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CISL MEDICI – TRENTINO * REPLICA PRESIDENTE IOPPI – TAMPONI ANTIGENICI RAPIDI: PAOLI, « ACQUISTATI ED EFFETTUATI ANCHE DAI MEDICI DI MEDICINA GENERALE, INIZIATIVA POCO CONOSCIUTA »

Leggiamo sulla stampa di stamattina la dichiarazione del Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che insiste nel volere ulteriori medici di base e ulteriori tamponi sui territori, dichiarando che:”Continuiamo ad avere problemi di organico anche sui medici di medicina generale. Colleghi sostituiti solo dopo che se ne sono andati o che vanno in pensione”.

Corre l’obbligo quindi fare delle precisazioni da parte sindacale:

1) L’assunzione dei medici di medicina generale è regolamentata in maniera precisa e puntuale da norme contrattuali dettagliate, con tempistiche inserite nell’attuale ACN della medicina, che l’attuale APSS sta mettendo in pratica. Al contrario l’accordo firmato a marzo di quest’anno dalle organizzazioni sindacali di minoranza, e non da Cisl medici del Trentino, che voleva ovviare a tale problema, non ha portato alcun beneficio a favore di medici che volessero venire a lavorare in questa Provincia autonoma, come se ne deduce anche dalla parole del Presidente. Forse era meglio seguire le diverse indicazioni della maggioranza assoluta dei medici della medicina generale.

2) I tamponi antigenici rapidi, attualmente, vengono acquistati e effettuati anche dai medici di medicina generale per dare attuazione ad un accordo tra Azienda, Assessorato alla Salute (Dott. Ruscitti e Stefania Segnana) e OOSS della medicina generale, dell’ultimo mese, che aiuta ad intercettare sempre un numero maggiore di sospetti Covid- 19. Probabilmente tale iniziativa è ancora troppo fresca e poco conosciuta e necessiterebbe di maggior diffusione alla popolazione intera. Per questo non è chiaro il cenno sul punto espresso dal Presidente Ioppi, a meno che non faccia riferimento ai tamponi molecolari, per i quali, ci dice l’APSS, si stanno valutando gli aspetti tecnici per poterli dare da effettuare anche ai medici di medicina generale. Al contrario ci acquisteremo quelli rapidi molecolari, già in uso negli Stati Uniti e presto anche da noi.

3) I contatti tra OOSS della medicina generale e dott. Benetollo, DG f.f., da una parte, Assessore Segnana e dott.Ruscitti, dall’altra, sono costanti e settimanali, e ci aggiorniamo reciprocamente sulle criticità che si sviluppano e che insieme si cerca di superare, senza ricorrere sempre ai giornali. Molto meno costante il rapporto con il Dipartimento delle Cure Primarie, e ancora da capire a che punto sia il completamento della rete dei medici USCA, (su cui l’Ordine non si è espresso), che dovrebbero essere direttamente collegati ai medici di famiglia per raggiungere i domicili dei nostri pazienti Covid positivi e che invece pare vengano gestiti unicamente dai Distretti in maniera disomogenea. Per tutti i medici è arrivato da parte provinciale una quota di bonus della pregressa fase 1 mentre per i medici di RSA, grazie ai buoni rapporti sia con Upipa che con l’Assessore Segnana, i sindacati medici si stanno avviando verso un protocollo storico d’intenti.

4) Spiace quindi che ci sia una minoranza di medici di base singoli e non istituzionalizzati, che riferiscono al Presidente che saremmo in affanno sui territori per mancanza di rapporti con la parte pubblica.

Grazie all’Assessore Segnana, in primis, la medicina generale, nei confronti dei propri pazienti, ha potuto accedere ai test sierologici rapidi anticorpali per i soggetti asintomatici. Con possibilità di rimborso della fattura da parte di Sanifonds, Fondo sanitario provinciale per gli aventi diritto, grazie ad un successivo accordo tra medicina generale e il Fondo stesso per il tramite dell’Assessorato alla salute. Al tampone rapido antigenico, con ricetta dematerializzata da parte dei medici per i punti aziendali sul territorio, oppure, in caso di urgenze, per i pazienti sintomatici, attraverso attività in libera professione ,con calmierazione dei prezzi precedenti.

I rapporti con il Dipartimento di prevenzione, diretto dal Dr.Antonio Ferro, sono costanti e sono andati via via migliorando, sul territorio, man mano che le competenze passavano dal Dipartimento Cure primarie a quello appunto di prevenzione, non ultimo la Centrale Covid.

Permangono criticità sulle dosi dei vaccini per i medici di famiglia che, alla luce della pandemia, sono rimasti senza, nonostante l’APSS dichiari di averne dati lo stesso quantitativo dell’anno scorso, piu un 40%.

Se fosse così, sulla base delle richieste dei nostri medici che arrivano a Cisl medici di medicina generale tanto quanto all’Ordine, significherebbe che nei Distretti ci sarebbero riserve non conteggiate per i medici di medicina generale e non ancora distribuite, nonostante la pressante richiesta sul territorio.

Le battaglie da fare oggi, per la medicina territoriale, in tempo di pandemia, dovrebbero essere quelle a difesa della classe medica in riferimento all’atto medico legato al tampone, che pare sia in corso di allargamento ad altri fasce di soggetti. Alle tensioni, alle paure, alle lamentele, in certi casi alle vere e proprie intemperanze verbali dei pazienti nei confronti di medici di famiglia che non vanno in ferie da inizio anno, stravolti dal lavoro incessante, per rispondere a tutti nella loro missione encomiabile,con il timore sempre maggiore di vedersi cambiare medico, lasciandolo senza stipendio pieno. Ai vaccini, agli Usca, alla chiusura di interi reparti clinici a discapito dell’apertura dei reparti Covid, con mancanza di specialisti sul territorio che potrebbero prendere in carico i pazienti nelle interminabili liste d’attesa.

A difendere le mozioni di chi, come a Rovereto, ha chiesto al proprio Comune di dare gratuitamente ai medici del territorio spazi piu larghi dove vaccinare, invece che continuare ad assembrarsi in piccoli studi, ma anche personale infermieristico e di segreteria.nA tutelarci tutti con la richiesta di DPI giornalieri per tutti i nostri medici, nessuno escluso, in maniera del tutto gratuita.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino