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CISL MEDICI – TRENTINO * SCUOLA MEDICINA: « PORTARE A TRENTO UN INVOLUCRO CHE DIA LUSTRO E SOLDI AI PROFESSORI NON È UN BENE NÉ PER LA PAT, NÉ PER LA POPOLAZIONE »

Cisl medici del Trentino prende atto dalle dichiarazioni dell’Assessore Segnana, riguardanti la attività della guardia a Bezzecca, laddove ella viene in soccorso alla mancata riorganizzazione della continuità assistenziale da parte aziendale, dichiarando gattopardescamente che tutto cambia per nulla cambiare.

Prendiamo atto dalle sue dichiarazioni che bastava potenziare la Sede di Riva del Garda e non serviva stravolgere il rapporto medico paziente contrattualmente fissato a 1:5000 residenti.

Prendiamo atto che si va nella direzione suggerita da Cisl medici del Trentino per il presente ed il futuro con un tavolo aperto in Comitato provinciale per proporre misure atte a fronteggiare la carenza dei medici di medicina generale..

Ma prendiamo altresì atto che a Trento tra la notte del 31 dicembre e il primo gennaio l’Apss non è riuscita a garantire neppure la copertura dei cinque medici di guardia che devono coprire una popolazione non di 5.000 residenti bensi di 125.000.

Prendiamo infine atto che in tutta la Vallagarina moltissime sono le ventilate dimissioni dalle sedi di guardia dei medici a tempo determinato per le retribuzioni in pejus di cui sono stati tutti allertati a cavallo del Natale dalla stessa Apss di Trento, creando non poca confusione e dissapori.

In riferimento alla querelle “Scuola di Medicina e Chirurgia” per una Laurea magistrale a ciclo unico, ricordiamo invece che i primi a parlarne e studiarne la fattibilità sono stati nel 2012 la Giunta Dellai con l’Assessore Rossi, che istituì per delibera provinciale un tavolo tecnico con componenti il Presidente Ordinistico dei Medici Chirurghi, il Presidente dell’Università di Trento, il direttore generale dell’Assessorato alla salute, rappresentanti dei medici e di FBK, il Direttore Generale dell’APSS, dott. Flor, che guarda caso oggi è a Padova.

Dallo studio di fattibilità di otto anni fa si evidenziò che ogni studente iscritto a detta Scuola sarebbe costato alla Provincia dai 170.000 ai 340.000 euro per una somma totale di 10 milioni annui per 40 studenti.

Se calcoliamo che per fare un Corso oggi ci vogliono almeno 60 studenti per anno; che Collini vorrebbe una Scuola di Medicina a Trento di sei anni più 4 di specializzazioni non cliniche ma già fino ad oggi non prese in considerazione come Master di 2° livello, si tratta di una cifra che rasenta i 15 milioni annui per dieci anni di corsi per 60 studenti mentre in giro per l’Italia gli studenti trentini sono almeno 500.

Cisl medici ritiene quindi improponibile l’esborso provinciale di 150 milioni di euro a fronte, nei prossimi anni, di 120 milioni di euro in meno per la sanità trentina, come dichiarato dallo stesso Fugatti, in riferimento agli accordi di Milano e successive modifiche.

Portare a Trento un involucro che dia lustro e soldi ai professori, ai direttori dipartimentali, ai direttori ospedalieri e danneggi tutti i contratti in essere nei confronti dei nostri medici di oggi e domani, dei nostri dottori in scienze infermieristiche e tutto il personale sanitario tecnico ed amministrativo dell’APSS, non è un bene né per la Provincia Autonoma di Trento, né per la popolazione e neppure per l’Azienda sanitaria.

Spendere dieci milioni per una succursale di Padova, per far fronte alle defezioni che ci riguarderanno non solo a Bezzecca ma soprattutto negli ospedali di valle e nelle nostre periferie territoriali per i prossimi soli quattro anni, prima della sovrabbondanza che arriverà successivamente, riteniamo sia ancora il male minore tenuto conto che gli ultimi due anni di corso sono prettamente tirocini ospedalieri in sedici materie e che alla laurea qualunque medico può concorrere per il tempo indeterminato sul territorio trentino purchè idonei al Concorso nazionale per la medicina generale.

Confidiamo quindi che il Governatore e la sua Giunta, con l’apporto capace del Direttore Generale dell’Assessorato alla salute, sappiano mediare con Collini e Di Leo una posizione intermedia che veda protagonisti, nei rispettivi settori di competenza Verona, Trento e Padova, confermando però che tutto ciò serve per andare incontro ad una situazione emergenziale di soli quattro anni e che in futuro nulla osta a vedere nel nostro Ateneo anche una Laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e Chirurgia.

Ad futura memoria.

 

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Dott. Nicola Paoli

Segretario generale Cisl medici del Trentino