dipendente, collaboratore o tecnico di aziende pubbliche o a capitale pubblico e, nel caso, se siano in dette posizione per eventuale concorso o per nomina a fronte di titoli a valutazione soggettiva.

 

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Civettini

Civica Trentina