TAR - TRENTO: FOCUS SENTENZA CHIUSURE DOMENICALI PAT
Intervista al dottor Fulvio Rocco
Presidente Tribunale amministrativo regionale Trento

In risposta a quanto dichiarato in risposta a Testor, Zanon e Segnana ieri, Cisl medici precisa che non esiste una carenza di medici specializzati negli ospedali trentini “perchè le scuole di specializzazione ne laureano meno di quelli necessari”.

Proprio perchè autonoma speciale la Provincia di Trento ha diritto ad inserirne quanti ne vuole nelle Università italiane.

Basta eliminare il tetto alla spesa per le assunzioni, privo di senso e punitivo per la nostra sanità pubblica, non solo per la Valle di Fiemme e Fassa ma per l’intero Trentino, molto più grande e numeroso.

Fare accordi con le stesse Università, come ha dichiarato Verona e retribuire le borse di studio provinciali.

Alla Conferenza Stato Regioni di giovedi scorso, dove mi pareva di avere visto anche il Presidente Fugatti, si è deciso molto altro per non farci mancare nulla nei riguardi degli specialisti.

Con l’attuale legislazione vigente, l’unica soluzione possibile alla carenza di essi è quella normata dalla Legge di Bilancio 2019 e dal Dl Calabria, sulla cui attuazione contrattuale ha dato il suo contributo fattivo anche il sottoscritto all’accordo nazionale del 5 settembre u.s.

Si può fare l’apertura dei concorsi agli specializzandi del quarto e quinto anno, con inserimento in graduatorie separate da utilizzare, in caso di inesistenza o esaurimento di quelle degli specialisti, per l’attivazione di un percorso di formazione specialistica che prevede il training professionalizzante come dipendente e lo svolgimento nell’Università della parte teorica, con un contratto di lavoro-formazione.

Manca solo un regolamento attuativo che dovrebbe essere fatto al più presto in Apran, dato che in questo siamo autonomi dal resto d’Italia, dopo la richiesta urgente di Cisl medici di sederci intorno al tavolo di trattativa e che che crei condizioni attrattive per i giovani, vedi retribuzione che non può passare da un calo delle risorse in Trentino di 120 milioni di euro nella sanità.

In Italia ci sono 9 mila specializzandi di Medicina al quarto e quinto anno di corso con contratto a tempo determinato. Non c’è bisogno di prendere medici neo laureati per risolvere la carenza di camici bianchi o medici a gettoni come da noi, e neppure dire che le scuole di specializzazione ne laureano meno di quelli necessari: basta utilizzare anche solo 5 mila di quei ragazzi che sono praticamente a fine percorso per affrontare la situazione, italiana e locale in Trentino.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino