Cisl medici del Trentino e la nostra categoria dei Coordinatori medici di RSA esprimono il proprio apprezzamento per l’impostazione dell’ emendamento all’art.16, comma 2 bis , del Presidente dott. Maurizio Fugatti e dell’Assessore alla salute Stefania Segnana, in Prima Commissione, rigurdante il Disegno di legge n.60.

Ci riferiamo, in particolare, alla volontà di stabilizzare la posizione contrattuale dei medici di RSA e la direzione sanitaria in capo ad APSS, che permetterebbe una sicura indipendenza nelle scelte professionali.

Sono dieci anni che Cisl medici chiede la stessa soluzione o un accordo convenzionato con l’Assessorato alla salute, che preveda un contratto di lavoro tutelante per ognuno dei nostri medici attualmente inseriti nelle RSA del Trentino, che sia omogeneo ed equivalente per tutti loro.

Chiedeva anche di sedersi ad un tavolo con Upipa e la Provincia, in passato ma sono stati fatti pochissimi passi.

Come Cisl medici, al di là dei meccanismi politici con cui ci si arriverà, siamo favorevoli ad una simile soluzione, che renderebbe l’onore di chi, spendendo anche soldi propri, ha seguito a suo tempo i Corsi indetti dalla provincia di Trento, con tesi finale, fatti appositamente per selezionare valide figure professionali che potessero essere iscritte oggi al ruolo di medici coordinatori di RSA in un pubblico registro provinciale.

Medici, anche specialisti in geriatria, che fino ad oggi vengono retribuiti a minutaggio piuttosto che a turni di 38 ore settimanali per tutto l’anno, con il capestro di rimanere, ogni anno, senza lavoro quello successivo.

In un sistema di RSA e APSP che ogni anno diventa sempre più simile a geriatrie cliniche complesse che non alle semplici Case di riposo residenziali di inizio 2000.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino