INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL FPL SETTORE SANITÀ TRENTO

GIUSEPPE VARAGONE

Focus su: Assunzioni - Contagi covid - Presidio - Contratto - Apss

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INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL DEL TRENTINO, WALTER ALOTTI

Focus su: Bilancio Pat - Partecipate Pat

Si è svolto ieri pomeriggio a Trento, presso il Commissariato del Governo, la prevista riunione per il tentativo di conciliazione tra Pat e organizzazioni sindacali della Medicina generale, dopo la proclamazione dello stato di agitazione del 4 novembre e successive giornate, da parte delle quattro organizzazioni sindacali dei medici di famiglia e delle guardie mediche di tutto il Trentino.

Alla presenza della dottoressa Anna Grazia Giannuzzi, Capo Gabinetto del Commissariato del Governo, la Provincia autonoma di Trento ha fatto qualche passo avanti, aprendo al dialogo con i nostri sindacati di categoria,(Cisl medici, Snami, Smi) ed è un fatto che apprezziamo, al di là del fatto che mai in passato si era arrivato a tanto.

Per sospendere la protesta che va diritta alla proclamazione dello sciopero generale di tutti e 370 i medici di medicina generale e i 108 della guardia medica dell’intero Trentino in piena stagione turistica invernale,abbiamo bisogno però di ben altro: di passi concreti, di cambiamenti effettivi.Soprattutto di lealtà nelle affermazioni che fin’ora nè Azienda nè Provincia hanno inteso onorare.

Quali? Tutti quelli di cui stiamo discutendo da oltre 36 mesi con l’appendice delle modifiche di questi ultimi sei mesi.

Dal percorso informatico per le ricette degli specialisti, all’attivazione di tutte le 25 Aft previste dall’accordo del 2013; dallo sblocco dei progetti fermi dal 2013 ad oggi con dieci milioni di euro che stanno andando in fumo, al tentativo di obbligarci ad un contratto a tempo determinato per i prossimi cinque anni che sostituirebbe il nostro accordo a tempo indeterminato previsto per Legge di Stato.

Emendamenti da effettuarsi dopo la firma di un contratto,tenendo presente chi si è rimangiato la parola data e firmata sulle zone carenti della vicenda Lavarone, non ne accetteremo più.

Intanto incassiamo il supporto dei nostri stessi pazienti, 450.000, in particolare i più bisognosi di assistenza che ci continuano a sostenere e ringraziare perché hanno capito che stiamo protestando anche per loro.

Soprattutto i malati cronici che necessitano di assistenza domiciliare, e che sono quelli che in questo momenti soffrono di più la situazione e la mancanza di servizi territoriali adeguati compresi quei progetti che lo Stato italiano ha dichiarato di voler fare in ogni regione e che invece il Trentino non sente il bisogno di mettere in pratica.

Quello che vogliamo far capire è che non stiamo per proclamare lo sciopero generale della categoria per un interesse personale ma per difendere il bene del paziente.

Motivo del contendere sono le promesse mancate da parte della Provincia autonoma di Trento in riferimento agli aumenti previsti dal contratto nazionale per la contrattazione secondaria e l’assenza di progetti precisi con cui gestire l’assistenza ai pazienti cronici.

Inoltre, con gli ospedali che diventavano ricoveri per le urgenze,come previsto dalla riorganizzazione aziendale, il territorio avrebbe dovuto trasformarsi e adattarsi alla gestione di malati cronici attraverso una serie di interventi che sono arrivati solo in minima parte e che riferiscono non tanto ai medici del territorio ma al comparto infermieristico dipendente ed agli specialisti dipendenti all’interno delle Strutture intermedie.

A questo punto vogliamo capire quale sia la politica della Provincia per l’assistenza sanitaria: ai pazienti serve un punto di riferimento che non può essere quello di disonorare continuamente i contratti firmati dalla Provincia con i sindacati della medicina generale.

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino