QUALI STRATEGIE ITAS PER IL 2020?

Intervista a Raffaele Agrusti, amministratore delegato e Direttore generale

 

Sentenza di Trento sulle guardie mediche-diritto di replica. Duole replicare alla comunicazione sulla Stampa locale riguardante la vertenza presso il Giudice del lavoro di Trento relativa alle guardie mediche, in quanto la decisione del tribunale è stata fatta solo su un elemento tecnico di diritto sindacale e non sulla delibera di Giunta, che vorrebbe aumentare contro contratto il numero di guardie, sulla quale il giudice non si è pronunciato direttamente né in positivo né in negativo.

Infatti sia l’APSS che la Provincia, intervenuta spontaneamente a sostegno dell’APSS, hanno speso la maggior parte dei loro ricorsi per chiedere unicamente lo spostamento della causa al Tar; e qui il giudice ha rigettato la richiesta in maniera netta, ricordando che la competenza sui diritti sindacali spetta al giudice del lavoro, da consolidato orientamento della Suprema Corte di Cassazione.

Poi le stesse hanno insistito nel sostenere che tale modifica rientri nei poteri unilaterali della Provincia e anche su questo punto nulla è stato riconosciuto.

Invero, il giudice ha riconosciuto che per modificare il numero di medici di guardia deve esservi il consenso della maggioranza della componente sindacale ma ha dato torto alla Cisl medici in quanto la stessa avrebbe richiesto “l’unanimità” dei componenti del Comitato provinciale.

Purtroppo questo non è mai stato chiesto (sappiamo che serve la maggioranza assoluta o relativa e non l’unanimità) e deve essere stato frainteso dal giudice per cui ci riserviamo di chiarire, con l’eventuale appello, questo punto.

D’altro canto il giudice non ha chiarito il concetto di maggioranza, lasciando quasi intendere che basterebbe il voto di due sindacati di minoranza per firmare: se fosse così, da domani a Roma ed in ogni tavolo negoziale delle regioni italiane e delle provincie autonome tutta la contrattazione si rivoluzionerebbe perchè i sindacati di pochi iscritti mettendosi assieme, potrebbero firmare e modificare i contratti, rispetto a quelli con maggioranze veramente rappresentative.

E sarebbe una grande vittoria per Cisl medici seduta al tavolo di contrattazione nazionale in queste ore: verrebbe dimostrato infatti che a Roma, come a Trento, non vale la maggioranza delle deleghe sindacali, lì della FIMMG, qui di Intesa sindacale, nè il numero delle sigle sindacali, qui 4 contrarie alle guardie rispetto alle due a favore, bensì il numero di componenti legalmente deputati alle firme sugli accordi lì alla Sisac come qui in Comitato provinciale.

La legge sul pubblico impiego e la giurisprudenza dicono altro.

Per questo tutti i dubbi espressi sul potere unilaterale di modificare il rapporto ottimale dei medici di guardia ad opera della sola Provincia e dell’APSS rimangono validi e suscettibili di ulteriori autonome valutazioni.

La sentenza non ha toccato i punti essenziali in discussione e la compensazione delle spese di lite è chiaro segno che non c’è alcuna vittoria eclatante di una parte o l’altra.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino