In relazione alle affermazioni a mezzo stampa dell’Assessore alla salute Stefania Segnana, oggi, relativamente alla ipotesi di una Facoltà di Medicina e Chirurgia a Trento; nonché alla ipotesi di fare come Zaia in Veneto per quanto riguarda le nuove assunzioni di medici neolaureati abilitati non specializzati nel servizio pubblico, Cisl medici del Trentino rimarca quanto segue:

In Veneto, il Presidente Zaia ha sentito la necessità impellente di assumere 500 neolaureati abilitati alla professione medica, senza titolo specialistico, nonostante nella sua Regione ci siano già due Facoltà di Medicina e Chirurgia (Padova e Verona) ed innumerevoli Scuole di Specialità. Quindi non è la mancanza di Università di Medicina e Chirurgia che fa di Trento un territorio carente di medici da assumere nel pubblico servizio, piuttosto l’errata programmazione delle borse di studio trentino e quella delle Scuole specialistiche, anche se siamo comunque favorevoli alla proposta fatta già dieci anni fa dall’ex Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Trento,dott.Giuseppe Zumiani ed oggi ripresa dall’Assessore trentino.

In riferimento invece a inserire neolaureati copiando Zaia ed il Veneto, non potremmo certo dirci contrari a priori: il servizio sanitario pubblico va garantito ovunque in Provincia,rispettando però parametri di qualità comuni a tutti, negli ospedali di valle come in quelli cittadini, nelle sedi periferiche come in quelle centrali.

Ma su quanto asserisce Segnana, come Zaia, si sta discutendo a buoi scappati. Ogni tentativo di soluzione è un passo avanti, un inizio, ma se le buone intenzioni sono da apprezzare in un Assessore pragmatico, non altrettanto la risoluzione dei problemi ci sembra meritevole di essere preso in considerazione.

Cisl medici si domanda quale garanzia di competenze potranno fornire ai cittadini giovani medici con alcuni mesi di preparazione e formazione? Chi saranno questi tutor che dovrebbero formare in ospedale i nostri neolaureati? Come potranno fare da tutor i nostri dirigenti medici ospedalieri che grazie ai sottoorganici attuali e al sovraccarico di ore di straordinario attuali non potranno di certo togliere tempo all’assistenza pubblica per dedicarla al tutoraggio?

Parafrasando le parole del Segretario nazionale della Cisl medici, dottor Papotto, aggiungiamo:cosa penserebbe l’Aviazione ed i suoi passeggeri, di piloti con due mesi e poche ore di formazione, fatta in una Scuola di cui non sono conosciute le referenze? Se aspettiamo di costruire una Facoltà di Medicina e Chirurgia a Trento, dopo le brillanti idee sul NOT e Protonterapia, ci vorranno anni, a cui aggiungerne altri sei del corso di studi, prima di avere i primi medici in numero sufficiente al nostro territorio.

Meglio sarebbe stato valorizzare ed incentivare i nostri dirigenti medici trentini,sia sul piano economico che con progressioni di carriera che pagando tutti gli straordinari ad oggi lavorati gratuitamente.

Come abbiamo risposto a Zaia, in Veneto, sarebbe stato più opportuno,attraverso le opportunità previste dal contratto provinciale della dirigenza medica e dall’accordo della medicina generale, riconoscere l’intensa ed indispensabile attività di questi professionisti,compresi quelli che lavorano nelle APSP, adeguandone il trattamento economico agli standard europei.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario Generale Cisl medici del Trentino